Malaysia e Singapore street power

Alla scoperta di Penang, delle isole Perhentian e della città-Stato
 
Partenza il: 09/08/2019
Ritorno il: 21/08/2019
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Asia is calling. Ancora una volta. Irrimediabilmente. Contrariamente al solito, questa volta abbiamo prenotato tutto all’ultimo momento, pochi giorni prima della partenza. Meglio tardi che mai dicono. Si parte.

INFO INTRODUTTIVE

Alcune info di base per inquadrare meglio il nostro viaggio:

Itinerario: Georgetown Penang (4 notti) – Pulau Besar Perhentian (3n) – Singapore (3n)

Periodo di viaggio: 9 – 21 agosto

Agenzia/Fai da te: fai da me

Modalità di spostamento: 2 aerei interni, 1 minivan notturno

Hospitality: hotel a Penang e Singapore prenotati con Booking; hotel alle Perhentian prenotato tramite agenzia locale

Di seguito una panoramica delle spese principali per tipologia:

  • VOLO intercontinentale x2 -> 1800 € (British Airways Malpensa-Singapore con scalo breve a Londra)
  • ASSICURAZIONE viaggio singolo Columbus x2 -> 160 €
  • VOLI interni x2 -> 600 € (Air Asia Singapore-Penang e Malaysia Airlines Kota Bharu-Singapore con scalo breve a Kuala Lumpur)
  • Altri TRASPORTI totale -> 150 € (comprensivi di: Grab taxi a Penang e Singapore, autobus locali a Penang, mini van notturno da Penang a Kuala Besut Jetty, water taxi vari tra le isole, metropolitana a Singapore)
  • HOSPITALITY totale -> 530 € (spesa media giornaliera pro capite: 26,5 €)
  • FOOD & BEVERAGE totale -> 530 € (quindi spesa media giornaliera pro capite: 24 €)
  • VISITE & ATTIVITÀ totale -> 200 €

Diario di viaggio

DAY 0 – GIO 09/08/19

La vacanza inizia col brivido: caos a Malpensa. Dal giorno prima infatti il sistema check-in di British Airlines è in tilt a livello centrale. Voli cancellati e in ritardo. Grande agitazione ai banchi della compagnia. Alla fine, ce la caviamo con un’ora e mezza di ritardo in partenza e un’ora di attesa sull’aereo prima di farci scendere a Heathrow. Il volo invece registra un tempo record di un’ora! Le ore di scalo erano quattro perciò siamo ancora in tempo. Sederci sull’A380 che ci condurrà a Singapore è un sospiro di sollievo, nonostante le tredici ore di viaggio che ci attendono.

Partiamo alle 21 GMT, considerando la durata del volo e le sei ore di fuso, atterriamo a Changi attorno alle 17 locali. Giusto in tempo per renderci conto che l’aeroporto è anche un enorme centro commerciale, che nel centro commerciale nell’aeroporto c’è anche una specie di giungla, e che nella giungla nel centro commerciale nell’aeroporto c’è una gigantesca fontana con annessi spettacoli di luci musica e colori. Giusto il tempo di goderci un po’ di show e berci la prima Tiger (ai frutti rossi) al TigerLab all’ultimo piano del mall, poi via verso il terminal 4 da dove prenderemo il volo per Penang, non prima di esserci auto imbarcati i bagagli ai bag-drop self-service di AirAsia. Partiamo alle 22.30 con l’ultimo volo di giornata per l’isola malese, dopo aver tentato invano di salire sul volo dell’ora prima dato che eravamo già lì in anticipo.

Arrivati a Penang, prendiamo un taxi che per 67 MYR ci porta in venti minuti al nostro alloggio in centro a Georgetown. Osservando fuori dal finestrino sembra che sull’isola si sia appena abbattuto un violento temporale: alberi caduti, strade bagnate e deserte. In effetti, scopriremo poi che la coda di un tifone diretto in Thailandia aveva colpito Penang proprio quel pomeriggio.

Arriviamo al Lagenda House all’ 1 passata. Porta chiusa e numero da chiamare. Ops, non siamo molto preparati infatti non abbiamo fatto la scheda sim malese quindi i tentativi di chiamare risultano vani. Per fortuna passano due ragazzi ai quali chiedo se possono chiamare il numero per noi. Primi due tentativi senza risposta, speranze al lumicino, terzo tentativo riuscito. Dopo cinque minuti arriva un simpatico omino in bicicletta che ci apre e ci fa accomodare per il check-in. Ringraziamo calorosamente i ragazzi dopo aver scambiato qualche chiacchiera e andiamo finalmente a dormire.

DAY 1 – VEN 10/08/19 – GEORGETOWN

La prima giornata del viaggio è dedicata interamente a Georgetown, il cui appeal proviene decisamente dalla strada. Street art e street food caratterizzano questa città invadendola di odori e colori. Ci rifocilliamo abbondantemente con la colazione del Lagenda. Dopodiché, ci dirigiamo al Penang Global Tourism per recuperare la Marking Penang, una mappa gratuita con geolocalizzazione di tutti i pezzi di street art più belli e famosi. Qui ci propongono anche dei tour guidati del centro storico, gratuiti, ma previsti solo alcune mattine della settimana. Proseguiamo lungo Beach Street arrivando alla Queen Victoria Memorial Clock Tower e dopo pochi passi al Fort Cornwalls dove però non entriamo perché poco ci sembra poco attrattivo. Arriviamo poi alla Penang Town Hall costeggiando il lungomare già frequentato da qualche pescatore e rientriamo nel centro storico lungo Jalan Masjid Kapitan Keling dove incontriamo a poche centinaia di metri una dall’altra prima una chiesa anglicana (St George’s Anglican Church) poco più avanti un tempio buddista (Tokong Kuan Yin) e un tempio induista (Sri Maha Mariamman Temple), avanti ancora una moschea (Masjid Melayu). Evidenza di un meltin-pot culturale non indifferente.

Dopo questa montagna russa di religioni, scopriamo i primi lavori di street-art nella zona di Lebuh Armenian che ci conduce a visitare il Khoo Kongsi e il Cheah Kongsi (10 MYR a testa per entrambi), dimore dei più antichi clan cinesi della città. Il caldo è abbastanza insopportabile, ma lo sopportiamo proseguendo verso i Clan Jetties, concentrazioni di palafitte abitate anche queste dalla parte cinese della popolazione. In particolare ci addentriamo nel Lee Jetty e Chew Jetty, trovando in fondo al molo una piacevole e fugace brezza marina che ha il sapore di salvezza, troppo breve purtroppo. Finalmente mangiamo, al “The Jetty Food Court” tipico food center asiatico come piace a noi. Proviamo hainan chicken rice e pork satay sorseggiando coca cole più economiche dell’acqua.

Con la panza piena, e grondanti di sudore, torniamo al Lagenda per recuperare gli zaini. Con Grab ci spostiamo all’altro hotel che abbiamo prenotato per le prossime tre notti, il Noortin Street Hotel poco più fuori rispetto al centro storico ma ancora in buona posizione. Riposiamo mezz’ora, poi torniamo alla carica dirigendoci alla vicina Komtar Tower per salire in cima allo Sky Observation Deck (circa 65 MYR) il cui highlight è la passerella di vetro con vista nel vuoto. Dentro la Komtar Tower ci sono un sacco di altre attrazioni a cui rinunciamo in quanto rivolte ad un pubblico decisamente meno adulto.



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