Lungo le strade dell’isola rossa… non solo lemuri e baobab!

Tour on the road alla scoperta delle meraviglie del Madagascar
 
Partenza il: 31/05/2018
Ritorno il: 13/06/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Dopo aver visitato molti Paesi dell’Africa subsahariana, rimanendone sempre affascinati ed entusiasti, quest’anno la nostra scelta è ricaduta sul Madagascar: meta esotica e naturalistica per eccellenza, con una flora e fauna unica, un mare da sogno e paesaggi da cartolina. Abbiamo quasi sempre organizzato i nostri viaggi in autonomia, prendendo a noleggio una vettura 4×4 e alternando notti in tenda ai più comodi lodge. Questo è il modo che indubbiamente amiamo, per il senso di assoluta libertà che ci trasmette e perché la riteniamo un’esperienza più autentica.

Ci siamo documentati molto sulla possibilità di un self drive in Madagascar, che seppure possibile, è fortemente sconsigliato per varie ragioni (lo stato pessimo delle strade, la mancanza di indicazioni, alcuni problemi di sicurezza, pochissimi noleggiatori disposti a noleggiare l’auto senza autista e a prezzi comunque uguali se non più alti, condizioni dei veicoli non proprio ottimali…). Quindi, anche se all’inizio titubanti (avevamo già provato l’esperienza del viaggio con autista in India e Kenya) abbiamo accettato l’idea e dopo varie ricerche abbiamo deciso di affidarci a Fabrizio di Freebird Madagascar per reperire l’autista ed aiutarci ad organizzare le varie tappe del nostro tour. Fabrizio è un ragazzo italiano che da molti anni vive con la famiglia a Tana, conosce benissimo il paese ed è stato un aiuto fondamentale per la riuscita del viaggio. Dopo vari contatti e scambi di email e telefonate, abbiamo definito l’itinerario per le nostre due settimane di vacanza: un tour ad anello con partenza dalla capitale, per poi spostarsi a ovest, verso Morondava, ridiscendere lungo la costa per fermarsi qualche giorno al mare sullo splendido canale del Mozambico, per poi riprendere la RN7 e risalire verso Tana passando dagli altipiani centrali e, tra gli altri, dai parchi dell’Isalo, Anja e Ranomafana. Fabrizio ci aveva avvertito fin dall’inizio che ci sarebbero stati dei tratti di strada lunghi e impegnativi e che un tour di questo tipo avrebbe richiesto senza dubbio più giorni a disposizione, ma essendo abituati a questo tipo di viaggi e non volendo perderci nessuna delle tappe, abbiamo ritenuto di mantenere il programma originario e di viverlo al meglio.

31 maggio: BOLOGNA – ANTANANARIVO

Siamo partiti la mattina del 31/05 da Bologna con Air France (tariffa 520 euro a/r) e dopo un breve scalo a Parigi la sera stessa atterriamo ad Antananarivo. Premetto che non abbiamo fatto la profilassi antimalarica e che in due settimane avremo visto 3 zanzare sì e no… Ci mettiamo in fila per il visto e dopo un minuto un ragazzo con tesserino di riconoscimento ci chiede i passaporti dicendo che se ne sarebbe occupato lui. Gli diamo quindi i 35 euro a persona per il visto e in effetti salta la fila (che comunque era di una decina di persone), va dall’operatore e in un batter d’occhio ci riporta i passaporti vistati…ovviamente chiedendoci qualcosa per il servizio! E non avendo cambiato i soldi e avendo come taglio più piccolo 10 euro, tocca dargli quelli, che per loro sono un’enormità…evvai la prima marchetta di benvenuto in Madagascar (per fortuna resterà anche l’unica!). Usciamo velocemente dall’aeroporto e conosciamo subito il nostro autista, Yves, che ci accompagna all’auto. Con nostra sorpresa, oltre ad un ottimo francese parla anche un po’ italiano. L’auto è una Nissan Patrol, con dotazioni standard ma che ci sembra in buone condizioni per affrontare il nostro on the road. Nonostante l’ora tarda il traffico è piuttosto caotico, attraversiamo il centro città e circa in 30’ arriviamo al nostro hotel, il Belvedere, gestito da un signore italiano. L’hotel è carino, la stanza e il bagno spaziosi, ma siamo talmente stanchi che pensiamo solo a buttarci nel letto….domani alle 8 ci aspetta Fabrizio!

01 giugno: ANTANANARIVO – MIANDRIVAZO

(430 km per 8h 30′ di auto con 1 ora circa di soste).

Puntuali alle 8 scendiamo nella sala ristorante da cui si gode una bella vista sulla capitale, che a quest’ora però è ancora un po’ avvolta dalle nubi sorgendo a 1400 slm. Fabrizio arriva in motorino, facciamo insieme colazione (discreta, a base di crepes) e facciamo una bella chiacchierata nella quale apprendiamo un sacco di cose interessanti sugli usi e costumi del Paese, oltre a rivedere nel dettaglio l’itinerario. Saldiamo il costo del suo servizio e il conto dell’hotel, prenotato on-line e ci prepariamo ad affrontare la lunga tratta odierna fino a Miandrivazo. Salutato Fabrizio, che incontreremo nuovamente a Tulear, ci immergiamo nel caos cittadino. Yves è bravissimo a schivare di pochi centimetri auto, carretti, animali e persone che in grande quantità sono riversi ai lati delle strette strade del centro, intenti a vendere e comprare ogni sorta di cose nelle bancarelle e nei piccoli negozi. Occorre parecchio tempo per uscire dalla capitale, le strade sono ingolfate e l’odore di diesel che entra dai finestrini rende l’aria irrespirabile. Finalmente fuori dal caos la strada diventa piacevole e si snoda tra villaggi, risaie a perdita d’occhio, altipiani di terra rossa e scene di vita quotidiana che in gran parte si svolgono ai lati della strada. Ci fermiamo ad Antsirabe, patria dei pousse pousse, a mangiare qualcosa e a comprare un po’ di frutta al mercato, oltre a procurarci una sim locale (Orange, che è quella che a maggiore copertura nel paese) per le chiamate e internet, dato che sappiamo già che il wifi non sarà sempre funzionante. Facciamo benzina (da qui a Miandrivazo incontreremo solo un altro distributore) e sul far della sera arriviamo al nostro hotel, il Princesse Tsiribirinha, usato molto spesso come base dai turisti per la discesa in piroga dell’omonimo fiume, cosa che noi per questione di tempo non faremo. La stanza è semplice, ma funzionale, dotata di zanzariera e ventilatore, visto che sembra fare parecchio caldo. Ceniamo al ristorante dell’hotel con filetto di zebù a la bourguignonne (un po’ troppo cotto) e pollo alla mostarda. La giornata in auto è stata lunga e, seppure su strada asfaltata, stancante, per cui stasera si va a letto presto!

02 giugno: MIANDRIVAZO – KIRINDY FOREST

(6 ore circa, con 2 ore di soste)

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