Le urla del silenzio di uno splendido Paese

La scelta di visitare la Cambogia nasce dal desiderio di coniugare bellezze naturali e culturali. Provenendo dalla Malaysia, con la sua avveniristica capitale e le sue belle spiagge ma al tempo stesso, Paese non propriamente noto per la sua storia millenaria, sento il bisogno di arricchire il mio sapere e quindi il pensiero cade sulla capitale...
Scritto da: fedina
le urla del silenzio di uno splendido paese
Partenza il: 03/09/2007
Ritorno il: 11/09/2007
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

La scelta di visitare la Cambogia nasce dal desiderio di coniugare bellezze naturali e culturali. Provenendo dalla Malaysia, con la sua avveniristica capitale e le sue belle spiagge ma al tempo stesso, Paese non propriamente noto per la sua storia millenaria, sento il bisogno di arricchire il mio sapere e quindi il pensiero cade sulla capitale dell’antico impero Khmer: Angkor con isuoi templi, il sito archeologico più grande e spettacolare del mondo a sole due ore di volo da Kuala Lumpur. Aggiungo anche una tappa alla nuova capitale Phnom Penh ed il giro in Cambogia è fatto.

Così preparo l’itinerario, acquisto on-line i voli KL-Siam Reap e Phnom Penh-Kl con la compagnia low-cost Air Asia (94 euro a testa) e costringo M., fedele e paziente compagno di viaggio e di vita a seguirmi anche in questa avventura.

Informazioni pratiche: · Il visto di ingresso è ottenibile direttamente all’aeroporto di arrivo, viene richiesta una foto-tessera ed il pagamento di un importo pari a 20 dollari. Le pratiche nel piccolo aeroporto di Siam Reap sono relativamente veloci, forse un poco più lente perché più trafficato, in quello di Phnom Penh.

· Per l’uscita dal Paese è obbligatorio il pagamento di una tassa di 30 dollari.

· La Cambogia è un Paese assolutamente tranquillo che si può visitare in autonomia. Non abbiamo mai percepito una sensazione di pericolo tranne durante la sparatoria che abbiamo udito.

· Guida utilizzata: Lonely Planet. L’autore Nick Ray, veniva chiamato in causa più volte durante il nostro girovagare (la frase ricorrente era: cosa si sarà fumato?), in particolare quando descrive in maniera esaltante località o attrattive rivelatesi poi in vero prive di qualsiasi interesse.

· La valuta locale è il Riel, ma la vera moneta di scambio è il dollaro americano, che viene accettato ovunque anche se spesso il resto viene dato in Riel.

· Tre giorni dedicati ai templi di Angkor sono sufficienti per visitarli tutti con calma. Per chi, come noi, non è proprio appassionato di archeologia, il rischio di indigestione è tangibile. Vedendo a casa le quasi 300 foto scattate ai siti, la considerazione banale ma emblematica che ne deriva è che, ad eccezione dell’Angkor Wat e del Bayon, sembrano un po’… Tutti uguali! La meraviglia di questo luogo deriva però anche e soprattutto dalla quantità spropositata di templi, circondati da foreste e risaie, quindi il consiglio che possiamo dare è di creare il vostro itinerario sulla base dei vostri personali interessi e goderveli con calma.

· Il modo migliore per visitare i templi di Angkor secondo noi è a bordo di un motoremorque, una moto che traina una specie di piccolo rimorchio dotato di quattro posti a sedere e cappotta. E’ comodo, è rilassante prendere la brezza del vento chiacchierando piacevolmente seduti ed è più economico dell’auto. Per quanto riguarda il guidatore noi sponsorizziamo sfacciatamente il nostro Manil, tutti i ragazzi che fanno questo mestiere hanno una storia più o meno difficile simile alla sua, ma noi ci siamo affezionati a lui. Dopo qualche giorno di conoscenza ci siamo permessi di fargli alcune domande ed abbiamo scoperto che ha 24 anni e da qualche mese ha lasciato il suo villaggio natale a 60 km da Siam Reap, dove viveva con la madre ed i fratelli. Con tutti i loro risparmi di una vita hanno acquistato lo scooter, mentre il remorque è stato acquistato grazie ad una colletta che gli abitanti del suo villaggio hanno fatto per prestargli il denaro. Ora Manil lavora giorno e notte per ripagarli. Ecco spiegato perché quando tornavamo dalle visite dei templi lo trovavamo sempre addormentato.

· Clima: Settembre dovrebbe essere stagione delle piogge, ma si tratta sempre di acquazzoni pomeridiani talvolta anche violenti ma di breve durata. Spesso il cielo si annuvola ma questo rende più sopportabili le alte temperature quando ci si trova in giro nelle ore centrali della giornata. Risulta molto utile un impermeabile leggero con cui ripararsi dalla pioggia e al contempo dalla polvere quando si percorrono gli sterrati in motoremorque. Consigliamo anche di utilizzare ciabatte o sandali in gomma poiché in caso di pioggia le scarpe si bagnano e per l’umidità non si asciugano più. Il tasso di umidità è realmente indescrivibile e in questa stagione si apprezza una sistemazione che disponga di aria condizionata.

· Alloggio a Siam Reap: Bou Savy Guest House (www.Bousavyguesthouse.Com) Desidero spendere alcune parole in più su questa sistemazione che noi abbiamo gradito moltissimo. Si tratta di una abitazione recentemente ristrutturata, situata in un contesto silenzioso e circondata dal verde ma al tempo stesso a soli 10 minuti a piedi dal caos del centro di Siam Reap. L’ultimo tratto di strada è sterrato e abbastanza sconnesso ma i balzi sul motoremorque sono ampiamente ripagati dalla pace che regna in questo luogo. L’ambiente è delizioso e molto famigliare, modesto ma confortevole, le stanze sono spaziose e pulite. Trattandosi di una abitazione i proprietari ed il personale come usa in molti paesi asiatici, entrano in casa scalzi. Agli ospiti non viene richiesto di fare altrettanto ma noi per rispetto ci siamo adeguati, anche perché il pavimento è sempre stato lucido ed assolutamente immacolato: camminare scalzi inoltre dava un grande senso di libertà. Pagavamo 15 dollari a notte per la stanza con doccia calda e aria condizionata, colazione compresa! Abbiamo più volte cenato presso il loro ristorante: il menù è abbastanza vario, i piatti sono buoni e veramente economici (1-2 dollari a portata) ma specialmente il personale è estremamente cortese e disponibile, di una gentilezza cui noi barbari occidentali non siamo più abituati e che alle volte quasi ci imbarazzava. Inoltre la guest house lavora anche come agenzia e ci ha procurato i biglietti per la visita del villaggio galleggiante e quelli del Bus per Phnom Phen.

· Alloggio Phnom Penh: Hotel Indocina 2. Lo consigliamo perché si trova in buona posizione, vicino al lungo fiume ma in una strada relativamente poco rumorosa, non bisogna spaventarsi per l’ingresso che fa un po’ bettola, le stanze sono nuovissime e pulite, così come la biancheria. Il personale gentile e disponibile. Costo: 20 dollari a notte.



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