LISBONA, la città dei “contrasti”….

Alla scoperta di Lisbona.
 
Partenza il: 13/11/2010
Ritorno il: 16/11/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

in Hotel per prendere il piumino e via a cena a La Baiuca dove Kia aveva pensato di prenotare la sera prima. Ma cos’è tutta quella gente fuori da quel bugigattolino? Sono tutti in fila per bersi la famosa Ginjinha (tipico liquore di ciliegia) che ovviamente non ci facciamo mancare! E via di corsa alla Tasca! Entriamo, la stanza è piccola, ospita al max 30 persone, ma tutte strette tra loro. I tavolini sono attaccati, noi infatti durante la cena facciamo amicizia con 2 ragazzi di Praga. “Incastonati” alla finestra ci sono i 2 musicisti di Fado, che suonano la viola do fado (una specie di mandolino) e personaggi che si trovano lì per caso si alternano in esibizioni, compresa la cuoca e la proprietaria del locale. Il tutto si veste di una strana intimità, il ristorante si trasforma in una casa di amici e tutti ascoltano incantati le parole (ma noi solo la musica), l’interpretazione e commentano tra di loro. E poi il Fado non è solo suadade, esiste anche un fado corrido, che ha un andamento più mosso e orecchiabile. E’ bello qs confondersi di suoni, voci, battere di mani….ne sono rimasta affascinata!

15 NOV Oggi ci resta un giorno per girovagare senza meta precisa. Dopo una colazione non proprio economica in Praça da Figueira, ci dirigiamo a Martim Moniz per prendere il mitico TRAM 28 che ci porterà in giro per la città. E’ un’esperienza che va assolutamente fatta, il tram passa attraverso vicoli larghi solo 4 metri e con una pendenza del 14% che significa tenersi forte ai reggimani per non rotolare indietro. L’Alfama è stato l’unico quartiere di Lisbona sopravvissuto al terremoto del 1755 che distrusse tutta la città, per questo, ancora oggi, mantiene intatto l’originale labirinto di vicoli stretti (becos), piazzette e improvvisi belvederi dell’antica città araba. Prima parada: Sé de Lisboa, la Cattedrale, un agglomerato di stili diversi. A pochi mt la Chiesa di S. Antonio da Padova, il cui culto è molto sentito nell’Alfama. Ovviamente non mi sono lasciata sfuggire l’occasione di accendergli un cero, la tradizione vuole che trovi marito alle ragazze nubili….hai visto mai?? Sempre lì il Miradouro de Santa Luzia da cui si gode una vista spettacolare sui tetti dell’Alfama e sul fiume Tago. Il muretto che corre lungo il belvedere è decorato con piastrelle (azulejos) azzurre, vigne rampicanti e bouganville posto ideale dove sostare prima di riprendere la salita verso il Castello de Sao Jorge.Ci perdiamo poi per i vicoli, tra i rumori ed i silenzi, gli odori, le case bianche e gli alberi di “laranjas”… Ci fermiamo a pranzo in una Tasca i cui gestori sono 2 signori di mezza età, molto caratteristici, diciamo così! Siamo le loro uniche “clienti” e loro si prodigano nel servirci. Ad aspettarci all’uscita della tasca un cingalese che ci racconta la sua storia…Finalmente riusciamo a liberarci e dopo aver fatto un po’ di shopping nell’Alfama, ci dirigiamo nel Bairro Altro e giriamo senza meta finchè giungiamo al Miradouro di Dom Pedro, da cui si gode di un’eccezionale vista sul castello di Sao Jorge e sul resto della città. Ci riposiamo un po’, allietate dalla musica di un cantante di strada. Decidiamo di rientrare in Hotel per una doccia, stasera ceniamo prima e poi a nanna presto perché domani abbiamo la sveglia alle 6.00, il nostro aereo parte alle 9.00!! Ceniamo al Bairro Alto, perché è quello che ha la maggior movida notturna…scegliamo un ristorante il cui oste è un vecchietto, con le guanciotte paffutelle e rosse…ma è così carino, ci fa una tale tenerezza che decidiamo di fermarci lì. Pasto leggero stasera, perché la cucina portoghese è un po’ pesante per i miei gusti…un giro a caccia di qualche locale popolato…ma è lunedì e in giro non c’è quasi nessuno. Ce ne torniamo in Hotel dopo aver scattato alcune foto a Praca do Commercio by night.

16 NOV Alle 7.30 siamo sul taxi che ci porterà all’aeroporto (€ 8,10). E’ stata proprio una bella vacanza! Lisbona è la città dei contrasti: è malinconica e ridente, decadente ma rigogliosa….la chiamano la città bianca, ma i suoi tetti sono rossi e le nuove costruzioni coloratissime, accanto ad un palazzo ristrutturato ce n’è uno che cade a pezzi….è una città “volenterosa” che vuole rialzarsi dopo il terremoto, dopo la crisi economica…è una città fatiscente in alcuni punti, ma anche questo è il suo grande fascino. E’ una città fatta di zone ricche e di zone povere anche se ad oggi questa differenza credo sia meno sentita e meno evidente. Ci sono i “furti” e gli stessi cittadini ke ti consigliano di tener d’occhio il portafoglio, ci sono ragazzi giovani, che vendono “il fumo” ma che non danno alcun disturbo… Le persone sono accoglienti ed ospitali, spesso non parlano altra lingua se non il portoghese, ma si arrangiano come possono per aiutarti e per rendere il tuo soggiorno migliore.

E come cantava Amalia Rodriguez: “Numa casa portuguesa fica bem, pão e vinho sobre a mesa. e se à porta humildemente bate alguém, senta-se à mesa co’a gente. Fica bem esta franqueza, fica bem, que o povo nunca desmente. A alegria da pobreza está nesta grande riqueza de dar, e ficar contente.” (Uma Casa Portuguesa)



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