La grande C: Cancun-Miami in bus

Dato che e' stato moncato dopo nemmeno 20 giorni, provo a ri-pubblicare il mio diario. CIAO A TUTTI! **ndr. Alessandro ha ragione, per motivi indipendenti dalla nostra volonta' il suo precedente itinerario risultava interrotto. Ce ne scusiamo con l'autore e con i lettori. DIARIO DI VIAGGIO MARTEDI 21 AGOSTO Arriviamo a Cancun via...
 
Partenza il: 21/08/2001
Ritorno il: 24/10/2001
Viaggiatori: in coppia

Dato che e’ stato moncato dopo nemmeno 20 giorni, provo a ri-pubblicare il mio diario.

CIAO A TUTTI! **ndr. Alessandro ha ragione, per motivi indipendenti dalla nostra volonta’ il suo precedente itinerario risultava interrotto. Ce ne scusiamo con l’autore e con i lettori.

DIARIO DI VIAGGIO MARTEDI 21 AGOSTO Arriviamo a Cancun via Madrid-Miami, intorno alle 18 (mezzanotte italiana), e la prima sorpresa che mi riserva il Messico è lo smarrimento dei miei ba-gagli: inutile descrivere lo sconforto che provo, an-che perché, non essendo il messicano famoso per la sua solerzia, temo di non rivederli mai più, e comin-cio ad abituarmi all’idea che dovrò comprare dei ve-stiti. In ogni caso l’impatto con il Messico è forte, e appena usciti dall’aeroporto ci sembra di essere proiettati in un bagno turco, l’umidità è altissima, e la temperatura equatoriale; non per niente veniamo a sapere che ieri è passata Chantal, una uraganina, che ha fatto sospendere tutti i voli in direzione Can-cun, e le sue tracce sono evidenti: pozzanghere dappertutto con rami e foglie sparsi ovunque. Pren-diamo un autobus e ci dirigiamo verso Cancun pueblo (così lo distinguono qui dalla zona hotelera), e, insieme a due ragazzi senesi conosciuti in aereo (Andrea e Jacopo) andiamo alla ricerca di un alber-go economico. Dopo un paio d’ore scegliamo il Cotty, per 44 dollari, e dormiamo in 4 in una stanza e in due letti, ma siamo così distrutti che dormi-remmo anche su un letto di chiodi.

MERCOLEDI 22 Cancun: Hoy conocimos a dos simpaticos italianos, Alejandro que habla mucho y Simone que no entiende nada.

Alejandro es impaciente y desesperado con unos ojos hermosos.

OJOS Me gusta que me digas con la mirada Todo lo que dices sin decir nada Y juntos en los labios el cosquilleo De envolver con palabras nuestro deseo.

Me gusta que me mires como lo has hecho Viendo siempre a los ojos viendo derecho Irradiando en el rostro esa sonrisa Que me besa y beso como la brisa. Pedro San Nicolas Fue agradable conocerlos espero nos volvamos a ver chi-cos.

Martha Ha sido una experencia agradable, conocerlos a ustedes dos, desde que llegue a Cancun en busca de trabajo, ha sido lo mejor que paso, despues de pensar tanto en traba-jo, ustedes hicieron olvidar la presiòn de estos dias; gracias chicos, y cuando quieran los puedo atender psicològica-mente. Simone, tienes que aprender espanol, no importa que no sepas la gramatica eres lo suficientemente listo.

Alex, muy bien eres muy agradable, no sé que mas escri-bir, creo que es todo, un beso.

Moyra Sono le ore 12:30, e per mangiare (e rientrare nel rigido budget prefissoci) e per cercare un po’ di re-frigerio dalla umidissima e opprimente calura dello Yucatan, ci buttiamo in un supermercato, dopo aver salutato Andrea e Jacopo, partiti alla volta di Tulum. Qui ci sediamo vicino a due ragazze, che poi cono-sciamo: Martha,messicana,23 anni,di Città del Mes-sico,e Moyra,peruviana, 26 anni,di un paesino in-nominabile nel nord-est del Perù. Alla fine, conqui-state da cotanta simpatia ed avvenenza, ci propon-gono di andare da loro, e di rimanere a dormire in-sieme, in una stessa stanza. Dopo qualche rimugi-namento accettiamo, consci del fatto che dovevamo rimanere a Cancun per aspettare il mio bagaglio, e anche perché il prezzo è conveniente: 100 pesos per uno (a Cancun è poco). In serata, dopo essermi recato con Simone all’hotel Cotty per attendere il mio zaino, che non è arrivato peraltro, siamo tornati alla casa, dove non sapevo quello che sarebbe capi-tato: Martha era seriamente interessata a me. Sia-mo andati a letto alle 2, dopo che il povero Simone ha dovuto consumare tre Corona per farsi passare la serata con Moyra.

GIOVEDI 23 Islas Mujeres: finalmente oggi è arrivato il mio ba-gaglio dall’aeroporto, e, dopo aver adeguatamente salutato le due ragazze,con la promessa di rivederci nella capitale, decidiamo di imbarcarci per la Isla Mujeres, una striscia di terra lunga 7 km e larga non più di 500m, a una mezz’ora di traghetto velo-ce da Puerto Juarez, l’embarcadero di Cancun.Di quest’isoletta ci avevano parlato molto bene Gino e Teresa, per cui decidiamo di dar loro fiducia. Trova-to un buon albergo, l’Osorio, a 200 pesos per una doppia, facciamo un giro alla playa del norte e ce-niamo in un vero bugigattolo messicano; sicura-mente, ma non è difficile, qui si respira un’ aria che profuma più di Messico rispetto a quella di Cancun, e la cosa ci fa molto piacere. Ora sono le 22:00 e Simone già è imbustato, io chiudo il rapporto per oggi e lo seguo immediatamente (siamo cotti).

VENERDI 24 Isla Mujeres: decidiamo di visitare la punta sur (8 km a sud del centro abitato) e il parco Garrafon, che costituisce uno dei paradisi per gli amanti dello snorkeling,ma il prezzo dell’ingresso è troppo eleva-to,intorno alle 30000£, per cui dobbiamo assoluta-mente trovare un modo di aggirare la porta princi-pale ed entrare dal mare; quando si è motivati si riesce, e noi scoviamo un passaggio 300 metri più in là, e ci introduciamo abusivamente nel parco. Qui facciamo la prima conoscenza con le iguane, che vi si trovano in gran numero, e proseguiamo la nostra escursione finchè possibile via mare. In una piccola baia ci concediamo un bagno, in mezzo a conchiglie enormi, dopodichè rientriamo con calma al centro. Passando dalle parti dello zocalo, vediamo che ci sono molte persone che stanno giocando a basket, per cui ci cambiamo e ci uniamo loro. Ci divertiamo come pazzi, anche perché a noi ci affibbiano come compagno un personaggione da paura, Danielito, alto un metro e sessantacinque a essere generosi, e con un paio di occhialoni alla Jabbar incredibili (di-menticavo, Daniel avrà un 45 anni). Giochiamo fin-chè un temporalone non interrompe tutto, ma non prima di scambiare la mia canotta dello SMIT con una della Isla Mujeres, che custodirò come una reli-quia. In serata ci facciamo due huevos revueltos, un giro per il paese (essendo bassa stagione non c’è quasi nessuno) e poi nanna.

SABATO 25 Cancun: è il giorno della maledizione di Montezuma, cacarella, crampi allo stomaco, febbre alta e mal di testa. In queste condizioni prendo il ferry per torna-re a Cancun, da dove saremmo dovuti andare a Tu-lum.All’ arrivo a Puerto Juarez esplodo:chiedo di corsa 5 pesos a Simone per il bagno, e do veramen-te tutto, con la gente fuori che reclama una certa urgenza.Il tragitto in bus fino a Cancun è una pas-sione, e appena giunti dalle parti del Chedraui (il supermercato del peccato), mi sbrago nell’androne di un albergo, che è anche di un certo livello; Simo-ne cerca di spronarmi a camminare, ma non ce la faccio proprio, e più passa il tempo e più mi sento male: l’unico spostamento che riesco a compiere è un rantolo per seguire l’ombra, che ogni quarto d’ora mi sfugge; una delle dipendenti dell’hotel, mossa a compassione, mi porta da bere, e io ap-prezzo molto, perché in Italia una cosa simile non sarebbe mai avvenuta.Dopo un paio d’ore, raccolgo tutte le mie energie e mi incammino con Simone fi-no alla casa di Manuel, ma qui ci aspetta una brutta notizia: le ragazze sono tornate a Città del Messico, e la casa è tutta occupata, quindi noi siamo senza stanza, con me in condizioni pietose. Fortunata-mente troviamo un’altra sistemazione vicino alla ca-sa di Manuel, la Pina 25 (250 $) e io mi scremo tut-to il giorno sotto una coltre di 4 coperte, mentre Simone va alla Siete (zona hotelera di Cancun).



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