Kos, isola profumata

Partenza molto paventata dopo aver appreso le notizie del naufragio di migranti, ma la vacanza è stata bella, visitando l'isola e le sue spiagge fantastiche
 
Partenza il: 04/09/2015
Ritorno il: 11/09/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Partiamo il 4 settembre, giorno del compleanno di Alberto, al quale facciamo mille auguri. Siamo a Malpensa in tempo per la una e ci presentiamo al check in per Kos, prima volta che viaggiamo con Alba Star, compagnia aerea spagnola.

Siamo in parecchi e infatti l’aereo è pieno. Partiamo con mezz’ora di ritardo ma fortunatamente il vento ci è favorevole, anche se per la prima oretta si traballa un po’ e alle 18,30, ora italiana, e quindi alle 19,30 ora greca, arriviamo all’aeroporto di Kos, piccola isola greca di fronte alla costa turca.

Ultimamente – di fronte alle notizie degli sbarchi su quest’isola e su tutte quelle vicine alla Turchia – eravamo un po’ titubanti ma poi siamo andati, anche se angosciati dalle ultime notizie e specialmente dalla foto del bimbo di due anni circa trovato annegato su una spiaggia di Kos… straziante. Sono partita col cuore stretto, ma che fare? Finché quelli che possono non faranno qualcosa continuerà questa immane tragedia.

Ma non voglio parlare di ciò, parliamo della vacanza, meglio…

Atterrati all’aeroporto Ippocrates (!) recuperiamo i bagagli e ci dirigiamo verso il punto Eden che ci conduce al pullman che a sua volta ci condurrà, dopo 40 minuti di viaggio al nostro villaggio, il Natura Park a Psalidi.

Villaggio molto bello, gradevolissimo, in mezzo ad un grandissimo giardino colmo di ogni genere di piante rigogliosissime, anche frangipane. Camera spaziosa e confortevole, bagno buono e accessoriato, ampia terrazza con sedie e tavolino, siamo di fronte alla piscina principale contornata da palme, oleandri, ibischi e piante di bosso.

La prima cena è ottima e lascia pertanto ben sperare.

Dopo cena andiamo alla riunione che ci illustrerà le varie cose. Lo staff Eden è piuttosto abbondante e sono tutti molto preparati.

Poi, dopo aver sistemato i bagagli, a nanna, siamo stanchi.

5 settembre

Mare, mare, mare, che è bellissimo, pulito, trasparente, pieno di pesciolini colorati. Di fronte a noi le coste turche con Bodrum. La spiaggia è bel attrezzata e sabbiosa ma l’entrata in acqua è deleteria per via dei massi che vi sono, meno male che abbiamo portato le scarpette, altrimenti sarebbe impensabile entrare in mare. Pranziamo e ceniamo molto bene e ci rilassiamo tantissimo, prendiamo il sole e facciamo innumerevoli bagni. In villaggio abbiamo la sorpresa di trovare una signora milanese che era con noi in Nuova Zelanda, come dire com’è piccolo il mondo!

Fantastico, proprio quello che volevo.

6 settembre

Lo passiamo esattamente così, e qui Mario mi fa la sorpresa di dedicarmi una canzone di Robin Williams al microfono della postazione dello staff Eden della spiaggia. Prima volta che succede in 44 anni!

Il 7 settembre avremo l’auto che abbiamo affittato per tre giorni.

7 settembre

Alle 8 del mattino ci consegnano una piccola Picanto della Kia ma a noi va benissimo così, e cominciamo il giro dell’isola. Ci rechiamo subito a Kos città che è molto bella.

Purtroppo vediamo quello che ci aspettavamo: una zona del porto è dedicata ai profughi siriani che sono accampati in tante piccole tende lungo il lungomare e verso un lato del castello di San Giovanni di Rodi dove hanno posto anche alcune latrine chimiche.

Terrificante!

Cominciamo a visitare il sito archeologico ovest, le rovine dell’agorà, dell’odeion che è veramente ben conservato, la casa romana, restaurata dagli italiani, e poi vediamo minareti, moschee, belle piazze, specialmente la piazza Eleftherias dove ci sediamo a gustare un buon gelato ed un caffè con di fronte il museo archeologico (chiuso per restauri) e la casa del fascio! di mussoliniana memoria…

Il sito archeologico occidentale prende il nome dall’incrocio di due vie lastricate in marmo. Lungo una delle antiche strade principali, un tempo delimitate da colonnati, si riconoscono alcuni mosaici pavimentali protetti da coperture, appartenuti ad antiche ville romane, come, ad esempio, il ratto d’Europa ad opera di Zeus trasformatosi in toro.

Proseguiamo la visita verso la bella piazza con moschea ormai andata in rovina ed adibita a negozi di souvenirs e scopriamo il famoso platano di Ippocrate, vecchio di ben 500 anni e sostenuto e sormontato da gabbie in metallo. Qui vi sono dei passi chiusi, in quanto vi stazionano numerosi profughi siriani, così come sotto il vecchio ponte del castello.

Arriviamo finalmente alla fortezza di Kos, imponente con la sua doppia cinta di mura, impregnata di grande storia, e qui succede il fattaccio, mi si rompe la mia adorata Nikon e quindi grandissima incazzatura, anche perché non riesco più a fotografare nulla. Inutile dire che le imprecazioni si sono sprecate. Amen…

Fa un gran caldo, siamo sui 32 gradi, e ho sempre l’acqua con me, altrimenti sarebbe troppo faticoso vagabondare per la città che è proprio bella.

Il castello dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme in origine sorgeva su un’isola che è stata unita all’abitato della città nel ventesimo secolo, connettendolo alla Piazza Ippocrate e al Viale delle Palme. La fortezza è stato costruita nel XV secolo anche se su basi bizantine. Infatti sembra che già i cavalieri iniziarono la costruzione nel 1314 e la mantennero sino al 1522 quando Kos fu conquistata dai turchi. Reca l’impronta del gran maestro d’ Aubusson, continuata dal d’Amboise e poi dall’italiano del Carretto nel 1514 che avevano voluto difendere la città dalle incursioni ottomane.

A fine visita ce ne torniamo in albergo per il pranzo, anche se è piuttosto tardi, ma non ci preoccupiamo, ci daranno da mangiare sino alle 14,30.

Dopo pranzo – anche questo ottimo – facciamo un piccolo riposino perché fa veramente caldo e poi ci rechiamo nell’interno, nel paesino di Zia, molto suggestivo. La strada per arrivarci è piuttosto tortuosa ma ce la facciamo allegramente. Tutt’intorno un gran profumo di eucalipti che rallegra il cuore.

Zia sorge in collina a 15 km dalla città e vanta un bellissimo e suggestivo panorama sul mare e sulla campagna antistante. Vi sono numerosissimi negozi e molte taverne, in una delle quali, dal nome impronunciabile – in greco di oromedon dotata di roof garden, saliamo a bere qualcosa e intanto ci gustiamo questo splendido panorama.



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