La nostra luna di miele in Giappone

Giappone, una terra dalla bellezza sussurrata e non urlata. La bellezza sta nelle piccole cose come i loro cibi preparati ad arte in questi minuscoli piattini.
Scritto da: mantosan
la nostra luna di miele in giappone
Partenza il: 26/12/2009
Ritorno il: 11/01/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

26 Dicembre, 2009

ore 9.00 papà e mamma ci vengono a prendere a casa per accompagnarci in aeroporto. Facciamo il check in fino a Tokyo. Ore 11.00 partiamo per Roma dove arriviamo verso le 12 e qualcosa. Il nostro volo per Alitalia Tokyo parte dal terminal credo C quello al quale si arriva con il trenino senza conducente. Le ultime telefonate ed il nostro volo parte puntuale alle 15.00. Ore di volo: circa 13. Fortunatamente eravamo nella fila a tre posti ed il terzo posto era vuoto!

27 Dicembre, 2009

ore 11.30 a.m. a Tokyo un po’ scombussolati per il lungo viaggio andato però benissimo e trascorso a leggere le guide. Aspettiamo un’oretta in aeroporto in attesa che il nostro Limousine bus partisse. Tempo del tragitto: circa 1 h. Comodissimo, si trova agli arrivi proprio di fronte la porta di uscita. Insomma arriviamo in hotel – Ana hotel Intercontinental nel quartiere di Akasaka– verso le 14.30 talmente stanchi che ci addormentiamo per un paio d’ore. Al risveglio, ormai ora di cena, giriamo un po’ l’hotel e chiediamo dove andare a mangiare. Andiamo così a Roppongi, uno dei quartieri più vivi di Tokyo di notte. Tutte le insegne sono in giapponese, schermi giganti proiettano cartoni, gente rigorosamente giapponese super alla moda pronta per una lunga notte. Le ragazze stranamente con il buio indossano gli occhiali da sole (poi ci accorgeremo che invece di giorno non li usano così tanto come di notte!). Ci imbattiamo nell’Hard Rock Cafè, nella Fujifilm tower ed in un centro commerciale elegantissimo, Galleria, dove tutte le firme più importanti sono presenti. Nella strada vediamo anche l’ingresso del famoso ristorante italiano Sabatini ma con prezzi decisamente giapponesi. Ritorniamo sui nostri passi per andare a cena in un locale che ci aveva ispirato e nel quale ci eravamo messi in lista. Una volta entrati il cameriere ci ha riconosciuti ed ha esclamato “Mantosan”. Siamo in Giappone! Ci accomodiamo al piano superiore, seduti al bancone dietro al quale un elegante chef preparava piatti incredibili. Ordiniamo entrambi Udon in brodo io con il tofu fritto e dani con la tempura di pesce e verdura, sushimi come antipasto e sake caldo. Tutto buonissimo ma il problema grandissimo è mangiare con le bacchette!!!!tra una cosa e l’altra non so come ma ce l’abbiamo fatta!

28 Dicembre, 2009

colazione in un caffè bar vicino all’hotel e metro per Ginza. La macchinetta per fare i biglietti della metro non sembra facilissima come in realtà è, ma un tipo della metro ci da una mano. Arriviamo a Ginza un po’ presto, infatti non tutti i negozi sono ancora aperti. Poi impariamo che in Giappone al mattino l’orario di apertura è tra le 10.00 e le 11.00. Ginza è il cuore della Tokyo occidentalizzata, paradiso degli amanti dello shopping.

Comunque iniziamo a girare tra gli immensi palazzi. Ogni marchio di lusso esistente ha lì un proprio palazzo con il proprio stile (Armani, Apple, Gucci, Hermes, Mikimoto, Cartier, Bulgari, Fendi, il Sony showroom e tutti i più importanti department stores com Matsuya e Matsukoshi). Rimaniamo incantati dai fiorai con i loro ikebana, dalle cartolerie con gli infiniti biglietti, carte da lettere, set per origami, adesivi e tutti ciò che ci si possa immaginare, dai dolci, dagli oggetti augurali e decorativi, dalle scatole di bento (scatole generalmente in legno a scomparti contenenti cibo per il pranzo). Arriviamo anche all’affollatissimo incrocio di Yon-chome che però non è così affollato! Andiamo a vedere il teatro Kabuki-za che purtroppo nel periodo in cui siamo noi a Tokyo non prevede rappresentazioni. Poi andiamo a visitare il Tokyo International Forum (centro culturale) e ci dirigiamo verso il palazzo imperiale immerso in un bellissimo giardino – un’oasi tra i grattacieli. Lì vediamo la prima giapponese vestita in kimono.Bella! Il ponte Nijubashi, simbolo della zona è un incantevole ponte in pietra a doppia campata.

Giriamo poi ancora intorno al quartiere e nei pressi della stazione dove siamo andati a cambiare il nostro Japan Rail Pass. Ci imbattiamo in una zona molto carina, ricca di bistrot e patisserie, sembra di essere in un angolo di Parigi. Strada facendo verso l’albergo facciamo una sosta al piano del “mercato” di Takashimaya dove Dani si compra un bento a base di sushi che si è poi mangiato in hotel. Di sera usciamo e decidiamo di esplorare Shinjuku est – sinonimo di svago – ed in particolare i piccoli bar della Golden Gai ed il quartiere a luci rosse di Kabukicho dove si trovano hostess bar e infinite sale di pachinko. In mezzo sempre a palazzoni e grattacieli ci si ritrova nelle stradine di Golden Gai, una serie di case e locande microscopiche dove i Giapponesi vanno a bere dopo lavoro. Si tratta alle volte di locande talmente minuscole da ospitar solo un bancone. Da lì si arriva nella zona hot di Kabukicho dove ceniamo in una “taverna” dove si ordina attraverso una machinetta tipo slot machine tutta in giapponese. Poi comunque si cena attorno ad un bancone in circa 10 minuti dove il piatto principale consiste in tagliolini in brodo miso che tutti attorno a noi, dopo averli portati alla bocca con le bacchette, li succhiano rumorosamente con tutto il brodo. Che ridere!

29 Dicembre, 2009

meta: mercato del pesce Tsukuji. Purtroppo – anche se l’intezione c’era – non abbiamo assistito all’asta del mattino in qanto in questo periodo dell’anno dicono affollato dai turisti non piace avere visite. E’ considerato il più grande luogo di compravendita di pesce al mondo e merita di essere visitato.Tutti i pesci hanno dimensioni direi esagerate, soprattutto i calamari, le seppie, i polpi ed i granchi. Poi tanti tonni. Alla fine del mercato tutti i giapponesi si mettono rigorosamente in fila dietro le porte scorrevoli e le tendine di localini dove evidentemente servivano prelibatezze appena pescate!!! Dopo il mercato abbiamo preso la metro ed abbiamo raggiunto la stazione di Shiodome dove si prende la linea Turikamone -il trenino monorotaia fino all’isola artificiale di Obaida. E’ anche un modo per ammirare la baia di Tokyo ed il Rainbow Bridge. Dopo siamo andati a Shinjuku ovest – area tra le più lussuose della città.Abbiamo percorso la Takeshita dori, la strada di tendenza per i teenagers, visitato il santuario Meiji – il più importante luogo di culto scintoista di Tpkyo – e poi Omotesando, Harajuku e Minami Aoyama con i suoi viali alberati, le costruzioni dei migliori architetti mondiali ed i suoi eleganti negozi (anche qui tutte le più grandi firme). Qui abbiamo avuto la prima esperienza di banca giapponese per un cambio. Alla fine dell’operazione ci hanno regalato la solita salviettina in una sacchetto con disegnato Hello Kitty. Ci siamo fermati per uno spuntino in un locale con il nastro girevole dove il costo dipendeva dal colore del piattino scelto e dalla quantità ordinata. Dopo la breve pausa ristoratrice ci siamo addentrati nelle stradine laterali costellate da costruzioni basse che ospitano boutique di giovani stilisti. L’atmosfera era quella di una biennale d’arte!



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