La città più romantica al mondo si può scoprire anche in 3 giorni: ecco cosa vedere in una toccata e fuga nella magnifica Parigi

Una città che rimane sempre fedele al suo carattere romantico, artistico e frizzante.
Scritto da: Sara M
la città più romantica al mondo si può scoprire anche in 3 giorni: ecco cosa vedere in una toccata e fuga nella magnifica parigi

Potrai anche prenotare con largo anticipo, ma un viaggio a Parigi risulterà sempre inaspettato. 
Sul finire di un settembre anomalo, in cui l’estate sembra ancora al suo apice, partire per il nord della Francia sembra la scelta giusta anche dal punto di vista climatico. La capitale francese si presta bene per un soggiorno che regala una prima dose di aria autunnale senza eccessi.
Si parte così per un weekend immerso tra arte, cultura, baguette e pain au chocolat che si fondono in un’unica sensazione con quel fascino romantico che solo Parigi sa regalare.  

1° Giorno: il primo assaggio

Arrivati con un volo Ryanair puntualissimo all’aeroporto di Beauvais nel primo pomeriggio, il tragitto per raggiungere Parigi si presenta sin da subito agevole. 
Appena scesi dall’aereo si palesano davanti i distributori automatici per l’acquisto dei biglietti per la navetta che porterà a Parigi. Aérobus Paris – Beauvais è infatti il servizio ufficiale di autobus dell’aeroporto e acquistando un biglietto del costo di 18 euro sarà possibile raggiungere la capitale in 1 ora e 15 minuti circa. 
La fermata di destinazione è il parcheggio Pershing a Porte Maillot, zona situata a 5 minuti dalla linea 1 della metro e dalla linea A della RER.

Giunti a Porte Maillot decidiamo però di addentrarci sin da subito nell’atmosfera parigina. Invece di prendere la metro, guidati da Google Maps, ci incamminiamo verso uno dei primi grandi monumenti della capitale: l’Arc de Triomphe. 
Zaino in spalla per appena 15 minuti di passeggiata tra Rue Brunel e Av. De la Grande Armée e, alla fine di una piccola strada in salita, ad ergersi davanti ai nostri occhi in tutta la sua maestosità c’è l’Arco di Trionfo. Un impatto ad effetto niente male.
Da qui, poi, risulta semplicissimo salire sulla metro 1 dalla stazione di Charles de Gaulle con destinazione Châtelet, la nostra zona d’alloggio. 

Arrivati all’appartamento scelto per il nostro soggiorno e sistemati gli zaini, decidiamo di fare un primo sopralluogo nella zona. Dopo i primi passi risulta subito chiaro che il punto scelto per la sistemazione è quello giusto e che, da adesso in poi, consiglierò a tutti coloro interessati ad un soggiorno a Parigi. 
Da un lato Rue de Rivoli con i suoi locali e negozi, dall’altro il lungo Senna in direzione del Pont au Change che regala un panorama mozzafiato sul fiume e sul paesaggio tra cui si affaccia la Conciergerie mentre, in lontananza, si scorge anche la punta della Torre Eiffel
Una passeggiata al tramonto sulla riva della Senna sembra dunque il modo migliore per terminare il primo assaggio di Parigi, camminando tra le Bouquinistes, caratteristiche bancarelle verdi cariche di libri usati distintive della cultura parigina e già Patrimonio dell’UNESCO.

2° Giorno: tra arte e cultura 

Jardin des Tuileries – Place de la Concorde – Musée du Louvre

Il secondo giorno inizia con una tappa obbligatoria: la boulangerie. Senza doverci scomodare troppo, di fronte al nostro alloggio in Rue des Lavandières, e già adocchiata dalla sera precedente, vi è un locale della catena Paris Baguette. Un bar/forno/pasticceria con una sinfonia di cibi dolci e salati pronti a deliziare qualsiasi palato. 

E dopo un croissant e un pain au raisin, la mattinata può finalmente iniziare. 
La prossima meta sono i Jardin des Tuileries, anch’essi in zona ad appena 10-15 minuti a piedi dal nostro alloggio. Arrivati a destinazione i giardini iniziano a regalare un po’ di quell’aria autunnale che ancora mancava a causa delle temperature. Qualche albero inizia a perdere le sue foglie che, leggermente ingiallite, si posano sui sentieri. 
I Jardin des Tuileries si presentano con la loro distesa verde disseminata di alberi e fiori sovrastati dalla presenza di una ruota panoramica pronta per regalare uno sguardo dall’alto su Parigi. E ancora, sentieri, statue e fontane. Tra una passeggiata e l’altra, ci si può anche godere questo panorama dalle caratteristiche sedie in ferro francesi disseminate per i giardini, utili per una pausa volta ad ammirare ciò che ci circonda. 

Camminando tra il verde e attraversando tutti i giardini si arriva fino a Place de la Concorde, piazza storica teatro di importanti esecuzioni tramite ghigliottina durante il periodo della Rivoluzione Francese e dove si può anche ammirare l’obelisco egizio che sovrasta la zona.

Terminato il giro, è tempo di ripercorrere il sentiero e giungere ad una delle destinazioni cardini di Parigi: il Museo del Louvre
Per la visita al museo mi sento di consigliare vivamente l’acquisto dei biglietti online. Prenotati con anticipo dal sito ufficiale del Louvre al prezzo di 17 euro, è stato infatti possibile scegliere il giorno e la fascia oraria più comoda e disponibile. Oltre a questa comodità, da non sottovalutare il risparmio di tempo che si ottiene nel saltare la fila (piuttosto lunga) per l’acquisto sul posto. 

Arrivati nell’atrio del museo, ad accoglierci è ovviamente l’inconfondibile Piramide di vetro rovesciata che appare quasi anacronistica con il suo carattere moderno circondata dal palazzo decisamente più classico. Una visione d’impatto che non può che lasciare completamente ammaliati per la peculiarità. 

Con l’appuntamento fissato, quindi, ci mettiamo in fila per entrare nel museo e iniziare questo lungo pomeriggio all’insegna dell’arte. 
Piccola precisazione: appena entrati conviene assolutamente rimediare una mappa dell’interno del museo. Il Louvre infatti è diviso in tre settori (Ala Sully, Ala Denon e Ala Richelieu) ed è facile perdersi tra una sala e l’altra alla ricerca delle opere. Per arrivare dritti al punto, la Gioconda di Leonardo da Vinci è situata nell’Ala Denon, facile da trovare in quanto basterà seguire la folla più numerosa. 
Ma Gioconda a parte, il Louvre è un insieme inestimabile di opere d’arte da assaporare e, seppur impossibile da girare tutto in un giorno, la soddisfazione è palpabile quando, qualche ora dopo, con un bagaglio culturale più ricco ci dirigiamo verso l’uscita.
Stanchi e affamati, nei pressi del Louvre troviamo una boulangerie della catena BO&MIE con ottime baguette da gustare per uno spuntino tipicamente francese. 

La Tour Eiffel

Terminata la prima parte di giornata dedicata all’arte, è tempo di dirigersi verso il simbolo parigino per eccellenza: la Tour Eiffel
Dal Louvre prendiamo la Metro 1 scendendo alla fermata Franklin D. Roosevelt per salire sulla linea 9 e, in sole tre fermate, giungere al Trocadéro. 
A tal proposito, mi sento di consigliare la fermata della metro Trocadéro a tutti coloro che si recano alla Torre Eiffel per la prima volta. Uscire dal sottopassaggio, diretti all’atrio del Palais de Chaillot, e girare l’angolo verso la famosa terrazza panoramica regala un impatto emotivamente irripetibile. Davanti agli occhi, infatti, si innalza improvvisamente questa Torre che sovrasta l’orizzonte e lascia col fiato sospeso. 

Dopo esserci ripresi dall’impatto scenografico e fatto le foto di rito, non resta altro da fare che incamminarci verso la Torre e gli Champ de Mars. La passeggiata che accompagna questo passaggio è delle più suggestive, con la Torre Eiffel a fare da sfondo mentre si attraversa la Senna tra una foto e l’altra e un odore di pannocchia arrosto di alcuni truck food che riempie l’aria. 
Dopo averla ammirata in lontananza, dunque, è tempo di godersi la vista della Torre Eiffel anche da vicino. Camminare sotto la sua struttura risulta culturalmente intrigante, ma niente in confronto al salirci sopra. Anche in questo caso, è consigliabile acquistare i biglietti online per evitare file spropositate e scegliere con calma a quale livello della Torre arrivare. 

L’esperienza della Torre Eiffel, però, non si limita al solo monumento in sé, vi è ovviamente tutto un contorno da scoprire e ammirare. Girovagare per i campi e gli alberi che la circondano è infatti il primo passo per un’esperienza immersiva della zona, ma anche le strade e i dintorni non sono da meno. Tra questi luoghi, vale la pena cercare Rue de L’Université, una stradina laterale che regala un magnifico scorcio sulla Torre. Una strada che si affaccia sulla ben più larga Av de la Bourdonnais, viale ricco di negozi di souvenir e ristoranti tipici e non. 
Proprio qui, a due passi dalla Torre Eiffel decidiamo di fermarci per cena, scegliendo il Bistrot de la Tour Eiffel. Un ristornate con piatti tipici ma con un occhio di riguardo ai turisti. La scelta del menù, tra un manzo Bourguignon un’anatra confit, lascia infatti intuire la nostra nazionalità tanto che il cameriere, probabilmente per farci sentire a casa, ci offre un assaggio di pasta. Una pasta che non si risparmia in caratteristiche francesi, data l’eccessiva quantità di burro presente nel condimento, ma che in realtà si rivela decisamente gustosa. 

Terminata la cena resta solo una cosa da fare: stendersi sul prato degli Champ de Mars, aspettare l’illuminazione notturna della Torre Eiffel e assistere così al suo spettacolo.  

3° Giorno: la Parigi degli artisti

Montmartre – Sacre Coeur 

Anche la mattina del terzo giorno parte con la solita tappa obbligatoria. L’ormai fidata boulangerie Paris Baguette ci accoglie con le sue delizie tra cui la dolce sofficità del pain au chocolat che ancora oggi sogno ad ogni colazione. 

Subito dopo è tempo di salire sulla metro per la nuova destinazione: Montmartre. Saliamo in metro alla nostra stazione Chatelet e, con la linea 1 arriviamo alla fermata Concorde da dove prendiamo la linea 12 che ci porterà ad Abbesses. La fermata di Abbesses ha una particolarità da tenere a mente. Essendo la zona di Montmartre in collina, per arrivare in superficie dalla metro c’è una scalinata impegnativa da affrontare. Arrivare a destinazione, però, ne vale assolutamente la pena.

Montmartre si presenta come un paesaggio completamente a parte rispetto a Parigi. Stradine acciottolate tra salite e discese ospitano case e negozi caratteristici che immergono quasi in un altro tempo. 
Persi tra queste strade, ci dirigiamo verso la scalinata che porterà ad un altro pilastro storico di Parigi, la Basilica du Sacre Coeur. Arrivare in cima vuol dire affrontare una scalinata lunga ben 222 gradini che, tuttavia, non sono obbligatori. Chi non può o semplicemente non se la sente di affrontare una tale sfacchinata, potrà infatti usufruire della comodissima funicolare di Montmartre che al costo di 2,10 euro vi porterà direttamente in cima. 

E arrivati in cima la vista vale sicuramente tutti gli scalini possibili. Da un lato si staglia imponente e candida la Basilica du Sacre Coeur, dall’altro si può invece godere di un panorama mozzafiato di una Parigi vista dall’alto.

Visitata Sacre Coeur anche al suo interno, il giro continua presso uno dei punti storici di Montmatre: Place du Tertre, ossia la famosa piazza degli artisti. Quasi nascosta tra le strade e le case, questa piazza immersa tra gli alberi appare suggestiva grazie ai suoi artisti che, oggi come in passato, si ritrovano lì per dare adito alla loro arte. 

Arrivata l’ora di pranzo, proprio nei pressi di Place du Tertre, scorgiamo un ristorantino italiano che ben si concilia con le fatiche delle scalinate affrontate in giornata. Roberta, questo il nome del ristorante, risulta una pausa piacevole dove assaporare anche una buona pasta.  

Terminato il pranzo, il  giro continua passando vicino al celebre Mur des Je T’Aime, un romantico muro lungo 10 metri e composto da 612 mattonelle blu su cui è scritta la parola ti amo in ben 192 lingue. 
Tra una strada e l’altra, ci dirigiamo poi nei pressi del Moulin Rouge per vedere da vicino un altro storico pezzo di Parigi. 
Da qui arriva il momento di riprendere la metro (la fermata del Moulin Rouge è alla stazione Blanche, senza scale impossibili questa volta) e tornare a valle. 

Notre-Dame de Paris – Quartiere Latino  

La seconda tappa di giornata riparte dalla zona in cui alloggiamo. Il nostro quartiere Châtelet è infatti ad appena 15 minuti a piedi dalla Cattedrale di Notre-Dame, ennesima prova di una scelta di soggiorno pienamente indovinata. 
Attraversando il Pont au Change e passando sulla riva gauche si arriva ad uno dei punti focali di Parigi: l’Ile de la Citè
Arrivati in zona, la prima opera da ammirare è senza dubbio la Sainte-Chappelle. Monumento di architettura gotica, attualmente situato all’interno degli edifici del Palais de Justice, la Sainte-Chappelle ha un carattere fortemente suggestivo amplificato all’interno dalle immense vetrate della cappella superiore a cui si aggiunge uno spettacolare rosone risalente al 1400.
Per chi volesse visitare la Sainte-Chappelle di pomeriggio è consigliato farlo sul presto in quanto la chiusura è fissata per le ore 17. Per il resto, il prezzo del biglietto è di 11,50 euro, un costo davvero esiguo paragonato alla bellezza di quest’opera architettonica. 

A pochi passi dalla Sainte-Chappelle, e facilmente riconoscibile anche da lontano, si erge la mastodontica Cattedrale di Notre-Dame. Ovviamente, la Basilica è al momento inagibile a causa dell’incendio che l’ha colpita nell’aprile 2019 e sarà nuovamente aperta al pubblico solo a dicembre 2024. 
Sicuramente un peccato non poterla ammirare dall’interno ma, per ora, ci si può consolare con la caratteristica vista esterna che conferma la sua possanza architettonica ed estetica.

Ammirata Notre-Dame ci incamminiamo più a fondo verso il peculiare Quartiere Latino, uno dei luoghi più antichi e centri culturali di maggior interesse di Parigi. 
Camminare per le strade di questo quartiere significa immergersi, ancora una volta, in un contesto a parte. Strade, case, negozi, giardini tutto richiama ad un contorno medievale ma con sprazzi di ovvia modernità. Camminando per il Quartiere Latino ci si imbatte in monumenti maestosi come la Sorbonne Université e il Pantheon, luoghi quasi aulici e immersi nel verde come i Jardin des Plantes e Jardin du Lussemburgo e, ancora, strade vivaci e turistiche come Rue Mouffetard e Rue de la Huchette. 
Per gli amanti della letteratura e dei libri, invece, non può mancare la visita alla famosa libreria Shakespeare and Company: a Parigi sin dal 1919, questa libreria è un luogo senza tempo, dove si riunivano scrittori del calibro di Ernest Hemingway e James Joyce. Al suo interno si possono trovare libri di ogni genere (in francese e in inglese), da pezzi di storia letteraria a opere moderne, il tutto in un contesto che rimanda ad uno spirito antico tipico dell’epoca dei grandi scrittori del ‘900. 

Dopo aver ammirato questo ennesimo angolo parigino, la serata prosegue tornando sulla via di casa verso la riva destra della Senna. Per farlo, ci ritroviamo a passeggiare sul famosissimo Pont Neuf (Ponte Nuovo), il cui nome appare un po’ paradossale dato che in realtà si tratta di uno dei ponti più antichi di Parigi. Anche da qui, il panorama con scorcio sulla Senna e sul paesaggio parigino è sensazionale. Il posto giusto per terminare la giornata. 

4° Giorno: la partenza 

La mattina del quarto giorno, già guidati da un forte senso nostalgico, giunge il momento della ripartenza. Dopo esserci consolati con l’ennesimo (e per ora ultimo) pain au chocolat, dalla nostra fidata stazione Châtelet, prendiamo la metro 1 fino alla fermata George V. 
Qui scendiamo per un breve giro di ricognizione presso gli Champs Elysees. Tra negozi di alta moda e altri più commerciali, questa passeggiata si presta bene come ultima tappa parigina. Giunti in direzione dell’Arc de Triomphe, e ammirata nuovamente la sua possente costruzione, non resta che rifare il percorso inverso rispetto all’arrivo fino alla stazione dei pullman Pershing, Porte Maillot. 
Qui, il servizio navetta Aérobus Paris – Beauvais ha sempre a disposizione pullman pronti a partire a qualsiasi ora. Risulta quindi facile salire sul primo disponibile e raggiungere l’aeroporto Beauvais per prendere il volo di ritorno e terminare così il nostro viaggio. 

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