Le mie Hawaii e Baja California con 95 $ al giorno

Honolulu e Kauai, poi Los Angeles, San Diego, Tijuana e la Baja California fino a La Paz e Cabo
Scritto da: baldinibru
le mie hawaii e baja california con 95 $ al giorno
Partenza il: 02/01/2014
Ritorno il: 02/02/2014
Viaggiatori: 1
Spesa: 4000 €
LE MIE HAWAII e BAJA CALIFORNIA MESSICANA CON 95 US$ AL GIORNO

(Isola di Kauai, Isola di Ohau, Honolulu, San Diego, Tijuana, Ensenada, Santa Rosalia, Loreto, Puerto San Carlos, La Paz, Cabo San Lucas, S.Jose’ del Cabo, Mazatlan, Puerto Vallarta).

Dall’Italia via Frankfurt, San Francisco a Honolulu e Kauai, poi a Los Angeles, San Diego, Tijuana e la Baja California fino a La Paz e Cabo, ed epilogo a Mazatlan e Puerto Vallarta. Rientro via Houston, Frankfurt, Italia

PREMESSA

Cari viaggiatori e care viaggiamucche, sono ancora il Bruno low-cost di Torino, nuovamente partito e tornato dopo il brutto anno trascorso dovuto principalmente alla perdita di mia moglie per un tumore che non le ha lasciato alcuna speranza. Ho deciso di staccarmi per questa volta dal low-cost per realizzare un sogno che coltivo da 30 anni, quando in tv gongolavo guardando i telefilm di Magnum P.I. e ultimamente seguendo i ragazzi di Hawaii 5.0, e… e’ ora di andare.

Vi faccio comunque presente che uscire dal low-cost non vuol dire sprecare i soldi, continuero’ sempre a cercare la miglior soluzione possibile.

Ringrazio ancora di cuore chi mi ha scritto per informazioni e chi mi ha fornito, sempre attraverso questo sito, altrettante informazioni.

Dal conteggio delle spese sono, come sempre, escluse quelle per i voli che quest’anno sono state:

-MILANO MALPENSA-FRANKFURT-S.FRANCISCO-HONOLULU-LOS ANGELES e

PUERTO VALLARTA-HOUSTON-FRANKFURT-MALPENSA(United-Lufthansa)

1307

-HONOLULU-LIHUE’ (Hawaiian Airlines) 141

-LIHUE’-HONOLULU (Go-Mesa Airlines) 86

-LA PAZ-MAZATLAN (Aereo Calafia) 102

TOTALE € 1636

Miei racconti precedenti:

– 2012 – La mia strana Sumatra con 40 US$ al giorno (appendice a Langkawi, Malaysia)

(da Padang a Bukittinggi,Lago Toba,Berastagi,Medan,Bukit Lawang,Banda Aceh,

Pulau Weh, Meulaboh,Tapaktuan, Medan,Penang,Alor Setar, Langkawi).

– 2011 – Il mio Borneo con 45 US$ al giorno: Sandakan, Kota Kinabalu, Labuan, Brunei, Sibu,

Pontianak (Indonesia), Kuching

– 2010 – La mia piccola Cina del sud con 50 US$ al giorno: Xiamen, Guanzhou-Canton,

Guilin, Hainan Island, Macau, Hong Kong

– 2009 – Taiwan, (+Sagada e Palawan – Filippine) con 40 US$ al giorno:

Taipei,Taroko,Tainan,Kaohsiung,Sagada,Palawan

– 2008 – La mia India ovest con 30 US$ al giorno: Srinagar, Delhi, Jaipur, Jaisalmer, Jodpur,

Udajpur, Diu, Goa, Mumbai

– 2007 – Filippine con 40 US$ al giorno: Laoag, Vigan, Banaue, Legazpi, Tacbalogan, Bohol,

Bacolod, Boracay, Sabang, Pagsanian, Manila.

– 2006 – Myanmar con 25 US$ al giorno: Bago, Golden Rock, Inle lake, Mandalay, Bagan,

N’gapali Beach, N’gwe Saung, Patein,Yangon

– 2003 – Laos, Cambogia e Kho Chiang: Louang Prabang, Vientiane, Paksè, Siem Reap,

Ankgor, Phnom Penh, Sianoukville, Kho Chiang

1.1 ME

Treno da Torino alle 19.05, arrivo a Milano alle 20.45, ripartenza alle 21.25 ed arrivo a Malpensa alle 22.20. Non avrei mai immaginato di trovare questa desolazione: aeroporto praticamente deserto, nessun locale aperto, se anche vuoi solo un caffe’ o una bibita devi utilizzare le due macchinette. L’ultimo volo e’ previsto alle 0.10 per Mosca, poi piu’ niente fino alle 6. Il mio volo parte alle 6.05 per Francoforte. Adesso provero’ a sdraiarmi un po’ su una poltrona.

Spese: treno To-Malpensa 15 €, cena a Malpensa 9,60 €. Totale 24,60 € x 1,35=33,21 US$..

2.1 GI

Non riesco ancora a capacitarmi della stupidaggine megagalattica di questa mattina: non ho sentito la sveglia del telefonino e sono rimasto addormentato, cosi’ ho perso l’aereo. Mi sono svegliato alle 5.45 ma al ceck-in mi hanno detto che era troppo tardi, mi hanno inviato alla biglietteria per fare il cambio del biglietto (ovviamente con una penale da pagare); la ragazza del banco Lufthansa pero’ non riusciva a rintracciare il mio biglietto (emesso da United Airlines con primo tratto Lufthansa) per cui mi ha mandato allo sportello United che pero’ apre alle 7.15. La gentilissima signora ha provato a inserirmi nel successivo volo delle 9.50 con arrivo a Francoforte alle 11.20, ma era troppo vicino alla coincidenza per S.Francisco, allora mi ha dato un numero della United servizi a cui rivolgermi, ma parlavano solo in inglese. Alla fine mi ha proposto come unica alternativa di rimettermi sugli stessi voli per domani; non finivo piu’ di ringraziarla, le avrei offerto anche la colazione, ma aveva fretta di recarsi ai check-in. Be’ ragazzi, ditemi quello che volete, ma sono andato in un negozio, le ho preso una bella confezione di cioccolatini con valigetta contenitrice e gliel’ho portata al check-in. Mi sembra giusto citare il nome di questa signora: Francesca (sara’ stato un intervento “papale” divino?). Poi ho trovato anche una postazione internet cosi’ ho avvertito l’albergo del cambiamento; speriamo mi tengano ugualmente la stanza.

Mentre mi spostavo nella hall ho notato che c’era un volo per Francoforte alle 19.00; mi e’ balenata un’altra idea in testa e cosi’ ho chiesto se poteva farmi un’altra variante per partire con quel volo, sarei arrivato alle 20.30 ed avrei potuto dormire tranquillamente, tanto il volo per S.Francisco domani e’ alle 12.15. La signora del pomeriggio, a differenza della ragazza del mattino, si e’ attivata su piu’ fronti, ha chiamato direttamente il centro servizi United ed e’ riuscita a fare la modifica al gia’ martoriato biglietto senza alcuna penale; unica variante e’ che dovro’ ritirare il bagaglio a Francoforte e rifare il check-in, ma va bene cosi; altro treno di ringraziamenti, ma non ha voluto neanche che le offrissi il caffe’.

L’aereo parte in leggero ritardo (19.15), e’ mezzo pieno ed arriva quasi puntuale a Francoforte alle 20.35. Ritiro bagaglio, cenetta e… aspettiamo domani con un po’ piu’ di tranquillita’.

Spese: colazione 6, giornale 1,50, cioccolatini 18,50, pranzo 8,30, caffe’ 1,10, internet 2, cena 7,90. Totale 45,30 € x 1,35 = 61,16 US$. Totale progressivo 33,21+61,16=94,37. Media:2=47,2 US$.

3.1 VE

Ho proprio dormito tranquillo su una bella poltrona reclinata nella hall. Al check-in altro mezzo interrogatorio United sul perche’ andavo li’, poi colazione e inizio della lunga attesa. Verso le 10.30 altro piccolo interrogatorio, poi si e’ verificato un inconveniente (probabilmente frequente per loro, ma per me difficilmente “digeribile”): e’ stata annunciata una situazione di overbooking, per cui sei passeggeri non sarebbero partiti, ma ospitati presso un albergo e imbarcati domani alla stessa ora; mi pare, ma non sono sicuro di aver capito bene, che tre persone si sono offerte volontariamente di restare, mentre le altre tre sono diventate “volontarie” per sorteggio, e qui ci sono state le lacrime di una ragazza separata dal suo compagno.

L’aereo, un jumbo 747 e’ pieno come un uovo con tre tuorli, c’e’ fra l’altro la solita percentuale di furbetti, o raccomandati, che in cabina hanno diverse valigie che nulla hanno a che fare con il bagaglio a mano. Si parte con circa mezzora di ritardo, volo tranquillo per circa un’ora poi si balla di brutto per 20 minuti con interruzione del pasto, poi tutto tranquillo. E si assiste ad un fenomeno straordinario della natura: viaggiando verso nord ovest, in pratica per quasi quattro ore corri dietro al sole che tramonta, lo raggiungi e sei di nuovo nel mezzo della giornata mentre il mio orologio segna le 19.45. fantastico.

Si arriva in anticipo a S.Francisco, ma la coda alla dogana e’ micidiale, perdo quasi 40 minuti e rischio di perdere la coincidenza per Honolulu, poi corro al terminal 3, dove, al metal detector, mi sequestrano la bottiglietta dell’acqua che avevo comprato al volo poco prima; gia’, avrei dovuto comprarla dopo il controllo; il resto e’ tutto ok. Si parte con 15 minuti di ritardo, aereo mezzo pieno e si arriva puntuali a Honolulu, poi lungo trasferimento pedestre al terminal Hawaiian airlines, ripartenza alle 21.50 puntuali ed arrivo a Lihue’ alle 22.25. I miei piu’ vivi complimenti a questa compagnia che nei 40 minuti e’ riuscita anche a servire un succo di frutta. (quando ci vuole, ci vuole, bravi). Ho aspettato circa mezzora il taxi e alle 23.10 ero all’albergo,ma…ufficio chiuso, non mi hanno aspettato. Il motel Kauai Palms e’ proprio come se ne vedono in molti telefilm, stanze al pianterreno con parcheggi auto davanti e altre stanze al primo piano. Ho conosciuto un ragazzo nel cortile ed ho provato a chiedere se poteva aiutarmi a rintracciare i proprietari, ma non ci siamo riusciti; a questo punto ho deciso di sdraiarmi a dormire sul divano dell’ingresso.

Spese: colazione 12.55 €, internet 2, acqua 1,65. Totale 16,20 x 1,35 = 21,87 US$. Check-in bagaglio Hawaiian 17, cena 9,08, taxi 10, hotel x 3 notti 268. Totale 304,02. Totale giorn. 324,07 US$. Totale progressivo 94,37 + 324,07 = 418,44. Media :3=139,5 US$.

4.1. SA

Samattina alle 4 la signora mi ha svegliato scusandosi, poi mi ha sistemato in camera.

Alle 8.30 mi sono svegliato, doccia, caffe’, informazioni sui bus che corrono lungo l’isola e…via. Ci sono bus cittadini a 1 US$ e bus extracittadini a 2 US$ ovunque tu vada (yuhuu! meta’ prezzo per gli over 60), cosi’ 50 cent da albergo a Civic Centre e 1 dollaro da Civic centre a Hanalei, capolinea nord a 50 km, graziosa cittadina balneare su una baia splendida. Al ritorno sosta a Kapa’a, altra graziosa cittadina balneare e rientro a Lihue’. Questa citta’, capoluogo dell’isola, non ha nulla di particolare da vedere, fa solo da base per gli spostamenti e il Civic Centre e’ il punto in cui convergono quasi tutti i bus. Cena in uno strano ristorante cinese, strano perche’ solo mangiare cinese gestito da non cinesi (e’ la prima volta che ne vedo uno). Fra l’altro segnalo lo splendore dei coniugi che gestiscono l’albergo e del personale che collabora,veramente bravi, preparati, disponibili a ogni aiuto.

Spese: bus citta’ 0,50, bus x Hanalei 1, pranzo 10,47, bibite varie e acqua 5,35, bus x Kapa’a 1, bus x Lihue’ 1, cena 8,59. Totale 27,66. Totale progr. 418,44+27,66=446,10. Media:4=111,5.US$.

4.1 SA

Ieri, dopo sei mesi, sono stato colpito nuovamente dalla strana tendinite che sembra non dimenticarsi di me. Due anni fa il primo violento “attacco”: una settimana bloccato nel letto con tre antinfiammatori al giorno, poi l’improvvisa sparizione, poi dopo quattro mesi un secondo attacco, ma piu’ lieve, durato un giorno e mezzo, poi piu’ niente fino a ieri, e oggi continua a tormentarmi facendomi camminare molto lentamente; speriamo non mi rovini la vacanza.

Stamattina bus al Civic Centre alle 10.35 per la costa sud ovest, fino a Waimea, piccola graziosa cittadina che fa da base per la visita dell’omonimo canyon, ma purtroppo priva di bus (e, scoperto oggi, anche di taxi o altri mezzi a noleggio) per cui… niente canyon. Ho provato anche con l’autostop, ma… deve essere finito quel periodo. Anche Waimea ha la sua spiaggia, ma il mare e’ molto sporco. Un altro particolare assurdo sono le nominatissime rovine del forte russo: la guida le nomina dicendo che non c’e praticamente nulla se non un pezzo del muro di cinta, alto si e no due metri e ormai avvolto nella vegetazione che non vale assolutamente la pena di vedere… ma che ci volete fare, forse la curiosita’ di nominare un’idiozia simile, cosi’ ho percorso i 500 m. fino alle rovine, si’, anch’io sono andato a vedere quel … nulla. Quindi, se capitate qui, lasciate perdere o farete come me e poi lo scriverete a qualcun altro che fara’ la stessa cosa. La cittadina invece ha ancora molte case in stile antico, graziose e colorate e lungo la via principale ne ho fotografate alcune. Ho proseguito con un altro bus fino al paese dopo, Kekaha, ma non c’e’ proprio nulla. Ripartenza alle 14.35 ed arrivo a Lihue’ dopo un’ora. Alle 18.45 improvviso botto fortissimo che ha preannunciato un piccolo temporale, peraltro di breve durata. Cena in un vicino locale tipo saloon con karaoke e clienti in esibizione (1 dollaro per canzone).

Spese: colazione 2,48, bus vari 3, bibita 2,03, cena 19,65, cartolina 0,26. Totale 27,42.

Totale progr. 446,10+27,42=448,82. Media:5=89,8 US$.

6.1 LU

La tendinite continua ancora a tormentarmi, anche se meno di ieri. Stamattina un po’ di pioggia, poi verso le 9.30 e’ finita, cosi’ ho preso tranquillamente il bus delle 10.35 per Kalaheo e di qui l’altro bus per Poipu, cittadina balneare sulla costa sud, piena pero’ solo di resort carissimi, ma dotata di una spiaggia stupenda costituita da due baie unite da una penisola, acqua tiepida, pulitissima, un bagnante aveva con se’ del cibo per pesci, cosi’ quando ne buttava qualche spizzico arrivavano molti pesci di dimensioni e colori diversi, un vero spettacolo per occhi e cuore. Il rovescio della medaglia di questa delizia e’ stato rappresentato da un bagnante entrato in acqua con tablet collegato con cuffie (e non mi stanchero’ mai di ripetere: se questa e’ l’intelligenza del futuro, come sono felice della mia idiozia!).

Rientro verso le 15, il male ha ripreso forte, ma mi sono seduto un po’ alla postazione internet dell’albergo (gratis per i clienti con la sola raccomandazione del buon senso per tutti). Oggi ha funzionato in parte, cosi’ sono riuscito a scrivere due righe a parenti e amici. Verso le 16 il piede stava meglio, ed allora ho ripreso il bus verso Nawiliwili, paesino con porto a circa 5 km., con piccola spiaggia e una serie di negozi e ristoranti, in particolare mi sono fermato a vedere il lussuoso cafe’ Portofino con cucina italiana, non male, ma per me troppo caro. Rientro verso le 19.30 e cena al ristorante cinese senza cinesi di ieri l’altro. Mi spiace aver dovuto cambiare meta’ dei miei programmi a causa del male, praticamente ho lasciato la camminata al canyon di Waimea e quella alle cascate di Wailua, pazienza.

Una considerazione sugli abitanti: qui c’e’ rappresentato praticamente tutto il mondo, dalla razza europea a quella asiatica nelle sue quattro forme, araba, indiana, indo-cinese e filippina, poi ci sono gli australiani e i canadesi, pochi giapponesi e africani, oltre naturalmente ai padroni di casa, ma c’e’ proprio uno splendido “catalogo” dell’umanita’ ; mi viene da pensare che se un razzista viene qui, nel giro di pochissimo tempo o cambia idea e diventa piu’ felice oppure va in depressione.

Spese: colazione 3,13, bus vari 4,50, bibite varie 4,95, souvenir 40,40, cena 13,23. Totale 66,21. Totale progr. 448,82+66,21=515,03. Media:6=85,8 US$.

7.1 MA

E quando si dice che l’avventura continua… Stamattina ho lasciato una scatola di cioccolatini alla signora boss come ringraziamento per tutta l’assistenza (fra l’altro non mi ha fatto pagare la giornata in cui non sono arrivato), cosi’ trovera’ la sorpresa quando si svegliera’. Bus alle 7.40 e arrivo in aeroporto dopo circa 10 minuti, poi check-in strambo, c’era una ragazza che parlava troppo veloce, io non capivo, parlava di security particolare perche’ per portare il bagaglio in cabina si doveva forse passare un controllo in piu’, cosi’ al momento di salire sull’aereo me lo hanno bloccato dicendomi che sarebbe arrivato a Honolulu con il volo successivo. L’aereo parte in anticipo di dieci minuti e con lo stesso anticipo arriva dopo 40 minuti di volo su un panorama stupendo. In aeroporto al ritiro bagagli mi confermano che la valigia arrivera’ alle 14.30, cosi’ aspetto mangiandomi un panino “ladrocinio” (quando ci vuole, ci vuole, 15 dollari per panino e acqua, ma ne ho approfittato fino alla fine, stando qui seduto quasi due ore con la gente che faceva la fila per aspettare che si liberassero i tavolini, anzi, ho anche fatto accomodare vicino a me una signora filippina con cui mi sono fermato a parlare per piu’ di mezzora; io solitamente sono di carattere mite, mi faccio fregare spesso, ma quando vedo che manca il buon senso reagisco, spesso malamente, ma reagisco). E alle 14.30 la mia valigia e’ arrivata, il piede fa male, prendo un taxi e vado all’albergo. L’albergo e’ grazioso, a 200 m. dal mare, la camera e’ grande, con bagno, angolo cottura, forno a microonde, frigo e tv, appena entrato metto la valigia su una sedia, poi mi viene stupidamente da piangere dalla gioia. E adesso sono qui e al diavolo anche il piede. Una passeggiata sulla spiaggia di Waikiki, poi ho fatto un po’ di spesa per mangiare e ho comprato le scarpe; e domani vedremo cosa fare.

Spese: bus x aerop. 0,50, colazione 6,98, panino ladro 15,34, taxi 44, hotel x 7 gg 478,63, bibite 7,38, alimentari 30,67, scarpe 47,11. Totale 613,61.

Totale progr. 515,03+613,61=1128,64. Media:7= 161,2 US$.

8.1 ME

Piede sempre dolorante, ma parto, cambio programma ma parto; qui vicino all’albergo c’e’ un noleggio motorino, cosi’ lo prenoto. Avevo gia’ deciso di prenderlo subito, ma poi ho posticipato a domani per avere il tempo di ristudiare le cose da vedere. Poi sono andato a piedi fino allo zoo, a circa 500 m. e me lo sono girato con la massima calma, a passo di tartaruga zoppa, ma sempre avanti. Sugli zoo ribadisco il mio doppio pensiero, di bene e di male. Di male perche’ chiaramente ogni bestiola starebbe meglio nel suo ambiente naturale, ma di bene perche’ quando gli zoo sono tenuti come questo, ti danno la possibilita’ di vedere, conoscere,apprezzare ed ammirare bestiole che diversamente non vedresti mai nella tua vita. Tante bellissime bestiole, fra cui il varano di komodo, il licaone, i giganti della savana africana (elefanti,giraffe, rinoceronti, ippopotami) in spazi veramente grandi e ben realizzati, gli oranghi, i lemuri, la tartaruga aldabra delle Galapagos, i suricati e tanti tanti altri. La dolente nota per me e’ rappresentata principalmente dallo scarso spazio per i rettili e per gli uccelli, nonostante una voliera di media grandezza; uccelli e felini sono sempre stati i simboli della liberta’.

Al chiosco bar dello zoo vengono sempre uccelli vari ad elemosinare bocconi; oggi c’era anche un simpaticissimo pavone che girava fra i tavoli. La competizone e’ pero’, a guardarla. con attenzione, sempre feroce, chi arriva primo non e’ detto che porti via il boccone, se questo e’ grande gli altri fanno di tutto per fartelo cadere di bocca; la natura e’ anche questo. Dalle 14 improvvisamente il dolore al piede e’ quasi sparito, ho ripreso a camminare quasi normalmente ed ho fatto una lunga passeggiata sulla spiaggia, fino all’Hotel ex Reale, tutto rosa, lussuosissimo, poi sulla via del rientro ho attraversato il King’s Village, un piccolisssimo strano quartiere solo pedonale, messo su tre piani con le stradine che si intersecano e si mischiano con negozietti vari e bar, tutto in pochi metri quadrati; molto curioso. Dopo cena una piccola passeggiata nell’isolato e qui ho conosciuto Agostino, un siciliano venuto qui 18 anni fa e che manda avanti il suo “furgo-pizza”, un pianale rimorchio su cui ha montato un forno a legna, lateralmente c’e’ il tavolo della preparazione e li’ fa una pizza alla volta, la riempie, la cuoce, la taglia in 4 e la vende (troppo cara, 20 US$ intera o 5 US$ ogni quarto), e deve essere anche buona perche’ c’e’ la fila ad aspettare. E la sua “assistente”(?) Luciana del Brasile prende le ordinazioni, consegna le pizze e… incassa. E bravo Agostino.

Spese: caffe’ 1,87, noleggio motorino x 3 gg. 115, cartoline 0,51, ingresso zoo 14, spuntino 9,37, bibite 8,11, internet 5. Totale 153,86.

Totale progr. 1128,64+153,86=1282,50. Media:8=160,3 US$.

9.1 GI

Sarebbe stata una giornata perfetta se non ci fosse stato il tormento del piede, ma … vado avanti.

Alle 8.45 ho ritirato il motorino e alle 9 via verso la prima tappa: il cratere di Diamond Head, a circa 13 km a sud di Waikiki. Arrivato pero’ li’ e lasciato il motorino, stavo per affrontare a piedi la breve salita per il bordo del cratere, da cui pare si veda un panorama stupendo della citta’, ma dopo pochi passi mi sono dovuto arrendere, non riuscivo a camminare e la strada non asfaltata mi avrebbe procurato forse guai peggiori, pazienza, mi sono limitato a fare una foto dal piazzale ai piedi del vulcano. Seconda tappa a Hanauma Bay, arrivo al piazzale e poi avrei dovuto scendere per circa 300 m. fino alla spiaggia. La baia e’ una meraviglia, accerchiata da colline alte circa 200 m. acqua azzurrissima e multicolore, sabbia bianchissima e possibilita’ di praticare lo snorkelling dove si possono vedere diversi pesci anche nell’acqua bassa. Proseguendo lungo la costiera sud est si arriva di fronte alla Rabbit island, che pare sia piena di conigli, ma attualmente inaccessibile, poi si arriva a Kailua, cittadina balneare particolare perche’, pur dotata di una spiaggia fantastica, pare non abbia alberghi; negozi e ristoranti si’, ma non alberghi. La parte superiore di Kailua con la bellissima penisola e’ occupata come base militare, quindi inaccessibile.

Tappa successiva il tempio cinese di Byodo-in, per la verita’ un po’ miserello, rispetto ai templi che ho visto in Cina, ma indubbiamente particolare per la posizione in cui si trova, cioe’ immerso in un parco chiamato Valle dei Templi, si’, proprio come quella di Agrigento, ma in realta’ si tratta di un cimitero estesissimo, si riconoscono le lapidi perche’ ci sono i fiori vicino, ma le tombe sono a raso del suolo; impressionante. Proseguendo verso nord sono arrivato, fra scorci stupendi, spiagge, paesini e villaggi, alla cittadina di Laie’, raccomandata per la presenza di un museo particolare, il Polinesian Village: e’ sul tipo di quello visto tre anni fa nel Borneo, una serie di case con reperti che ricordano le varie tribu’. Non sono andato perche’ ho sentito che il prezzo era di 60 dollari. Era gia’ caro anche quello del Borneo, e per chi non e’ mai andato lo consiglio vivamente, anche se io non sono un grande ammiratore dei musei in genere. Prima di ripartire ho riempito il serbatoio ormai agli sgoccioli e… sorpresa, arrabbiatevi pure, ma in pratica il pieno e’ costato 3 dollari (con cui ho fatto i 194 km fin qui). La benzina costa 4,18 dollari al gallone. Siccome, se ricordo bene, un gallone sono circa 4,5 litri, vuol dire che la benzina costa 93 centesimi di dollaro al litro, che, con il cambio euro a 1,35= 73 cent di euro al litro, non male, vero? Poi mi e’ successo un piccolo inconveniente: ha cominciato ad accendersi la spia dell’olio e mentre percorrevo la strada del ritorno e’ rimasta accesa fissa, quindi mi sono fermato ad uno dei pochissimi distributori di benzina per chiedere aiuto; un ragazzo ha fatto un controllo poi mi ha venduto una lattina di olio e ne ho versata meta’ nel serbatoio. Domani avvisero’ l’omino del noleggio, spero me lo rimborsi. Viaggio di ritorno; lungo la strada n. 63 che attraversa la montagna con un tunnel alla cui uscita, dopo una discesa, si arriva a Honolulu.

Spese: caffe’ e bibite 1,90, spuntino 6,80, souvenir 10, ingresso tempio 2, benzina 3. Totale 23,70. Totale progr. 1282,50+23,70=1306,20. Media:9=145,1 US$.

10.1 VE

Secondo giorno con il motorino. Partenza alle 8.50, transito a Pearl City, poi ho percorso la lunga valle centrale dell’isola, fino a Haleiwa, la graziosa principale cittadina della costa nord. Poi mi sono spostato verso Waimea Valley, ma al bivio per l’accesso c’erano due funzionarie che con cartello apposito avvisavano che l’accesso era stato chiuso a causa di frane e pietre sparse che cadevano rendendolo insicuro, e cosi’ niente cascate. Poi la strada arriva a Turtle Bay, una bella spiaggia vicino alla quale e’ stato costruito il resort (l’accesso alla spiaggia e’ comunque libero a tutti). Proseguendo sono stato investito all’improvviso da un temporalone che mi ha letteralmente lavato da capo a piedi nel breve giro di cinque minuti, poi e’ tornato il sole e pian piano mi sono asciugato. Proseguendo sono arrivato a Kahuku dove mi sono fermato per un piccolo spuntino, poi ho proseguito fino a Laie’, dove ero arrivato ieri ma dalla strada opposta. Una breve visita all’esterno del grande tempio dei Mormoni (l’interno purtroppo era chiuso) e rientro a Honolulu passando pero’ da un’altra strada, la Pali Highway, che dalla costa est collega Honolulu attraversando le montagne con un pittoresco panoramico percorso. La sera una breve passeggiata (il piede non consente di piu’) con altro saluto ad Agostino e… va bene, mi sono fatto un trancio della sua pizza (buona, ma non eccezionale, del resto gli ingredienti non sono i nostri, ma la cottura e’ perfetta, e la coda c’e’ sempre).

Spese: benzina 2, spuntini 8,85, alimentari 7,53, cartolina 0,25, bibita 2,14, pizza 5. Totale 25,77. Totale progr. 1306,20+25,77=1331,97. Media:10=133,2 US$.

11.1 SA

La giornata di oggi non e’ stata delle migliori, particolarmente nel pomeriggio. Partenza alle 8.50 direzione Makiki street dietro la zona di Waikiki dove la strada comincia a salire lungo la collina di Tantalus, infilandosi nella foresta pluviale in un pittoresco percorso panoramico di eccezionale bellezza. Dopo 22 km si entra nel parco e si arriva al wiew point, un terrazzo da cui si vede un panorama a oltre 180 gradi, dal Diamond Head a Waikiki, Honolulu centro, la zona est con l’aeroporto, la zona di Pearl Harbour e l’inizio della valle centrale vista ieri; una vista stupenda in una giornata altrettanto soleggiata. Poi discesa in citta’ e seconda tappa a Pearl Harbour, la zona militare che nel 1941 venne bombardata dai giapponesi che diedero cosi’ inizio alla seconda guerra mondiale dal lato del Pacifico. La visita della zone richiede circa due ore, ma nelle mie condizioni forse ce ne vogliono tre per cui ho pensato di lasciarla per domani e sfruttare di piu’ l’ultimo giorno del motorino. Cosi’ ho proseguito per la zona sud ovest fino a Ewa, una cittadina dalle caratteristiche casette monofamiliari con giardino. Nulla di speciale, mi sono fermato un attimo a visitare la chiesetta cattolica dell’Immacolata Concezione, poi ho proseguito fino alla nuova cittadina di Kapolei, che sta crescendo a dismisura nella pianura. Qui ho visto arrivare velocemente un nuvolone nerissimo che non annunciava nulla di buono, per cui mi sono fermato vicino a un supermercato con annesso ristorantino ed ho appena fatto in tempo a entrare mentre e’ arrivato uno scroscio di pioggia inizialmente violento, poi piu’ tranquillo, ma costante, la pioggia e’ durata quasi due ore. Non sapevo cosa fare, se aspettare, proseguire e sperare o tornare in albergo sotto una doccia indesiderata. Poi l’idea mi e’ venuta vedendo un fattorino entrare con addosso un k-way ed allora… sono andato a comprarne uno ed ho deciso che, pioggia per pioggia, avrei continuato ad andare avanti. E cosi’ ho fatto, rimontato in sella sul motorino e via verso la meta successiva, la cittadina di Makaha; penso sia inutile dire che cinque minuti dopo essere partito la pioggia e’ finita ed io ho proseguito il viaggio con k-way asciutto. A Makaha c’e’ solo una discreta spiaggia su cui pero’ pare che le solite lobby abbiano gia’ messo le mani per modificarla e trasformarla in una macchina per fare soldi, mentre la popolazione locale sta cercando di impedirlo; non oso pensare chi vincera’, ma penso di saperlo… Dopo Makaha la strada prosegue verso Kaena Point, la punta estrema nord ovest dell’isola, ma non arriva proprio alla punta, si ferma circa 3 km prima (anche qui battaglie perche’ dalla punta ci sono altri 4 km di sterrato verso est prima di ricongiungersi alla strada di Haleiwa che ho fatto ieri, e questi 7 km c’e’ chi li vorrebbe completare e chi vorrebbe questa punta ancora intatta come ora. Sulla strada del ritorno ho dovuto fare una deviazione per andare a fare benzina e poi sono rientrato. Ancora due parole sulla benzina: ho visto altri distributori con prezzi anche al di sotto dei 4 dollari al gallone, pero’ per contro voglio avvisarvi che i distributori non sono cosi’ facili da reperire, con una macchina forse ci sono meno problemi, ma con il motorino bisogna stare sempre in guardia perche’ e’ facile rimanere a secco lontani dai distributori, soprattutto nelle zone di campagna.

Spese: benzina 8, pranzo 10,47, k-way 2,71, scotch 4,18, cena 12,05, caffe’ 3,87. Totale 39,28. Totale progr. 1331,97+39,28=1371,25. Media:11=124,7 US$.

12.1 DO

Stamattina il ragazzo del noleggio mi ha comunicato che il suo boss non intendeva rimborsarmi gli 11 dollari spesi per comprare l’olio del motorino. Bene, a questo punto, cari viaggiatori, se capitate da queste parti ricordatevi del Rent-a-car Paradise, soprattutto invito chi noleggera’ motorini, se capita di vedere che la spia dell’olio si accende… proseguite senza preoccuparvi, al massimo se si brucia il motore poi qualcuno verra’ a recuperarlo, e forse spendera’ piu’ di 11 dollari. (ehhh… quando ci vuole, ci vuole e, come sempre in questi casi, mi assumo la piena responsabilita’ delle mie affermazioni).

Dalla via dietro il mio albergo ci sono due bus che portano a Pearl Harbor, il 20 e il 42; e’ arrivato prima il 20; i biglietti costano 2,50 dollari, ovunque tu vada (e, yuhuu, 1 dollaro per i senior). Ci vuole un’ora esatta per arrivare alla base di Pearl Harbor e, nel percorso, il bus passa anche dall’aeroporto. La base e’ visitabile tutti i giorni, pero’ ci sono rigide misure di sicurezza, in testa a tutte il divieto di entrare con qualsiasi bagaglio o borsa, vanno tutte lasciate all’apposito deposito (3 dollari); puoi portarti le cose personali in mano, compresa la macchina fotografica. L’ingresso e’ gratuito, ci si reca alla biglietteria solo per farsi assegnare l’orario di inizio visita (io sono arrivato alle 10.15 e sono stato inserito nel giro delle 11.30). Per primo si entra in una sala dove viene proiettato un film documentario di circa mezzora sulla storia dell’attacco alla base, poi si esce dalla sala e ci si imbarca su un battello che in cinque minuti porta all’isola dove e’ situato il memorial, una specie di tempio all’aperto con una stanza contenente una parete su cui sono stati incisi i nomi dei caduti, mentre su un lato, in mare, c’e’ un pezzo del relitto della nave Arizona. I battelli fanno la spola ogni 15 minuti, sono tutti gratuiti, ma il comandante impone tassativamente l’obbligo di stare sempre seduti durante la pur breve traversata. Non c’e’ dubbio che il tutto e’ molto toccante, anche a distanza di tanto tempo ed anch’io, ogni volta che mi capita di visitare posti simili, mando sempre un pensierino di ringraziamento perche’, se oggi sono stato qui, una gran parte del merito va anche a quelle persone che a loro volta hanno combattuto e dato anche la propria vita per un futuro migliore per il proprio Paese. Sceso dal battello, nel cortile ho incontrato due coniugi che mi hanno chiesto, in francese, se potevo far loro una foto e, parlando un po’, non arrivano dalla Francia, ma sono francesi della Nuova Caledonia, ultimo avamposto francese nel Pacifico. Torno a Honolulu con un altro bus e scendo a China Town, uguale alle china town di tutto il mondo, tanto commercio, prezzi bassi, merce strana, tanta allegria e ho anche fatto uno spuntino in un ristorantino alla buona. Poi ho proseguito fino alla zona centrale di Honolulu, dove ho visto la bella cattedrale di St. Andrew, poi sono passato al Iolani Palace, ma non e’ visitabile, si puo’ solo vedere il seminterrato con la galleria dei ritratti dei vari re hawaiani. Davanti al palazzo c’e’ la statua del re piu’ celebre, Khamehameha, poco lontano la Hawaiana Church, ma era chiusa, cosi’ come erano chiuse le Case Missionarie, edifici in stile coloniale. Ho incrociato le dita tutto il giorno perche’ da stamattina il piede non fa piu’ male, riesco a camminare, lo faccio lentamente per paura di mosse sbagliate, ma vado avanti. Alle 5 rientro in albergo, mi cambio, vado in spiaggia e… secondo bagno nel Pacifico a Waikiki Beach. Alle 18 davanti ad un albero sulla spiaggia assisto ad un pezzo di uno spettacolino di danze hawaiane (un po’ noiosetto, nonostante l’impegno profuso dai ballerini e dall’orchestrina). Torno in albergo, mi ricambio per uscire a cena, ma, appena ripartito, ahi, il piede comincia di nuovo a lamentarsi, cosi’ ceno alla buona e rientro definitivamente.

Spese: bus vari 3, bibite e caffe’ 3,85, souvenir 14,55, cartolina 0,26, spuntino 7, cena 7,53, olio per motorino (di ieri) 11, dep. borsa 3. Totale 50,19. Tot. progr. 1371,25+50,19=1421,44. Media:12=118,4 US$.

13.1 LU

Giornata tranquilla, al mattino sono andato all’aeroporto a vedere che fosse tutto a posto per il volo di domani. Purtroppo rimane il fatto che dovendo essere in aeroporto due ore prima dell’orario di partenza mi tocchera’ prendere di nuovo il taxi. Dall’aeroporto sono tornato a China Town per andare a visitare il giardino botanico Foster, un parco pieno di piante di varie parti del mondo; sono rimasto impressionato dal gigantesco baobab. Sulle altre piante non ho molto da dire, non sono particolarmente interessato, ma penso che per un appassionato questo sia un bel posto. C’e’ una piccola area dedicata alle orchidee, sempre splendide. Onestamente vale i 5 dollari del biglietto d’ingresso. Volevo anche salutare Agostino, ma oggi non c’e’. Rientrato in albergo mi sono sdraiato un’oretta, poi sono andato in spiaggia a farmi il terzo bagno. Stasera nella hall dell’albergo c’e’ un’orchestrina che ravviva la serata e alcune clienti si sono esibite in danze piu’ o meno hawaiane. Anche alla simpatica signora della reception ho lasciato una scatola di cioccolatini (fra l’altro, sua mamma e’ di Trieste). Dita ancora incrociate sul piede che fa meno male. Speriamo.

Spese: colazione 8,90, bus vari 3, bibite 1, pranzo 9,40, ingresso giardino botanico 5, cartolina 0,51, cioccolatini per albergo 8,98, cena 7,32. Totale 44,11.

Totale progr. 1421,44+44,11=1465,55. Media:13=112,7 US$.

14.1 MA

Levataccia alle 3, taxi alle 3,20, in aeroporto alle 3,40, troppo presto, fra l’altro l’aereo non e’ alle 6, ma alle 6,30. Mi piace segnalare un particolare che da noi non c’e’: il taxi delle 3.30 costa quanto quello preso all’andata alle 15, niente supplementi notturni___.

Adesso sono le 10.30 e si dovrebbe arrivare fra un’ora e mezza. Ultimi pensieri sui giorni hawaiani, indubbiamente belli, ma c’e’ anche l’altra Honolulu, non sono tutte rose e fiori, in giro sul lungomare, nella zona centrale della citta’ e nella stessa China Town ci sono tanti senzatetto, tanti che girano fra i bidoni dei rifiuti, tanti seduti o sdraiati sulle panchine con i loro fardelli, a volte qualche turista lascia loro qualche dollaro.

E’ indubbiamente un posto dove venire a “svernare”, sono convinto che se ci si organizza un po’ si riesce anche a non spendere troppo; la temperatura, almeno in questi giorni, non e’ mai scesa sotto i 20°, ci sono temporali, ma quasi tutti di breve durata, poi il sole torna a picchiare, e la sera non e’ neppure necessaria l’aria condizionata. Sul fronte “stradale” non e’ tanto diverso dal resto del mondo, la carta in terra viene buttata anche qui, nonostante i cartelli che prevedono 1000 dollari di multa, i limiti di velocita’ vengono superati anche qui, il semaforo rosso ha i suoi amanti del brivido, c’e’ un particolare che invece e’ abbastanza curato ed e’ il terrore di investire i pedoni, quello si’, magari per paura di doverli strapagare dopo (qui da una parola mal detta o mal interpretata possono partire richieste megagalattiche di risarcimento danni di ogni tipo), ma si puo’ vivere abbastanza tranquillamente, anche la criminalita’ spicciola pare sia contenuta; io raccomando sempre di non dimenticare che non siamo a casa nostra, anche se a casa nostra tanti se lo sono dimenticati.

Ancora un particolare, proprio per i ragazzi e le ragazze: se vi piace viaggiare, fate qualcosa in piu’ per divertirvi di piu’ : studiate bene l’inglese, io l’ho fatto in maniera un po’ superficiale, e’ vero che mi sono sempre arrangiato, ma ancora adesso, pur riuscendo a scriverlo, leggerlo, tradurlo dallo scritto e parlarlo, per me sono ancora dolori atroci quando un altro mi parla, devo chiedergli di parlare adagio e se perdo qualche parola non riesco a rientrare nel dialogo, cosi’ praticamente mi e’ difficile partecipare alle conversazioni. Del resto ormai le lingue del futuro saranno principalmente quattro, poi potra’ piacere o non piacere, ma il futuro parlera’ sempre di piu’ inglese, spagnolo, russo e cinese. Su questo volo c’e’ solo il beveraggio gratuito, se vuoi mangiare si paga, ho provato, ma e’ un po’ caro, 9 dollari per una baguette calda con prosciutto e formaggio, pero’ era veramente buono. Arrivo a Los Angeles con 10 minuti di anticipo, ritiro bagagli e al box informazioni la gentilissima signora mi dice che appena fuori c’e’, ogni mezzora, il bus flyaway che va direttamente alla stazione ferroviaria (Union Station), 45 minuti, 7 dollari solo con carta di credito, niente soldi e si paga quando scendi nell’apposito chiosco, poi mi sono infilato nella sotterranea stazione dove ho fatto il biglietto per San Diego, 37 dollari, un po’ caro, ma mi e’ andata bene che il treno e’ alle 16.10, tutto quasi di corsa, ma… sono sul treno, tramonto stupendo rosso fuoco alle 17.30, ora sono le 18.30 e l’avventura continua.

Sono le 19.10, il treno e’ fermo da mezzora nella stazione di Solana Beach, ha accumulato in tutto un’ora di ritardo… tutto il mondo e’ paese.

Comunque si arriva a San Diego alle 19.50. Non me la sento di affrontare il confine messicano a quest’ora, per cui cerco e trovo fortunosamente a 200 m. dalla stazione questo albergone gigante, il 500 West, che promuove camere a partire da 50 dollari, e per questa sera va benissimo. L’albergo e’ vecchiotto, andrebbe un po’ modernizzato, le camere da 50 dollari sono senza bagno, ma, ripeto, per stasera va bene cosi. Un boccone da Wendy (sorellina minore di Mc Donald), ma … e’ dalle 3 che sono in piedi, e adesso anche il piede me lo ricorda, chiede riposo.

Spese: taxi aerop. 43, panino 8,99, bus x stazione Los Angeles 7, treno x S.Diego 37, caffe’ 1,75, hotel 55,18, cena 9,92. Totale 162,84.

Totale progr. 1465,55+162,84=1628,39. Media:14=116,3 US$.

15.1 ME

Ho dormito sodo, sveglia alle 9, ma mentre uscivo dall’albergo sono stato raggiunto da un profumo favoloso di uova proveniente dall’allegato caffe’ ristorante e… non ho resistito: colazione con omelette al prosciutto e formaggio servito con contorno di tortino di patate, eccezionale, praticamente un pranzo. Poi sempre li’ a fianco parte lo storico tram di San Diego, anche lui ormai modernizzato, che collega la citta’ con San Ysidro, punto di frontiera con il Messico, prezzo 2,50 (1,50 senior). Ci mette circa un’ora per percorrere i 18 km. Appena scendi inizia il lungo percorso pedonale che porta alla dogana messicana; per chi si ferma piu’ di 48 ore occorre la carta turistica che ti fanno subito, rifilandoti poi un modulo per andare in qualsiasi banca a pagare il ladrocinio dei 306 pesos. Cambio un po’ di soldi e vedo che non conviene cambiare gli euro: oggi il cambio e’ 1 USD = 12,68 MPesos e 1 € = 14,2 pesos; quando sono partito il rapporto €/dollaro era 1,35 e 14,2:12,68= 1,12.

Circa 200 metri dopo la fine del percorso c’e’ il terminal della ABC (Autobuses Baja California) dove alle 14.30 c’e’ un bus che va a Ensenada, la mia prima tappa (165 pesos). L’autobus percorre l’autostrada costiera in uno scenario favoloso della costa messicana, che alterna spiagge immense a tratti di rocciosi e che si sta trasformando in alberghi e vita di mare. Dopo circa 50 km l’autobus esce dall’autostrada (chiusa per lavori) e prosegue sulla strada ordinaria, ma sempre in un paesaggio favoloso, mare, colline, campagna. A Ensenada mi informo sui bus per Guerrero Negro, seconda tappa, ma qui ci sono inghippi, perche’ ci sono solo due bus al giorno, uno al pomeriggio alle 14,25 e l’altro la sera alle 20.15; ci vogliono 9 ore per cui si arriva a orari impossibili (23.30 e 5.15). Provo a telefonare all’hotel di Guerrero, ma non risponde nessuno, per cui alla fine prendero’ il bus della sera e andro’ a S.Rosalia (1351 pesos), la meta successiva, poi vedremo.

Nell’attesa mi sono fatto un piccolo giro in citta’, ma il piede si fa sempre sentire, anche se meno dei giorni precedenti. A Ensenada non c’e’ nulla di particolare, e’ una citta’ solo balneare, ha circa 280.000 abitanti e ne avevo sentito parlare solo guardando i vecchi telefilm di “Love Boat” (ve li ricordate? la nave da crociera che partiva da Los Angeles e arrivava ad Acapulco dopo aver fatto gli scali di Ensenada, Mazatlan e Puerto Vallarta, canzone sigla di Little Tony “mare, profumo di mare…” …. noi che…).

Spese: colazione 14,52, tram x S.Ysidro 1,5. Totale 16,02 US$. Bus x Ensenada 165, carta turistica 306, taxi 80, dep. bagagli 10, bagno 5, bibite e acqua 31, cena 75, bus x S.Rosalia 1351. Totale 2023 MP : 12,68 = 159,54 US$. Totale giorno 16,02+159,54=175,56.

Totale progr. 1628,39+175,56=1803,95. Media : 15=120,3 US$.

16.1 GI

L’autobus, che arriva da Tijuana, parte con mezzora di ritardo, si viaggia bene, poltrone molto reclinabili, e arriva a Guerrero Negro alle 7.50, sarebbero le 6,50 ma proprio a Guerrero Negro c’e’ il cambio di un fuso orario (posizione un po’ strana per giustificare questa differenza, ma del resto anche da noi in Europa non capisco il cambio di un’ora tra Europa centrale e Gran Bretagna e quello ancora piu’ assurdo fra Spagna e Portogallo, lasciamolo all’alta politica; il piu’ assurdo per me rimane sempre l’orario della Cina, che ha deciso di adottare la stessa ora in tutto il paese nonostante sia attraversato da ben cinque fusi orari). Dieci minuti di sosta, poi si prosegue per Vizcaino dove il bus sta fermo quasi mezzora, poi transito a San Ignacio, attraversamento di una specie di canyon molto bello ed arrivo a Santa Rosalia alle 11.05, due ore di ritardo. Il bus ferma nel piazzale del traghetto per Guaymas, uno dei tre punti di collegamento marittimo fra penisola e terraferma messicana (gli altri due sono La Paz-Topolobampo e La Paz-Mazatlan). Ho visto anche che c’e’ una linea aerea, Aereo Calafia, che collega Cabo San Lucas a Mazatlan con 1390 pesos. Devo ancora informarmi sul prezzo del traghetto La Paz-Mazatlan e verificare la convenienza. Qui vicino al terminal ci sono tre alberghi, tutti con lo stesso prezzo, camera minimo 400 pesos, mi sembrano un po’ care, ma…. ho preso quella all’Hotel del Real (sulla guida Lonely Planet). La scelta e’ stata anche condizionata dal meraviglioso (per me) comportamento della proprietaria che, quando le ho fatto presente che 400 pesos erano un po’ troppi, mi ha indicato i nomi degli altri due, dicendomi di provare li’ dove forse avrei speso meno. Poiche’ invece i due alberghi avevano lo stesso prezzo, sono tornato al “primo amore”. Particolare curioso, la signora si chiama Socorro, vedo che questa strana abitudine di dare nomi della Madonna alle figlie non c’e’ solo in Italia, dove ho conosciuto personalmente le signore e signorine Immacolata, Addolorata, Soccorsa, Crocifissa, Incoronata…

Ho gia’ anche preso i biglietti per andare domani a Loreto e dopodomani a Puerto San Carlos a vedere se riesco a vedere le balene. Santa Rosalia non ha nulla di speciale, anche la decantata chiesa di S.Barbara, che pare costruita in Francia dal celebre sig. Eiffel (si’, quello della torre omonima), smontata, trasferita qui e rimontata non e’ nulla di eccezionale, se non per la sua storia. Il lungomare offre scorci graziosi, ma la spiaggia non e’ certo raccomandabile, sabbia nerissima e pietre da percorrere per entrare in acqua, non fa per me. Sulla piazza principale c’e’ anche una vecchia piccola locomotiva che veniva usata nelle miniere.

Spese: caffe’ e bibite 27, bus per Loreto e Ciudad Constitucion 670, pranzo 76, hotel 400, cena 104. Totale 1277 : 12,68= 100,71 USD. Totale progr. 1803,95+100,71=1904,66. Media:16=119 US$.

17.1 VE

Avevo notato che in queste due ultime sere avevo patito un po’ di freddo, non avevo dato molta importanza, magari un po’ di stanchezza, invece, guardando il tg, il Messico e’ stato investito da un’ondata di freddo fuori dal normale, con temperature che nella capitale sono arrivate vicino allo zero.

Stamattina empanada a colazione, bus alle 8.30. Il percorso e’ stupendo, un tratto vicino alla costa, poi una parte fra le colline deserte ma piene di cactus di ogni dimensione, poi una breve sosta nella cittadina storica di Mulege’, che meriterebbe almeno una mezza giornata, ma con il bus si vedono gia’ diversi scorci suggestivi, poi un tratto in saliscendi lungo la costa con panorami favolosi, un altro tratto fra le colline deserte con cactus e alle 11.25 si arriva a Loreto. Questa cittadine e’ grande come S. Rosalia, ma e’ decisamente mooolto piu’ graziosa. Di fronte al terminal c’e’ un bellissimo albergo con stanze in promozione a 499 pesos, ma ho preferito provare, a 200 m. di distanza verso il centro, il motel Salvatierra, nominato nella guida, ed in effetti va benissimo, camera bella, bagno, aria condizionata, tv, 300 pesos, e’ mia. Lascio la valigia e via verso il centro, a circa un km. Dopo 500 m. la strada si divide in due parallele, quella di destra per i veicoli e quella di sinistra diventa un viale pedonale contornato da alberi sistemati e potati in modo da fare una serie di archi lungo tutto il viale stesso; sui due lati una serie di negozi e mercatini molto graziosi. Dopo circa 300 m. si arriva alla vecchia missione, ora chiesa della Madonna di Loreto (si’, proprio la nostra), esternamente ha conservato lo stile antico, mentre dentro e’ piu’ modernizzata. Poco dopo la chiesa c’e’ la piazza principale, con il vecchio palazzo comunale rimesso a nuovo, poi, proseguendo per altri 200 m. si arriva sul panoramico lungomare (malecon) dove la vista spazia sul golfo. Qui ho pranzato in un ristorante che sapeva un po’ di “caro”, ma forse stavolta me lo sono anche un po’ cercato: nel menu c’erano piatti di pesce e carne, io non sono un grande amante del pesce, fra l’altro non mi piacciono molluschi e crostacei che anche qui vanno alla grande, per cui ho ripiegato su una cotoletta di pollo, 60 pesos, normale, poi pero’ ho visto alcune bottiglie di vino e… ho deciso di prendere un bicchiere di bianco (prima volta quest’anno!, vino ottimo di produzione messicana); alla fine il conto: 190. Ho voluto guardare bene, 60 il pollo, 20 l’acqua, 20 il caffe’ e… 80 la “copa de vino”, cosi’ ho completato l’opera lasciando gli ultimi 10 pesos alla ragazza. Ho proseguito sul lungomare fino alla darsena, ho percorso il molo e ho fotografato un bellissimo gabbiano ed un ancor piu’ bel pellicano che camminava sul marciapiede della darsena. Al ritorno una sosta per un caffe’ e per far riposare il piede, poi un secondo giro nel viale dei negozietti. Vicino alla chiesa c’e’ il Museo delle Missioni, sono entrato, 43 pesos, ma non mi e’ piaciuto molto, ci sono diversi reperti e anche molto antichi, forse per un intenditore sara’ piu’ appassionante. Mezzora di riposo in albergo poi, tornando verso il centro, mi sono lasciato tentare da una empanaderia che pero’ mi ha deluso, quasi venti minuti di attesa per due mini empanade mal fatte e ancora congelate all’interno, bleah, 47 pesos con la coca cola. Dopo 200 m. invece mi sono fermato per la cena: enchilada (= tre cannelloni ripieni di pollo e fagioli ricoperti di formaggio filante e su un sugo di pomodoro con contorno di pure’ di fagioli; ottimo!). Conto finale contenuto, 90 pesos.

Spese: colazione 30, caffe’ e bibite 31, hotel 300, pranzo 200, ingresso museo missioni 43, cena 90. Totale 694:12,68=54,73.Totale progr.1904,66+54,73=1959,39. Media:17=115,3US$.

18.1 SA

L’autista del bus arriva semiaddormentato e trafelato alle 8.05, rischia una capocciata mentre apre manualmente la porta del bus stesso, da’ una rapida pulita all’interno, poi si sale e si parte alle 8.15 con 15 minuti di ritardo. La strada prosegue per circa 10 km fra colline e costa, poi si va verso l’interno, paesaggio sempre desertico con cactus sovrani e per 120 km non c’e’ traccia di centri abitati; si arriva, quasi senza incontrare traffico, se non qualche raro camion-bestione, a Ciudad Insurgentes alle 10, poi altri 27 km di strada larghissima, a due corsie per ogni senso di marcia e con discreto traffico fino a Ciudad Constitucion con arrivo alle 10.25. L’autobus per Puerto San Carlos parte alle 11.35 (20 minuti di ritardo per attendere un altro bus in coincidenza). Lungo il percorso si vedono, sui pali della luce e su altri pali appositamente installati, i nidi delle aquile pescatrici, altra specie a rischio estinzione su cui sta intervenendo il governo messicano. Si arriva dopo circa 45 minuti e, guarda caso, durante il viaggio l’autista mi chiede se andavo a vedere le balene e, alla mia risposta affermativa, mi ha fatto “sempre casualmente” notare che al terminal c’e’ un suo amico che “saltuariamente” porta i gruppi di persone alla gita; e quando scendiamo dal bus, quell’amico sta proprio passando “casualmente” da li’, cosi’ stiamo al gioco. Ci sono due possibilita’ di vedere le balene, oggi pomeriggio o domani mattina e mi fa presente che oggi pomeriggio non e’ riuscito a formare un gruppo numeroso che possa suddividersi la spesa, per cui dovrei pagare circa 1600 pesos per un’ora, mentre per domani mattina il gruppo sarebbe completo e pagherei solo (dice lui) 600 pesos per tre ore, pero’ devo fermarmi a dormire qui e, incredibile!, a lato del terminal c’e’ l’alberghetto Mar y Arena, di sua mamma che con 400 pesos… (come direbbero a Striscia la notizia “eccheccaso!”). Ok, ho pranzato in un ristorantino con dell’ottimo filetto di pesce, cinque bei pezzi cotti a puntino che occupano due terzi del piattone, il resto e’ riso al pomodoro e insalata mista: 100 pesos, ottimo anche il prezzo. Nel pomeriggio un’oretta di riposo piede, poi una passeggiata tranquilla in questa cittadina decisamente brutta (circa 5000 abitanti), credo che al di fuori delle balene non ci sia proprio nulla. Sono stato nella zona del porto dove l’unica simpatica curiosita’ e’ rappresentata dalla presenza di una fabbrica per la lavorazione del pesce proprio vicino alla spiaggia e all’esterno della fabbrica stessa vengono espulsi i rifiuti in un’area “casualmente” affollata di pellicani, gabbiani e cormorani che un po’ stazionano sulle intelaiature e un po’ volteggiano aspettando la caduta di qualche boccone; sono stato quasi mezzora ad ammirarli. Anche la spiaggia praticamente non esiste perche’ ricoperta da erba e alghe, quasi una palude. La sera cena in un chiosco di tacos e tortillas perche’ non ho trovato ristoranti aperti.

Spese: colazione 36, bus per Puerto S.Carlos 80, hotel 400, pranzo 100, caffe’ 12, internet 20, cena 122. Totale 770:12,68=60,73. Totale progr. 1959,39+60,73=2020,12. Media:18=112,2 US$.

19.1 DO

Stamattina ho capito meglio (ma ci deve essere ancora qualche trucco) la storia del gruppo e del prezzo. Le barche possono contenere max 6 persone al prezzo di 2400 pesos, per cui se ce ne sono meno e si vuole ugualmente partire la cifra per persona aumenta; pero’ se ci sono un minimo di tre persone parte ugualmente a tariffa ridotta, 1800 pesos, 600 a testa, ma, come ho gia’ detto, ci deve essere ancora qualcosa che non va. Comunque alle 8 il ragazzo di ieri era pronto con la macchina, mi ha portato all’imbarcadero dove c’erano gia’ gli altri due ragazzi, lui e lei, di Fairbanks, Alaska (ma da loro ci sono le balene, boh!). Il comandante Martin e’ una persona simpaticissima e ci ha messo subito a nostro agio, le barche sono fatte bene, sicure e con i 6 posti a sedere; e’ chiaro che non bisogna fare gli stupidi, il mare da’ e chiede rispetto, cosi’ come la montagna, sono entrambi luoghi meravigliosi, ma che vanno trattati diversamente, nella loro forza sono anche fragilissimi e distruggerli e’ un crimine contro la natura che ce li ha dati cosi’. Poi purtroppo tanti stupidi se ne fregano, ma spesso poi mare e montagna ti presentano il conto delle tue malefatte e a volte te le fanno pagare con la vita; le cronache registrano ogni anno episodi di questo genere. Detto questo … via. Mezzora di corsa (se venite qui procuratevi la giacca a vento, anche se ci sono 25° perche’ la barca e’ una vera e propria BAV, si’, barca alta velocita’, con il mare calmo come oggi volava a 60 km/h) fino al canale che separa le due isole Margarita e Magdalena e poi li’ e’ iniziata l’attesa, bisogna avere pazienza, le bestiole girano per la zona, poi provano ad avvicinarsi e quando vedono che non c’e’ pericolo allora si accostano alla barca, escono fuori dall’acqua, si rituffano, poi te le trovi improvvisamente con il muso davanti a te e ti danno un’emozione da strappalacrime di gioia; con calma puoi toccarle e, a volte, accarezzarle, poi si rituffano per riapparire poco dopo riempiendoti di spruzzi, secondo me affettuosi; e pensare che queste bestiole, se volessero, potrebbero farti volare in un attimo con tutta la barca. E cosi’ si sta in zona per un’ora e mezza, poi si riprende il ritorno al molo. In tutto tre ore, dalle 8,30 alle 11,30. All’arrivo il ragazzo e’ gia’ li’ ad attenderci (troppo strana questa puntualita’) gia’, per accompagnarci in un ristorante senza impegno, ovviamente, ma quando poi sei li’ il menu lo fa tutto la gentilissima signora; ti rifila alcuni antipasti e ti chiede cosa vuoi ordinare: io ho preso il pesce e i due ragazzi hanno preso i molluschi e intanto la signora. continuava a portare assaggini e contorni, tortillas, salse, insalatine miste e, gioia provata 30 anni fa nel mio primo viaggio in Messico, nello Yucatan, il pure’ di fagioli, una prelibatezza formata da vari tipi di fagioli stracotti e fatti proprio a pure’. L’unico particolare di questa specialita’ e’ che si presenta molto male per chi lo vede per la prima volta, perche’ vedi davanti a te un piatto che sembra di …cacca, ma dopo il primo boccone e’ favoloso; c’e’ anche in versione piccante.

Ovviamente dopo devi stare zitto quando ti presentano 200 pesos di conto, effettivamente un pranzo cosi’ li vale tutti. Ma e’ tutto troppo organizzato, ripeto “eccheccaso”. Alle 14 bus per Ciudad Constitucion, arrivo alle 14,55 e poi altro bus per La Paz alle 16, percorso sempre pittoresco nel deserto con i cactus ed arrivo con il buio a La Paz alle 19. Fortuna vuole che il terminal e’ in pieno centro vicino al malecon; chiedo un albergo “barato” e mi indicano la Posada de San Pedro, ma non la trovo, trovo invece la Posada de San Miguel, sono troppo stanco e quando la signora mi dice che sono 250 pesos al giorno… va bene cosi’, la stanza non e’ bella, ma bagno, doccia e tv ci sono per cui magari mi trattero’ meglio a Mazatlan o a Puerto Vallarta, ultime tappe di questo viaggio. Illogicita’ serale: vicino all’albergo c’e’ un ristorante cinese, mi sono presentato alle 19.50 per la cena e mi hanno risposto che non potevano perche’ chiudevano alle 20.

Spese: escursione balene 600, pranzo 200, bus per La Paz 495, bibite 33, hotel x 3 gg. 750, cena 100. Totale 2178:12,68=171,72. Totale progr. 2020,12+171,72=2191,84. Media:19=115,4 US$.

20.1 LU

Mi sono addormentato quasi subito ieri alle 21.15 e mi sono svegliato stamattina alle 9. E chi si e’ accorto di queste 12 ore? boh! forse ne avevo bisogno. Stamattina piccola colazione poi in agenzia viaggi per stabilire come arrivare a Mazatlan. E anche qui le illogicita’ si sprecano. Dunque c’e’ il traghetto che costa 900 pesos, tre volte la settimana con partenza nel pomeriggio e arrivo dopo 12-15 ore, dipende dal mare, non sempre cosi’ Pacifico, poi gli strani voli. Da La Paz c’e’ un volo in promozione a 1800 pesos circa, parte domenica mattina alle 10,30, fa scalo a Cabo San Lucas alle 11,30 e arriva a Mazatlan alle 12.30. Bene, pero’ chiedo di poter salire a Cabo perche’ fino a Cabo voglio andarci con i bus che fanno il giro della penisola (e cosi’ risparmio il primo tratto), ma, stranamente, l’omino dell’agenzia mi dice che se prendo quel volo a Cabo costa 2023 pesos, perche’ la promozione e’ solo da La Paz. Assurdo, ma …. cosi’ e’. Poi inizio la visita di La Paz, prima tappa la Cattedrale, nulla di particolare, moderna, poi il Museo Antropologico, che pero’ e’ in ristrutturazione, c’e’ solo una sala aperta, gratis, e, se le altre sono cosi’, vale veramente la pena di passarci un paio d’ore. Poi ho proseguito verso l’altro museo, quello delle balene, anche lui in ristrutturazione, molto belli gli scheletri delle balene. Poi sono andato al Santuario della Madonna di Guadalupe, ma anche questo in fase di sistemazione, tutto spoglio e intonacato di recente. Poi sono passato vicino al Marina Cortez, un resort un po’ lussuoso, poi sono rientrato al terminal dove ho preso un bus per Pichilingue, una spiaggia a circa 18 km lungo il lato destro della grande baia di La Paz; qui non ci sono case, c’e’ solo il ristorante della spiaggia e, poco distante, il terminal dei traghetti. Sono stato solo venti minuti, ma ho visto arrivare una barca con pescatori e pesce; i pescatori si sono messi sulla spiaggia a sfilettare i pescioni mentre attorno una colonia di pellicani e tre gabbiani aspettavano pazientemente che i pescatori finissero e buttassero loro le carcasse su cui si sono avventati in una lotta terribilmente affascinante, mamma natura e’ mamma natura. Mi e’ venuta una bella foto del tramonto con i pellicani.

Spese: colazione 88, spuntino 84, caffe’ 23, bus a/r per Pichilingue 100, cena 101.

Totale 396:12,68=31,23. Totale progressivo 2131,84+31,23=2163,07. Media:20=108,15 US$.

21.1 MA

Giornata intensissima e piena di cambiamenti di programmi, ma ben riuscita. Stamattina ho parlato con la signora dell’albergo per dirle le mie intenzioni di fare il giro della penisola in tre giorni e poi tornare a La Paz sabato, stare qui la notte e domenica partire per Mazatlan, pero’ nel giro dei tre giorni non volevo portarmi dietro la valigia per cui le ho chiesto gentilmente se potevo lasciargliela li’, e lei ha acconsentito, poi (ho provato) le ho chiesto se potevo gia’ partire questa mattina e il terzo giorno di albergo, gia’ pagato, l’avrei fatto venerdi’ sera, e, gioia, ha acconsentito anche a questo, cosi’ ho preso solo il necessario per tre giorni, sono andato a fare colazione, poi subito al vicinissimo terminal per fare il biglietto per S.Jose’. Ci sono due prezzi, da 245 e 290 a seconda degli orari, ma volevo partire, cosi’ ho preso quello da 290 per il bus delle 10. Dopo ho capito. Per andare a S.Jose’ si percorre, generalmente, il lato destro della penisola, passando per Barriles, mentre per andare a Cabo S.Lucas quello sinistro, passando per Todos Santos. Partenza in lieve ritardo, alle 10.15, si arriva a S.Pedro dopo circa 45 minuti e qui la strada si dirama, ma vedo che il bus prende la strada di Todos Santos, cosi’ chiedo all’autista che mi spiega che questo e’ uno di quei bus che fanno il giro inverso, per cui va prima a Cabo, poi a S.Jose’. Si transita da Todos Santos, cittadina posta proprio sulla linea del Tropico del Cancro, alle 12 e si arriva a Cabo alle 13.10. A questo punto cambio programma e decido di scendere qui, prendo un bus cittadino e vado in centro (3 km circa). Questa cittadina ha circa 40.000 abitanti. Mi fermo davanti a un ristorante italiano, il Pan di Bacco, con pizza, pasta e caffe’ ma di italiani mi dicono c’e’ solo il cuoco. Prendo un caffe’ e al conto, 50 pesos, mi arrabbio decisamente, un ladrocinio, ho parlato con la ragazza e le ho fatto presente che e’ da quindici giorni che giro per la Baja California, da Tijuana a Cabo e mai nessuno mi aveva fatto pagare tanto per un caffe’, per cui non avrei piu’ messo piede li’ e, naturalmente… ve lo raccomando. Proseguo e trovo l’hotel Maria Elena, uno di quelli indicati nella guida fra i meno cari (qui e’ tutto caro) e … 550 pesos che diventano nonsoperche’ 595 se paghi con carta di credito, ma per due giorni va bene cosi’. Lascio il bagaglino e vado al molo, un molo bellissimo, lungo quasi un chilometro e pieno di negozi di souvenir, ristoranti e chioschi di omini che organizzano attivita’ varie, dal surf alla pesca, dalle escursioni alle cene in battello. Il molo e’ pieno di yacht, mi dice un ragazzo che la marina di Cabo e’ la seconda piu’ cara al mondo dopo quella di Montecarlo; ci sono anche box di informazione turistica, ma non fidatevi, cercano solo di farvi fare le stesse cose che fanno gli omini ma con prezzi raddoppiati. Ho chiesto per andare a Land’s End, la punta estrema visitabile solo in barca e mi voleva indirizzare da un barcaiolo che mi avrebbe fatto fare il giro con 25 dollari. Ho rifiutato nettamente e gli ho chiesto se aveva soluzioni meno care, ma, secondo lui, niente. Allora ho continuato a camminare e un omino di barche mi ha proposto di aggregarmi a un gruppo che partiva alle 16.30, prezzo 150 pesos (circa 12 dollari), be’ cosi’ va meglio. Si parte, siamo in sei e si va verso due spiagge piccole, poi si prosegue fino alla terza spiaggia, chiamata la Spiaggia dell’Amore, dietro la quale, sull’altro versante del mare, c’e’ la Spiaggia del Divorzio. Poi si prosegue fino alla punta estrema dove su un gran masso c’e’ una colonia di leoni marini, fantastici, e poco dopo un arco naturale molto suggestivo. Si gira un po’ attorno all’arco, si ripercorre il tratto della punta estrema, si ritorna a salutare i leoni marini, poi si rientra al molo. 45 minuti di gioia. Rientro per far riposare un po’ il piede, poi riparto alla ricerca di un ristorantino low cost, ma, dopo quasi mezzora, ci rinuncio (tutti menu come minimo da 200 pesos), mi infilo al Burger King e con 130 mi aggiusto.

Una passeggiatina digestiva, non c’e’ molta gente in giro, anche se ho notato che la sera aprono tanti centri massaggi di ogni tipo e spuntano i procacciatori di ragazze per turisti, poi a nanna.

Spese: colazione 68, bus x Cabo 290, spuntino 22, bus citta’ 10, hotel x 2 gg 1190, barca x Land’s End 150, caffe’ e bibite 90, cena 132, internet 15. Totale 1967:12,68-155,13.

Totale progr. 2163,07+155,13=2318,20. Media:21=110,4 US$.

22.1 ME

Quando ci vuole, ci vuole: i miei “complimenti” alla filiale del Banco di Santander di Plaza Wilkes che, pur avendo l’attivita’, cambia i soldi solo a chi ha un conto presso di loro! Questa mattina gia’ alle 10 il sole picchia decisamente. Ho fatto una passeggiata verso il centro della citta’ circa un km dalla marina (la zona del molo) e… non si fisce mai di imparare, e questo mi piace sempre. Ci sono diversi bar e ristorantini a prezzi decisamente piu’ bassi di quelli della marina, ma molti di loro la sera chiudono perche’ la gente si riversa sulla marina, eppure secondo me c’e’ ancora qualcosa che non va, pare (dico pare, perche’ non ho la certezza) che ti “spingano” la sera a spendere sulla marina, ma, ripeto, solo impressioni e qualche “vocina” locale. Comunque ho pranzato in uno di questi e lo riporto per la strana curiosita’ rilevata sul servizio: i camerieri, quando vengono al tavolo con le portate, arrivano con un vassoio gigante nella mano destra su cui ci sono i cibi, e uno sgabello in tela e legno richiudibile nella mano sinistra, poi con due dita della mano sinistra stessa, in precario equilibrio, aprono lo sgabello vicino al tavolo, vi posano sopra il vassoio, poi con la mano destra prendono il piatto dal vassoio e molto elegantemente te lo posano sul tavolo, dopodiche’ richiudono lo sgabello e se lo riportano via insieme al vassoio; secondo me, un po’ esagerato.

Pomeriggio trascorso a passeggiare sull’altro lato del molo della marina, poi in un centro commerciale, il Puerto Paraiso, meta’ completato e meta’ in allestimento, principalmente dedicato a prodotti di lusso, poi un salto alla bellissima spiaggia Medano, dove ho visto anche ristoranti sulla spiaggia stessa, con i tavoli sulla sabbia, non ricordo di averne mai visti. Poi sono andato all’inizio della citta’ dove c’e’ un piccolo terminal di bus che collegano Cabo con S.Jose’, mi dicono praticamente ogni 10 minuti, prezzo 33 pesos. Vedremo domani mattina. Per la cronaca al tg delle 13 hanno fatto vedere che oggi siamo arrivati a 29°. Infine cena in uno dei ristorantini semi-low cost, filetto di pesce alla Veracruz con pomodoro un po’ piccante e misto di verdure con contorno di pure’ e riso e con vasetto di crema di formaggio che accompagna le immancabili tortillas; e va bene, dopo aver assaggiato il primo boccone di pesce mi sono detto che … ci voleva un bicchiere di vino bianco, visto il prezzo discreto (50 pesos). Alla fine 190 tutto. Questo ristorante merita la citazione: si chiama Restaurant El Pescador, incrocio fra le vie Ninos Heroes e Zaragoza.

Spese: colazione 40, caffe’ 15, pranzo 105, bibita 10, cena 190. Totale 360:12,68=28,39.

Totale progr. 2318,20+28,39=2346,59. Media:22=106,7 US$.

23.1 GI

L’autobus che prendo io parte alle 9.10 e percorre tutta la strada costiera che unisce Cabo a S.Jose’; e’ una strada che viene chiamata il “corridoio” e che si sta riempiendo di alberghi di ogni tipo, nonostante le contestazioni perche’ quel tratto di costa ex incontaminata ormai e’ un paradiso perduto, per cui anche le tartarughe marine dovranno cercarsi un altro posto per deporre le uova. Pochi km fuori si legge anche l’insegna dell’hotel Positano. La strada e’ indubbiamente magnifica, a due carreggiate separate con lo spartitraffico riempito di piante grasse, cactus su tutte, gli autobus hanno le loro fermate, ma praticamente si fermano dove lo chiedi tu all’autista o dove i passeggeri fanno segno da terra e ogni tanto poi esce dalla carreggiata principale per portarsi davanti alle entrate dei resort. 33 km che vengono percorsi in circa 40 minuti, il’ traffico non e’ intenso. Alle 9.50 scendo, poi c’e’ da fare un tratto di circa 500 m. e si arriva al centro della citta’. San Jose’ del Cabo e’ una cittadina stupenda, di circa 40.000 abitanti, come Cabo, ma molto piu’ carina. Il centro storico e’ un vero e proprio gioiellino; per chi ci e’ stato, assomiglia al Pelourinho della Salvador de Bahia brasiliana, case coloratissime, ma solo a uno o due piani; la piazza principale, Plaza Mijares, ha la sua chiesa (ex missione restaurata) ed e’ contornata da tantissime gallerie d’arte, non si tratta solo di negozi di souvenir, ma di vere e proprie esposizioni di pitture e sculture di ogni tipo e dall’ordine e pulizia che vi regnano, sembrerebbe proprio che siano un paradiso per appassionati di queste arti, sia per le opere moderne che per quelle antiche. Non finiresti mai di fotografare gli angoli di questo centro storico. Ho trovato un hotel “barato”, il Ceci, 380 pesos, a lato della chiesa, per oggi va bene. Durante la passeggiata ho raccolto da terra un passaporto perso da un cittadino statunitense, Peter Girolamo, 74enne del Michigan (non sto a commentare l’eventuale origine di Peter o dei suoi genitori o nonni…); sono entrato in un bar e ho trovato un ragazzo cortese che ha chiamato la polizia municipale, cosi’ l’ho consegnato a loro, speriamo ritrovino il sicuramente disperato proprietario, perche’ da quel che mi ricordo, se rimani senza soldi in qualche modo riesci ad andare a casa, ma se rimani senza passaporto… temo sia piu’ difficile. Ho anche parlato con due guide che portavano turisti in giro e mi hanno detto che ci sono buone probabilita’ di rintracciarlo perche’ qui a S.Jose’ ci sono sia il consolato USA che quello canadese; in piu’, nella mia passeggiata, ogni volta che passavo davanti a un albergo provavo a chiedere se per caso alloggiava li’, ma senza esito. Un addetto mi ha fatto presente che poteva anche essere ospitato nella sfilza di alberghi che ci sono sulla marina, a 2 km dal centro. Ottimo pranzo con filetto di pesce che ti servono loro con un’insalata capricciosa e patate, 140 pesos, compresi 24 di bibita, per la bonta’ e la quantita’ della porzione lo ritengo giusto. Pomeriggio pasticcione per due ragazzi che mi hanno dato informazioni sbagliate sui bus per la spiaggia, facendomi perdere quasi un’ora, poi ci si e’ messo anche l’autista del bus che, quando siamo arrivati al capolinea e gli ho chiesto dov’era la spiaggia, si e’ scusato di essersi dimenticato di dirmi dove dovevo scendere, cosi’ alla spiaggia sono arrivato alle 18.30 con il sole al tramonto. Ritorno alla piazza principale e la trovo abbastanza affollata perche’ al giovedi’ c’e’ una specie di mercato serale degli artisti che sono qui a esporre le loro opere, pero’ mi e’ sembrato di vedere tante parole, ma pochi acquisti; del resto, i quadri piu’ a buon prezzo partivano da una strana richiesta di “offerta minima obbligatoria” di 100 dollari; ma non e’ la prima volta che scrivo: che senso ha la parola “offerta” unita alla parola “obbligatoria”, proprio stravolgere il significato delle parole (S. Ipocrisia arriva ovunque).

Spese: colazione 65, bus x S.Jose’ 32, caffe’ e bibite 77, hotel 380, pranzo 140, bus vari 30, cena 105. Totale 829:12,68=65,38. Totale progr. 2346,59+65,38=3411,97. Media:23=104,9 US$.

24.1 VE

Ultimo saluto alla bellissima S.Jose’, poi alle 10 bus per tornare a La Paz, percorrendo la parte destra della penisola. La strada passa all’interno, salendo e scendendo quasi continuamente dalle colline che si sussuegono in un panorama a tratti suggestivo, tocca il mare solo a Los Barriles, poi rientra ancora verso l’interno e si ricongiunge poco prima di San Pedro alla strada che percorre la parte sinistra. Si arriva a La Paz alle 14. Un po’ di riposo, poi ho percorso il lungomare, fermandomi piu’ di mezzora in un punto dove c’e’ una fila di scogli che si infilano nel mare ed e’ frequentata da gabbiani, cormorani e pellicani. Ad un certo punto arriva un ragazzo con un secchio di residui della lavorazione del pesce, li scaraventa sulla sabbia e li’ si buttano tutti nella competizione, sono sufficienti trenta secondi per non vedere piu’ nulla a terra. Per la cronaca, siamo a 29° alle 14, poi arrivano un po’ di nuvole, ma niente pioggia.

Spese: bus citta’ 10, bus x La Paz 240, colazione 63, spuntini 56, cartoline 16, caffe’ 15, bibite 27, cena 80. Totale 507:12,68=40. Totale progr. 2411,97+40=2451,97. Media:24=102,2 US$.

25.1 SA

Mattinata impiegata quasi tutta nella visita del serpentario, un piccolo zoo alla periferia ovest della citta’, solo che la piantina della citta’ non e’ proprio in scala e la posizione del serpentario e’ molto piu’ lontana di quanto sia disegnato, ci ho messo quasi due ore ad arrivarci a piedi. Il serpentario e’ sempre triste per me, perche’ quelle povere bestiole sono rinchiuse in spazi angusti, penso non riuscirebbero neppure a “stirarsi” se ne sentissero la necessita’, pero’ la loro bellezza mi ha sempre affascinato. Ingresso 35 pesos, va bene, si comincia con la brutta vasca delle tartarughe d’acqua, una vasca si’ grande, lunga circa otto metri e larga due, ma ce ne sono troppe, io ho contato solo quelle fuori dall’acqua, sono piu’ di 120. Poi proseguendo c’e’ un iguana rinoceronte rinchiuso in un gabbia troppo piccola, poi c’e’ un’area con teche in vetro con serpenti, una tarantola e qualche geco, poi c’e’ un’area dedicata ai serpenti notturni, poi una vasca, troppo piccola, che contiene un caimano troppo grande, poi ci sono alcune gabbie con iguana vari, fra cui uno stupendo arancione. Nella stessa zona ci sono tre aquile, fuori gabbia su un trespolo e con una zampa legata al trespolo, una pena infinita; ho visto per la prima volta anche un kara kara, sempre della famiglia dei rapaci. Si prosegue entrando in una voliera piena di pappagalli di varie taglie e colori e si finisce nei pressi di un recinto grande che contiene una tartaruga di terra di medie dimensioni. Vicino alla reception su un tavolo c’e’ lo scheletro forse di un moa. Mentre torno in albergo mi fermo in un bar attirato da un megatelevisore su cui stanno trasmettendo la partita fra Lazio e Juve, in diretta, gia’ sono le 14, ma in Italia sono le 22, il bar e’ gestito da due ragazzi di Roma che hanno vissuto tanti anni in Peru, poi hanno deciso di cambiare aria e sette mesi fa sono venuti qui. Dentro il bar ci sono tre orologi, uno con l’ora di La Paz, uno con l’ora di Roma e uno con l’ora di Sydney. Be’ panino e bibita e 1-1 alla fine con i piu’ cari auguri per quei ragazzi e per il loro spirito di avventura. Arrivo in albergo e dopo circa 10 minuti l’omino mi dice che mi chiamano al telefono, e’ l’agenzia che cinque giorni fa mi ha fatto il biglietto aereo per domani per Mazatlan che mi comunicava lo spostamento d’orario dalle 10.30 alle 12. Ho pensato “ma come hanno fatto a trovarmi” io non ricordo di aver detto loro che alloggiavo qui e questo dubbio mi e’ rimasto. Alle 15.30 bus per playa Balandra, con arrivo alle 16.10. La spiaggia e’ molto bella, il mare calmo e basso, ideale, secondo me, per le famiglie; proseguendo sul lato destro, si cammina per circa 15 minuti e si arriva al “hongo”, il fungo, una formazione rocciosa che non so come fa a stare in piedi con una base su cui poggia un piccolo tronco sovrastato da una palla irregolare piu’ grande della base, molto suggestivo. Terzo bagno nelle splendide trasparenti acque della baia e poi rientro, cena con ottimo filetto, oggi in versione impanata contornato di verdure.

Spese: hotel 250, colazione 90, serpentario 35, bibite varie 40, bus citta’ 10, spuntino 45, bus x Balandra a/r 140, cena 145. Totale 755:12,68=59,54.

Totale progr. 2451,97+59,54=2511,51. Media:25=100,5 US$.

26.1 DO

Stamattina ultimo saluto alla gentilissima signora dell’albergo, poi colazione e taxi per aeroporto, 200 pesos, per me un mezzo ladrocinio, soprattutto perche’ non ci sono altri mezzi di trasporto.

L’illogicita’ ha spesso una sua logica. L’aereo, bimotore ad eliche, compagnia Aereo Calafia, e’ piccolo, di quelli che hanno solo tre file di posti, 30 posti in tutto, parte pieno al 30%, in ritardo, alle 12,25. Prima parte del volo tranquilla, non si sale molto in alto per cui, data la splendida giornata, il panorama sotto e’ favoloso, si vedono strade, paesini, montagne che ti scorrono a lato del finestrino, e si arriva all’aeroporto di Cabo San Lucas alle 12,55; qui l’aereo si riempie quasi tutto e dopo solo 10 minuti si riparte (ecco perche’ da La Paz costa meno). Complimenti anche a questa piccola compagnia che nei 55 minuti di volo riesce a servirti un piccolo snack e una bibita. Stavolta si sale piu’ in alto, si lascia la penisola, si attraversa il braccio di mare e dopo 35 minuti appare la costa messicana in un panorama da cartolina. Arrivo alle 14.10, poi per andare in citta’ ci sono solo i taxi, pero’, a differenza di La Paz, c’e’ la “combinazione colectivo”, cioe’ se ci sono almeno tre persone, si acquista un biglietto speciale in un box della zona arrivi dell’aeroporto al costo di 100 pesos a persona e il tassista ti porta praticamente dove vuoi, cosi’ il mio mi ha lasciato all’albergo Rio Plaza, trovato sulla guida e che mi e’ piaciuto, sarebbero 400 pesos al giorno, ma ho contrattato un po’ perche’ mi fermo tre notti, cosi’ fa 350.

Ho lasciato il trolley e sono andato sul lungomare, a 300 m., la Playa Norte, bellissima insenatura che parte dalla citta’ vecchia e arriva in due km alla Punta Camaron, da cui si diparte una seconda spiaggia che occupa tutta la zona dorada, un’area della citta’ piena di alberghi, ristoranti e negozi di ogni genere, in pratica il divertimentificio di Mazatlan. La citta’ e’ grandicella, 350.000 abitanti, piu’ o meno come le nostre Bari, Catania e Venezia. Appena ho visto la spiaggia ho deciso di tornare in albergo, cambiarmi, prendere lo stretto necessario e… via al quarto bagno nell’acqua favolosamente tiepida del Pacifico. Mentre mi asciugavo ho seguito un gruppo di ragazzi che avevano sistemato una palla elastica seminterrata nella sabbia, poi prendevano una piccola rincorsa, saltavano sulla palla e nel rimbalzo compivano una piroetta un po’ come fanno i tuffatori dal trampolino; foto ricordo. Nota dolente, parlando con il portiere dell’albergo ho chiesto notizie sulla tranquillita’ della citta’, ma la sera nel centro storico e’ meglio non “arrischiarsi”, camminare solo sul lungomare e se il tratto e’ lungo meglio prendere un taxi, tassativamente solo quelli ufficiali e assicurarsi che a bordo ci sia solo il tassista e non anche l’eventuale complice che fa finta di rapinare entrambi, ma poi rapina solo te; lasciare il passaporto in albergo e non portare dietro troppi valori. Cena in un ristorantino sul lungomare e rientro; domani vedremo il resto.

Spese: colazione 75, taxi x aerop. La Paz 200, caffe’ e bibite 65, taxi colectivo Mazatlan 100, hotel x 3 gg 1050, cena 100. Totale 1590:12,68=125,39.

Totale progr. 2511,51+125,39=2636,90. Media:26=101,4 US$.

27.1 LU

Giornata intensissima, molto faticosa, ma molto bella. Dopo colazione sono andato al vicino supermercato Oxxo, che, fra le varie attivita’, vende anche i biglietti degli autobus a lunga distanza, cosi’ ho fatto che comprare quello per dopodomani per Puerto Vallarta delle 9.45; ci sono solo due autobus al giorno diretti, durata prevista 7 ore, 515 pesos + 8 di commissione Oxxo, poi ce ne sono invece tantissimi che ci mettono un’ora in piu’ e dove devi cambiare a Tepic, pero’ costano meno, ma per me va bene cosi’ perche’ non voglio arrivare con il buio. Poi ho preso un bus cittadino per il centro storico, 6,50 pesos (uahhh! se fai : 16 = 40 cent. di euro, meglio non pensarci; e’ pur vero che la benzina qui costa 12 pesos al litro – altro uahhh! fai : 16 = 0,75 euro e i messicani stanno gridando perche’ per loro e’ troppo). Il centro storico e’ si’ grazioso, con tante case colorate, ma c’e’ tanto traffico, tanta confusione e bisogna fare tanta attenzione a dove metti i piedi. La Cattedrale dell’Immacolata Concezione e’ graziosa fuori, in grigio e giallo, e bellissima dentro; un intervallo al caffe’ Panama, il salotto della citta’, un locale grandissimo con la zona pasticceria sulla destra e i tavoli sulla parte sinistra, tutti pieni quando sono entrato io, con tanti camerieri che girano, alcuni anche un po’ cinematografici con i vassoi che passano sopra le loro teste; mentre ero seduto , periodicamente passa una ragazza con un carrello pieno di paste e fette di torte varie e molti si lasciano tentare da quei bocconi li’ (io pero’ rimango sempre per il salato); fanno anche servizio ristorante; ma anche in questo locale, dove tutto e’ caro, il caffe’ e’ a 22 pesos (mannaggia a quel Pan di Bacco di Cabo San Lucas da 50 pesos, doppiamente ladro). Poco lontano c’e’ il mercato coperto con prevalenza di non alimentari e, pochi isolati dopo, c’e’ un piccolo grazioso viale pedonale in cui c’e’ il piu’ visitato edificio della citta’, il teatro Peralta (ingresso 15 pesos, li vale) e al termine del vialetto c’e’ la bella Plaza Machado con l’omonimo hotel troppo caro, 700 pesos, 400 in promozione il mercoledi, e sul lato sinistro la Casa Machado, ora museo con varie stanze arredate con mobili d’epoca; anche questa vale i 20 pesos (yuhuu! 10 per i senior o se dimostri di essere un insegnante in materia di storia). Dalla terrazza della casa si possono fare belle foto della piazza. Dalla piazza stessa, prendendo Calle de la Constitucion sulla sinistra si arriva dopo 300 m. al lungomare di Playa Olas Altas, una piccola insenatura con sabbia, ma anche troppe pietre e ghiaia. Poi ho preso un piccolo taxi particolare, qui e’ pieno di questi, sono come quei piccoli mezzi di trasporto che usano i giocatori di golf, sono aperti su tutti i lati e il prezzo viene contrattato di volta in volta; per 25 pesos mi ha portato fino alla base della collina sulla quale c’e’ il faro di Mazatlan; per salire si percorrono 750 m su un sentiero sterrato, ma senza particolari difficolta’ e poi ci sono 334 gradoni che portano ai 157 m.di altezza del faro, pare faccia a gara con quello di Gibilterra per il primato di faro piu’ alto del mondo. Ci ho messo 45 minuti, ma con il mio piede, normalmente si fa in 25 minuti. Al faro c’e’ un piccolo punto vendita di bibite (meno male, alle 13.45 c’erano 29°); il panorama e’ eccezionale, spazia su tutta la citta’ verso nord, con la penisola e le spiagge, mentre a est e a sud ci sono il porto e l’isola della Piedra, poi la costa che va verso il sud.

Alle 15 scendo, poi riprendo un altro bus e vado a vedere il terminal dei bus, enorme, sembra quello di un piccolo aeroporto, con metal detector, sale di attesa e non si esce sul piazzale finche’ non e’ ora di salire sul bus, e bisogna essere li’ un’ora prima. Ho approfittato di postazioni internet che per 10 pesos ti fanno operare per mezzora. Uscito dal terminal sono andato sul lungomare della Playa Norte e ho proseguito a piedi per circa due km fino a Capo Camaron, una ex punta incontaminata ora sovrastata da in ristorante, non so perche’ quasi a forma di chiesa, montato letteralmente su quella roccia. Da questo punto in poi comincia la “zona dorada” , quel divertimentificio di cui ho gia’ parlato ieri. Ma io qui ho ripreso il terzo bus, stavolta 10 pesos, eh gia’, collega la zona dei turisti con il centro, e sono tornato in albergo a buttarmi sul letto per un’ora. Cena vicino all’hotel e anche per oggi basta cosi’.

Spese: bus x P.to Vallarta x 29.1 523, colazione 40, bus vari citta’ 23, taxi 25, caffe’ e bibite 86, internet 10, ingresso Teatro 15, ingresso Casa Machado 10, cena 94. Totale 826:12,68=65,14. Totale progr. 2636,90+65,14=2702,04. Media :27=100,1 US$.

28.1 MA

Altra giornata faticosa, ma soddisfacente. Mattino con bus fino alla zona dorada, al maestoso hotel El Cid, nei pressi del quale ci sono le barche per andare all’Isla de Venados (isola dei cervi, ma senza cervi), la maggiore delle tre isolette che sono davanti a Mazatlan. La barca dovrebbe partire alle 10 e alle 12, ma siccome non c’erano passeggeri, alle 10 non e’ partita. L’omino della barca pero’ mi ha proposto un’altra soluzione: 150 peso a/r per l’isola a bordo di un mototaxi d’acqua, uno di quei trabiccoli che scorrazzano ormai su tutte le spiagge e che non godono della mia simpatia, cosi’ come le moto di terra, non mi appassionano, non so guidarle e non mi attrae l’idea di imparare; e’ vero, vado in motorino, ma e’ un’altra cosa, almeno per me. Comunque facciamo questa prova, giubbotto salvagente, borsa fornitami in cui mettere la mia per evitare di bagnare il contenuto e… sette minuti di ballo sulle onde, anche questi mezzi sono sicuri, ma bisogna farci l’abitudine, come per tutto, e per me, prima volta, non e’ stato semplice, l’acqua mi arrivava dappertutto e non riuscivo a stare fermo sul sedile che sembrava un cavallo imbizzarrito che voleva disarcionarmi, ma alla fine abbiamo toccato terra. L’isola non ha nulla, solo una spiaggia incantevole di sabbia finissima ed un piccolo bar, non si puo’ percorrerla al di fuori della spiaggia, e’ in pratica una via di fuga dalle spiaggione della citta’. Concordato il ritorno dopo un’ora, percorro tutta la spiaggia sia a destra che a sinistra del punto d’approdo del bar e nella parte sinistra c’e’ una colonia di gabbiani in fila con il muso rivolto verso nord a prendersi un po’ di vento in faccia. Il viaggio di ritorno e’ stato piu’ tranquillo, ho chiesto al motorista di provare ad andare piu’ piano e la cosa ha funzionato, ma ti trovi sempre pieno d’acqua. Passeggiata sulla spiaggia per riasciugarmi, poi bus fino all’albergo, poi parlo con il portiere per informazioni sull’Isla de la Piedra, di fronte al lato est della citta’, taxi aperto fino al molo, lancia a motore fino all’isola (5 minuti, 30 pesos a/r, ottimo). Mi e’ piaciuta anche la fermezza del comandante della lancia che ha preteso che tutti indossassero il giubbotto salvagente ed al rifiuto di un passeggero lui ha tenuto ferma la lancia finche’, con il brontolamento degli altri, si e’ deciso a metterlo. Anche quest’isola non ha nulla di particolare, c’e’ solo un paesino con una spiaggia non eccezionale, buona per una variante, ed un paio di ristorantini. L’emozione piu’ bella e’ stata di nuovo la compagnia dei pellicani sul molo, nei pressi di un negozio dove due signore stavano pulendo il pesce attorniate dai pellicani che non hanno alcuna paura, sono riuscito a fotografarli praticamente davanti a me, splendidi. Rientro a piedi, poi mi sono buttato sul letto, volevo solo stendere un po’ i piedi, ma mi sono addormentato per un’ora. Altro buon filetto di pesce a cena.

Spese: colazione 42, bus citta’ vari 20, taxi d’acqua 150, pranzo 96, bibite 24, taxi x molo 30, lancia 30, cena 100. Totale 492:12,68=38,80. Totale progr. 2702,04+38,80=2740,84. Media:28=97,9 US$.

29.1 ME

Oggi primo anniversario dalla scomparsa di mia moglie con un pensiero di ringraziamento per gli anni passati insieme. Non ho mai chiesto a Dio perche’ l’ha chiamata cosi’ presto, ma l’ho ringraziato per avermela data.

Ma torniamo al viaggio. Un po’ di sceneggiate fanno parte dei giochi, ma le esagerazioni a me non sono mai piaciute. Stamattina sono arrivato al terminal alle 8.30. Ma nessuno mi ha controllato nulla, metal detector fermi, nessuna perquisizione, solo star fermo li’ un’ora in sala d’attesa senza motivo. Al momento di salire sul bus c’e’ una ragazza che controlla il biglietto e ti consegna un sacchetto con i viveri per il viaggio: mini sandwich, cioccolatini, galletta, bustina di chips, coca cola, bottiglia di acqua e bustine per prepararti il nescafe’, non male. Si parte puntuali alle 9.45, l’autobus e’ uno Scania super lusso, poltrone reclinabili fina 160° con sopralzo per le gambe, monitor con cinema e giochi, come su un aereo (del resto in Messico praticamente non ci sono ferrovie). Si arriva in 45 minuti a Villa Union percorrendo una bella superstrada a carreggiate separate (nota: limite max 90 km/h), poi (assurdo), si entra in strada a pedaggio (cuota), ma e’ una strada normale, a una sola corsia per senso di marcia e a sorpasso alternato (nota: limite max 100 km/h). Dopo circa mezzora la strada diventa come un’autostrada, ma dopo un’altra mezzora e’ di nuovo come prima. Traffico praticamente inesistente e si arriva molto in fretta al casello di Tepic, prima grande citta’ lungo il percorso, 290 km, alle 13, ma quando si esce dall’autostrada e ci si infila in citta, si rimane imbottigliati nel traffico, 12 km in 40 minuti fino al terminal, poi l’autista annuncia mezzora di sosta, che diventano 55 minuti, e si riparte alle 14.35. Si viaggia su strada ordinaria in un paesaggio fatto di colline forse ex foreste, con piante fitte, percorso praticamente tutto curve e si arriva a Puerto Vallarta alle 19.05 (sarebbero 18.05, ma dopo Tepic si passa ad un altro fuso orario; comunque con due ore e un quarto di ritardo. E’ gia’ buio, cosi’ prendo un taxi e vado a vedere l’hotel Hortencia, fra i meno cari indicati nella guida. Prima pero’ l’autista mi porta in un altro albergo, secondo lui non caro, l’hotel Encino, mi presenta quasi con orgoglio alla ragazza della reception, ma quando lei mi “spara” 625 pesos, io declino gentilmente, ma lui si arrabbia con la ragazza perche’ non si aspettava di fare una figuraccia simile; poi pero’ lo tranquillizzo e mi porta all’Hortencia, dove mi sistemo con 450. E anche stasera sono abbastanza distrutto.

Spese: bus citta’ 6,50, colazione 45, internet 10, bibite 25, spuntino 59, taxi 120, hotel x 3 gg 1350, cena 67. Totale 1682:12,68=132,65. Totale progr. 2740,84+132,65=2873,40. Media:29=99,1 US$.

30.1 GI

Puerto Vallarta. Partiamo prima dalle cose meno belle, poi vedremo il resto. Qui a Puerto ci deve essere qualcosa che non va. Ieri sera sono passato davanti a un negozio di oreficeria che, fra l’altro, cambia anche i soldi, ma quando gli ho presentato i 100 dollari, lui mi ha dato 1150 pesos invece dei normali 1260 e, alle mie rimostranze su questo cambio che non ritenevo corretto (gli ho fatto vedere la ricevuta del cambio di Mazatlan del giorno prima), mi ha risposto che qui a Puerto Vallarta il dollaro vale meno. Comunque non ho accettato e mi sono ripreso i 100 dollari. Stamattina ho fatto un giro all’aeroporto per vedere se era tutto normale il mio volo per sabato e sono andato all’ufficio cambi, ma anche qui il dollaro e’ a 11,50; gli rifaccio la stessa domanda, ma anche lui mi dice che e’ cosi’, mentre e’ sempre normale il cambio dell’euro a 16,33; non ha senso, 16,33:11,50 =1,42, e non credo che il rapporto euro/dollaro sia cresciuto cosi’ in due giorni; comunque non cambio e mentre vengo via un altro turista mi consiglia di andare a cambiare nelle banche, neanche nelle casas de cambio, solo nelle banche, e cosi’ ho poi fatto, ma anche qui ci sono banche che non ti cambiano, ho trovato la Banca de Scotia, dollaro oggi a 12,70. Ho poi parlato con le ragazze della United per il volo di sabato, tutto ok, poi, mentre venivo via, una di loro mi ha raggiunto per chiedermi di aiutarle a risolvere un problema di un ragazzo italiano che doveva comprare il visto Usa (esta), che pero’, li’ in aeroporto, poteva pagare solo con carta di credito che lui non aveva, cosi’ gli ho fatto utilizzare la mia, mi ha pagato in euro, poi, alla sua domanda : come posso fare per ringraziarla? mi e’ venuta dal cuore solo la frase: se un domani qualcuno in difficolta’ si rivolgera’ a te, fai altrettanto. Dimenticavo: per andare all’aeroporto ci sono tanti bus cittadini, prezzo urbano 7,50 pesos, ci vogliono circa 40 minuti, i taxi autorizzati hanno tariffa fissa di 200 pesos per la citta’. Al ritorno sono sceso alla Plaza Principal, tanta allegria, alberi, colori e, vicino al mare, si presentano quattro archi che sono diventati uno dei simboli della citta’. Sul lato est c’e’ il Tempio di Guadalupe, con un campanile centrale in mattoni a vista sormontato da una gigantesca corona; grazioso l’interno della Chiesa. Poi, dopo un breve pranzetto, ho proseguito lungo il malecon, lungomare pieno di negozi e ristoranti e con diverse statute originali, un po’ come a La Paz. Invece il centro storico, molto grande, ha una particolarita’ molto discutibile, e’ una battaglia fra i desideri del cuore e le necessita’ della vita di oggi: le strade del centro non sono asfaltate, sono tutte rivestite di sassi, ricordate i vecchi “acciottolati” dei paesi? Si’ il cuore li ama, ma gli organi di sospensione dei veicoli proprio no; viene voglia di venire qui a investire in pezzi di ricambio di questo tipo, e anche i viaggi sui bus sono dolorosi per i sederi, eppure pare per ora che rimanga tutto cosi, anche se si tratta di un’area molto vasta (quasi 3 km in lunghezza per uno di larghezza in tutte le vie che si intersecano). Poi sono andato alla Playa Olas Altas che, come dice il nome, non e’ tanto balneabile per la presenza di onde alte e risacche molto forti; un po’ piu’ a sud c’e’ l’altra spiaggia, Playa de los Muertos che e’ piu’ abbordabile, ci sono sempre le onde, ma un po’ meno forti, anche se occorre sempre tanta prudenza, perche’ la risacca tende a portarti al largo e rischi di non riuscire a tornare a riva anche se sei si’ e no a venti metri; acqua supertiepida. Solo per un po’ di cronaca, Puerto Vallarta e’ molto piu’ piccola di Mazatlan, ha circa 190.000 abitanti (un po’ la nostra Brescia), pero’ e’ molto piu’ famosa e frequentata dai turisti, ne ho visti tantissimi, soprattutto nel pomeriggio tardi e la sera. Spiace vedere pero’ l’imponente spiegamento di forze di polizia, solitamente brutto segno, ma sono li’ e li ringraziamo, sono sempre disponibili anche per semplici informazioni o per un cordiale saluto. Infine i tramonti rosso fuoco di Puerto Vallarta sono celebri, mettiti li’ dalle 18,40 alle 19 e fotografa come vuoi. Uno squisito filetto di pesce, e va bene, con un bicchiere di vino, ha completato la giornata.

Spese: bus citta’ vari 22, colazione aerop. 88, pranzo 60, bibite 65, cena 169.

Totale 404:12,68=31,86. Totale progr. 2873,49+31,86=2905,35. Media:30=96,8 US$.

31.1 VE

Giornata che pareva destinata alla normalita’ e che invece si e’ piacevolmente animata. Dopo colazione ho preso un bus per andare a vedere Bocas de Tomatlan, un piccolo villaggio a 15 km, bus 8 pesos, strapieno di turisti (ma si sono dati appuntamento tutti insieme?), 35 minuti. All’arrivo si scende per una strada ripida e si arriva alla spiaggia, un gioiellino, un piccolo paesino adagiato sulle rive del Tomatlan nel punto in cui sbocca nel mare. Alcune case sono incastonate sulle pendici delle colline, panorami e scorci da cartolina. Parlando con alcuni barcaioli mi propongono una escursione di un’ora alla baia di Yelapa, se si riempie la barca, cosa che capita dopo mezzora, il costo e’ di 140 pesos a/r, e va bene, partiamo alle 12.05, percorriamo la costa, avvistiamo due balene, arriviamo a Yelapa alle 12.40. La baia e’ stupenda, la spiaggia pure, ma il mare e’ leggermente mosso, pochi fanno il bagno. Pranzo con filetto di pesce a la diabla, con sugo di pomodoro che io chiedo non piccante. Il conto per me non funziona, 210 pesos mi sembrano troppi, chiedo la verifica e poi il cameriere mi dice che sarebbe 190, ma ci sono 20 pesos di “propina per la cucina”, una specie di mancia perche’ la cucina non e’ pagata. Poiche’ il cameriere stesso mi ha detto che non e’ obbligatoria e, se voglio, me la restituisce (ma guarda quanto hai ancora da imparare nella vita!), gliela ho lasciata, ma la scrivo. Come cliente del ristorante, la signora mi dice che posso usufruire di sdraio e ombrellone senza pagare nulla. E mi sdraio mezzora, poi faccio una passeggiata sulla spiaggia e poi aspetto fino alle 16 la barca per il ritorno; sulla barca sale anche una coppia di ragazzi, lui e lei, canadesi, con un cane curiosissimo, pelo nero lucidissimo, 5 anni, giocherellone, che decide di mettersi a prua a fare la vedetta anche se fa fatica a stare in equilibrio. Arrivo alle 17.05 dopo una breve sosta in un’altra spiaggia per raccogliere altri passeggeri, bus alle 17,20 e arrivo a Puerto Vallarta alle 18. Rapido transito in albergo, poi di nuovo sulla spiaggia per l’ultimo tramonto. Qui conosco un professore di veterinaria, anche lui viaggiatore mondiale (e’ stato, fra l’altro, quattro mesi in Italia per lavori e conferenze) con cui ci scambiamo pareri sui paesi visitati, poi andiamo a vedere nella piazza Cardenas un piccolo spettacolo di balli folkloristici dei vari Stati del Messico (costumi sempre favolosi multicolori), ceniamo insieme e ci salutiamo cordialmente.

Spese: colazione 99, bus x Boca a/r 16, barca x Yelapa a/r 140, pranzo 210, bibite 82, cena 150, bus citta’ 7,50. Totale 704:12,68=55,52. Totale progr. 2905,35+55,52=2960,87. Media:31=95,51 US$.

1.2 SA

Sveglia alle 8, rifacimento totale valigia, bus alle 8,50, in aeroporto alle 9,30, ricambio pesos rimasti, intoppo al check-in perche’ non trovavano tutto il percorso sul biglietto, nuova situazione di overbooking con alcuni passeggeri dirottati sul volo per Chicago delle 14.50, non capisco questa situazione con nessuno che si lamenta; forse sara’ anche legale questo comportamento, ma ci deve essere qualcosa che non va. Mentre mi recavo all’uscita mi sono fermato a fotografare un aereo della Frontier, che ha disegnato sulla coda una meravigliosa gigantesca volpe artica che occupa tutta la coda. Comunque partenza puntuale alle 12.05, solo bibita offerta, se vuoi altro e’ a pagamento, arrivo in lieve anticipo alle 14.15, poi le tre chilometriche code nell’affollatissimo aeroporto di Houston, prima al controllo passaporti, poi alla dogana dove sono mischiati sia i passeggeri in arrivo che quelli in transito, e infine al metal detector, in pratica dalle 14.20 alle 15.40. Spuntino in un ristorantino asiatico, Zori Bistro, di lato a Wendy terminal E 24 che voglio segnalare, perche’ ho mangiato involtino primavera, riso cantonese, pollo e sprite per 12 dollari. Partenza puntuale alle 18.55. Spese: bus x aerop. 7,5 (8), colazione aerop. 88, cartolina 14. Totale 110:12,68=8,67 US$. Spuntino aerop. Houston 11,89, bibite 1,87. Totale 13,76 US$. Totale giornaliero 22,43. Totale progr. 2960,87+22,43=2983,30. Media:32=93,2 US$.

2.2 DO

Altrettanto puntuale l’arrivo a Frankfurt, dopo 9 ore a circa 960 km/h, volo tranquillo, ripartenza per Malpensa alle 13.10 ed arrivo puntuale alle 14.20. E qui brutto problemino che da tre anni si ripete e oggi che avevo un po’ di tempo ho deciso di affrontare. Al ritiro bagagli trovo il lucchetto sparito, informo il funzionario della Guardia di Finanza che pero’ mi manda all’ufficio lost and found. Spiego il tutto all’addetto che mi dice che e’ tutto regolare, probabilmente avrei trovato il lucchetto dentro la valigia e mi ha chiesto pero’ di controllare se mancava qualcosa. Ho aperto, in effetti il lucchetto era dentro, ma rotto, ma non mancava nulla, cosi’ l’addetto mi ha spiegato che qualsiasi organo di polizia di qualsiasi Stato puo’ aprire i bagagli in qualsiasi momento, potrebbero anche tagliare la plastica in cui alcuni passeggeri fanno avvolgere il bagaglio in partenza; teoricamente i bagagli non devono essere chiusi e se manca qualcosa occorre fare denuncia al momento del ritiro dei bagagli stessi. Teniamoci anche questo! E dopo un piccolo spuntino salgo sul bus che parte alle 16.45 per arrivare a Torino alle 18.10. Fine. Bello. Next.

Spese: spuntini 13,95 euro, bus x Torino 22 euro. Totale 35,95×1,34=48,53.

Totale progr. 2983,30+48,53=3031,83. Media:33=91,9 US$.

Per amore di cronaca finale:

SPESE TOTALI VOLI 1636 euro = 2209 $

SPESE TOTALI SOGGIORNI E TRASPORTI 2246 = 3032 $

TOTALE GENERALE 3882 = 5241 $

MEDIA / GIORNO 118 = 159 $



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