Mai dire Masai

L’avventura inizia da Verona, volo da Milano Malpensa fino a Mombasa e poi via per il safari per poi terminare nella Riserva Marina di Watamu presso Malindi. In tre amici abbiamo affrontato questo viaggio capendo cosa vuol dire prendersi il “mal d’Africa”, percorrendo le distese dei parchi nazionali e vivendo la savana. 11/01 (Finalmente...
Scritto da: tabjs
mai dire masai
Partenza il: 11/01/1999
Ritorno il: 26/01/1999
Viaggiatori: fino a 6

L’avventura inizia da Verona, volo da Milano Malpensa fino a Mombasa e poi via per il safari per poi terminare nella Riserva Marina di Watamu presso Malindi. In tre amici abbiamo affrontato questo viaggio capendo cosa vuol dire prendersi il “mal d’Africa”, percorrendo le distese dei parchi nazionali e vivendo la savana.

11/01 (Finalmente si parte!!) – Oggi ci attende una giornata piena di “mezzi di trasporto”, ce li faremo tutti: auto, treno, pullman e per finire (ed arrivare) l’aereo. Alle ore 15.26 partiamo con il treno dalla Porta Nuova Railway Station di Verona. Il viaggio che ci conduce a Milano è tranquillo ed arriviamo puntualmente alle ore 17.00 circa alla stazione di Milano C.Le.

Alla sinistra della stazione si trova il terminal dello “Shuttle Malpensa” cioè il pullman che ci porterà in aeroporto. Carichiamo i bagagli e via alla volta di Malpensa alle ore 17.20. L’aereo per Mombasa partirà dalla Malpensa vecchia ovvero il Terminal 2, infatti quando arriveremo alla Malpensa 2000 (terminal 1) dovremo scendere e prendere il bus navetta per la Malpensa vecchia.

Il viaggio sul pullman è regolare, e dopo circa 50 minuti di viaggio arriviamo a Malpensa 2000 dove scendiamo con i nostri bagagli. Qui dobbiamo prendere il bus navetta che ci “traghetterà” allo scalo vecchio di Malpensa, si tratta di un vero e proprio autobus cittadino, per cui i bagagli ce li portiamo appresso occupando ulteriormente spazio.

Dopo una serie di fermate intermedie, per caricare e scaricare piloti e steward, approdiamo alle Departures di Malpensa vecchia e qui ci portiamo nell’Area Gruppi come previsto da programma e qui non troviamo ancora nessuno, pertanto decidiamo di fare colazione (??? – notare che sono le ore 19.00).

Ci muniamo dei tradizionali carrellini da supermarket per fiondarci i bagagli e ci dirigiamo al bar. Con nostra sorpresa notiamo dai display che a fronte dell’inquinamento acustico gli annunci non verranno dati, pertanto siamo pregati di fare attenzione alle partenze sui display.

Terminata la pausa caffè ce ne torniamo presso l’Area Gruppi, saranno passati si e no quaranta minuti e con nostra meraviglia ci rendiamo conto che l’intera area è stracolma di gente. L’intera Area Gruppi completamente brulicante di turisti in partenza con bagagli e bagaglini. Sono le 19.45 e ritiriamo finalmente il biglietto, con passaporto e programma del viaggio, ci dirigiamo al bancone dove ci viene consegnato, unitamente al biglietto, anche uno zainetto omaggio. Oltre a tutto questo ci viene riferito che il volo per Mombasa partirà con tre ore di ritardo ci viene quindi consegnato anche un buono pasto da consumarsi presso il locale ristorante.

Sistemati gli zainetti nelle valigie facciamo il check-in e con il resto del bagaglio ci dirigiamo verso le partenze internazionali il controllo di rito del passaporto e del bagaglio a mano. Passate le prime formalità doganali, ci rechiamo a quello che resta dei Duty Free Shops in quanto la maggior parte è stata trasferita a Malpensa 2000. Sono le 20.30 e dobbiamo aspettare fino a mezzanotte per la partenza dell’aereo pertanto ci spostiamo con tutte le masserizie ai piani alti dove ci sono parecchie sedie libere e qui ci accampiamo leggendo la guida del Kenya. Siamo stanchi di rimanere seduti perciò decidiamo di sfruttare il buono al ristorante – comunque niente di speciale: panino con prosciutto o formaggio con un bicchiere di bibita.

Si avvicinano le 23.00, perciò ci spostiamo al gate 13 da dove verremo imbarcati sul volo per Mombasa. Durante l’attesa ci accampiamo nella sala partenze arredata con piante che sembrano finte, ma non lo sono. E’ quasi mezzanotte, come avevamo previsto il primo giorno è “volato” per le formalità del viaggio.

12/01 (The African tourists) – E’ poco più di mezzanotte e ci stiamo imbarcando sul volo per Mombasa. Si tratta di un volo charter che fa servizio il lunedì e collega l’Italia con l’Africa. Durante il tragitto farà scalo a Roma per imbarcare altri passeggeri.

Passata un’oretta atterriamo all’Aeroporto Fiumicino di Roma dove salgono altri passeggeri noi rimaniamo a bordo e dopo circa tre quarti d’ora ridecolliamo (sono circa le 2.00 ora di Roma). Alle 5.00 ora di Mombasa (in Kenya il fuso orario è d 2 ore in più rispetto all’Italia) vengono accese le luci, e alle ore 5.30 ci viene servita la cena che a nostro parere è molto buona.

Nel frattempo il comandante annuncia che stiamo passando sulla Libia per poi entrare in Sudan, inoltre ci saranno delle correnti a getto che soffieranno lateralmente all’aereo. Viste le turbolenze annunciate, l’equipaggio ci invita ad allacciarci le cinture di sicurezza. Verso le 10.30 il comandante annuncia la discesa verso Mombasa. Alle ore 11.00, atterriamo al Moi International Airport di Mombasa accompagnando il tutto con un caloroso applauso. Scesi dall’aereo ci imbattiamo immediatamente con il caldo clima africano (con una certa percentuale di umidità), il personale di terra dell’aeroporto ci accoglie con un cordiale JAMBO e KARIBU (= ciao e benvenuto). Al banco del controllo passaporti gli addetti ci dicono HAKUNA MATATA cioè “nessun problema”. Andiamo al baggage reclaim per ritirare i bagagli. Nel frattempo le nostre valigie le carichiamo sul carellino.

Davanti all’aeroporto troviamo la guida. Abbiamo lo strano presentimento che il safari lo faremo da soli (guida inclusa ovviamente). Arriviamo al minibus che ci trasporterà lungo l’intero safari e qui conosciamo il conducente e guida di colore che ci accompagnerà nei tre parchi che visiteremo. Egli parla inglese pertanto ci arrangeremo (forse) per una pronta traduzione.

Ci avviamo verso il primo parco che visiteremo oggi e cioè lo Tsavo East National Park. La guida ci comunica che dovremo correre un po’ se vogliamo pranzare, infatti ci dirigeremo subito al lodge dove ci sistemeremo in camera e pernotteremo.

Il nostro mezzo è confortevole, tenendo conto che siamo solo in tre e quindi abbiamo tutto lo spazio per muoverci. Il tettuccio è apribile e ciò ci permetterà di scattare tutte le foto che vogliamo.

La distanza che separa Mombasa dal Parco dello Tsavo Est è di circa 160 Km pertanto la guida parte a razzo verso il parco. La strada che percorriamo è denominata A109 e non è altro che l’autostrada Mombasa-Nairobi. L’asfalto è sistemato da panico (teniamo conto che in Kenya la guida è all’inglese, cioè tutto sulla corsia di sinistra) ed ogni tanto ci sono delle interruzioni con deviazioni su strade sterrate che sono veramente da utilizzare come vibromassaggio. Durante il tragitto ci fermiamo per prendere delle bottiglie d’acqua, non avendo fatto il cambio con gli scellini kenyioti, la guida ci anticipa il denaro.



    Commenti

    Lascia un commento

    Kenya: leggi gli altri diari di viaggio