Lungo la costa del sud Italia

In giro tra Campania, Basilicata e Calabria
Scritto da: naty85
lungo la costa del sud italia
Partenza il: 13/08/2013
Ritorno il: 25/08/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Ciao a tutti, ogni anno ad agosto propongo a mio marito un itinerario del Sud per mostrargli i posti in cui sono cresciuta e di cui sono innamorata. Dopo aver ampiamente visto la mia Napoli e le sue isole, quest’anno decidiamo di fare un giro in costiera, per poi raggiungere i parenti al mare in Calabria e fare un giro sulla costa Lucana.

Il 13 di agosto siamo in auto verso la nostra prima tappa: Sorrento. Già durante il viaggio ci si può godere la costiera in tutto il suo splendore, così dopo qualche sosta e foto di rito arriviamo a destinazione. A Sorrento alloggiamo al B&B Il Giglio Bianco, che è a 5 minuti a piedi da Piazza Tasso e a 20 dal mare. Neanche il tempo di fare il check-in che stiamo già attraversando le mura del vecchio borgo per entrare nel centro storico. Arriviamo in Piazza Tasso, dove possiamo ammirare la Chiesa del Carmine col suo intonaco giallino e i vari calessi pronti per i giri turistici. Ci spingiamo oltre, tra i vicoli stretti del centro, ammirando le maioliche colorate e arriviamo in Piazza della Vittoria che ci mostra la scogliera in tutto il suo splendore da un’ampia terrazza dove le foto sono obbligatorie! Abbiamo due opzioni cercare l’ascensore per arrivare al mare.. o fare il percorso a piedi… e ovviamente scegliamo la seconda.. dopo una serie di innumerevoli gradini siamo a Marina Grande. Ci concediamo un bagno e mangiamo un panino al bar Il Monazzero, i prezzi sono più che accettabili. Dopo esserci rifocillati risaliamo verso Piazza Tasso e ci fermiamo sul Corso Italia per gustare 2 buonissime delizie al limone, dolce tipico al quale non si può rinunciare, poi finalmente rientriamo per un riposino.

Eccoci di nuovo auto prossima meta: Positano. A soli 15 Km da Sorrento dopo curve pazzesche ecco svettare la cupola di Santa Maria Assunta: ci siamo! L’unico inconveniente di Positano è il parcheggio: un vero salasso 6 euro all’ora.. si roba da matti. Parcheggio a parte, Positano è stupenda, uno dei miei posti del cuore. Lasciata l’auto comincia la nostra discesa tra i vicoli stretti dove fanno da padrone boutique di alta moda con abiti coloratissimi di tessuti eccellenti e sandali in vero cuoio. Ma per i più golosi come noi non mancano una serie di prelibatezze gastronomiche: liquori, cioccolata, creme, marmellate ovviamente tutti al gusto di limoni di costiera. Noi non ce li siamo fatti sfuggire e abbiamo preso tre limoni che pesavano più di 1Kg e mezzo… Per chi non li conoscesse consiglio di gustarli con una spolverata di zucchero.. buonissimi. Continuando la nostra passeggiata ci troviamo davanti la Chiesa di Santa Maria Assunta, che ammiriamo solo dall’esterno e poi scendiamo fino al porto. Da qui la visuale di Positano arroccata sulla costa è fantastica.

Per cena ci ritroviamo quasi per caso a Sant’Agnello di Sorrento al ristorante Da Peppino, dove mangiamo antipasti tipici partenopei, pizze e acqua per 17 euro in due. Dopo cena facciamo scorta di crema di limone nei negozietti del Corso di Sorrento e poi a nanna.

Il 14 è il giorno prefissato per vedere Amalfi ma ahimè la troviamo assediata dal traffico coi parcheggi (ovviamente a pagamento) tutti occupati ed è impossibile fermarsi. Riusciamo solo a fare un breve giro in auto sulla costa, ma siamo costretti a rientrare. Non ci perdiamo d’animo e decidiamo di fermarci al Fiordo di Furore, per quella che si rivelerà una delle più belle giornate di mare di tutta l’estate. Furore ha una sola spiaggetta larga un centinaio di metri o anche meno e molto corta.. ma è incastonata fra le rocce altissime.. per cui la conca che si forma la rende davvero una piscina naturale con l’acqua dalle mille sfumature azzurre davvero stupenda. Per pranzo panini e via: il sole è tutto nostro.

La sera rientriamo a Napoli dove ci attendono amici per una pizza in una location molto particolare.. il lungomare di via Partenope con davanti il golfo illuminato e il Castel dell’Ovo. Noi abbiamo cenato al ristorante Regina Margherita che consiglio, ma c’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Nei giorni seguenti ci spostiamo in Calabria, nel tratto di costa subito dopo la Basilicata, i nostri parenti alloggiano in un piccolo paesino chiamato Tortora, che dalla sua ha sicuramente il vantaggio di un mare pulitissimo e di essere un’ottima base per spostarsi visitare i vari paesini della costa calabro-lucana, ma purtroppo è vittima di abuso edilizio e di un turismo non responsabile.

Dalla nostra base ci spostiamo per una gita sulla costa lucana, ci dirigiamo a Cala Jannita detta anche Spiaggia Nera di Maratea per la colorazione della sabbia. Qui l’acqua ha tutte le sfumature del verde smeraldo e sulla spiaggia c’è la grotta di Scialabella, fare il bagno in queste grotte è di sicuro una bella esperienza, soprattutto se si è appassionati di fotografia come noi.

Il pomeriggio invece lo dedichiamo alla visita del Gesù Cristo redentore di Maratea, che con i suoi 22 metri di altezza, dalla cima di monte San Biagio sovrasta tutto il paesino. Qui è possibile fare visita anche ala Basilica di San Biagio. Per arrivarvi la strada è piena di curve a gomito, parcheggiata l’auto, c’è un tratto di strada da percorrere in navetta al prezzo di un euro a persona. Nonostante il mio stomaco ne risenta la vista è spettacolare. Peccato che dopo solo 5 minuti inizia a diluviare e dobbiamo far ritorno verso casa.

L’indomani ci concediamo una gita in barca, così fittiamo un 40 cavalli di 5mt e decidiamo di costeggiare l’isola di Dino, la maggiore delle isole calabresi che si trova di fronte al paese di Praia a mare, in provincia di Cosenza. La pace che si respira tra queste acque è straordinaria… finalmente un po’ di relax. Ci apprestiamo a raggiungere la Grotta Azzurra che però ammiriamo solo dall’esterno, non conoscendo i fondali, non vogliamo rischiare.

La sera visitiamo Diamante, paesino al centro della riviera dei Cedri definito anche la città dei murales, in quanto vari artisti che sono passati di qui, D’annunzio compreso, ne hanno lasciato traccia sui muri con frasi e dipinti.



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