Laos e Cambogia, il viaggio delle albe

Per il mio consueto viaggio di novembre, avevo programmato una meta inconsueta, la Siberia, ed invece mi sono ritrovata in Laos, e così invece che a Novosirbisk sono atterrata, con Francesca e Laura, dopo un ottimo volo con la Thai, a Wattau, l’aeroporto di Vientiane . Sbrigate velocemente le formalità doganali, ed ottenuto il visto dietro...
 
Partenza il: 06/11/2003
Viaggiatori: fino a 6

Per il mio consueto viaggio di novembre, avevo programmato una meta inconsueta, la Siberia, ed invece mi sono ritrovata in Laos, e così invece che a Novosirbisk sono atterrata, con Francesca e Laura, dopo un ottimo volo con la Thai, a Wattau, l’aeroporto di Vientiane .

Sbrigate velocemente le formalità doganali, ed ottenuto il visto dietro pagamento di 20$, abbiamo la sgradita sorpresa che i nostri bagagli non ci hanno seguito, arriveranno nel pomeriggio.

Al tizio addetto alla registrazione dei taxi in partenza dall’aeroporto, diamo l’indirizzo di una Guesthouse presa dalla Lonely, (nostra inseparabile ed insostituibile amica per i viaggi “fai da te”).

La Guesthouse non è male, molto centrale e per 18 $ (da dividere in tre…) abbiamo una stanza con aria condizionata, servizio privato con acqua calda, televisore. Una doccia, un breve riposo, per riacquistare in parte la ns. Efficienza ed andiamo subito in giro. Fa caldo, ma ciò che rende la situazione più pesante è l’umidità quasi al 100%.. Sappiamo che i più importanti Wat chiudono alle 16,30 e non possiamo perder tempo. Ma questo non ci impedisce di fermarci in uno dei “banchetti” lungo la strada per un magnifico frullato di frutta mista, spendendo l’astronomica cifra di 0,40$ – Con un tuck-tuck, che per 3 $ è a nostra disposizione e ci accompagnerà pure in aeroporto a ritirare il bagaglio,, iniziamo il giro dei vari Wat.Questo traballante veicolo sarà il nostro mezzo abituale per tutta la durata del viaggio, abbiamo trovato sempre conducenti simpatici e disponibili, che hanno assecondato sempre le nostre richieste. Si fermavano ad acquistare per noi l’acqua minerale , le banane, l’ananas e quanto altro ci serviva; dopo il primo giorno avevamo già capito che i prezzi erano differenti se la merce era acquistata da noi o da un locale.

Prima sosta al Wat Si Saket, con le sue 2.000 nicchie con immagini del Budda e le oltre 300 grandi statue. Quindi il Talat Sao (mercato diurno) e poi il Pha That Luang del XVI secolo, simbolo del Laos che con il suo stupa dorato si erge imponente, purtroppo a causa del mercato il Pha è chiuso, e così non possiamo visitarlo.

Vientiane è carina, passeggiando lungo il Mekong al tramonto, si vive un’atmosferica magica, ma non è quello che vogliamo dal Laos., e così l’’indomani di buon mattino prendiamo un minibus destinazione VanVieng. Siamo conquistate dalla bellezza del luogo, un piccolo villaggio sul fiume Namsong, circondato da montagne carsiche, piene di grotte con stalattiti e stalagmiti e ci fermiamo due giorni.Le varie grotte sono di una bellezza incredibile, si raggiungono in barca a motore e poi con lunghe e talvolta faticose passeggiate.

All’interno di questa grotte,non c’è anima viva, sembra di essere padroni del mondo, facciamo un fantastico bagno nelle frasche e cristalline acque che si trovano presso una di questa grotte.Rientriamo in paese , attirate dal profumo di un barbecue, ci fermiamo ed in un attimo facciamo fuori spiedini di “cuore”, e altri di piccoli pesciolini locali, e mezzo pollo, il tutto cucinato alla perfezione. Passeggiando ci imbattiamo in una graziosa ragazza che prepara dei “pancake”, non resistiamo e… uno alla cioccolata, va a fare compagnia agli spiedini L’indomani mattina facciamo un rafting sul fiume, accovacciate dentro enormi camere d’aria, in balia della corrente. Una esperienza piacevolissima, ed una sensazione magnifica!. Prima di ripartire, facciamo a tempo a mangiare un fantastico riso con verdure., da una donna attrezzata con una cucina “portatile” . Si riparte e..Finalmente si arriva a Luang Prabang. Possono ancora esistere questi posti al mondo? Albe e tramonti mozzafiato, ho viaggiato, ho visto ma l’atmosfera di L.P. è irraccontabile, che colori, che natura, che pace, e sopratutto cosa sono i Laotiani!.

Assistere alla sfilata dei monaci per la questua mattutina, la qualcosa non è organizzata per i turisti, ma è una prassi di vita quotidiana, con tante vecchine ferme ai margini della strada per mettere ognuna un pugnetto di riso nelle ceste con coperchio dei monaci, che scalzi, con le loro tuniche arancioni percorrono la silenziosa strada principale, la Thanon phothisalat, come una lunga fila di formichine, mentre l’alba comincia a spuntare con i suoi splendidi colori…È assaporare il vero fascino dell’Oriente.

Anche se affaticate dal lungo trasferimento in bus, sistemata la nostra roba nella Guesthouse ( 6 $ al giorno da dividere in tre…, con aria condizionata , servizio privato e acqua calda…) cominciamo ad ispezionare la città. Ci indicano la “Croce Rossa” dove il luogo in cui si praticano i migliori massaggi con le erbe. E decidiamo di andare a constatare di persona. Rimaniamo affascinate. Ogni sera saremo lì per questo magico appuntamento. E’ ora di mettere qualcosa sotto i denti. Non sappiamo dove andare, lungo la Thanonphothisalat si avvicina a noi una ragazza italiana, veneta per la precisione, che in “solitario” sta facendo il giro del Laos. Si fermerà tra Laos e Cambogia e Vietnam tre mesi. Ci consiglia di andare all’Indocina Spirit, un ristorante veramente carino, in una palazzina della fine dell’ottocento molto suggestiva, andiamo, ma mangiamo maluccio, troppa imitazione dell’occidente. Rientrando verso l’albergo scopriamo il ”mercato alimentare”, veramente suggestivo!!!!, una stradina dove si cucina di tutto, e si mangia o in piedi o in rimediate tavole, a stretto contatto di gomito con altri avventori. Sarà la nostra tappa d’obbligo di ogni sera, sempre la stessa signora, e sempre un pesce” magnifico (ed io abito in SICILIA!!!!) Dopo il ristorante un giro al mercato notturno, comincia a farci respirare la magica atmosfera del Laos.

Rimaniamo a L.P. Per 5 giorni, ma sarei rimasta ancora non so quanto,anche se non c’era molto da fare, inteso nel senso “occidentale”. Il primo giorno lo dedichiamo alla visita della città, prima visita ovviamente il Palazzo Reale, ed il suo museo, molto interessante, unico museo della città che ci da un’idea del passato ed ospita una ricca collezione di oggetti d’arte ed il mobilio appartenuto all’ultimo sovrano del Laos; lì acquistiamo i biglietti per lo spettacolo di danze in programma per la sera. Una rappresentazione bellissima, con bellissimi costumi, ed ad un prezzo davvero irrisorio 5$… Ci rechiamo quindi al Wat Suwannahumaham , dove è necessario pagare un biglietto d’ingresso . Quindi il Wat Wisunalat, il Wat Aham, il Wat Patthabaht: Tra una Wat ed un altro facciamo soste nei vari piccoli negozi, dove bellissime sciarpe multicolori attirano la nostra attenzione..Ci dirigiamo verso la collina: una bellissima vista sull’affluente del Mekong, il Nam Kham,ed il Wat Thammothalayan, ci aspettano., Saliamo a Phu Si, la collina che domina Luang Prabang, con i suoi Wat e da dove si gode una magnifica vista a 360 ° .A mmireremo il più bel tramonto di tutto il viaggio. Il Wat Phatthabahat, con il suo stupa alto 24 metri, il Wat Tham Phu Si, l’antico Wat Phatthabahat, ci incantano.Non ancora sature di Wat, lungo la discesa ci fermiamo ad ammirare il Wat Pha Huak, bellissimo, con il suo tetto a tre spioventi, una miriade di statue del Budda all’interno e l’unico ad avere ancora affreschi, anche se non ben conservati. Questo Wat, abitualmente è chiuso, ma in cima avevamo avuto la fortuna di fermarci per quattro chiacchiere con un gruppo di turisti francesi, accompagnati da una docente di Storia dell’arte, che ci invitano ad accodarci a loro, hanno contattato il custode, li attende per aprire il Wat.



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