Libano quasi fai da te

Un viaggio di sei giorni tra storia e presente
Scritto da: patrizia-valenti
libano quasi fai da te
Partenza il: 01/05/2012
Ritorno il: 06/05/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Rientriamo in albergo per riuscire subito ed andare ad Hamra. La centralissima via dei negozi di Beirut si rivela una vera delusione. I prezzi sono molto alti e non c’è nulla che attiri la nostra attenzione. Non credo che aiuteremo l’economia locale con acquisti…

3 Maggio 2012 (Ksara, Baalbek, Anjar)

Oggi abbiamo conosciuto: una giapponese che vive a Kabul, una sudanese, due francesi, due australiani, una egiziana. La guida è Natasha, una archeologa, bravissima nel raccontare e nel gesticolare. Innamorata del suo paese comincia con lo spiegarci perchè il servizio militare in Libano non è più obbligatorio. Quando lo era i ragazzi, per evitarlo, partivano per studiare all’estero, se rimanevano fuori per dieci anni ottenevano l’esenzione. Nessuo tornava più e nel paese si trovarono cinque donne per ogni uomo. Un disastro generazionale.

Proseguiamo per scavallare il monte Libano (una piccola catena in realtà). Il tempo è brutto e la nostra guida decide di anticipare al mattino la tappa alle cantine di Ksara. Prima però colazione lungo la strada e per 2.500LL prendiamo un gustosissimo Labnè. Stiamo scoprendo la cucina libanese poco a poco e ci piace tutto. Fortunatamente alle cantine ci fermiamo poco, giusto un giretto all’interno delle grotte, una degustazione rapida e per chi vuole gli acquisti.

Prossima tappa Baalbek, siamo già nella valle della Beqaa. Quella dove il nostro ministero degli esteri dice di andare con cautela. Anche qui come in tutto il resto del Libano non abbiamo visto nè percepito periocoli incombenti. Per la prima volta ci hanno circondato pochissimi venditori di souvenir e frutta secca ma nient’altro. Prima di entrare al sito abbiamo potuto vedere una bella moschea in stile iraniano con le cupole dorate e due minareti, uno dorato ed uno turchese. Il sito è veramente straordinario come dice la nostra guida. Il tempio di Giove imponente, il tempio di Bacco molto ben tenuto e recstaurato. E poi c’è questo colore ambrato che ci accompagna in tutto il Libano, almeno finora, e che rende tutto così caldo. Nonostante la pioggia! Finita la visita al sito, noi due e la dottoressa sudanese saltiamo il museo, la toilette ed andiamo a vedere la moschea, lei probabilmente voleva pregare ma è chiusa. Il pullman lo prendiamo in corsa! Il ristorante non ci delude neanche questa volta anche se non impariamo niente di nuovo. Via verso Anjar a visitare il sito ommayade. Meno ben tenuto, razziato dei suoi valori ma a me è piaciuto forse di più. A pochi km dalla Siria suscitava un certo effetto. Oltre alla bellezza dei siti oggi mi hanno colpito i colori.

Questa sera niente cena, palestra e una limonata alla menta al Grand Cafè.

4 Maggio 2012 (Besharreh, Cedri di Dio, Kadisha)

Oggi ultima escursione con Nahkal. Cedri di Dio e Kadisha valley. Per iniziare museo di Ğubrān Ḫalīl Ğubrān come dice Madgalene la nostra antipatica guida di oggi. In realtà non è così antipatica ma quella di ieri è ineguagliabile e la sua mancanza si farà sentire.

Oggi abbiamo scoperto ancora un piatto nuovo. Si chiama Kefra. Si mangia a colazione, una specie di panino ripieno con una specie di frittata di crema di formaggio e miele. Delizioso, imperdibile. Ai cedri di Dio si sta sciogliendo la neve e siamo molto fortunati poichè, anche se solo parzialmente, hanno aperto il sentiero all’interno del boschetto proprio ieri. Ci sono cedri millenari, uno addirittura di 4.000 anni. Impressionante, ma ancora più impressionante vedere come i poveri cedri crescano lentamente. Gli amici dei cedri ne hanno piantati 50.000 ma dopo 10 anni i piccolini raggiungono a mala pena i 50cm di altezza. Dopo i cedri il solito pranzo e poi verso il fondo valle a visitare uno dei famosi monasteri maroniti. Sono costruiti nella roccia sulle pendici di questa valle. Quello che visitiamo noi è il monastero di Sant’Antonio con annesso un piccolo museo degli utensili. Il monastero in sè è un po’ deludente ma la veduta e la discesa della valle ne valevano la pena. Su questa escursione siamo un po’ perplessi, giudizi contrapposti, a me è piaciuta perchè finalmente siamo stati solamente in mezzo alla natura, il mio lui l’ha ritenuta noiosa. Effettivamente si sta un po’ troppo tempo sul pullman.

Oggi c’erano di nuovo i due ragazzi (egiziani), la coppia libanese emigrata in Canada e i due ragazzi con le ciabattine che abbiamo scoperto essere in viaggio di nozze dalla Nuova Zelanda. In due mese visiteranno Asia e Medio Oriente.

Rientriamo a Beirut sul tardi e ci facciamo lasciare al centro. Entriamo in una moschea e ci addentriamo nel centro commerciale di Beirut. Praticamente un elegante mall stile Dubai. Firme famose ovunque. Questa è la nova Beirut, che accoglie ricchi arabi con lussuosi negozi e nuovi, e ancor più lussuosi, palazzi che crescono ovunque. L’altra Beirut è quella che ancora cade a pezzi, bombardata e abbandonata a se stessa dopo anni di guerra ed emigrazione.

5 Maggio 2012 (Sour, Sidon)

Evviva! Oggi finalmente si fa come piace a me, viaggio fai da te, no Nakhal. Ci avevano sconsigliato di andare in giro da soli, una mia amica aveva persino sentito qualcuno che lavora all’ambasciata che le aveva confermato di andare con le agenzie. Vabbè, in fondo l’agenzia ha i suoi vantaggi. Nessuna perdita di tempo, nessun percorso a piedi inutile (noi da soli abbiamo fatto chilometri e chilometri pur di non prendere un taxi). E poi la grande e fantastica sorpresa è stata che non ci hanno mai fatto fermare in nessun negozietto. Ma a Tiro e Sidone io ci volevo andare e l’agenzia non organizzava il viaggio di sabato. Così abbiamo preso l’autobus, ci siamo convinti dopo che ieri a pranzo due ragazze francesi ci hanno raccontato di averlo fatto senza nessun problema. Prendere l’autobus è stato facilissimo. Siamo andati a Cola con un taxi (service) per 2.000 LL a testa. Il tassista ci ha chiesto se volevamo prendere il taxi o il bus e ci ha portato al bus come richiesto. Il bus purtroppo arriva solo a Sidone ma è molto più comodo dei pulmini perchè non ferma mai. A Sidone siamo arrivati dopo circa 40min (2.500 LL a testa) e proprio sulla piazza ci hanno indicato i pulmini per andare a Tiro (Sour). Il tutto quasi sempre a gesti o con l’aiuto di gente che si prodigava ad aiutarci. Per tutto il giorno siamo stati gli unici turisti del posto. A Tiro è stato un po’ complesso trovare i vari siti ma ce la siamo cavata. Il primo, quello sul mare, è molto emozionante. I colori in questa stagione rallegrano il fotografo perchè il cielo si confonde con il mare mentre i fiori di oleandro ravvivano tutto. Sulla spiaggia incontriamo un subacqueo che immergendosi proprio di fronte al sito raccoglie piccoli monili, monete e qualche utensile di epoca romana. Rimane deluso quando gli diciamo che siamo di Roma e non accenniamo il minimo interesse ad un eventuale acquisto. Ci dirigiamo quindi verso l’ippodromo che è veramente grandioso. Pare che sia lungo un chilometro e ci sono ancora tre aree con le antiche gradinate. Qui ci sono un po’ di scolaresche e alcune ragazze ci chiedono di fare delle foto con noi. Siamo noi quelli diversi. In effetti sempre e solo unici turisti.



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