Kenya: un sogno

Ciao a tutti siamo Sara e Dario e prima di cominciare a raccontarvi il nostro viaggio in Kenya vorremmo ringraziare tutti per le dettagliate informazioni che ci avete fornito: sono state fondamentali. Incominciamo il racconto: siamo partiti il 21 marzo 2004 da Milano Malpensa e appena siamo atterrati a Mombasa ci ha invaso il caldo torrido (27°...
Scritto da: sara-cane
kenya: un sogno
Partenza il: 21/03/2004
Ritorno il: 29/03/2004
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Ciao a tutti siamo Sara e Dario e prima di cominciare a raccontarvi il nostro viaggio in Kenya vorremmo ringraziare tutti per le dettagliate informazioni che ci avete fornito: sono state fondamentali.

Incominciamo il racconto: siamo partiti il 21 marzo 2004 da Milano Malpensa e appena siamo atterrati a Mombasa ci ha invaso il caldo torrido (27° alle 6 di mattina) e così abbiamo subito capito come sarebbe stato il clima durante tutta la settimana.

Dopo circa 4 ore di macchina siamo finalmente arrivati al bellissimo hotel Aquarius Resort sito a Watamu a circa 20 km da Malindi.

Ci hanno accolto con un cocktail di benvenuto e ci hanno sistemato nella nostra stupenda camera tutta in legno di ebano.

Dopo un pisolino di circa 4 ore siamo andati a fare un giretto in spiaggia e qui ci hanno “assaliti” i beach boy chiedendoci come ci chiamavamo e da dove venivamo.

Alcuni di loro (Abramo e Sansone) ci hanno accompagnato gentilmente in spiaggia descrivendoci tutte le meraviglie del posto, illustrandoci le possibili visite da fare in zona e dopo circa un’oretta di chiacchiere ci hanno proposto di fare il safari allo Tsavo Est con loro. Dopo averci pensato bene e dopo aver contrattato un pò il prezzo abbiamo deciso di affidarci a loro.

Prima però di fare il safari ci siamo concessi un paio di giorni di mare, o meglio di quello che si può definire mare, visto che si verifica il fenomeno della bassa marea e il mare sparisce dalla vista per centinaia di metri fino alla barriera corallina.

E’ un fenomeno stranissimo e questo ci ha permesso di camminare in mezzo al mare senza “bagnarci” dandoci la possibilità di andare, sempre con i ragazzi della spiaggia, a vedere da vicino le stelle marine, le murene, i granchi attaccati agli scogli, gli aironi, le cicogne, i piccoli pesciolini che rimangono all’interno delle pozze che si sono formate per effetto della bassa marea, i ricci e tutte le specie più variopinte di coralli.

Insomma pur non riuscendo a fare il bagno lo spettacolo che si presenta è veramente fantastico.

Poi verso le 12,00 la marea pian pianino comincia a salire e così nel pomeriggio verso le 16,00 si può fare il bagno tranquillamente in un acqua caldissima.

Tornando a noi: il pomeriggio del secondo giorno di mare, stanchi di prendere il sole a picco sulla testa dalla mattina alle 8,00, abbiamo deciso di andare a fare un escursione alle rovine di Gede; qui la cosa incredibile, oltre alle rovine del 1200, è la presenza spropositata di scimmie dagli occhi color arancio che ti vengono incontro sperando che tu abbia comprato, al baracchino prima di entrare, un sacco di banane. E così è stato perché la guida che ci ha accompagnato (Remo) ha comprato un sacchetto di banane verdi per farci vedere da vicino le scimmie. Così appena entrati alle rovine si sono avvicinate e hanno cominciato a fare dei balzi altissimi per avere almeno una banana da mangiare. E’ stato molto emozionante vedere come all’interno del branco ci siano le gerarchie: infatti non appena il capobranco si è avvicinato, tutte le altre scimmie che erano nei paraggi si sono dileguate.

Durante la visita alcune scimmiette ci hanno seguito attraverso i rami degli alberi ma appena hanno capito che stavano arrivando altri turisti, e quindi altre banane, ci hanno abbandonato.

La visita è stata molto interessante soprattutto per la quantità e la varietà di alberi che circondano le rovine e che le imprigionano all’interno delle loro radici: così si vede il muro di cinta della fortezza e sovrastato sopra l’albero parassita. E’ veramente incredibile come la natura non si fermi di fronte a niente.

Il giorno dopo saremmo dovuti partire per il safari ma, causa febbre da cavallo e di tutto e di più, siamo rimasti a letto per due giorni impossibilitati a muovere qualsiasi muscolo del corpo.

Così gli ultimi 2 giorni di permanenza siamo riusciti a partire per il mitico safari al parco Tsavo Est in compagnia di Abramo e del nostro autista Abdul. Che dire del parco: una esaltazione della natura in tutti i suoi colori, i suoi profumi e i suoi animali così mansueti e maestosi. Non riesco a trovare parole appropriate per descrivere tutte le emozioni che abbiamo provato nell’andare a cercare tutti gli animali, dai leoni al leopardo, dall’ippopotamo alle giraffe, ecc.

E’ veramente incredibile osservare tutti questi animali nel loro habitat naturale, mentre si corteggiano, combattono per una femmina, vanno a dissetarsi alla pozza oppure cacciano una preda.

E la cosa più bella è che tu ti senti un estraneo invasore e vorresti quasi chiedere scusa per averli disturbati.

Un’altra cosa che mi ha molto colpita è stato dormire nel campo tendato Ndololo a diretto contatto con gli animali. Diciamo che io non ho dormito molto causa rumori sospetti che provenivano da fuori la nostra tenda. In ogni caso è stato molto emozionante restare al buio e sentire i rumori notturni emessi dagli uccelli, dai grilli e dagli altri animali non ben identificati che erano fuori dalla nostra tenda.

Il giorno dopo siamo partiti alle 6 destinazione ricerca a tutti i costi del leone e … sorpresa l’abbiamo visto!!! prima sdraiato in mezzo a due leonesse e poi in mezzo alla radura che “passeggiava” davanti ad un branco di zebre.

Che spettacolo!!!! Purtroppo alle 12,00 siamo dovuti uscire dal parco anche se prima ci hanno portato al Voi safari Lodge dove si gode di una vista favolosa su buona parte del parco e se si ha la fortuna si possono vedere gli elefanti che vanno ad abbeverarsi alle vasche artificiali create apposta dall’albergo.

Inoltre in questo Lodge è possibile vedere e quasi accarezzare il topo della savana, vero nome procavia, che passa tutto il giorno a prendere il sole e a zompettare tra i turisti giusto per stare in compagnia. Dopo aver finito di fare le ultime foto siamo usciti dal parco e siamo andati a visitare un villaggio di Masai. Appena siamo arrivati abbiamo offerto le caramelle ai bambini e loro in cambio ci hanno fatto dei sorrisi dolcissimi. Poi gli adulti ci hanno mostrato una danza propiziatoria per la caccia al leone e ci hanno fatto visitare le loro “case” fatte di sterco di mucca.



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