Madrid: impressioni di Erasmus

Il mio non è un vero e proprio itinerario di viaggio, ma un breve racconto sulla mia esperienza madrilena, durata circa sei mesi del 2002, anno in cui ho fatto l'Erasmus. Io non conosco molte persone che sono rimaste deluse dalla Capitale spagnola, anzi a dir la verità non ne conosco proprio. Appena arrivi in aereoporto e prendi il primo taxi...
Scritto da: carlo-rombola
madrid: impressioni di erasmus

Il mio non è un vero e proprio itinerario di viaggio, ma un breve racconto sulla mia esperienza madrilena, durata circa sei mesi del 2002, anno in cui ho fatto l’Erasmus.

Io non conosco molte persone che sono rimaste deluse dalla Capitale spagnola, anzi a dir la verità non ne conosco proprio.

Appena arrivi in aereoporto e prendi il primo taxi per il centro ti accorgi che i tassisti qui sono molto loquaci, sopratutto se sei italiano ed anche se (come me il primo giorno) non parli bene la loro lingua. Argomento preferito, il calcio: di quello, si sa, un italiano non può essere impreparato. E neanche uno spagnolo.

Se hai la fortuna di fermarti qui per un periodo di tempo considerevole ti rendi conto di quanto ai madrileni piaccia comunicare, capire e farsi capire, ti rendi conto del modo di prendere la vita qui in Spagna, senza inutili stress e (quasi) sempre col sorriso sulle labbra.

Dal punto di vista organizzativo mi ha colpito molto la fitta rete di metropolitana che attraversa in lungo e in largo la città. Pensate, ci sono 11 linee che raggiungono ogni parte di Madrid, tanto che, ho sentito, il madrileno purosangue non ha neanche la patente, o almeno, diciamo che può benissimo farne senza, cosa che di sicuro non capita ad un milanese o ad un romano.

Per chi vuol fare un giro culturale non ci si può perdere il museo del Prado e della Reina Sofia, dove si possono trovare opere d’arte suggestive che hanno lasciato il segno anche su un profano come me, come la Guernica di Picasso, che molti di voi conosceranno, e altre opere di Goya, un altro grande pittore spagnolo.

Da non perdere anche il Palacio Real, maestoso ed elegante, che si erge in pieno centro e offre un colpo d’occhio davvero suggestivo.

Infine la cucina: a Madrid si mangia abbastanza pesante, il piatto tipico è il cocido, una specie di bollito misto, non esaltante a mio giudizio. Diciamo che per assaggiare la tipica cucina spagnola Madrid non è esattamente la città giusta, però si trovano quà e là dei ristorantini tipici, in apparenza non molto accoglienti ma assolutamente da provare.

Costo della vita? Non altissimo, si spende meno che in Italia, abbondano gli ostelli a buon mercato e gli alberghi confortevoli e a prezzi contenuti, anche nei negozi si compra abbastanza bene, lasciando perdere ovviamemente le marche italiane poichè qui le pagate molto di più.

Ho cercato di essere il più conciso possibile per poter dare un’idea molto in generale, ma spero di aver reso l’idea di quanto sono stato bene in questa città meravigliosa. Capitolo a parte, discoteche & nightlife. Di quello tratterò nel prossimo intervento.

********* Per girare in lungo e in largo tutta Madrid by night non bastano sei mesi, ed infatti non ho potuto completare il giro, ma ho raccolto una serie di dritte che potrebbero essere utili a chi desidera andare a fare un pò di vita notturna nella capitale spagnola.

Tutti coloro che sono passati da Madrid, che ci siano stati in gita scolastica, viaggio con gli amici o breve blitz di lavoro, non credo abbiano mancato l’appuntamento con il Kapital, una delle discoteche più grandi d’Europa, formata da 7 piani, e che ogni weekend raccoglie migliaia di avventori, fra turisti e autoctoni, che ballano e si divertono fino alle 6 del mattino. Fra l’altro in Spagna si va in discoteca molto tardi, in media tutta la gente arriva verso le due-tre, ma si trova la fila alla porta anche alle 5 del mattino! Vicino a Plaza Mayor ci sono due discoteche molto belle e molto diverse fra loro: il Joy Eslava, locale fighetto (o, come si dice a Madrid, “pijo”), teatro di serate molto eleganti, con una ferrea selezione alla porta e una clientela diciamo “scelta. Al numero 9 di calle Arenal c’è il Palacio Gaviria, il mio preferito, che il giovedì ospita una serata internazionale dove il divertimento è assicurato. Aggiungo che a me piace molto cambiare, quindi tentavo di andare in un locale sempre nuovo ogni volta che uscivo, ma il giovedì era il giorno dedicato al Palacio, dove c’è un mix esplosivo di turisti, studenti e lavoratori che fanno casino fino all’alba.

Per quanto riguarda le discoteche potrei nominare anche il Cool, il Pachà, la Boteguita, el Cats, e tantissimi altri, di alcune neanche ricordo il nome, ma ce n’è davvero per tutti i gusti.

Soffermandomi un attimo sui quartieri invece mi preme consigliare l’autentica movida di Huertas, un posticino dietro Puerta del Sol dove ci sono tanti discobar sempre strapieni di gente; la tipicità di La Latina, dove si può trovare anche il Rastro, il mercato di Madrid, e che anche di notte pullula di bar de copas; l’atmosfera studentesca di Moncloa, dove fra l’altro c’è anche il palazzo del Governo; la trasgressione di Chueca, il quartiere gay; la modernità della zona di Torre Europa, vicino al Bernabeu, sul Paseo della Castellana, dove, come mi ha detto un amico, puoi vedere “las chicas mas guapas de toda Madrid”.

Un’avvertenza: a Madrid hanno una concezione un pò ottusa di “selezione all’ingresso” dei locali, potrete infatti non essere ammessi in discoteca perchè avete l’orecchino o il “pelo largo”, ossia i capelli lunghi, oltre che per le scarpe da tennis o piccolezze di questo tipo. Quindi premunitevi per non avere poi inutili contrattempi, come è successo, purtroppo, a me.

Ciò detto, auguro a tutti buon viaggio e mi scuso se ho tralasciato quache informazione e, soprattutto, se sono stato troppo conciso ma l’intenzione era quella di fare una panoramica su tutto.

Un saluto



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