Le satanesse dell’Himalaya

Tattiche civiche e liturgiche dell’inafferrabile Bhutan
 
Partenza il: 02/10/2014
Ritorno il: 19/10/2014
Viaggiatori: 8
Spesa: 4000 €

cappelle, sopra i lumini e le onnipresenti offerte floreali multicolori in pasta di burro, la santissima trinità di Sakyamuni, Rimpoche e Chenresig sembra particolarmente a proprio agio, così vicina al paradiso, mentre noi, imprigionati in un corpo talmente insignificante davanti allo strapiombo, al cielo e alla santità, prendiamo dolorosamente coscienza delle nostre miserie.

Ma c’è una terza via e, tagliando per i campi di riso, pellegriniamo al tempio di Drukpa Kunley. A differenza di Milarepa che insegnava solo con poesia e canto, questo santo folle aveva in repertorio anche balli, bevute, bouffe di sesso e brio assortito. Drukpa faceva uso generoso del suo fallo per combattere le dèmoni, convertire le donne al buddhismo e farsi gioco della religione istituzionalizzata. Vagabondo, estroso, critico feroce delle consuetudini, lucidissimo e geniale, praticava il buddhismo a suo modo, deridendo la divisione tra bene e male, nulla rifiutando della gabbia universale di specchi e di illusioni, e predicando che tutto è vuoto – concetti che, un secolo dopo, Shakespeare avrebbe presentato all’occidente. E’ grazie a quell’illuminato eccentrico che sui muri delle case si disegnano, con intento apotropaico, monumentali falli – artisticamente e con deferenza, non per maleducazione come da noi. Abbelliscono le facciate anche tigri, fenici e quattro animali mitologicamente amici: elefante, scimmia, coniglio e uccello. L’architettura bhutanese, coi suoi muri a calce e i tetti poco inclinati, le finestre seriali, le decorazioni eleganti, si presenta composta, piacevole e mai invadente nei confronti del territorio. Questa è una terra che può vantare la presenza umana come un fiore all’occhiello, un accessorio di bellezza, senza correre il rischio di venirne sfigurata. L’umiltà della vita che si vive in questi ambienti di mattoni o di legno è perennemente illuminata dallo straordinario immaginario buddhista. E le diavolesse, irrequiete, infernali creature che terrorizzavano il popolo e ostacolavano coi terremoti la costruzione degli dzong, sono state soggiogate da secoli dai tanti santi che hanno bonificato la regione coi loro poteri ultraterreni e dai 108 templi contemporaneamente edificati dal sovrano tibetano Songtsen Gampo nell’anno 659. Esiste una carta geografica (http://4.bp.blogspot.com/_bxFLGJfxdbk/S-uhzjZA-WI/AAAAAAAABCQ/LfbNgoJu8dM/s1600/59b7e431af2e0a8e3d8cc43e06368234.jpg.jpeg) che mostra una satanessa che si estende sotto il Tibet centrale e i templi che ne paralizzano le membra, neutralizzandola. Guru Rimpoche e le sue otto scenografiche manifestazioni, che hanno fattivamente contribuito a rendere il Bhutan abitabile, affollano ogni sancta sanctorum. Altrove, sull’altare campeggiano Mahakachyapa, il buddha del passato, che chiude la porta sul trascorso, Shakyamuni, il buddha del presente, che guida all’illuminazione e Maitreya, il buddha del futuro, che attende che al Jampey Lhakhang, costruito per immobilizzare il ginocchio sinistro della dèmone, il secondo scalino, quello relativo al tempo attuale, sprofondi, come s’è interrato quello del tempo passato, e gli dei diventino uomini nel nuovo mondo che verrà. Le feste si rincorrono di stagione in stagione da dzong a lhakhang (santuario), presiedute da cerimonieri in tiara e dignitari in copricapi degni di Sarastro. E, se non bastasse, Padma Lingpa e gli altri tertons, venerati scopritori di tesori, hanno divulgato tutta la saggezza dei terma –scritture e oggetti di culto – nascosti dai guru sul fondo dei laghi per esser rivelati al momento opportuno. Le preghiere delle bandiere hanno creato un universo magico, un tesoro da scoprire alle pendici dell’Himalaya in un paese che, stretto com’è tra due giganti, quasi non si vede. Il Bhutan, come tutte le bellezze, si concede fissando prezzo e condizioni, ma sa che, se non c’è felicità dentro, a nulla serve che la via sia lastricata di diamanti. Pace, gioia, serenità? In Bhutan sono nell’aria che si respira.

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Il kyichu lhakhang di paro

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Lo dzong di punakha (2)

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L'ardita architettura dello taktshang goemba

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La grande ruota della preghiera al kyichu lhakhang di paro

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Kyichu lhakhang di paro

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Kyichu lhakhang di paro (2)

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Kharbandi goemba

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Jambay lhakhang

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Il kyichu lhakhang di paro

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Lo dzong di punakha

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I 108 chorten del passo dochu la

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Guru del lago ardente

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Grosso monaco di guardia al dumtse lhakhang siede sul prato, bofonchiando un rosario di...

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Devote allo jambay lhakhang

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Dettaglio di una lung ta

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Darchor e risaie terrazzate a pana

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Cerimonia al kyichu lhakhang di paro

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Cerimonia al kyichu lhakhang di paro

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Lung ta lungo il sentiero per il taktshang goemba

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Maschera

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Nei pressi di punakha

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Oggetti votivi

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Ragnatela delle lung ta nella gola del taktshang goemba

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Risaie terrazzate nei pressi di jakar

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Ruote di preghiera al chimi lhakhang

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Scolari monaci allo dzong di paro

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Sonatori di dung chen alla cerimonia al kyichu lhakhang di paro

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Studente al national institute for zorig chusum

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Studenti al national institute for zorig chusum

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Suonatori di tamburo alla cerimonia al kyichu lhakhang di paro

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Taktshang goemba

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Taktshang goemba

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Lo dzong di trongsa

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Architettura tipica

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Bandiere di preghiera darchor

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Bandiere di preghiera lung ta al passo pele la

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Bhutanese

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Buddha point

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Cerimonia del perdono allo tsechu del tamshing goemba

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Cortile dello dzong di jakar

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Danza rituale allo tsechu del tamshing goemba

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Danzatore allo tsechu del tamshing goemba

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Danzatori mascherati allo tsechu del tamshing goemba

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Formaggio stagionato a jakar

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I ricchissimi costumi dei danzatori allo tsechu del tamshing goemba

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Jakar (2)

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Jakar

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Lo dzong di trongsa (2)

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Accesso al complesso del kurjey lhakhang

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Maschera allo tsechu del tamshing goemba (2)

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Maschera allo tsechu del tamshing goemba

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Monaci allo dzong di jakar

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Musicisti allo tsechu del tamshing goemba

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National memorial chorten a thimphu

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Panorama dal passo dochu la

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Pittore intento a decorare un fabbricato

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Portale d'accesso ad una regione del bhutan

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Risaia terrazzata

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Ruota della preghiera allo dzong di jakar

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Ruote di preghiera al national memorial chorten

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Sfida di tiro con l'arco

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Spettatore allo tsechu del tamshing goemba

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Tessuti tradizionali

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Tipico paesaggio bhutanese



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