Laos e Cambogia, il viaggio delle albe

Per il mio consueto viaggio di novembre, avevo programmato una meta inconsueta, la Siberia, ed invece mi sono ritrovata in Laos, e così invece che a Novosirbisk sono atterrata, con Francesca e Laura, dopo un ottimo volo con la Thai, a Wattau, l’aeroporto di Vientiane . Sbrigate velocemente le formalità doganali, ed ottenuto il visto dietro...
Scritto da: marika-punzo
laos e cambogia, il viaggio delle albe
Partenza il: 06/11/2003
Viaggiatori: fino a 6

..E’ l’ora di rifocillarci, andiamo al mercato serale, e con 1$ e /1/2 ci viene propinato un pesce squisito. Il mercato serale è graziosissimo, con le innumerevoli ragazze sorridenti, desiderose di scambiare chiacchiere con gli “sparuti” occidentali. Già alla seconda sera eravamo amiche di tutti, la mia macchina fotografica ha avuto un gran lavoro, tutti volevano essere fotografate. Purtroppo trattandosi di una digitale, ho potuto mandare le foto solamente a chi mi ha dato l’indirizzo e-mail.

Girando per la cittadina contattiamo le gite sul fiume dei prossimi giorni. Con le imbarcazioni locali, a motore, andremo alla scoperta dei vari piccoli villaggi adagiati sulle rive del fiume, spesso facendo lunghe scarpinate per addentrarci nella foresta E così, l’indomani mattina, dopo avere assistito all’alba alla processione dei monaci in tunica arancione, raggiungiamo il molo dove ci attende l’uomo, che per 8 $ sarà a nostra disposizione con la barca a motore per due giorni, per farci visitare le cascate di Tatkuang Si, , i vari villaggi sparsi sul fiume: Ban XangHai, il villaggio dove preparano il Whisky Laotiano, una volta il villaggio era famoso per la produzione di giare, Ban Thing Hong, dove una moltitudine di bambini, ci accompagnano a visitare i templi lontani,. Sparsi nella zona, che da sole non avremmo trovato. Il Wat Si Vieng Song, Wat Kang, e Wat Si suman a loro poi regaliamo macchinette, pupazzetti, ed altri giocattoli che avevamo portati dall’Italia proprio per donarli ai bambini. Il secondo giorno andiamo alle Grotte sacre di Pak Ou., queste si aprono all’improvviso allo sguardo, un posto bellissimo, inusuale e suggestivo.Due grotte, una superiore ed una inferiore, quella superiore non è illuminata, ma davanti l’ingresso un tale affitta le lampade per chi, come noi, le ha dimenticate in albergo…

Quella inferiore è piena di una quantità enorme di piccoli Buddha., offrendo uno spettacolo bellissimo .

L’ultimo giorno al Luang Prabang, facciamo una scorpacciata di Wat. Li visitiamo tutti, non tralasciamo nulla! IL più bello in assoluto il Wat Xieng Tong, sulla riva del fiume, alla estremità del paese. Nell’interno del complesso, un insieme di Wat, il Buddha sdraiato, la Cappella Rossa con l’albero della vita, la barca funebre reale,i tempietti rosa con le figurine di vetro colorato, un luogo fantastico.. Anche il Wat Mai Suwan, non è da meno, quello nero e oro è veramente di infinita bellezza. L’ultima sera ci attardiamo a passeggiare per il mercato, per l’ultima volta ci sediamo nel nostro “ristorante all’aperto”, dove la signora che prepara il pesce alla griglia, ci fa sempre magnifici sorrisi. Lasciare l’atmosfera magica di Luang Prabang ci rende un poco tristi. Salutiamo le ragazze che ci hanno elargito, ogni sera magnifici sorrisi, regaliamo a tutte campioncini di profumi, e riceviamo in cambio molti piccoli borsellini, ricamati con le loro mani. Veramente carini.

Per raggiungere la Cambogia è necessario ritornare a Vientiane, per prendere l’aereo per Seam Reap Ancora le frontiere via terra, non sono aperte stabilmente, ci hanno detto che potremmo tentare, ma, preferiamo qualcosa di più sicuro Per ritornare a Vientiane decidiamo di prendere il V.I.P., e la decisione si rivelerà molto valida. Più comodo del minibus privato, con posti più spaziosi, e per una spesa di gran lunga inferiore. Durante la strada, molte soste a vari villaggi, ci permettono di capire meglio la realtà del Laos.

E arriviamo a Vientiane: alla stazione di arrivo del bus, abbiamo qualche difficoltà a trovare un tuck-tuck per noi. Vogliamo andare subito al Pha That Luang, sono le 16 e sappiamo che chiude alle 16,30, alla stazione terminale del bus, tutti i tick-tuck sono grandi e prendono più passeggeri che lasciano alle varie destinazioni in città. Finalmente, riusciamo a trovare un ragazzo che si mette a nostra disposizione. E’ fatta. Riusciamo a entrare nel cortile del PHA. Ammiriamo le varie porte, come sempre non c’è nessuno.Il tutto è molto bello.Il nostro ragazzo ci accompagna alla Guesthouse, la stessa della settimana precedente. Non ci danno la stessa stanza, ma in compenso, ci fanno uno sconto supplementare. Giriamo un poco per Vientiane, mangiamo sul lungo fiume, i soliti noodles, ed il nostro immancabile fantastico frullato. Ultimo nostro giorno in Laos. Peccato. Ma adesso dobbiamo cercarci un mezzo per andare la mattina dopo in aeroporto. Dobbiamo essere lì alle 5. Contattiamo un tuck-tuck, ci verrà a prendere alle 4,30 – Se dovesse piantarci, saremmo nei guai, ma i nostri timori saranno infondati, alle 4,15 il nostro ragazzo è già davanti l’albergo L’aereo decolla puntualissimo, dopo meno di 45 minuti siamo in Cambogia Lunga coda per il visto finalmente siamo fuori dall’aeroporto. Troviamo il ragazzo dell’albergo (prenotato via Internet) con in mano il cartello con il mio nome. Una comoda vettura con aria condizionata ci aspetta per portarci all’albergo, sarà il più lussuoso di tutto il nostro viaggio. Una stanza enorme, con annesso un salottino, frigorifero, televisore, bagno grande e comodo, il tutto per la folle cifra di 24 $ al giorno! ci cambiano le lenzuola ogni giorno, e gli asciugamani due volte al giorno! Noleggiamo una macchina e immediatamente andiamo alla scoperta di Angkor! . Sapevo che era bello ma non mi aspettavo lo fosse talmente. Nonostante le letture preparatorie prima del viaggio, lo spettacolo dei templi mi ha sorpresa e mi ha lasciata senza fiato.. Il loro numero è incredibile, la loro bellezza senza paragoni. Gli alberi del Ta Prohm con le rovine avvolte dalle radici, gli splendidi bassorilievi di Banteay Srei simili ad intarsi nel legno, la maestosità di Angkor Wat con i suoi innumerevoli bassorilievi e le incantevoli apsara, le decine di volti enigmatici sulle torri del Bayon e tante altre ancora. A tutto ciò si deve aggiungere l’incanto del sito avvolto nella giungla .

Il nostro autista-guida, ci consiglia di iniziare la scorpacciata di templi con Angkor Thom, la città di Jayavarman VII, il re più famoso di Angkor. Arrivati all’ingresso una visione stupenda: un ponte in pietra di un centinaio di metri conduce alla porta, fiancheggiato a sinistra da 54 dei e a destra da 54 demoni. Entrambi i gruppi reggono un naga, il serpente mitologico con nove teste; la vista sullo sfondo è chiusa dalle mura della città con la porta sormontata da tre torri con i giganteschi volti del re che guardano verso i quattro punti cardinali. Passati sotto la porta entriamo in Angkor Thom, la capitale del regno di Jayavarman VII che contava, attorno al 1200, circa un milione di abitanti (le mura che la cingono formano un quadrato di chilometri di lato). Al centro esatto della città si trova il tempio principale, il Bayon. Per raggiungerlo la strada attraversa una foresta . Avvicinandoci al Bayon a prima vista ci sembra un cumulo informe di pietre di varie altezze, ma addentrandoci scopriamo i particolari che si rivelano sempre più belli.



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