La nostra prima Africa 2

Il Kenya tra Watamu, Tsave East e Amboseli
 
Partenza il: 27/01/2014
Ritorno il: 05/02/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Arriviamo fino al bivio per Gede, giriamo a destra e in poco tempo siamo a Timboni. Qui finalmente conosciamo Ombretta, fuori dal suo ristorante. Ci inonda con la sua simpatia romagnola e ci da due frittelline da portare a casa, così da tapparci un po’ il buco nello stomaco che ormai avevamo. Ci diamo appuntamento per la sera, lì da lei allo Swahili Cafè.

Raggiungiamo quindi Fabio’s House, la casa dove alloggeremo durante il nostro soggiorno. E’ proprio a 5 minuti di macchina dal ristorante di Ombretta e ad altrettanti 5 minuti dalle spiagge. Quando da Timboni si arriva all’incrocio con la strada principale che porta a tutti i resort, bisogna girare a sinistra, si oltrepassa il bivio con la strada principale di Watamu e dopo poco si gira nuovamente a sinistra, in una stradina sterrata. Da soli non è facilissima da trovare, come tutte le case private del resto, perché non ci sono indicazioni come per i resort, ma vedrete che riuscirete ben presto ad orientarvi. Tutte le case private sono recintate da alte mura, per evitare incursioni notturne o peggio, durante i periodi in cui i proprietari non sono in casa.

Un grosso portone di legno scuro si apre ed eccoci finalmente a Fabio’s House: un paradiso. Ci vengono ad accogliere Ida e Chris, i padroni di casa, insieme allo staff, Kasimu che si occupa dei giardini e vive lì nella dependance, il nostro guerriero Masai che farà la guardia notturna dalle 18.00 alle 6.00 (tutte le case ne hanno uno e spesso anche i negozianti ne assumono uno in società, per la sorveglianza notturna) e Mauro, pescatore e amico dei padroni di casa. In men che non si dica abbiamo un cocco in mano con tanto di cannuccia e ci vengono offerti anche dei dolci locali, buonissimi e speziati. Accoglienza da 5 stelle. Portiamo i bagagli in camera e salutiamo l’autista. Dopodiché iniziamo ad esplorare la casa insieme alla padrona: è un posto meraviglioso, noi abbiamo la camera al piano terra (Kipepeo, la camera della farfalla, in swahili), mentre al piano superiore ce ne sono altre 3 (in una ci vivono i proprietari), più una bellissima veranda con divani e tavoli in tek, cuscini coloratissimi e conchiglie dappertutto. Il tetto è rigorosamente in makuti e sul retro della casa c’è una bellissima vista sulla giungla.

Al piano terra, oltre alla nostra camera, ci sono la lavanderia e la cucina, ad uso comune di tutti. Tutto è arredato in stile swahili e la padrona di casa, pittrice, ha dato il suo contributo a tutta la casa, dipingendo i muri delle stanze e recuperando insieme a Chris tutti i mobili della precedente proprietà, che aveva lasciato un po’ andare in rovina il tutto. Il giardino intorno alla piscina è curatissimo, boungaville e alberi di frangipane fanno da cornice e accanto alla piscina c’è anche un gazebo sempre con tetto in makuti dove prenderemo la colazione. Per dormire qui spenderemo 50 euro a notte in due, colazione compresa.

Ci riposiamo un po’, doccia e poi raggiungiamo lo Swahili Cafè per la cena. C’è una bella veranda con tende colorate gialle e arancioni, tutto pulitissimo. Salutiamo la titolare dell’agenzia e ci facciamo consigliare qualcosa per cena. Optiamo per delle samosas come “aperitivo” (piccoli triangolini di pasta fillo ripieni di carne, verdure o pomodoro e mozzarella, fritti), gustosissime e poi prendiamo del king fish e calamari alla griglia con patatine. Due bottigliette d’acqua e due caffè, spesa 1500 ksh. Alle 22 siamo a letto, stanchi del viaggio.



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