Kwa heri marafiki kenyani

Kwa heri marafiki kenyani (Arrivederci amici kenyani)!!! Un’esperienza magica: credetemi, ho fatto tanti viaggi ma quello appena concluso è stato davvero il top!!! Il Kenya ha delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche da rimanere letteralmente senza parole, ma soprattutto ha una popolazione eccezionale che, nonostante i numerosi...
 
Partenza il: 28/09/2005
Ritorno il: 12/10/2005
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 2000 €

Kwa heri marafiki kenyani (Arrivederci amici kenyani)!!! Un’esperienza magica: credetemi, ho fatto tanti viaggi ma quello appena concluso è stato davvero il top!!! Il Kenya ha delle bellezze naturalistiche e paesaggistiche da rimanere letteralmente senza parole, ma soprattutto ha una popolazione eccezionale che, nonostante i numerosi problemi che quotidianamente deve affrontare, è sempre ospitale e disponibile nei confronti dei turisti. Fatta questa breve premessa, prima di entrare nel dettaglio del mio viaggio, voglio ringraziare il sito Turisti per caso e tutti coloro che con grande passione mettono a disposizione le proprie esperienze: se il mio viaggio è riuscito tanto bene, gran merito è proprio dei consigli e delle dritte ricevute.

Io e la mia ragazza (tour operator Triskel Tour) siamo partiti da Milano Malpensa giorno 28 settembre alle 00.30 con un Boeing della Neos. Premesso che la cosa più importante è senz’altro arrivare a destinazione sani e salvi, devo puntualizzare che l’aereo era abbastanza vecchiotto e con pochi comfort. Comunque siamo arrivati a Mombasa alle ore 9.00 locali senza alcun problema. Alle 12.00 siamo giunti allo Stephanie Sea House Beach Club dove abbiamo fatto subito amicizia con due coppie di tarantini: Gino e Maria e Gianni e Mary. Delle persone davvero speciali con cui abbiamo diviso ogni momento della vacanza. Nella seconda settimana si sono aggregati dapprima i torinesi Alessandra, Ernesto e Alberto e quindi la milanese Cristina. Abbiamo creato un gruppo molto affiatato che ha fatto del sano divertimento il suo motto. Considerato che il mio viaggio è durato 2 settimane, per evitare di annoiarvi, ho pensato di identificare degli argomenti base su cui spendere qualche parola che possa essere utile a chi vuole intraprendere un viaggio in Kenya.

1) Kenya e Keniani.

E’ doveroso partire dalle caratteristiche del paese e della splendida gente che lo abita.

Fatta eccezione per alcune zone di Mombasa, per così dire urbanizzate, il Kenya che ho avuto modo di ammirare è un immensa distesa di savana e foresta intervallate unicamente da una strada in pseudo-asfalto tutta dritta che collega Mombasa a Watamu, Malindi, Mambrui e infine Lamu.

Tutto intorno è un brulichio di piccolissimi villaggi fatti di capanne in terra e sterco di animali: roba da non credere!!! Altro che i nostri moderni appartamenti con tutti i comforts possibili e immaginabili. La gente è davvero speciale: nonostante la povertà e i tanti problemi da affrontare non rifiutano a nessun un Jambo- Jambo (ciao ciao) con tanto di sorriso. In Kenya esistono 42 diverse tribù. Noi abbiamo avuto modo di conoscere e vedere i villaggi di Griama, Samburu, Orma. Un capitolo a parte meritano i bambini: trasmettono una vitalità ed un entusiasmo fuori dal comune.

Se potete, portate con voi abbigliamento vecchio, penne, colori, quaderni, caramelle: farete felici tante persone. Dunque, il consiglio che vi do è di vivere il più possibile a contatto con la gente del posto e nei loro villaggi: solo così riuscirete a capire, seppur per poco tempo, che cosa vuol dire vivere in Africa.

Noi l’abbiamo fatto ed è stata un’esperienza fantastica. In un batter d’occhio ho imparato a parlare in swahili e a comunicare con la gente locale: mi hanno accolto dappertutto e sempre con grande entusiasmo contenti di conoscere un turista disposto ad apprendere il loro idioma. 2) Villaggio.

Abbiamo soggiornato allo Stephanie Sea House di Malindi. Credetemi un posto davvero ideale per trascorrere una vacanza. Il villaggio sorge direttamente sul Parco Marino di Malindi ed è uno dei pochi che consente di fare il bagno nell’oceano indiano senza bisogno di ricorrere ai servizi navetta dai villaggi alla spiaggia. Ricco di vegetazione e curatissimo dai giardinieri, presenta delle strutture bellissime in tipico stile swahili: tetti con copertura in makuti, letti e mobili vari in legno. Personale molto gentile e disponibile; cucina da 10 e lode con alternanza di piatti italiani e swahili (davvero speciali le grigliate di nyama na samaki, cioè carne e pesce; il pilau, riso bollito nel latte di cocco condito con sughi di carne, pesce o verdure; le samosas, sfoglie triangolari ripiene di carne tritata speziata o di verdure). Altra scelta eccellente è quella di proporre ogni sera, fatta eccezione per la domenica, spettacoli folkloristici (acrobati, danzatori, stregoni, masai etc).

3) Safari allo Tsavo Est, 2gg/1n.

Premessa doverosa, che vale anche per tutte le altre escursioni.

Ragazzi, affidatevi tranquillamente ai cd beach boys: saranno i vostri angeli custodi in qualsiasi posto e vi faranno risparmiare una marea di soldi rispetto alle agenzie che si appoggiano al vostro villaggio e che ad arte vi racconteranno numerose leggende per farvi diffidare dei beach boys. Unica precauzione che vi raccomando: verificate che dietro il beach boy ci sia sempre un’agenzia locale; in caso contrario si possono prendere effettivamente delle fregature.

Io personalmente ho conosciuto una persona davvero speciale di nome Issa, un vero signore con un cuore grande così pronto a risolvere qualsiasi piccolo problema quotidiano che potrebbe presentarsi. Abbiamo ottenuto dei prezzi incredibili e la qualità dell’assistenza è stata sempre ottima. Pensate che pur avendo pagato molto meno di tanti altri, noi abbiamo viaggiato in una Jeep 4×4 e gli altri in pulmino!!! Il safari (in lingua swahili significa viaggio) nella savana è senz’altro il momento clou della vacanza: vedere gli animali nel loro habitat naturale è qualcosa di favoloso che fa riemergere emozioni fanciullesche che si pensava ormai sopite. Siamo partiti alle 6.30 da Malindi con la su citata Jeep e, dopo 2 ore e mezza di strada sterrata in mezzo alla savana già di per sé emozionanti per i numerosi villaggi attraversati, siamo arrivati all’entrata del mitico parco Tsavo Est. Da quel momento è stato un susseguirsi continuo di emozioni. Appostati sulla cappotta del nostro fuoristrada, abbiamo visto l’impossibile: coccodrilli, kiboko (ippopotami), tembo (elefanti), twiga (giraffe), antilopi, antilopi d’acqua, antilopi congoni, dick dick (antilopi nane), zebre, bufali, ghepardi e poi il tanto sospirato simba, il leone re della foresta!!! Indescrivibile!!! Abbiamo soggiornato allo Ndololo, campo tendato all’interno del Parco di buona qualità e pieno di animali: dormire nella savana, sentendo solo il rumore della natura è un’esperienza davvero unica!!! Abbandonare lo Tsavo mette davvero tristezza: il ritorno è stato comunque piacevole. Siamo passati in villaggi pieni di palme che sembravano posti da mille e una notte.



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