La terra dei Kmer

Vi racconto la mia esperienza di 11 giorni in Cambogia. Siamo partiti da Palermo il 25 agosto dello scorso anno, con una coppia di amici, la prima tappa del nostro viaggio è stata Bangkok, io e mio marito avevamo già visitato parecchi anni prima la Tailandia, ma non ci è dispiaciuto accogliere la richiesta dei nostri amici di fermarci due...
Scritto da: cl
la terra dei kmer
Partenza il: 25/08/2006
Ritorno il: 06/09/2006
Viaggiatori: fino a 6

Avevo adocchiato di fronte l’ingresso del museo un posto dove si praticano i massaggi , per cui approfittando di un riparo dalla pioggia ci siamo avventurati lungo una ripida scalina dove delle ragazze molto cortesi ci hanno fatto accomodare e per una cifra ridicola ci hanno praticato un rilassante massaggio.

La sera siamo andati a cenare in un locale lungo il fronteriver ed è stata una rivelazione perché oltre a mangiare molto bene, la cena è stata allietata da danze tipiche eseguite da bambini tutti vestiti coi costumi tradizionali. Il locale è gestito da alcuni ragazzi cambogiani che col ricavato si occupano dei bambini orfani, facendoli studiare e imparare la loro danza e soprattutto l’inglese. Martedì: Il nostro fido autista ci accompagna da un suo conoscente che ha la barca e facciamo una escursione sul Mekong, dal battello si può osservare comodamente la citta’ notando il contrasto tra i nuovi edifici e quelli in stile Kmer, e potendo anche vedere il luogo destinato ai vietnamiti. Sono delle sensazioni che le parole non possono descrivere, bisogna proprio viverle.

Facciamo un giro per la città e arriviamo al ponte Chruoy Changvar lungo 700 metri e distrutto nel 1975 quando cadde Phon Penh per poi essere ricostruito dai giapponesi. Nel pomeriggio andiamo a trovare i bambini orfani conosciuti la sera prima al ristorante, l’accoglienza di questi bambini ci ha veramente commosso, figuratevi che appena ci hanno visti si sono precipitati in strada ci hanno presi per mano con una contentezza indescrivibile e ci hanno fatto salire nella loro casa, composta da due stanzette dove la sera i maschietti dormono sul pavimento mentre le bambine su una specie di soppalco. Abbiamo portato loro diversi giochi e abbigliamento che ci eravamo portati dietro dall’Italia e non potete immaginare la loro gioia e la tenerezza con cui stringevano quelle cose.

La sera andiamo a cena di nuovo al loro locale, però le danze non sono tutte le sere, e ci deliziamo col cibo che è veramente squisito.

Mercoledì : Sveglia alle 5 per andare in aeroporto a prendere il volo delle 7 per Siem Reap. Il volo è tranquillo e dura circa mezzora, a Siem Reap ci viene a prendere il nostro corrispondente Mr. Paul che ci accompagna all’albergo L’Angkor Reach Hotel lungo Airport Road, l’albergo è carino e le stanze sono ben arredate e soprattutto è tutto per noi. Stranezza di Siem Reap è che ci sono tantissimi alberghi e gesthouse ma non ci sono tanti turisti-. Concordiamo con Mr. Paul in 100 dollari il noleggio del fuoristrada con autista per 5 giorni, e restiamo d’accordo che il pomeriggio avremmo fatto l’escursione al villaggio galleggiante Chong Kneas. Lungo i canali ci sono abitazioni su palafitte prevalentemente abitate da vietnamiti, il mercato si svolge la mattina per cui essendo pomeriggio non troviamo esposizione di mercanzie, dalla nostra imbarcazione possiamo notare che molta gente vive praticamente in barca, la scuola è un edificio di legno completamente sull’acqua ed anche gli uffici governativi sono su dei battelli, dalle loro case la gente ci sorride e ci saluta, lungo il percorso incontriamo canoe cariche di frutta, verdura e attaccate alle case ci sono anche animali domestici dentro delle gabbie anch’esse sull’acqua. Giunti al lago, il marinaio spegne il motore della barca e veniamo sommersi da un silenzio irreale, una sensazione meravigliosa e al tempo stesso da brivido (non siamo abituati a sentire solo assoluto silenzio), mentre rientriamo veniamo circondati da una marea di bambini chi a nuoto chi a bordo di canoe chi dentro delle bacinelle di plastica che festanti ci chiedono qualcosa, al che essendo sempre ben fornita distribuisco dei saponi che riscuotono tantissimo successo. Ci fermiano anche in un bar galleggiante dove in un recinto vengono anche allevati i coccodrilli.

Scesi dalla barca facciamo una passeggiata nella strada principale e la sera andiamo a cenare in uno dei locali di questa strada , dove facendoci consigliare da una signora del tavolo vicino assaggiamo del pesce servito dentro la noce di cocco verde davvero squisito, per la cronaca il prezzo della cena è stato di 3 dollari a persona compreso un boccale di birra.

Giovedì : Oggi cominciamo la visita dei templi di Angkor, il pass d’ingresso costa 20 dollari e vale tre giorni, in effetti è una cifra abbastanza modesta rispetto a quello che visiteremo. (ricordatevi di portare delle foto con voi, servono per il pass).

Angkor comprende circa 100 templi costruiti tra il IX ed il XIII secolo, progettati sulla base di concetti politico-religiosi di origine indiana modificati per essere adattati alle condizioni locali.

Le successive città furono disposte intorno al monte Meru, dimora degli dei . Noi iniziamo a visitare il piccolo circuito lungo 17 kilometri, per non incontrare confusione cominciamo il giro alle nove, partendo al contrario degli altri turisti dal tempio di Angkor Wat. (Importante per visitare i templi è bene farsi accompagnare in macchina come abbiamo fatto noi perché le distanze sono enormi, non vi consiglio di avventurarvi né a piedi né in bicicletta, la temperatura è molto elevata e non vi posso dire che benessere sia avere l’auto con l’aria condizionata).

Dicevo quindi che Angkor Wat è un tempio che vi lascerà senza fiato come è successo a noi, con le sue torri altissime, bassorilievi stupendi è uno dei più bei monumenti che mente umana abbia potuto concepire, fu costruito da Suryavarman II in onore del dio Vihnu nel 1112 e dopo la sua morte fu usato come suo tempio funerario, è circondato da un enorme fossato circoscritto da un muro rettangolare; attraverso un ponte e varcata la porta principale sul lato ovest ci si trova all’interno del recinto, dove un viale lungo 475 metri fiancheggiato da balaustra con motivi di Naga (il serpente protettore di Budda) porta attraverso due eleganti gallerie e due piscine, all’ingresso principale del tempio centrale.

Il tempio centrale è su tre piani, ognuno dei quali comprende una piazza circondata da gallerie collegate tra di loro, gli angoli del secondo e terzo piano sono segnati da torri sormontate da cupole. La torre centrale che si erge per 31 metri sopra il terzo livello dona all’intero complesso una straordinaria leggerezza di proporzioni.



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