La mia Limnos, un’isola per pochi

Chi ne ha saputo cogliere la bellezza ne è un po’ geloso; un signore greco conosciuto sul posto mi ha chiesto di non farle troppa pubblicità in Italia. Sono gelosi della loro meravigliosa isola a forma di farfalla...
 
Partenza il: 04/08/2014
Ritorno il: 23/08/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Scrivo questo diario a distanza di quasi un anno dal mio viaggio e riguardando le foto ogni minimo dettaglio è riaffiorato per permettermi di raccontarvi la MIA LIMNOS.

Il 4 Agosto io e Matteo, il mio paziente fidanzato, nonché compagno di avventure, partiamo da Roma con un volo ryanair per Salonicco. Appena fuori dall’aeroporto troviamo ad aspettarci il bus n 78 (biglietto 1 euro a persona) che ci porterà alla stazione dei pullman della KTEL MACEDONIA, che ci porteranno nella cittadina di Kavala dove ci aspetta il traghetto per Limnos.

Vorrei spendere due parole per Salonicco: durante il viaggio di andata, causa incastri per prendere il traghetto, siamo riusciti a vederla solo durante il viaggio dall’aeroporto fino alla stazione dei pullman. Ci ha dato la sensazione di essere una città molto sporca, e davvero poco affascinante.

Durante il viaggio di ritorno invece, ci siamo fermati per una notte all’ Hotel Pella, proprio in centro ma sporco e tristissimo, e siamo andati verso il porto e la parte più centrale di Salonicco. Ci siamo decisamente ricreduti, è una bellissima città, piena di vita, di giovani, di belle piazze e con un lungo mare davvero affascinante. Il poco tempo non ci ha permesso di visitarla, ma forse un paio di giorni bisognerebbe dedicarglieli.

Il viaggio con il pullman della KTEL dura circa 3 ore, e il biglietto costa circa 12 euro a persona. I pullman per Kavala partono ogni ora circa. Una volta arrivati a Kavala ci siamo fermati a mangiare la nostra prima Pita Souvlaki e abbiamo fatto un giro per il suo delizioso porticciolo. Infine ci siamo imbarcati per un viaggio che è risultato molto più lungo del previsto. Solitamente il traghetto da Kavala a Limnos ci mette 8 ore, noi saremmo dovuti arrivare alle 23 e siamo invece sbarcati alle 3 di notte.

A darci il benvenuto è il Kastro illuminato che domina Myrina, la capitale dell’isola. Lo spettacolo è mozzafiato.

Ad aspettarci al porto c’erano i proprietari del nostro studio “Limnos View” (www.limosview.gr), che si trova ad Agios Ioannis, piccolo paesotto ad un quarto d’ora da Myrina. Gli studios sono pulitissimi, ben attrezzati e soprattutto economici. Noi ci siamo trovati benissimo, i proprietari sono davvero disponibili.

Ci svegliamo l’indomani e di fronte a noi abbiamo la baia di Agios Ioannis con il suo mare blu cobalto e le sue poche casette sparse lungo le spiagge.

A mio avviso alloggiare ad Agios Ioannis è la scelta migliore, Myrina è leggermente più caotica. Agios Ioannis è un paesino proprio sul mare con pochissime case, un paio di taverne, un mini market e un delizioso bar scavato in una roccia con dei deliziosi tavolini a forma di barca che si affacciano proprio sul mare. Ci sono anche alcune spiaggette cittadine, abbastanza carine ma comunque un pochino affollate.

Myrina: è una cittadina deliziosa, con due porti, uno turistico in cui si susseguono una serie di taverne e bar molto carini e soprattutto piuttosto vivi la sera. L’altro, è il vero e proprio porto dell’isola, li troverete altre taverne, soprattutto per mangiare il pesce e non distante da li troverete la via principale di Myrina, ricca di negozi di ogni tipo. Entrambi i porti sono dominati dal suggestivo Kastro le cui mura di notte vengono illuminate per stregare i vostri cuori.

Il primo giorno abbiamo affittato uno scooter 125, fedele compagno di follie alla ricerca di posti sperduti, e ci siamo diretti verso la parte nord ovest dell’isola, in direzione Spiaggia di Gomati. La strada è tortuosa, di montagna, piena di curve, il paesaggio ci lascia piuttosto perplessi, non ci sono alberi, cespugli, nessun tipo di vegetazione. Tutto intorno a noi ci sono montagne e colline color senape, e null’altro… del mare nemmeno l’ombra. Un paesaggio lunare, disarmante.

Dopo un bel po’ di strada arriviamo finalmente sulla spiaggia, quasi deserta e dominata da una enorme duna sulla quale è stato abbandonato un carro armato che punta dritto verso il mare. (La presenza dei militari si vede e si sente ancora a Limnos, sparse per tutta l’isola troverete delle caserme e spesso vedrete girare jeep con dentro soldati, ma non è nulla di preoccupante, Limnos è molto vicina alla Turchia, questo è il motivo).

La spiaggia di Gomati, ci insegna una particolarità di Limnos, sulle spiagge troverete lettini e ombrelloni gratis, o comunque da utilizzare in seguito ad una piccolissima consumazione al bar. GENIALI I GRECI… inizialmente, io e Matteo li abbiamo snobbati, dopo nemmeno due giorni abbiamo ceduto alla comodità e ce li siamo goduti per tutta la vacanza!

Poco prima della spiaggia troverete le indicazioni per le dune di sabbia (si dice siano le più alte d’Europa) un bello spettacolo per la vista…

Il primo impatto con il mare e il paesaggio il Limnos ci lascia perplessi, e in effetti avevo letto da qualche parte che inizialmente l’isola si presenta così. Chi arriva non è in grado di assaporarne l’essenza più intima e dentro di se pensa: MA DOVE SONO FINITO? Si è storditi dal giallo che circonda, e da una strana atmosfera un po’ malinconica, e l’istinto che si ha è quello di andar via.

Sul traghetto del ritorno verso Kavala, mentre io dopo 20 giorni salutavo Limnos, Myrina e il suo Kastro, ho ascoltato la conversazione di una coppia che litigava. Lui incolpava lei per averlo portato in un’isola così brutta e triste, con un brutto mare, senza spiagge e senza vita. Erano probabilmente rimasti per due, massimo tre giorni, e stavano già prendendo il traghetto per andare via. In quel momento ho ripensato alla frase che avevo letto su Limnos che diceva che l’isola si mostrerà in tutta la sua bellezza solo al visitatore non distratto, solo a coloro che avranno davvero voglia di scoprirla, e ho sorriso…

Non vi racconterò il nostro viaggio giorno per giorno, ma vi dirò quello che secondo me merita davvero una visita.

Per quanto riguarda la parte nord, a parte le dune di Gomati, Capo Mourzeflos (lo troverete nella punta ovest più estrema poco prima di una grandissima base militare, dovete lasciare la macchina e proseguire a piedi lungo la stradina sterrata che troverete sulla sinistra), e Capo Falakron, in cui le rocce formano delle figure piuttosto bizzare, non c’è altro da fare.

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Parthenodas



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