La Bolivia ti lascia senza fiato

Luogo ideale se ami i contesti naturali e umani ancora integri e se sei disponibile a un pizzico di avventura e sacrificio!
 
Partenza il: 14/09/2010
Ritorno il: 04/10/2010
Viaggiatori: 4
Spesa: 2000 €

Se siete amanti dei viaggi, dei contesti naturali ed umani ancora integri, degli scenari naturali spettacolari, se volete davvero per un pò “girare pagina” e siete disponibili ad un pizzico di avventura e di sacrificio, la Bolivia non può mancare tra le vostre esperienze! Settembre 2010, finalmente dopo tanti dubbi e timori (vedi sotto al primo punto “difficoltà”) si parte: destinazione Bolivia! Siamo in 4, 2 uomini e 2 donne, non proprio giovanissimi e, come al solito, è un viaggio “fai da te” con solo i voli aerei A/R e la prima notte prenotati.

Durata del viaggio: 21 gg (14/9 – 4/10/2010) con partenza e ritorno a Milano Malpensa.L’itinerario ha seguito il percorso quasi classico, tralasciando la parte amazzonica, un po’ per problemi di tempo e un po’ per scarsa voglia di ripetere la profilassi antimalarica fatta un po’ troppo spesso ultimamente: La Paz – Sucre – Potosi – Tupiza – Tour altopiano andino e Salar de Uyuni – Uyuni – lago Titicaca – La Paz

Prima di passare alla descrizione del viaggio alcune considerazioni di carattere generale.

Difficoltà:

– Svolgendosi il viaggio prevalentemente tra i 3500 ed i 5000 metri di altitudine ci possono essere problemi di adattamento dovuti alla carenza di ossigeno nell’aria e questo può causare il mal d’altura, il famoso soroche. Purtroppo arrivando a La Paz dall’Europa si salta un consigliabile percorso graduale di acclimatamento in quanto l’aeroporto di El Alto già si trova a 4050 m sul livello del mare. E’ normale sentirsi mancare il respiro non appena si accelera il passo o si affronta una salita ed avere il battito cardiaco accelerato almeno per i primi giorni. A volte si può avere un po’ di mal di testa risolvibile di solito con un’aspirina o con il famoso mate (tisana) di foglie di coca diffusissimo ovunque. Se proprio ci si sente male esistono le soroche pills che si vendono in tutte le farmacie, a base di acetazolamide (da noi il Diamox), che si dice siano miracolose .. Ma noi non le abbiamo provate. In ogni caso i consigli standard sono: niente alcol, niente fumo e pasti leggeri. Anzi per dirla “alla boliviana” le regole d’oro sono: comer poquito, camminar lentìto, tomar coquita,.. Dormir solìto! (dove coquitas sono le foglie di coca). Ovviamente nel caso la situazione degeneri il consiglio migliore è scendere di quota (cosa peraltro non sempre banalissima!) anche perchè, almeno a leggere su internet, sembra che i rischi che si possono correre siano anche seri: edema polmonare o cerebrale! … credo però che siano eventualità molto rare.

– Gli hotel di livello medio-basso spesso non sono dotati di riscaldamento ma, almeno in questo periodo (sett/ott) e ad esclusione delle zone dell’altopiano andino, questo non è un problema.

– Il tour dell’altopiano e dei salares si svolge a bordo di una jeep con autista e cuoca a bordo. Durante i 4 o 5 gg del tour si pranza dove capita in stile picnic e si dorme in “hostal muy basici”, vale a dire rifugi di montagna con letti spartani in camerata, energia elettrica dalle 19 alle 21 e assenza totale di riscaldamento (nel periodo luglio-agosto la temperatura di notte scende spesso a – 20 C e anche oltre!).

Pregi:

– La zona dell’altopiano e dei salares, è.. Semplicemente stupenda!

– La gente ovunque, anche a la Paz, veste ancora i bei costumi tradizionali molto caratteristici e variopinti, in modo particolare le donne con le loro coloratissime polleras (gonne) e la tipica bombetta (inclinata se single, diritta se sposate).

– Il costo della vita è estremamente basso, questo ovviamente rende molto più facile affrontare le inevitabili difficoltà ed i contrattempi di un viaggio improvvisato ed autogestito. Tenendosi su livelli medi di ristoranti ed hotel, si pranza con 4 o 5 euro e si pagano circa 10 – 15 euro a persona in camera doppia dotata di servizi ed un buon livello di pulizia, prima colazione inclusa.

– Non ci sono problemi di alimentazione, la cucina è varia e non speziata. Unico neo, come al solito, l’acqua che è bene bere solo da bottiglia sigillata.

– Il livello di sicurezza è uno dei più alti di tutto il Sud America; mai avuta neanche la sensazione di correre dei rischi pur passeggiando spesso anche di notte o in posti molto isolati.

– Il costo dei trasporti è molto basso per cui spesso si possono noleggiare taxi o piccoli bus privati anche per lunghe distanze (50-100 km) per 10 o 20 euro complessivi per 4 pp.

– La Bolivia è il paradiso dei souvenir: maglioni, sciarpe, guanti e berretti in pura alpaca, strumenti musicali andini (zamponas, charangos, …), teli di stoffa multicolori, arazzi e tappeti lavorati a mano, oggettistica varia di fattura artigianale.

Alcune informazioni e consigli.

– Il periodo migliore per visitare la Bolivia ed in particolare l’altopiano ed i salares va da maggio-giugno ad ottobre, periodo in cui le piogge sono quasi assenti anche se, essendo inverno, è più freddo. Forse siamo stati fortunati ma direi che la seconda metà di settembre è un buon momento: noi non abbiamo visto una nuvola e non è più freddissimo (come detto luglio-agosto sull’altopiano di notte anche – 30° C), è l’inizio della primavera e ci sono molte feste, non ci sono i problemi di affollamento che ci possono essere ad agosto soprattutto nei pochissimi rifugi dell’altopiano.

– La moneta utilizzata è il boliviano: 1 euro circa 10 boliviani. Si utilizzano spesso anche i dollari, sia negli alberghi che nei negozi o al ristorante. Gli euro si cambiano facilmente ma se ci si vuole pagare non sempre si ottiene un buon cambio. Esistono molte agenzie di cambio ufficiali e non, i tassi di cambio sono comunque molto simili.

– L’energia elettrica viene fornita a 220 V e le prese elettriche sono uguali alle nostre quindi non servono particolari adattatori.

– Telefonare è semplice ed economico utilizzando i telefoni presenti negli internet point numerosi in tutti i maggiori centri abitati.



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