La nostra Prima Thailandia: nord, mare e Bangkok

Tour di 18 giorni emozionanti fra voli, bus, tosse feroce e tante meraviglie
 
Partenza il: 25/12/2019
Ritorno il: 10/01/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

29.12.19 SUKHOTHAI Distanza 300km circa, ci spostiamo dal Cozytel verso le 7 del mattino al luogo di ritrovo del mini bus usando per la prima volta il servizio “Grab” (la Uber Tailandese), scaricandone l’applicazione: ottimo servizio, alla seconda richiesta troviamo una ragazza solerte che ci porta al luogo di partenza del pulmino per 74 Bath. Lo spostamento lo faremo con “Go Asia” (18€ a testa) prenotato dall’Italia: viaggiamo molto comodamente in 4 ore e mezza ed essendo domenica non abbiamo neanche trovato traffico. La “Old City Guest house” si trova di fronte alla fermata del minibus (che…. fortuna!). Stanza spartana ma pulitissima, dove ci fermeremo per 2 notti (1000Bath). Sembra di essere in un villaggio del vecchio West! Il caldo è tremendo e decidiamo di pranzare lì vicino al “Cup of Coffee”: il migliore della tristissima proposta di Old Sukhotai. Alle 16.30 affittiamo le biciclette (fino alle 17 del giorno dopo) per 50 Bath l’una. Entriamo nel Parco Archeologico (sito UNESCO), e capiamo da subito il motivo: è di una bellezza mozzafiato. L’ ingresso è gratuito in questi giorni per via dei festeggiamenti di Capodanno che qui iniziano dal 29 dicembre, quindi paghiamo fortunatamente solo 20 Bath d’ingresso per le biciclette. Iniziano le sorprese e l’atmosfera idilliaca è palpabile: i Buddha sono di una bellezza stupefacente e la luce che via via va cambiando li rende insieme ai laghetti con i fior di loto, ai canali, ai cinguettii inusuali, un luogo indimenticabile. Cala il silenzio e la pace interiore sale. Con l’imbrunire riusciamo a godere dei chedi e dei resti dei templi in stile Khmer. Non scrivo i nomi perché non me li ricordo ma sulle mappe agli ingressi troverete tutto: noi li abbiamo passati “a pettine” e, non paghi, li abbiamo visitati nuovamente il giorno dopo. Usciamo dopo circa 2 ore con l’aria che nel frattempo si era un po’ rinfrescata (consiglio caldamente la bicicletta dal momento che a piedi ci vorrebbero molte più ore e tenuta fisica). All’uscita musica a tutto volume e mercato in pieno fermento: qui l’ultimo dell’anno si festeggia per ben 3 giorni! Ceniamo in un ristorantino diverso ma la musica non cambia: un ‘ora d’ attesa per un triste Pad Thai e un untissimo maiale arrosto. Sconfortati e sfiniti dalla giornata (gli sbalzi termici ci hanno ridotto a due rottami) andiamo a dormire verso le 21.30.

30.12.19 SUKHOTAI Ci svegliamo ai primi canti del gallo (ce ne sono parecchi) e dopo la colazione, verso le 7.30, ci dirigiamo verso il sito più lontano dell’ampia zona archeologica. Al ticket ci guardano in maniera compassionevole, ma con la piacevolissima aria fresca e l‘atmosfera bucolica del posto arriviamo al Buddha sulla collina What Shapan Hin in circa 20 minuti. Troviamo solo altri 2 turisti e saliamo in 10 minuti al tempio che è meraviglioso. Un luogo solitario, ricco di spiritualità, maestoso. Non perdetevelo!!! Riprendiamo le bici e proseguiamo ancora per poco per vedere alcuni chedi, e torniamo dalla stessa strada puntando sul Wat Si Chum (molto più frequentato). Grazie ad un intervento di ricostruzione abbiamo avuto modo di vedere il tempio quasi integro, e ci siamo potuti rendere conto della sua magnificenza. Il Buddha è gigantesco (la sua solo mano è ben più grande di una figura umana) e il nostro stupore è enorme. Vicino si trova un’isola con resti di templi in stile Khmer What Phai Luang, magnifico! Torniamo verso ” casa” ammirando un tempio con gli elefanti (il What Korashak), bellissimo. Pranziamo all’ “Old City Café” ma oltre al cibo approssimativo le cameriere sono anche piuttosto scortesi: food survival!!! Evitatelo se potete. Facciamo quindi un salto al mercato, ricco di offerte culinarie (di cui alcune ben poco allettanti, come le fettine di carne e pesci stesi in bella vista ed esposti ad una temperatura di 35°C e mosche a volontà: sicuramente i thailandesi hanno anticorpi diversi dai nostri. Dopo una mega siesta usciamo a piedi per goderci la luce della sera e rivedere i luoghi magici più vicini. Ci godiamo un tramonto commovente e tanti particolari sfuggiti la sera prima a causa del buio. Un’ orchestra d’archi e percussioni ci tiene compagnia e i banchetti delle cibarie sono anche oggi in pieno fermento. Lunghi tappeti rossi sono distesi sul prato e la gente si siede lì per ascoltare il concerto, altre persone prendono d’assalto le numerosissime proposte culinarie. Ci buttiamo anche noi nella mischia, anche se sono da poco passate le sei: io scelgo un Pad Thai molto buono ma un po’ troppo piccante per i miei gusti (lo finirà il mio compagno) che oltre a quella si è mangiato il suo piatto dal sapore strano e piccantissimo per 100 Bath in tutto. Ancora affamata ho voluto provare un arrosticino da 10 Bath ma non era proprio serata… al secondo boccone ho ceduto, terribile consistenza simile alla cartilagine, penso fossero cotiche… O… boh!! E chi lo sa cosa mi sono mangiata? Starò più attenta la prossima volta!!! Ahimè…ho rivisto gli spiedini pseudo pancetta a Bangkok e c’era scritto “Crocodile Dorsal”… bleeeeeeeeeeeh! Di Sukhothai ricorderò il meraviglioso sito Archeologico (certo non i ristorantini, molto scadenti), il paesello è una via (e anche corta), nato per accogliere i visitatori.

31.12 AYUTTHAYA Partenza con il Bus alle 7.35 (344 Bath). Questa mattina ci aspetta il trasferimento più impegnativo: il bus per fortuna è grande e ben tenuto (prima classe con bagno). Siamo solo in 5 alla partenza ma ci saranno molte fermate, e il bus si riempirà presto. Dopo tre ore di viaggio ci fermiamo per 20 minuti in un terminal dei bus, dove abbiamo dei buoni sconto per mangiare inclusi nel biglietto. Sono le 10.30 e uno spuntino ci sta proprio (oltre all‘omaggio iniziale consistente in un buon biscotto al cioccolato e ad una bottiglietta d’acqua). Vado nei bagni del terminal, molto diversi dall‘autogrill dello spostamento precedente!!! Qui manca lo sciacquone ma c’è un “punto acqua” a parte dove, con un raccoglitore di plastica, in teoria si dovrebbero raccogliere mestolate di acqua per far defluire la pipì. Questo in teoria, perché nella pratica… non l’ho fatto e sono scappata via! Una volta uscita mi cade l’occhio sui bagni maschili: senza porte, piastrellati, e con solo un piccolo divisorio tra un bagno e l’altro! Quel furbone del mio compagno, avendo fatto esperienza con i bagni pubblici in Cina, decide di fare pipì sul bus. A proposito, siamo gli unici occidentali di tutto il viaggio! Decidiamo di mangiare una pagnottina bianca di pasta cotta a vapore con una polpetta dentro (Il “baozi”): buona ed economica (10 Bath per 4 pezzi). Questa è la Thailandia non turistica e noi inconsapevolmente ci finiamo dentro e ci riflettiamo sopra. Arriviamo ad Ayutthaya alle 14.15 e nonostante le oltre 6 ore di viaggio, siamo contenti di aver fatto questa scelta: abbiamo dormito e siamo riusciti anche a goderci il panorama. Scendiamo ad un bus-stop e un taxista ci raggiunge proponendosi di portarci alla Guest house per 200Bath. Il “Baan Luang Huarn” (1.034 Bath) è una meraviglia. Che bello festeggiare l’ultimo dell’anno in un luogo così delizioso: ce ne innamoriamo subito. Il proprietario ci accoglie con un succo di frutta dandoci tra l’altro molte informazioni preziose. Persona meticolosa, apprezziamo da subito la passione che mette nel suo lavoro. La reception è su una casa a palafitta, sopra un laghetto pieno di fior di loto. Il luogo è tranquillissimo con piccoli e graziosi bungalow provvisti di tutto il necessario. Il proprietario ci propone un servizio di giro in barca e si offre anche di chiamare il Tuc-Tuc (gratuito) con il quale arrivare al molo per il giro in barca, il tutto per 200 Bath. Non ci par vero e accettiamo subito! Dopo il lungo viaggio ed una notte insonne causa tosse feroce abbiamo bisogno di essere scarrozzati! Il giro con la barca dura 2 ore: facciamo 3 soste da 20 minuti ciascuna visitando prima un tempio affollatissimo con un big Buddha, poi un complesso con stupa bianchi molto alti ed imponenti (moderni) ed infine uno stupa molto più antico, il What Chai Watthanaram (in stile Khmer). Spettacolare! Ci saremmo rimasti per molto più tempo. Con la luce del tramonto, tutti quegli stupa erano commoventi nel loro fascino, come d’altronde anche i bambini che facevano il bagno ed i pescatori che abbiamo visto lungo tutto il percorso. Vi consiglio di fermarvi ad Ayutthaya e di godervela tutta, ma soprattutto di fare il giro con la barca al tramonto. Arrivando in giornata da Bangkok tutto questo si perde. Per finire l’anno in bellezza ordiniamo una cena giapponese a domicilio nella pace del nostro Bungalow.

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Sontaeg

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Phuket

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Ayutthaya la nostra dimora



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