Le spiagge del sahara spagnolo

PISTE E SPIAGGE DEL SAHARA OCCIDENTALE RoboGabr’Aoun Di tutto ci saremmo aspettati in questo soleggiato inverno in Nord Africa, tranne che restare bloccati per quasi 19 ore da una coltre di neve spessa un metro, a 12 gradi sotto lo zero, sui colli d’Atlante. E’ iniziata così la spedizione che ha condotto le nostre ruote ancora una volta...
 
Partenza il: 23/12/2004
Ritorno il: 15/01/2005
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 2000 €

PISTE E SPIAGGE DEL SAHARA OCCIDENTALE RoboGabr’Aoun Di tutto ci saremmo aspettati in questo soleggiato inverno in Nord Africa, tranne che restare bloccati per quasi 19 ore da una coltre di neve spessa un metro, a 12 gradi sotto lo zero, sui colli d’Atlante.

E’ iniziata così la spedizione che ha condotto le nostre ruote ancora una volta sulle piste africane, alla ricerca di nuove emozioni e nuovi tracciati in un Marocco già visitato infinite volte negli anni passati e che ancora, anche in questa occasione, saprà meravigliarci e catturarci con scorci unici ed inattesi.

Una colonna lunga 4 chilometri di mezzi intrappolati dal ghiaccio degli alti valichi ad ovest di Midelt è stato il nostro laconico panorama una volta lasciata la città di Ifrane. Caos indescrivibile di notizie contraddittorie, turisti e locali infuriati, intere famiglie già da due giorni costrette a sopravvivere a temperature polari senza protezione adeguata. Frese e spazzaneve fanno la spola, unici mezzi a cui è consentito di oltrepassare la Barriere de Neige, sorvegliata dai gendarmi.

Al calar del sole, ormai convinti che il valico non verrà riaperto nell’immediato futuro optiamo per una strada secondaria, non spazzata dai mezzi di pronto intervento e facciamo dietro front fino a Thimadit, per poi piegare a nord verso Ghigou e Boulmane (non del Dades, diverse centinaia di km piu’ a Sud…). E’ questione di pochi attimi: decine di 4×4 di portoghesi, spagnoli, francesi ci seguono, e ci inoltriamo sulla neve ghiacciata nella speranza di aggirare il valico interdetto.

A Boulmane nuovo blocco sulla strada per Missour e Midelt; e si scatena la rivolta. Piloti inferociti danno d’assalto agli spazzaneve messi di traverso a bloccare la strada, appena spruzzata di pochi cm di neve, che non sarebbe un ostacolo per un mezzo a quattro trazioni. Ore di trattative furiose, manipoli di gendarmi che giungono a placare gli animi inferociti e finalmente, a notte fonda, il blocco viene smobilitato, i 4×4 possono passare, a loro rischio, in una colonna guidata da un mezzo della gendarmeria. Tre ore di tornanti lastricati di ghiaccio e finalmente scendiamo dall’Atlante, dopo un incubo di gelo e tensione. Midelt ci accoglie anch’essa ammantata di neve, per un sonno ristoratore. Ma è solo una tappa nella veloce discesa a sud. L’asfalto ci porta velocemente verso Erfoud e di qui l’ormai conosciutissima pista per Merzouga ci conduce ad Hassì Labiad, ove siamo attesi da Ibhraim, il referente di Bambini Nel Deserto di questa zona, a cui lasciamo circa 50 chili di materiale sanitario e medicinali. Visitiamo l’ambulatorio del villaggio e la cooperativa che tenta di dare lavoro alle donne nomadi e di scolarizzare i loro bambini…Sì, perché è strabiliante ma nella turistica Merzouga negli ultimi 3 anni sono sorti almeno 20 nuovi alberghi, bellissimi nelle loro finte mura turrite e nei loro arazzi accoglienti…Ma non c’è una scuola per i nomadi! A Merzouga arriva l’asfalto proveniente da Rissani, ma non c’è la scuola per i nomadi. A Merzouga si stanno investendo milioni per coprire di bitume la pista per Taouz, sì che i mezzi del posto di frontiera possano viaggiare piu’ agevolmente…Ma non c’è una scuola per i nomadi. Sconcertati lasciamo il villaggio, per inoltrarci nel deserto lontano dalle tratte turistiche…Ed è la “mia” pista da Mecissi a Zagora a riportarci nell’Africa che piu’ amo, quella dei silenzi, del vuoto, della polvere che ristagna immobile nell’aria per ore intere dopo il nostro passaggio. Lasciamo medicinali non a rischio a diverse comunità nomadi lungo la pista che tocca le oasi di Fezzou, Tissemoumine ed Oum Jirane, facendo anche una breve disgressione verso Thimassint, verso il confine algerino. Qui tutto è rimasto come 8 anni or sono, il turismo di massa ancora non ha intaccato l’ospitalità genuina delle persone che su questi monti sopravvivono ad una natura durissima e spietata.

Oltre il colle del Tafilalt la macchia scura del palmeto di Zagora segna l’orizzonte, mentre la cicatrice profonda del Draa scarnifica la terra verso sud est. Ci arriviamo al tramonto, costretti ad una sosta non voluta per un guasto meccanico ad uno dei mezzi…La notte del 31 dicembre la trascorriamo in officina, a martellare, saldare ed imprecare. Ma in un villaggio sahariano non c’è guasto che non si possa riparare con un po’ di inventiva ed, inch Allah, un po’ di fortuna. E si riaparte, a tuffarci oltre la catena maestosa del Jebel Bani, verso le dune di Ch Gaga.

Ricordavo l’oasi di Oum Lalekh, pochi chilometri ad ovest del mare di sabbia piu’ bello del Marocco, come una sorta di piccolo paradiso, con la sua sorgente cristallina, le sue tamerici rigogliose, il concerto di centinaia di rane all’ombra delle palme…La ritrovo soffocata dalla spazzatura, cinta di mura di cemento malamente tinteggiate, posto di ristoro per decine e decine di LandRover delle agenzie di Mahmid che conducono qui coorti di turisti alla ricerca del brivido di un facile deserto. Ci incamminiamo verso le grandi dune, che già svettano ad oriente, ed anche là siamo colti dallo sconforto, ricordando le dune vergini di tempo fa, ora martoriate da almeno 4 campi tendati fissi di agenzie locali ed inondate da centinaia di turisti trasportati a dorso di dromedario, in fuoristrada, in furgoncino…Fuggiamo verso l’interno dell’erg, inseguiti nei primi passaggi tra i cordoni da qualche gestore di questi bivouac, che ci invita caldamente a trascorrere la notte presso le sue strutture con tutti i confort. Ma bastano tre o quattro cordoni, un paio di gassì che ci portano verso oriente e verso il letto del Draa e ritroviamo l’anima del Nulla. Bivacchiamo tra le dune, consapevoli di un cambiamento irreversibile avvenuto in pochissimi anni, e perduti nella malinconia di un altro meraviglioso luogo irrimediabilmente scompaginato da un turismo scellerato.

Ricordo l’inferno di sassi che da Ch Gaga mi aveva condotto al lago morto di Iriki; scegliamo di costeggiare le dune verso sud, evitando così la maggior parte del tratto accidentato della pista classica per Foum Zguid, navigando tra basse dune color panna e sebhke polverose. Nessuno, il vuoto assoluto: la grande pianura argillosa di Iriki è liberatoria , le tre auto si inseguono come comete in una nube di bianchissima polvere, dardi lanciati sul fondo liscio e compattato dal gelo notturno a disegnare rette tumultuanti. Ed ecco Foum Zguid, con il suo palmeto nascosto nel Foum, il passaggio, la bocca del Bani. La pace armoniosa del villaggio ci accoglie nei suoi chiaro scuri prima di ripartire ancora verso sud, sempre piu’ a sud. Tissint, Tata, Akka, Fam El Hisn’t ed infine Assa, e la pista per Smara…Si entra nell’ex Sahara Spagnolo, la regione del Polisario e della guerra scandalosamente dimenticata da ventanni…Ma dobbiamo volare, abbiamo il circo della Parigi Dakar alle costole e rischiamo di restare intrappolati in questa che è pista di prova speciale.



    Commenti

    Lascia un commento

    Leggi i Diari di viaggio su Marocco
    Diari di viaggio
    una settimana in marocco

    Una settimana in Marocco

    Diario di viaggio di una settimana in Marocco.Giorno 1 (03/05/2022) Partiamo da Torino Caselle con il volo diretto delle 19:45, il...

    Diari di viaggio
    l'altro marocco: la costa mediterranea lontano dalle consuete tratte

    L’altro Marocco: la costa mediterranea lontano dalle consuete tratte

    L’ALTRO MAROCCO Testo di Marco Ronzoni / Foto di Paola BettineschiMarocco: la sola parola evoca affascinanti immagini di Città...

    Diari di viaggio
    marrakech 2

    Marrakech 2

    La città di Marrakech è diventata una meta di viaggio sempre più abbordabile da quando le compagnie aeree a basso costo hanno...

    Diari di viaggio
    la dakar al contrario

    LA “DAKAR” AL CONTRARIO

    LA “DAKAR” AL CONTRARIO Testo di Marco Ronzoni - Foto di Marco Ronzoni e Paolo CiapessoniSono le quattro del mattino di un...

    Diari di viaggio
    marocco, ultimo tour off-road prima della pandemia covid-19

    Marocco, ultimo tour off-road prima della pandemia Covid-19

    Tour novembre 2019 6 giorni off road alla scoperta del Marocco.1 giorno Marrakech/TaliouineSi parte da Marrakech verso le...

    Diari di viaggio
    un weekend lungo in marocco, tra fès e chefchaouen

    Un weekend lungo in Marocco, tra Fès e Chefchaouen

    Il nostro weekend a Fès è stato una toccata e fuga durata per l’esattezza 2 giorni e mezzo; non mi sono tuttavia accontentata di...

    Diari di viaggio
    in scooter dall'italia alla guinea bissau

    In scooter dall’Italia alla Guinea Bissau

    ATTRAVERSO L'AFRICA OCCIDENTALE SU DUE RUOTE. ANZI TRE… Dall'Italia alla Guinea Bissau. Due amici, due scooter a tre ruote e tanta voglia...

    Diari di viaggio
    weekend a marrakech per mamma e bambino

    Weekend a Marrakech per mamma e bambino

    Partenza da Malpensa il 27 febbraio come programmato. All’aeroporto di Marrakech ci controllano la temperatura è ci fanno compilare un...

    Diari di viaggio
    marocco on the road tra città imperiali e piccole perle

    Marocco on the road tra città imperiali e piccole perle

    Il Marocco è indubbiamente entusiasmante e penso che la sua bellezza stia nella varietà incredibile di ciò che vi si può trovare: un...

    Diari di viaggio
    marocco on the road e fai da te

    Marocco on the road e fai da te

    Trasporti: voli prenotati con Ryanair, circa 3 mesi prima della partenza, per Marrakech, spesa complessiva circa 145€ per due persone,...