Madagascar, Nosy Be

Mare, natura, immersioni... l'isola magica che ci ha incantato
Scritto da: maddainviaggio
madagascar, nosy be
Partenza il: 30/06/2015
Ritorno il: 08/07/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Finalmente Nosy Be!

Il tempo a disposizione quest’anno non ci consentiva altra scelta, anziché da viaggiatori ci siamo vestiti da turisti, è stato bellissimo lo stesso.

Attualmente il flusso turistico è molto ridotto, a causa dei pochissimi collegamenti aerei.

In pratica, solo i due voli di Neos dall’Italia e un altro volo alla settimana come intercontinentali, e difficilissimi collegamenti con la Terra Madre, poiché Air Madagascar ha il monopolio, ma quando siamo arrivati noi era in sciopero da due settimane (sic!).

Chi vola quindi su Antananarivo deve poi continuare via terra, e ci dicono su strade non facili… il che riduce notevolmente l’afflusso.

L’impressione è stata che quasi tutti i Resort fossero semivuoti, limitando quindi l’indotto del turismo che è rimasta una delle poche risorse… purtroppo le attività di tipo “industriale” che prima si svolgevano sull’isola, come la pesca dei gamberi o la distilleria di essenze, sono tute chiuse, ci dicevano per malgestione del governo centrale.

Nonostante quindi la percezione di uno stato generale di povertà e difficoltà economica, chi ci va per turismo o chi ci lavora per un po’ non può fare a meno di rimanerne affascinato.. o almeno questo è ciò che è capitato a noi.

Peraltro, la natura dell’isola consente un’agricoltura e un allevamento che danno produzioni più che di sussistenza; il che, insieme alla pesca, tiene lontano il problema della fame.

Noi abbiamo mangiato buonissima carne di zebù, ottimo pesce , riso al cocco .. una cucina semplice , ma ci è piaciuto tutto!

Tornando al nostro viaggio:

Abbiamo scelto di soggiornare al Corail Noir perché cercavamo un posto piccolo, tranquillo e possibilmente dotato di Diving interno. Tutte queste cose le abbiamo trovate, e molto altro..

Arriviamo da Malpensa la mattina del 1° luglio, la giornata è splendida e il cielo rimarrà limpido tutta la settimana. Il clima è perfetto, asciutto e non eccessivamente caldo. Abbiamo valutato i pro e i contro della stagione e devo dire che, pur sapendo che non avremmo trovato in mare i “grandi” (squalo balena o le balene, per esempio), abbiamo avuto maggior visibilità in acqua durante le immersioni, tempo sempre bello e poco affollamento (pochissimi turisti, davvero).

Non ci siamo pentiti quindi della scelta, anche se rimane la voglia di tornare in un’altra stagione per vedere “il resto”.

Accolti con calore al resort, prendiamo possesso della nostra bellissima camera e ci godiamo la prima giornata di acclimatamento e relax.

Il fatto che ci sia una sola ora di differenza di fuso orario aiuta ad adattarsi subito.

A partire dal giorno dopo… gite e immersioni tutti i giorni!

Per quanto riguarda le gite, noi abbiamo visitato Nosy Tanikely (dove abbiamo fatto anche le prime due immersioni, tra tartarughe e coralli) e Nosy Komba… il cui nome significa non a caso “isola dei Lemuri”.

Un’altra escursione da non perdere è Nosy Iranja, con le due isole che si congiungono tramite una lingua di sabbia bianca solo in alcune ore del giorno, a seconda delle maree.

Nella altre giornate, due immersioni nei punti più belli per ogni uscita (siamo stati molto contenti della competenza e della simpatia dello staff di Aqua Diving, oltre che di quello del Corail Noir) e al pomeriggio relax in spiaggia a Sakatia o passeggiata sulla spiaggia di Ambaro al lato del resort, con chiacchierate con le ragazze che vendono le tovaglie ricamate che colorano il paesaggio, sventolando al sole.

Anche l’attività subacquea è condizionata dalle maree, che rendono alcuni spot difficoltosi o impraticabili a causa della corrente in certi periodi. E’ importante quindi affidarsi a chi questi fondali li conosce bene, non sempre si tratta di immersioni tecnicamente banali. Per quanto la visibilità sia buona, non è comunque quella delle Maldive o di altri posti famosi per le immersioni, bisogna sapere cosa aspettarsi per non rimanere delusi.

L’ultimo giorno, non potendo andare sott’acqua prima del volo, gita “di terra”: abbiamo visitato la penisola di Loboke con la sua foresta, visti i lemuri di due specie diverse, serpenti, camaleonti, raganelle colorate, remato su una piroga per arrivare al punto di partenza della passeggiata, mangiato nel villaggio, scoperta una spiaggia deserta dalla sabbia rossa camminando su sabbia fangosa che dopo poco viene di nuovo coperta dall’acqua…

La forza delle maree che fa cambiare il paesaggio più di una volta al giorno è una delle cose che più mi ha affascinato di questa isola meravigliosa, che offre una natura esplosiva e un’energia che mi ha davvero colpito.

Anche le persone che abbiamo incontrato sono state parte integrante della nostra vacanza, sia i malgasci che gli italiani “trapiantati”, tante persone che sono state calamitate da questo paese e non se ne sono più staccate.. è davvero un posto magnetico! Magari una prossima volta (che speriamo fortemente ci sarà!) sarebbe bello estendere la visita alla regione di Diego Suarez, con paesaggi unici e particolari, che ci hanno descritto come indimenticabili.



    Commenti

    Lascia un commento

    Madagascar: leggi gli altri diari di viaggio