Madagascar responsabile

Viaggio responsabile in Madagascar: 15 giorni per conoscere da dentro un Paese e una cultura tanto lontana da noi
 
Partenza il: 04/08/2013
Ritorno il: 19/08/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Madagascar responsabile

Date di viaggio: 2 settimane (4 – 19 agosto 2013)

Itinerario principale: Antananarivo, Antsirabe, Ambositra, Soatanana, Fianarantsoa, Manakara, Ranomafana (Parco), Ambalavao, Riserva Anja, Ranohira (Parco Isalo), Tulear, Anakao.

Link a breve video (slide show) con foto viaggio: http://youtu.be/tH3vlnyEm_A

Sanità: abbiamo scelto di non fare la profilassi per via del fatto che abbiamo viaggiato in inverno in zone poco rischiose. In effetti abbiamo “incontrato” pochissime zanzare (a detta dei locali non pericolose). Abbiamo comunque portato con noi repellenti, Anti-Brumm (usati quotidianamente come prevenzione), e zanzariera per i posti sprovvisti. Consigliamo antitifica e epatite A.

Racconto: Viaggiamo sempre in maniera responsabile, ma quest’anno abbiamo deciso di farlo in maniera ufficiale rivolgendoci a Viaggi e Miraggi, un’agenzia che opera nell’ambito del turismo solidale. Abbiamo visitato il Madagascar con Hoby, una giovane malgascia che ha imparato l’italiano e i rudimenti di accompagntrice turistica grazie alle attività dell’associazione Averiko di Mira (Ve) e la corrispettiva Koinonia in Madagascar (Fianarantsoa). Grazie a Hoby e agli altri ragazzi del gruppo abbiamo potuto conoscere da vicino la cultura e le abitudini del Madagascar, senza però rinunciare alle classiche mete turistiche (parchi, città, mare…)

Purtroppo da Milano non ci sono voli diretti per Antananarivo, dobbiamo quindi far scalo a Parigi, dove ci aspetta un boing 777 dell’Air France. Il volo scorre più veloce del previsto, nonostante duri circa 10 ore, guardando film, leggendo e facendo qualche pisolino.

Finalmente atterriamo in questa pista illuminata in mezzo al nulla: l’aereo gigante arriva a fondo pista, fa inversione a U e torna indietro al parcheggio. Si scende, aria africana..che emozione! Operazioni di sbarco lunghe e complesse e dopo più di un’ora siamo fuori dove ci attendono Hoby e Lanto (autista). Sorridenti ci accolgono e ci portano nell’alberghetto vicino (Auberge au Cheval Blanc), camera spartana, ma ce lo aspettavamo visto che sarà piu’ o meno cosi per tutto il viaggio. Troppo presto e buio x dare un giudizio a questa terra. Vediamo domani…

Antanarivo – Antsirabe – Ambositra

Partiamo con calma verso le 8. Super traffico a Tana, iniziamo a capire il livello e lo stile di vita dei malgasci: tutti per strada, bancarelle improvvisate, gente ammassata che aspetta taxi-be, signore che lavano panni nel fiume. Facciamo solo un giro veloce per la città, tanto ci torneremo l’ultimo giorno prima di prendere il volo di ritorno. Usciamo dalla capitale in direzione sud, poco fuori dal centro, inizia la campagna con i terrazzamenti coltivati a risaie e terra rossa. La strada ė sinuosa con tanti villaggi e case tipiche di terra e mattoni rossi. Il viaggio ė lungo, incontriamo tanta gente a piedi, tutti camminano, spesso senza scarpe, tanti bimbi che giocan, le donne, nei loro abiti colorati, in testa portano di tutto, taxi-brousse stracarichi di gente e merce.

A pranzo facciamo tappa in un villaggio in un Hotely (trattoria): riso + carne di zebu e coca. Durante una pausa veniamo assaliti da un gruppo di bimbi, tipo bimbi di Peter Pan (chiedono sapone / penne).

Arriviamo a Antsirabe, ex città coloniale oggi un po’ fatiscente. Scende il buio pesto sulla strada, nonostante siano appena le 18, attraversiamo villaggi senza corrente con solo fuoco o candele. Arriviamo finalmente ad Ambositra (400 km in totale – 8 ore). Alloggio carino (motel Violette), bungalow + cena con caminetto.

Ambositra – Soatanana

Ci svegliamo con sole! Meta della giornata: villaggio tipico immerso tra i monti dove le donne lavorano tutte la seta (Soatanana). Mezzo di trasporto consigliato: land rover. Mezzo utilizzato: jeep malgascia… Renault 4 cilindri del 1970 verde sbiadito, priva di serbatoio, benzina in taniche direttamente tra i piedi dell’autista, che temiamo sia stato bocciato al corso sulla sicurezza!

Siamo alla meta dopo circa 2 ore di viaggio, percorsi non più di 30km, non senza aver sbagliato strada un paio di volte e esserci impestati nel fango con auto, bimbi ci rincorrono urlanti, semplicemente per salutarci (salut vazaha = stranieri in malgascio) giocano con una gomma e pezzo di legno, le pannocchie vengono utilizzate dalle bimbe come se fossero bambole.

Veniamo portati a vedere le varie tappe della lavorazione della seta, attrezzi casalinghi, sorrisi, senza denti, molto cordiali e accoglienti. Mercato delle sciarpe, a terra esposte un centinaio di sciarpe e tutto intorno il villaggio radunato ci guarda con gli occhi puntati per vedere se e quante ne compreremo: che scena! Ci facciamo prendere un po’ la mano e ci lasciamo giù uno stipendio.

Ritorno verso hotel, giro in paese ad Ambositra. Tappa a comprare statuette di legno, Ambositra infatti è famosa per lavorazione del legno, e casualmente capitiamo nel negozio che sostiene un progetto di riforestazione gestito da un ragazzo di Parma, trasferito in Madagascar ormai da 8 anni.

Ambositra – Fianarantsoa

Lo spostamento di oggi avverrà coi mezzi pubblici, prenderemo infatti il famoso taxi brusse, che altro non è se non un pulmino omologato per 9 ma che trasporta almeno il doppio dei passeggeri e sul cui tetto si può trovare di tutto: letti, bestiamo, bagagli, alimenti, motorini. Arrivati alla stazione (delirio di taxi-be + venditori ambulanti + autisti + facchini + viaggiatori), gli addetti al nostro taxi ci riconosco subito e ci caricano i bagagli sul tetto del taxi. Da qui in poi aspetteremo più di un’ora prima di partire (il taxi devi rimpire tutti i 18 posti). Nell’attesa, intorno a noi, vediamo di tutto: passeggeri che si bevono un uovo o mangiano spaghetti in brodo prima di partire, autisti che si fanno la guerra per aggiudicarsi i passeggeri e riempire il prima possibile il loro taxi, aiutandosi sempre l’un l’altro però, facchini che trasportano di tutto e fanno avanti e indietro e su e giù dai tetti dei taxi come dei pazzi. Alle 10.30 si parte. Sulla nostra fila siamo in 4, posti strettissimi, peggio di Ryanair!

La strada non è nelle condizioni migliori, ma il paesaggio è davvero bello, arriviamo verso le 15.30 dopo 5 ore di viaggio per 200km!

Alla stazione di Fianarantsoa altro casino indescrivibile con taxisti che ci saltano addosso. Alla fine spuntiamo un buon prezzo per andare a casa del ragazzo dell’associazione dove pernotteremo. Ci dirigiamo poi a visitare uno dei progetti dell’associazione a cui ci siamo affidati: Fanovo. Si tratta di un centro per lo sviluppo delle arti dei ragazzi (musica, lingue, comunicazione). Durante la visita i ragazzi ci intrattengono con musiche popolari suonate con strumenti dal vivo, molto suggestivo e emozionante. Torniamo sui nostri passi con taxi. Arrivati a casa cerchiamo di capire come lavarci (no acqua calda, doccia con secchio, ecc..). Cose difficili per noi occidentali, ma anche questo e’ Madagascar e fa parte del viaggio. Ceniamo a casa con (verdure + riso + polpette di zebu + frutta), poi partita a carte (bello mettere insieme questo crogiolo di culture diverse).



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