L’Oriente in camper

Per sei mesi in viaggio in posti magnifici ma fortemente sconsigliati dalla Farnesina. A parte qualche piccolo incidente, luoghi e persone meravigliose e simpaticissimi compagni di avventura
Scritto da: bartolomeo
l'oriente in camper
Partenza il: 28/06/2017
Ritorno il: 15/12/2017
Viaggiatori: 2

Come ogni diario che si rispetti, si inizia con le presentazioni, giusto? Un minimo di educazione ci vuole anche nei resoconti di viaggio. Io mi chiamo Cinzia e ho 55 anni. Per circa 35 anni ho lavorato nello stesso ospedale come coordinatrice infermieristica e enterostomista e pur piacendomi il lavoro l’idea di altri 10 anni e più a compilare carte e dirimere litigi sempre più lontana dai veri bisogni dell’ammalato, mi mandava nel panico! Mio marito è Luca 50 anni, eterno precario tuttofare in un’Italia che non da’ certezze anche lui con 35 anni di lavoro alle spalle e tanta, tanta frustrazione. Tre anni fa abbiamo deciso di lasciare baracca e burattini, andare in Costa Rica e comprare un ostello. I nostri figli, Tania una fumettista agli esordi nonché protagonista di rievocazioni storiche, vive ancora in Italia, mentre il figlio Dario informatico rampante al momento vive in Germania o ovunque lo porti il lavoro.

Ovviamente ci avevano preso per matti per questa nostra decisione apparentemente improvvisa di cambiare vita, ma poi sono stati dalla nostra parte e ci hanno aiutato a gestire la parte informatico pubblicitaria dell’Hakuna Matata Hostel di Cahuita, il nostro gioiello! Ma dei grandi viaggiatori come noi chi li tiene fermi a lungo? L’Ostello è ben avviato con ottimi risultati, abbiamo due fidati collaboratori che si sono offerti di affittarlo e allora perché non partire? Già camperisti in Italia, ma con il sogno di vedere il mondo intero, abbiamo deciso che a 50 lui e 55 io, è arrivato il momento di realizzarlo… per cui si parte! E per chi volesse vedere i resoconti dei nostri viaggi passati su: https://viaggiareliberamente.wordpress.com/ potrete leggerveli tutti. Le prime difficoltà nell’organizzazione sono state nella scelta di dove iniziare il viaggio, ma soprattutto dove acquistare un camper che avesse tutti i requisiti per affrontare un simile progetto. Alla fine dopo mesi di paziente ricerca da parte di Luca, sui vari siti di vendita dell’usato negli USA e in Europa, abbiamo trovato il nostro camper ideale in Italia su Subito.it! Lo vende un giovane veneto che dopo averlo completamente ristrutturato e attrezzato di ogni possibile accessorio, ha deciso di non usarlo. L’acquisto è abbastanza complicato con noi in Costa Rica e lui in Italia, per cui prima mandiamo in avanscoperta Tania per controllare che caratteristiche e prezzo corrispondano all’annuncio, poi approfittando di un mio breve ritorno in patria, si compra! Lo terranno i nostri meccanici fino alla nostra partenza. Nel portarlo a casa la prima disavventura: scoppia una gomma! Apparentemente le gomme sembravano nuove, ma un lungo periodo di inutilizzo le ha rese fragili… il problema è che manca anche la chiave per svitare i bulloni, dopo un momento di panico comunque riusciamo a farcela prestare e cambiata la gomma si riparte.

Ritornata in Costa Rica, mentre Luca si guarda praticamente ogni giorno i video che ho fatto, per mostrare anche a lui tutte le funzionalità del mezzo e mi subissa di domande alle quali non so rispondere, io paese per paese, compilo una scheda riassuntiva con documenti, visti, cose da vedere, moneta, ecc. ecc. cercando di farmi un’idea, certo ipotetica, di quanto tempo dedicare per ogni nazione. Siamo intenzionati a viaggiare sempre con il caldo, non amiamo particolarmente i paesaggi invernali, per cui un minimo di programmazione ci vuole! Luca dal canto suo oltre a stressarmi con le domande, si sta facendo una cultura su You Tube e su Facebook, per vedere le esperienze di chi ha fatto o sta facendo in questo momento il giro del mondo. Inoltre siamo in contatto con numerosi viaggiatori che sono stati nostri ospiti presso l’ostello e che ci aggiornano sulle loro tappe.

All’inizio, anche se abbiamo comprato il camper in Europa, decidiamo di partire con il nostro viaggio dal Nord America per i seguenti motivi: la difficoltà (nonché il costo) per ottenere il “Carnet de Passage”, documento essenziale per transitare in Iran, India, ecc. con un mezzo proprio, la necessità di procurarci i visti d’ingresso per ogni nazione extraeuropea e la necessità di rimanere relativamente “vicino” all’ostello, per lo meno nei primi 2 anni in cui lo daremo in gestione. Non ultimo, impratichirci maggiormente della lingua inglese in cui siamo veramente scarsini entrambi! Per cui il programma originale era: partenza da Anversa con la Sea Bridge, arrivo ad Halifax in Canada, presumibilmente a giugno.

Avevamo trovato anche un assicuratore americano che ci faceva un ottimo prezzo per una copertura totale sul camper valida per Canada e Stati Uniti: [email protected] Ma… per poter transitare negli Stati Uniti, ci serviva un visto di durata superiore ai 3 mesi classici permessi dall’Esta, avevamo previsto almeno un anno e mezzo. Per cui con tanta buona volontà e non poca fatica, compilo le domande assolutamente demenziali, necessarie per richiedere tale permesso e ovviamente pago la quota richiesta: 320$…e serenamente ci accingiamo al colloquio con il funzionario del consolato di Milano. In una giornata gelida, siamo stati sottoposti come tutti gli altri richiedenti ad una perquisizione maniacale. Io metto in allarme i poliziotti per essermi dimenticata di segnalare una cintura porta soldi, per un momento hanno pensato fosse una cintura esplosiva! Finalmente giunti al top, dopo aver presentato tutte le referenze possibili con estrema noncuranza ci viene negato il visto d’ingresso con questa semplice risposta: “spiacenti ma non avete i requisiti per un permesso di tale durata”! Come un pappagallo la “gentile” signora americana risponde con questa formula a tutte le nostre allibite domande: quando potremo ripresentare la domanda? E se chiediamo un periodo più breve? Ma soprattutto: perché??? Sarà che siamo stati in Siria nel 2010? Ergo, con grande felicità di Luca che non brillava di entusiasmo per il giro negli States, ritorniamo al nostro itinerario originale via terra! Devo dire che questo rifiuto non turba particolarmente neanche me, ad occhio e croce prima ancora di iniziare il viaggio, fra imbarco del camper, assicurazioni sanitarie e camper, voli aerei, ecc. risparmiamo circa 10.000 euro, ed inoltre iniziamo il tour dalle nazioni meno costose e più storicamente appetibili. Per cui si riparte con Carnet du Passage, visti, ecc.!



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