Luce di Finlandia

Finalmente, ricominciare a viaggiare. E verso una meta che si è rivelata affascinante oltre ogni aspettativa: tra boschi, laghi, renne, mirtilli… e giorni che non finiscono mai.
 

Che dire di Helsinki? Da quel poco che abbiamo visto, solo in centro e solo d’estate, è una piacevole città nordica, che non brilla per monumenti di particolare interesse ma che dà l’idea di un ambiente rilassato e animato, e sembra riflettere la sua lunga storia intrecciata col Baltico.

Verso Nord

Quando arrivano le 18 prendiamo i nostri bagagli, ci spostiamo in stazione, e ci godiamo le meraviglie dei treni finlandesi: la cabina è piccola ma ottimamente attrezzata, abbiamo lenzuola, bicchieri e bottigliette d’acqua, uno sportello che una volta aperto rivela un piccolo lavandino con specchio e saponette, poi una chiave per accedere alla doccia comune, e infine un gentilissimo controllore che ci chiede se abbiamo bisogno di qualcosa. Ma siamo a posto così, pronti per un panino e poi per dormire. O cercare di dormire, perché la tentazione di sbirciare fuori dal finestrino ogni mezz’ora per vedere i boschi che scorrono e la notte che fatica a scendere, per me è troppo forte. Insomma, la mia sarà una notte quasi insonne, ma non certo per colpa delle (comodissime) cuccette delle ferrovie finlandesi!

Sono circa le 7.30 quando scendiamo dal treno alla stazione di Rovaniemi: l’aria è frizzante ma non fa freddo, e dopo l’immancabile caffè finlandese con croissant nel piacevole bar della stazione, ci dirigiamo alla volta della nostra guesthouse (Guesthouse Borealis, a pochi metri): la stanza non è ancora pronta, lo sapevamo, ma lasciamo giù le borse e la gentilissima proprietaria ci fornisce tutte le informazioni del caso. Poi con molta calma usciamo e ci dirigiamo verso il museo Arktikum, dove contiamo di passare la mattinata per iniziare a prendere confidenza con la natura e la storia della Lapponia; l’idea sarebbe, prima di arrivarci, di passeggiare un po’ attraverso il centro e goderci il lungofiume, ma alla fine questo giro sarà molto veloce: il cielo è grigio, sta rinfrescando, e soprattutto regna il deserto! È vero, siamo a metà mattina di un giovedì di fine luglio, ormai al termine della stagione estiva, e poi qui al nord non è mai così facile definire cosa sia il “centro” di una città, però qualche turista in giro me lo sarei aspettato, chissà dove sono. Scopriremo poi che ripassando da queste stesse vie un sabato pomeriggio si trovano caffè aperti e un discreto viavai, ma oggi sembra più un’anticipazione di come deve essere questa città in autunno o in tarda primavera, e ci rimane una vaga sensazione di grigio e di vuoto.

Comunque, alla fine della nostra camminata arriviamo all’Arktikum, primi clienti all’ora di apertura (le 10.00, per inciso, più tardi di quanto riportasse la nostra guida, ma per fortuna eravamo stati avvertiti). Il museo è piacevole, anche per i bambini, e ospita molti diorami, oggetti, video, ed esposizioni interattive sulla vita in Lapponia e sulle popolazioni Sami. Ci rilassiamo ancora un po’ nella caffetteria, e sperimentiamo un buffet piuttosto vario anche se non eccezionale, che ci permette di assaggiare alcuni piatti e ingredienti che probabilmente costituiscono un po’ la dieta media di queste parti (aringhe, pesce secco, spezzatini, patate, contorni e salsine varie…).

Il pomeriggio sarà poi dedicato a ritirare la macchina a noleggio, direttamente in stazione (una comodissima e superaccessoriata Toyota Yaris ibrida), e fare un po’ di spese, perché d’ora in avanti avremo sempre una cucina a disposizione e vogliamo approfittarne. Anche l’esplorazione dei supermercati ha un suo fascino quando si è lontani da casa: troviamo per esempio tante marche di cracker tipo “Wasa”, poi delle specie di piadine rettangolari che ricordavo anche dai tempi lontani di una vacanza svedese, così come l’ottima marmellata di mora artica, che è come un piccolo lampone arancione con un suo sapore tipico; e poi ancora succhi vari di frutti di bosco, la “zuppa di mirtilli” (viene venduta nei cartoni del latte, va scaldata ed ha la consistenza di una cioccolata calda, squisita), e infine molti prodotti di panetteria, tra cui alcuni dolci interessanti e gli immancabili karjalanpiirakka, piccoli tortini originari della Carelia farciti di riso e latte, solitamente salati, che d’ora in poi ci compreremo ogni giorno per tutta la vacanza.

Per gli alcolici, se si eccettua la birra, occorre andare in un negozio apposta, che si chiama Alko ed è rifornito sia di specialità locali che di prodotti esteri. Mediamente, una bottiglia di vino di bassa qualità costa un capitale, ma le birre locali sono accessibili, e un aperitivo a base di birra finlandese e tortino di riso, con vista lago davanti al sole delle 20, può dare grandi soddisfazioni.

Babbo Natale

È il 29 luglio, venerdì, abbiamo una macchina, e la parte migliore del viaggio sta per cominciare. Innanzitutto, ci aspetta una ricca colazione in stile finlandese, con uova, aringhe, porridge con frutti di bosco… La signora della guesthouse si dimostra una volta di più disponibile, quando al momento della partenza le viene un dubbio: “Dopo aver ritirato la macchina, ieri, avete parcheggiato nello spiazzo dietro casa”. “Certamente, perché?” “Qua passano sempre a dare le multe, e non avendo segnalato in anticipo la vostra targa sicuramente ve la ritroverete sul parabrezza. Andiamo insieme a controllare!”

È così, in effetti, ma la signora si offre subito di ritirare la multa e di avvisare chi di competenza, garantendoci che sarà cancellata. Sulle multe poi ero già stato messo in allerta per un’altra ragione: prima di partire una persona che vive qui mi aveva avvisato di stare molto attento e di non superare mai i limiti di velocità, nemmeno nelle strade più deserte, perché a quanto pare i controlli sono frequenti e le multe salatissime. Mi aveva poi consigliato di dichiarare, se richiesto, uno stipendio molto basso, perché le multe in Finlandia vengono calcolate in “giornate di stipendio”. Interessante.

Bene, appena partiti abbiamo già una tappa vicina che ci aspetta, tra le più importanti del viaggio: il villaggio di Babbo Natale. Poco sopra Rovaniemi infatti passa il circolo polare artico, e proprio a cavallo del circolo sorge il Santa’s Village, che non è un vero e proprio villaggio né un parco divertimenti, però raccoglie alcuni shop, ristoranti, hotel, ma soprattutto ospita un piccolo allevamento di renne e l’ufficio di Babbo Natale in persona. Un po’ dubbiosi (sarà quello vero?) e intimiditi (che cosa gli diciamo?), raggiungiamo la fatidica stanza. Un sorridente Babbo Natale ci accoglie parlando un po’ di italiano ed elencando tutte le città del nord Italia. “Ma venite proprio da Milano o da Como, Bergamo, Varese, Torino?…”. Be’, a quanto pare di geografia ne sa: decidiamo a questo punto che sì, deve proprio essere quello vero! Poi mi chiede se può passare all’inglese, e di fronte a due bimbe ancora un po’ timorose comincia a chiedere degli hobby, a fare loro i complimenti perché amano leggere, a promettere che passerà da casa nostra, a fare qualche raccomandazione… Cinque minuti trascorrono in modo piacevole, quel Babbo Natale ci sa fare. Dopodiché, se si vuole… “Cheese”… Posa, scatto, e all’uscita per la “modica” cifra di 30 € si può ritirare una stampa. Come tirarsi indietro? Una sola copia però decidiamo che basta, poi ci penseremo noi a fare qualche scansione!

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