La nostra prima volta in Russia

Noi due sorelle tra cremlini, chiese e icone, boschi, sfarzi imperiali, memoria della rivoluzione d'ottobre e festa del primo maggio
 
Partenza il: 23/04/2015
Ritorno il: 02/05/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Arriviamo all’aeroporto di Mosca di stile essenziale e geometrico dove il colore dominante è il grigio. L’incontro con l’autista veramente esilarante! Signore paffuto di cui abbiamo apprezzato la disponibilità e il garbo nell’attendere che noi ci convincessimo che eravamo proprio noi i suoi clienti, tenendo presente che non parlava una parola di inglese e la nostra comunicazione era primitiva. Arriviamo all’hotel Izmailovo Delta, comodo molto vicino alla stazione della metropolitana, dopo aver attraversato una periferia vasta caratterizzata da edilizia popolare del periodo staliniano, di case, fabbriche, centri IKEA, Metro, Castorama, traffico allucinante, tempo di percorrenza tra l’aeroporto e l’hotel circa due ore. Primo giorno, iniziamo la visita a Mosca. In albergo viene a prenderci il dinamico e originale Ugo referente/manager dell’agenzia Sanpietroburbo.it. Visitiamo le più belle ed interessanti stazioni della metropolitana. Ci colpisce subito la maestosità, l’imponenza e l’eleganza di queste.

Una stazione è dedicata alla lotta partigiana che bloccò l’ingresso dei tedeschi a Mosca, un’altra è dedicata alla importanza della diffusione della elettricità come condizione di progresso voluta da Stalin. Ancora una dedicata alla Ucraina; il tessuto economico di quest’ultimo paese era molto diverso da quello russo, piccoli appezzamenti di terra di proprietà di piccoli proprietari. In questo contesto la collettivizzazione della proprietà generava conflitti, il messaggio era quello che questa scelta poteva tradursi in vantaggi anche per l’ucraina. Si vede a proposito la figura di un agronomo che seleziona il grano e contribuisce alla valorizzazione delle produzioni agricole. Un’altra stazione dedicata al paese felice e armonioso, in fondo un grande affresco che raffigura un gruppo di persone in festa e lungo le pareti immagini di artisti, musicisti, pittori e letterati. Come a dire anche nel mondo socialista, le individualità eccellenti, i geni possono coesistere con il pensiero socialista.

Tutte le stazioni sono addobbate da lampioni bellissimi di varie dimensioni lavorati con materiali molto pregiati.

Poi la Piazza Rossa, ingresso al Cremlino con la visita alle tre chiese ortodosse, l’una dedicata ai matrimoni degli zar, l’altra che conserva le spoglie di zar e patriarchi, un’altra dedicata ai riti dei cadetti, un’altra dedicata alle mogli degli zar. In fondo alla piazza Rossa sorge la cattedrale di San Basilio voluta da Ivan il terribile per celebrare la sua vittoria contro i tartari. L’interno è affrescato di immagini di carattere religioso e bucoliche. Le varie cupole sono collegate da cunicoli e strettoie, sembra di stare in una fortezza. Ci ha colpito che i santi sono raffigurati appena coperti con lunghe barbe come eremiti privati di tutto o come guerrieri. Quindi come soggetti estremi. Scopo della religione ortodossa non è il proselitismo ma la preghiera e anche la difesa della religione stessa. Abbiamo visitato poi i magazzini GUM, luogo commerciale per eccellenza! Al piano terra ci sono richiami alla storia russa mediante vecchie foto fermate con le mollette dei panni ad un sottile filo e poi alberelli e panchine dal sapore domestico. Fa da sottofondo una musica russa trionfale. In piazza erano in corso grandi lavori, pensavamo di preparazione della festa del 1 maggio, poi dopo aver visto i festeggiamenti del settantesimo della vittoria sul nazismo abbiamo capito la ragione. A fine giornata andiamo a vedere la chiesa di Cristo Salvatore, rasa al suolo da Stalin per realizzare una grande piscina termale, aperta a tutti e gratis. Proprio lì! Solo trent’anni fa, all’inizio della perestroika, è stata riscostruita.

Il giorno successivo in grande libertà ci siamo cimentate con l’alfabeto cirillico e siamo andate in giro a visitare il parco Gorky situato lungo il fiume Moscova. Lungo il percorso abbiamo visto la galleria Tretyakov dove ammirare le icone, studiare i quadri dei Peredvizhniki e contemplare le opere dell’avanguardia russa. Il parco molto ampio con tanto verde e pieno di panchine, pulitissimo, con ampi spazi dove poter pattinare, il laghetto e qualche punto di ristoro, ci è parso un luogo dove potersi rilassare, fare sport, fruibile a tutti e non un luogo di consumo e nulla più.

In generale nel centro della città di Mosca non abbiamo visto una vera e propria rete commerciale, è la città della memoria, della storia e degli eroi!

Nel pomeriggio visitiamo il museo dell’armeria, uno spaccato della storia degli zar, del loro sfarzo e delle loro enormi ricchezze. Vangelari intarsiati dalle pietre più preziose, candelabri e vassoi luccicanti di materiale prezioso, carrozze degli zar e dei loro figli, le carrozze piccole venivano trainate da nani, la slitta usata da Caterina II trainata da decine di cavalli per il trasferimento da Mosca a San Pietroburgo per la sua incoronazione. Costumi e abiti di stampo orientale e cuciti secondo la tecnica del cucito italiano. C’è poi una sala dedicata alle armature da guerra russe, orientali e occidentali. Dopo aver visto tanto sfarzo e ricchezza detenuta da pochissimi, il resto erano servi della gleba, si capiscono anche le ragioni della rivoluzione d’ottobre.

Nei giorni di permanenza a Mosca abbiamo pranzato da Elki-Palki Via Noviy Arbat all’angolo di Arbatsky – metro Arbatskaya- 8-15 euro, pranzo a buffet e alla card. Consiglito!

Il giorno seguente si parte per l’anello d’oro. Durante il percorso in macchina da Mosca all’anello d’oro, nella zona limitrofa alla città file e file di case sempre grigie, fabbriche e luoghi dove ci spiegava il referente dell’agenzia ci sono ancora oggi laboratori di ricerca spaziali, centri per intercettare i satelliti, mimetizzati tra tante altre costruzioni, così come succedeva al tempo della guerra fredda. Arriviamo a Sergiev Posad, patrimonio dell’umanità, luogo di pellegrinaggio del mondo ortodosso. I pellegrini arrivano e con fare molto devoto si mettono in fila per entrare nelle chiese, baciano i piedi di San Sergio e lasciano lì dei bigliettini con le loro preghiere e desideri, questi saranno poi letti dal pope durante il rito religioso. La chiesa è riccamente affrescata con le immagini dei santi eremiti e guerrieri, su una intera parete è raffigurato il paradiso e l’inferno e la lotta continua tra bene e male, e quindi angeli che scacciano i diavoli.

Arrivo a Rostov, piccola cittadina con l’aria del villaggio. Visitiamo il Cremlino, il più vecchio e antico di quelli visti. L’area all’interno del Cremlino è spesso utilizzata per coreografia cinematografiche. Nella zona centrale una vecchia chiesa con diverse campane alla sommità, campane di varie dimensioni che vengono suonate tutt’oggi a mano da un campanaro. Le chiese hanno sulle cupole delle stelline e il verde, il bianco e il grigio sono i colori dominanti. Una delle chiese è all’interno in legno ed è in restauro. Tutt’intorno mercatini artigianali dove si vendono coloratissime matriosche, centrini, tessuti, piatti decorati. Tutto questo è bellissimo! Andiamo a mangiare in un posticino accogliente, arredato in stile russo e dover poter mangiare piatti della cucina russa che consigliamo vivamente: Aliosha Popovich – AAELLia HoHoBNY Poctov. 1 Ulitsa Karla Marxa Rostov.



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