La Valle d’Aosta a piccoli passi

Come andare in montagna con (tre) cani al seguito
 
Partenza il: 01/09/2013
Ritorno il: 08/09/2013
Viaggiatori: 2 più tre cani....
Spesa: 500 €

Il viaggio lo abbiamo fatto in due, mia mamma di 80 anni ed io… no mi sono sbagliata, eravamo in 5; noi e i nostri tre cagnolini. Per noi non era la prima volta in Valle d’Aosta, essendo di origine valdostana, ma era la prima volta che andavamo con tre cani. Per fortuna abbiamo trovato un residence, a Fiernaz, una frazione di Antey Saint André. Siamo partite alle 11 circa, senza fretta, visto che l’appartamento lo consegnavano alle 16, e noi partivamo dalla provincia di Alessandria. Siamo uscite a Pont Saint Martin, ed abbiamo fatto la strada provinciale, passando da Saint Vincent, passando da Arnad, e consiglio il famoso lardo (veramente buono), daVerrés (da vedere il Castello), fino a Chatillon, si gira per la Valtournenche, per il Cervino… non ci si può sbagliare, perche vi trovate una rotonda con la riproduzione del Cervino. E si segue la strada fino ad Antey, appena dopo vi troverete a Fiernaz. Quel giorno ci siamo sistemate e poi per cena una pizzettina ad Antey,sempre rigorosamente con i tre cagnetti. Il giorno dopo prima tappa il Gran San Brnardo. Si deve arrivare fino ad Aosta,e poi c’è la deviazione per il Colle del Gran San Bernardo, che si trova sul confine italo-svizzero. Troverete il Lago, molto carino,e proseguendo entrerete in Svizzera…..attenzione a non prendere, all’imboccatura della galleria che vi porta a Bourg-Saint-Pierre, la direzione a destra, perchè vi troverete dritti dritti al casello per il tunnel del Gran San Bernardo… quindi tenetevi sulla sinistra, e ad un certo punto costeggerete la diga di Les Toules. Per fotografare la diga abbiamo avuto la fortuna di vedere una marmotta. Tornando verso l’Italia, ne ho approfittato per fare il pieno di benzina…..come non farla con circa 40 centesimi in meno.Al rientro ci siamo prese un po di Fontina, qualche Boudins, e del vino rosato valdostano…..che dire tutto troppo buono.

Terzo giorno: Una bella gita in Val Ferret, dove andavamo sempre quando ero bambina. Si deve proseguire in direzione Courmayeur, e poi si segue la strada per il Monte Bianco, ad un certo punto sulla vostra destra vi troverete un cartello per la Val. Un consiglio, seguite la strada fino in fondo, e vi troverete in una zona attrezzata per i pic nic, se non c’è tanta gente è bello anche pranzare li al sacco, ma se siete un po come me che sono un po orso, proseguite la strada in salita, e arriverete su un altopiano, proseguendo cercate un parcheggio, non roviniamo tutto però! Lì troverete parecchi posti tranquilli dove rilassarvi e pranzare. Per i cani? Un paradiso. Avete acqua a volontà, direttamente dal ghiacciaio. Molte foto, a fiori di montagna e farfalle, ma anche a cavallette particolarmente colorate.

Al rientro abbiamo acquistato altra Fontina, da un produttore locale, e dell’ottimo burro.

Quarto giorno: Viaggetto a La Thuile, ed al Piccolo San Bernardo.

Stessa direzione per Courmayeur, poi a Prè Saint Didier, si gira a sinistra per La Thuile.

Una volta era una strada abbastanza piccola, e un po a strapiombo, ma ora l’hanno un po migliorata. Si arriva a La Thuile, dopo circa 20 minuti, mi sorprende sempre il colore dei fiori, che da noi non saranno mai così belli. Una visitina agli impianti di risalita, per un caffè…..non che in paese non ci siano bar, ma perchè si parcheggia più comodamente. Due passi per pipi ai cani, e poi si prosegue per il Piccolo San Bernardo, sul confine tra Italia e Francia. La strada anche qui è stata un po allargata, ma il fascino delle strade di montagna non è quello di essere comode…. salendo sono stata felice di trovare delle placche di ghiaccio, come da anni non vedevo… quasi sulla sommità primo del valico, c’è il Lago Verney, che sembra piccolino, ma a girarlo credetemi, ce ne vuole. E per i nostri tre cagnolini è stato molto divertente.

Al Piccolo ci siamo godute una bella crepes con marmellata di mirtilli.

L’unica pecca è che il personale non parla italiano, quindi studiatevi come ordinarle i francese.

Da notare che le mucche valdostane sono pezzate, bianche e marroni , mentre la mucche francesi sono nocciola, e si nota soprattutto qui perchè prima del confine sono pezzate mentre dopo no… la regione Valle d’Aosta, vuole solo mucche valdostane per la produzione della Fontina.

Ultimo giorno: abbiamo deciso di visitare il Castello di Verres

Uno dei pochi costruiti in mono blocco, cioè senza torri o locali dislocati, ma tutto era racchiuso in un unico edificio. Molto bello, e considerando che ha avuto 200 anni di abbandono, hanno fatto un otimo lavora di restauro. Appartenuto alla famiglia Challant, come il castello di Issogne ( il paese di mia nonna), è stato sia una dimora che una fortezza militare.

Da vedere.

Consiglio inoltre il castello di Issogne, e sicuramente il castello di Fenis….per quello che riguarda il castello di Aymavilles e di Saint Pierre, sono in restauro.

Altro bel castello è quello Savoia, per andare a Gressoney.

L’unico handicap è che per visitarli se si hanno dei cani, si deve entrare uno alla volta mentre l’altro sta con loro, ma la felicità dei loro occhi a spasso per i boschi non ha prezzo.

Questo è un po un diario frettoloso, come posso descrivervi,il cielo blu, il profumo dei boschi, l’aria frizzantina, i colori dei fiori di prato… un consiglio andateci.

E portatevi i vostri cani, vi diranno grazie con lo sguardo.

Guarda la gallery
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Lago Bleu

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La Thuile

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Castello Savoia

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Monte Bianco

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Castello di Verrès

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Lago Verney

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Giardino botanico Chanousia



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