La mia Sardegna: un tour col pensiero dopo anni di viaggi…

Un imprevisto fa saltare la mia consueta vacanza in Sardegna, in provincia di Oristano, in un luogo ancora autentico al quale sono profondamente affezionata. Nel giorno della mancata partenza ho scritto questo diario, indicando luoghi, emozioni es esperienze di viaggi già vissuti e che avrei potuto rivivere. Mare e non solo, lontano dal turismo...
 
Partenza il: 07/07/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Quest’estate a 10 giorni dalla partenza, mio marito si blocca con la schiena, ernia del disco, così le nostre consuete vacanze per l’amata Sardegna saltano. Saremmo dovuti partire oggi, con Ryan air da Treviso a Cagliari e rimanerci per circa due settimane. Chiaramente il biglietto non ci sarà rimborsato, in quanto non abbiamo pagato la minima assicurazione per il rimborso. Il nostro progetto di viaggio era questo: 3 notti a Baia delle Stelle vicino Villasimius, zona che non conosciamo e il resto dei giorni di permanenza in provincia di Oristano nella tipica casetta di mia zia presso il paese di Cuglieri, nel Montiferru, a 12 km dal mare, un paese che frequento da quando ho 13 anni e a cui sono fortemente affezionata; un luogo in cui il tempo scorre lento, nei volti dei numerosi anziani che lo abitano e trascorrono i pomeriggi nelle piazzette riuniti, per i quali la frase più frequente è ” C’è tempo…”, e che non negano mai un saluto. Il fascino di questi luoghi ha contagiato anche mio marito che potrei dire soffrire di un vero e proprio “mal di Sardegna”.

Da sempre Cuglieri rappresenta la base delle nostre permanenze, è un paese adagiato sul fianco di un monte, in un ambiente particolarmente verde e rigoglioso. Il Montiferru è infatti ricco di sorgenti d’acqua, l’importanza delle fonti è valorizzata da segnalazioni turistiche. La passeggiata serale alla fonte di Tiu Memmere per gli abitanti del luogo è un must, si trova ai piedi del “monte” in una zona fresca e arieggiata; è una fonte, si dice dalle proprietà curative, dove un tempo le lavandaie lavavano i panni, attorno alla quale sono nate molte leggende e racconti (e meta di una singolare processione che si tiene a fine giugno, S’Abba Muda, durante la quale i partecipanti che si dispongono ai lati della strada per lasciare spazio in centro agli spiriti dei defunti, non devono assolutamente parlare e non voltarsi indietro dopo aver raggiunto la fonte) . Una grande basilica di gusto spagnolo domina il paese, è la chiesa di Santa Maria della Neve, meta di pellegrinaggi. Dal piazzale della Chiesa si gode di un panorama stupendo che degrada fino al mare e abbraccia il golfo di Bosa sino al promontorio di Capo Marragiu. Nella prima settimana di agosto si tiene una festa strepitosa in onore di Santa Maria, che culmina il cinque con una sentita e commovente processione e con gli interminabili e poderosi fuochi artificiali. Da Cuglieri si raggiunge la costa verso sud in 10 minuti di auto, la spiaggia più vicina è Santa Caterina di Pittinuri, una baia racchiusa da falesie dorate sinuosamente adagiate a delineare quasi i fianchi di una donna stesa; il fondo è ciottoloso, meglio indossare le scarpette di gomma per entrare in acqua. Il fondale è ricco di pesci anche a basse profondità, per cui fare snorkeling è divertente! Qui la sera si può mangiare un’ ottima pizza a prezzi modici presso il chiosco dei fratelli Manca a 5 metri dal mare, o presso la terrazza del ristorante La scogliera che infrange proprio le onde del mare, forse costruito in anni in cui l’abusivismo dominava. Circa 500 m prima del borgo di S. Caterina, da Cuglieri, quindi lungo l’Occidentale Sarda, se si svolta a destra seguendo il cartello Hotel La Baia, si giunge in un luogo alquanto particolare, chiamato “ Su Riu e sa Ide”, delle vere e proprie piscine naturali tra levigate falesie, 200 m di sentiero portano ad un mare azzurrissimo e ai suoi suggestivi fondali. A meno di cinque minuti da Santa Caterina si trova il paese di S’Archittu, il disordine delle abitazioni costruite senza uno stile preciso, un po’ “sgarruppate”, viene ripagato dalla bellissima passeggiata sul lungomare che si apre sugli isolotti prospicienti e sulla graziosa baia di Torre del Pozzo e dallo spettacolo naturale dell’arco, appunto s’archittu, scavato dal mare nella roccia bianca; è emozionante attraversarlo a nuoto e divertente farlo in canoa, che è possibile affittare proprio sul lungomare. La sera tale lungomare si accende di luci e di localini per mangiare e prendere un drink e un gelato in riva al mare. Consiglio il ristorante Alta marea, molto accogliente. Una bella strada panoramica conduce poi in pochi minuti alla spiaggia di Is Arenas, 6 km di litorale sabbioso dorato ed estremamente selvaggio e deserto in ogni periodo dell’anno, poco adatto al bagno nei giorni di maestrale che a volte in questa spiaggia la fa da padrone, ma paradiso per i surfisti e i pescatori. Dietro la spiaggia si sviluppa una sterminata pineta; i profumi di pino, acacia, rosmarino, lentisco, asfodelo e ginestre inebriano; ogni qual volta mi reco “da Bastiano” per una birra fresca e un tramonto gratis, come recita una scritta sopra al bancone, mi ubriaco letteralmente di questi aromi, mescolati al pulviscolo del mare…. Da qui in poi, verso sud inizia la favolosa penisola del Sinis, con le sue acque cristalline, le sue pianure, i suoi stagni e i fenicotteri, la sua archeologia, la sua meraviglia… ma del Sinis ne abbiamo già sentito parlare, anche nel vostro giornale che ne ha dedicato un intero diario di viaggio.. Preferisco tornare a Cuglieri e percorrere l’Occidentale Sarda in direzione Nord, verso Bosa per intenderci. Si percorre una affascinante strada in mezzo alla campagna, dalla quale si gode di un bellissimo colpo d’occhio sul paese di Cugleri dominato dalla basilica, si attraversa qualche passaggio e livello incustodito e si arriva a Tresnuraghes, paese sviluppato lungo la strada principale. Seguendo le indicazioni per la chiesetta di S Pietro, senza lasciarsi scoraggiare dagli sterrati un po’ impervi, tra greggi di pecore al pascolo ed eleganti upupe, si giunge a Punta Foghe, un posto di straordinaria bellezza, dove la natura regna sovrana, una terra di fine, una scogliera irlandese, un canyon, un fiume e una torre aragonese…. Un luogo forte, dove i vostri sensi si confondono, dove vi sentite estraniati e confusi dall’unione di tutti questi elementi; da contemplazione.. Ritornando a Tresnuraghes si prosegue verso porto Alabe, sabbia piuttosto grossa e dorata, vasta baia delimitata da una scogliera basaltica, non ci sono assolutamente problemi di calca. Se si desidera stare in completa solitudine basta salire sulla scogliera attraverso il sentiero immerso nella macchia, proseguire per dieci minuti in quota, si raggiungeranno delle baie in parte rocciose dove la privacy è assicurata, alle vostre spalle monti verdi e profumati… E se il maestrale infuria, vi consiglio la marina di Magomadas, il mare darà spettacolo, con enormi cavalloni mentre potrete stare riparati vicino alle rocce, la meraviglia è assicurata. Oltre Magomadas e Santa Maria del mare, inizia il litorale di Bosa, più conosciuto e maggiormente frequentato, ma anche questo lo conoscete già.. In definitiva, quella che ho descritto, è una terra ancora lontana dai flussi turistici, con poche strutture di alto livello, ma dove le tante leggende dei popoli nuragici e una storia carica di tradizione e religiosità, rendono questi luoghi unici e veri.



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