La Sardegna che stupisce

La vera Sardegna tutta da scoprire: partiti per rilassarci tra mare e natura, torniamo ammaliati da questa terra...
 
Partenza il: 15/06/2013
Ritorno il: 25/06/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Partiamo. L’idea dell’ultima ora è quella di staccare dal tram-tram quotidiano (scandito da lavoro, lavoro e famiglia), per concederci una vacanza all’insegna del relax, della natura e del calore del sole sulla spiaggia visto che quest’anno pare che il meteo si sia guastato. Naturalmente un po’ di attenzione è dovuta anche al portafoglio: una vacanza alla buona, in economia. Si comincia la ricerca seduti davanti ad internet, uno dei tanti portali che offrono bed and breakfast economici. All’inizio della ricerca il portale pubblicizza un b&b in Sardegna, Valle della Luna. Non gli do gran peso se non per la poesia che pare possedere quel luogo, almeno dal nome. Passo un’intera giornata a cercare, filtrare, scartare. L’intera notte.

Il giorno dopo ricomincio e di nuovo è in evidenza sul portale la Valle della Luna, nel paese di Aggius. Questa volta, un po’ sconfortati dall’esito delle ricerche precedenti ci concediamo delle divagazioni. Dove si trova Aggius? Ricerchiamo: Gallura, Sardegna. Il b&b è in campagna, ma vicino al mare ed alla montagna. Il prezzo di una notte è buono, in linea con i nostri desideri. Guardiamo per curiosità i traghetti: prezzi piuttosto alti, ma rapportati al volo aereo low-cost che ci obbligherebbe poi al noleggio di un’auto, sono ancora convenienti. Cerchiamo se il bed and breakfast ha un suo sito e lo troviamo. Le ferie sono vicine e bisogna decidere in fretta: alziamo la cornetta e telefoniamo. All’altro capo del telefono c’è Marino, viaggiatore, scrittore, artista ed oggi pure contadino e gestore del b&b “Su Foghile”, il focolare il lingua sarda. Tra l’altro vecchia conoscenza dei Turisti per Caso. Ci convince accennandoci le possibilità offerte dal luogo e dicendoci con schiettezza che l’ospitalità offerta da lui e dalla sua famiglia è confortevole ma spartana, più vicina allo stile di un ostello che non a quello di un b&b. La disponibilità della camera c’è. D’accordo, partiamo!

La Valle della Luna

Quando lasciamo la litoranea per dirigerci verso Aggius (il traghetto ci ha lasciati circa 60 chilometri fa a Porto Torres), giungiamo al Belvedere della Valle della Luna: l’incanto che si presenta ai nostri occhi bussa prepotente al cuore. La natura si mostra possente nella distesa di verde che ci carezza gli occhi, nei tronchi ruvidi delle sughere antiche piegate da un più atavico vento di maestrale, punteggiata dalle curiose forme delle colline di granito. Qua e là trattori in movimento attendono ai lavori che la vita di campagna necessita nei tradizionali “stazzu”. Ci godiamo per un po’ il panorama, poi ci avviamo alla ricerca del nostro “campo base” (così ci parrà di viverlo nei giorni successivi), ignari che si collochi proprio a pochi minuti da qui, nel panorama che stiamo ammirando.

Alberi Centenari

Arriviamo da Marino e famiglia baciati da un paesaggio collinare-bucolico davvero affascinante. Siamo talmente presi da quest’ambiente al punto di non accorgerci quasi della volpe che ci taglia improvvisamente la strada per darsi alla macchia né dell’enorme sughera che ci accoglie all’ingresso. Ce ne accorgiamo solo mentre scarichiamo i bagagli e chiediamo informazioni ai nostri ospiti su quanti anni abbia. Non ci sanno rispondere con esattezza perché l’albero è lì da prima del loro arrivo. Con buona approssimazione potrebbe avere circa un centinaio d’anni.

Poiché la cosa non pare aver molto peso nelle parole di chi ci accoglie, gli facciamo quest’obbiezione. La risposta ci chiarisce il dubbio: la zona è ricca di testimonianze d’antichi alberi. Ci viene consigliato di visitare a Tempio Pausania la quercia secolare che dà il nome al centro commerciale nella zona industriale, dove è anche possibile visitare uno dei molti sugherifici. A circa 40 minuti da Aggius, inoltre, c’è S’Ozzastru, un olivastro vivente che si stima abbia tra i 3000 ed i 4000 anni, circondato da altri alberi più “giovani” con solo un paio di millenni al proprio attivo.

La curiosità ci spingerebbe a recarci subito in visita da questi BarbAlbero di Tolkiana memoria, ma soprassediamo per un po’ di relax nella pace di questa campagna, con una piccola escursione ad anello di circa quattro chilometri “da casa a casa”. Avremo occasione di vedere i rispettabili vetusti nel corso dei prossimi giorni, compresa un’ennesima sorpresa suggeritaci quasi per caso: la foresta pietrificata di Martis.

Origini arcaiche

La Gallura si scopre colma di antichità che vanno spesso anche oltre nel tempo rispetto ai nostri amici alberi. Qua e là il territorio è disseminato di testimonianze d’antichi popoli, le arcaiche origini delle genti che qui vivono, magari perpetuando riti e tradizioni senza tempo nella vita di tutti i giorni. Questi luoghi, ad essere sinceri, non sono così immediati da trovare, ma se avete la fortuna di esservi un poco indirizzati come è capitato a noi, allora scoprirete un pezzo di Sardegna che non vi aspettavate. O forse, visto che le tradizioni di qui volevano la catena di monti del Limbara quale confine ideale tra “sardi” e “corsicani”, scoprirete un pezzo di Corsica…

Ma veniamo alle vestigia d’altri tempi: nel corso della nostra permanenza abbiamo alternato mezze giornate di relax in campagna o al mare (belle spiagge non troppo note al turismo come Badesi, La Marinedda, Isola Rossa distano solo una mezzora dalla Valle della Luna), a (mezze) giornate di approfondimento culturale.

Sulla strada che da Trinità d’Agultu porta ad Aggius (dove si colloca il Belvedere che abbiamo citato in precedenza e a circa 6 chilometri da esso), si trova il nuraghe Itzana. In buono stato di conservazione ha una struttura complessa che mescola le principali tecniche costruttive dei suoi colleghi nuraghe presenti in Gallura: a tholos e a corridoio. In Sardegna si conoscono ben 7000 nuraghe, di cui ben 22 nel comune di Tempio Pausania. Ed è proprio in questo comune che abbiamo visitato il nuraghe Majori, databile al XV-X secolo avanti Cristo. Entrare atraverso le sue enormi pietre di granito che sembrano posate lì chissà da quale forza sovrumana, incute un certo rispetto. Il rispetto poi si trasforma un poco in timore, quando entriamo nella buia stanza a tholos sulla sinistra, sul soffitto della quale si riposano dei piccoli pipistrelli che hanno preso alloggio in questa bat-caverna…



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