La strana vacanza a Zanzibar

Spiagge selvagge, mare incantevole e tanti colori per una vacanza da ripetere in futuro
Partenza il: 01/01/2018
Ritorno il: 12/01/2018
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €
“Confezioniamo” la nostra vacanza invernale con un bel po’ di anticipo, ma proprio così riusciamo a trovare prezzi vantaggiosi. Ci sono 6 mesi di tempo alla partenza, periodo nel quale torniamo studenti e leggiamo qualsiasi cosa su questo arcipelago africano, facente parte della Tanzania. Naturalmente ne parliamo anche con tutti i nostri amici che hanno avuto la medesima fortuna di visitare Zanzibar e buttiamo giù un programma di massima, volo, alloggi, guide, escursioni, insomma tante idee da mettere in pratica. Decidiamo di scoprire entrambe le coste, scelta dovuta alla loro diversità. Il paese di Nungwi si trova nella parte Nord/Ovest dell’isola, diciamo in punta con la spiaggia rivolta verso occidente, turistica, con bella spiaggia e poco interessata dal fenomeno delle maree. Viceversa, la località di Kiwengwa è molto interessata da questo fenomeno tanto da portare il reef a molte centinaia di metri di distanza, pertanto praticamente impossibile fare il bagno durante la bassa marea, se non con apposita escursione in barca. Ha delle grandissime spiagge pressochè selvagge che danno un senso di autenticità della zona. Ognuna delle due parti rimane affascinante, pertanto posso solo consigliare di visitarle entrambe, ovvio! Di solito scrivo i miei diari di viaggio descrivendo le mie giornate in lungo ed in largo, in modo cronologico, ma questa volta voglio solo recensire il più possibile le mie esperienze, dai luoghi alle strutture. Perché? Purtroppo nonostante il periodo top per una vacanza a Zanzibar, abbiamo trovato un tempo pessimo, da non credere. I nostri 12 giorni si sono ridotti ad appena 4 giornate di sole, due appena arrivati e due prima di partire, sembra fatto apposta. Nel mezzo pioggia, mare mosso, forti venti. Diciamo che le stagioni non esistono più, ma qua, per trovare una situazione del genere dobbiamo tornare indietro di 20 anni a sentire chi ci abita. Altrimenti non avrei dato un titolo del genere… E siamo tornati con quel senso di amarezza da non aver vissuto completamente la principale attrazione di Zanzibar, il mare! Nonostante tutto i nostri ricordi sono delle tonalità di questo mare, assaggiato per poco tempo ma pur sempre bellissimo. Altra caratteristica del luogo, sono i beach boys, ragazzi del posto o provenienti dal continente per recuperare qualche soldino con la vendita delle escursioni da poter, forse dover, fare a Zanzibar. Sono insistenti ma anche molto simpatici. Non evitateli, anzi parlate con loro perché potreste passare delle belle ore in loro compagnia piuttosto che nascere un’amicizia! Senza gli zanzibarini, Zanzibar perderebbe un po’ del suo fascino. I loro nomi sono dei più sparati, ma cito solo il mio amico Datch Zanzibar, Arintracciabile su Facebook, senza il quale sarebbe stata una vacanza peggiore! Guida fidata, ottime escursioni e bravo ragazzo! Inizio con il recensire le due strutture avute come base: il GoAsis di Nungwi ed il Marlin Village di Kiwengwa, entrambe consigliate. La premessa è contestualizzare la struttura nel luogo in cui sei, Zanzibar, Tanzania, Africa. Non credo tu possa trovare un posto impeccabile ma solo con un giudizio buono. Il GoAsis si presenta come un piccolo villaggio recintato, dotato di bande (praticamente casette a schiera con camera e bagno), di piccola piscina e una struttura centrale dove potersi riunire per colazione, pranzi, cene e tempo libero. Proprietari gentili e staff cordiale. Dista a 4 minuti dalla spiaggia, raggiungibile da strada sterrata, piena di buche e senza illuminazione notturna. Ma non preoccupatevi, è sicuro al 100%, noi non abbiamo mai percepito situazioni di pericolo, anzi, i locali ci salutavano sempre col sorriso. Anche il Marlin è un piccolo villaggio gestito da italiani, simpatici e gentili. Fronte spiaggia, è dotato di lettini e ombrelloni. Rimane leggermente decentrato rispetto al punto in cui si concentrano praticamente tutti gli altri villaggi e di conseguenza un po’ di “vita”, ma a noi questo non è dispiaciuto. Mentre a Kiwengwa abbiamo praticamente sempre mangiato nel villaggio tranne che in una occasione, a Nungwi la cena era dove capitava. Fantastici ristorantini su spiaggia, alcuni tavoli quasi in acqua, tutti a lume di candela. Il pesce era fresco ovunque, la spesa vantaggiosissima, la qualità l’abbiamo trovata simile da uno all’altro come i lunghissimi tempi di attesa, perché sì, anche questi interminabili tempi di attesa sono una caratteristica di Zanzibar. Provo a ricordarne alcuni, dal mio preferito Waves restaurant (aragosta dello chef eccezionale oltre gamberi, il tutto in salsa di cocco e curry), al pur sempre buon Blu Ocean, passando per il Baraka beach ed il Langi Langi, tutti uno accanto all’altro… Fanalino di coda per il Mama mia, unico di gestione italiana. A Kiwengwa, l’unico provato, è stato il pesce birichino, di ragazza italiana simpaticissima e cordialissima con una qualità da 5 stelle. Tutto molto buono. Le uniche escursioni, tutte da consigliare, che abbiamo potuto fare sono state alla foresta di Jozani per ammirare le scimmie Red Colobus dal dorso rosso, dove lì, hanno trovato il loro unico habitat, ad una spice farm per scoprire le varie piante di spezie coltivate in Zanzibar, Tour in Stone Town, la parte vecchia della capitale dell’isola, nonché città natale di Freddie Mercury e per ultima Prison Island, isola con la vecchia prigione e le tartarughe provenienti dalle Seychelles e Nakupenda, magnifica lingua di sabbia in mezzo al mare cristallino dove pranzare con ottimo pesce fresco. Piccoli negozietti di souvenir, come per i nomi dei beach boys anche qua si gioca di fantasia (Ikea, Coop, MondoConvenienza, Esselunga di Berlusconi…), si possono trovare ovunque, dal centro sterrato di Nungwi alla spiaggia di Kiwengwa. La merce è la medesima: calamite, portachiavi, vestiti, maglie ma soprattuto quadri su tela fatti direttamente da artisti locali. Immancabile l’acquisto di più tele, caffè, spezie e maglietta “originale” della nazionale di Zanzibar! Che altro dire, è una vacanza rilassante anche fatta con il “fai da te”, dove la conoscenza degli zanzibarini incuriosisce fino a mancare una volta tornati a casa, è una medicina per il corpo e la mente che tutti si meritano. Non so se sia Mal d’Africa, qualcosa mi è mancato per la sfortuna del meteo avverso, ma se chiudo gli occhi e penso alle vacanze, sogno ancora di essere su di una spiaggia di Zanzibar, sentirmi chiamare dai miei nuovi amici zanzibarini per due chiacchere poi una cena in riva al mare, dimenticarsi le scarpe e perfino gli infradito. Per tutto quanto raccontato, Hakuna Matata!
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Nakupenda

Venditori sulla spiaggia

I colori del mare

Locali sul mare

Anche senza sole, le giornate si riempono di colori

Tipica imbarcazione zanzibarina

Centri commerciali

Giochi in spiaggia

Tartaruga gigante a Prison Island



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