Kenya, un safari di emozioni

Sedici indimenticabili giorni in terra Kenyota; una vacanza a stretto contatto con la natura e la gente del luogo, un viaggio meraviglioso per comprendere che il "mal d'Africa" esiste per davvero
Scritto da: fede-thebest
kenya, un safari di emozioni
Partenza il: 31/08/2012
Ritorno il: 15/09/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Paesaggi sterminati in cui la natura è la vera protagonista, fondali meravigliosamente popolati e una cultura incredibilmente affascinante e complessa: il Kenya, il nostro grande sogno africano che, a partire dal 31 agosto 2012, è divenuto realtà.

Io e il mio compagno Alberto siamo partiti dall’aeroporto di Milano Malpensa a tarda sera, con volo Blu Panorama diretto a Mombasa; 11 lunghe ore di volo, compreso un breve scalo tecnico a Zanzibar.

Una volta atterrati ci siamo ritrovati in una struttura inaspettatamente moderna e funzionale; non era la nostra prima volta in Africa e, dalle passate esperienze, ci aspettavamo qualcosa di molto più spartano. Vista l’efficienza del personale abbiamo sbrigato rapidamente le varie pratiche burocratiche e in men che non si dica, con i bagagli in mano, siamo usciti dalla struttura pronti per incominciare la nostra nuova avventura.

Ad aspettarci sul pulmino diretto all’albergo c’era Manuel, un simpatico ragazzo kenyota che da quel momento in poi sarebbe diventato il nostro referente per qualsiasi richiesta o problema.

Al nostro arrivo il clima non era dei migliore; cielo nuvolosissimo e a tratti pioggia che di certo non era ciò che ci voleva a far tornare l’allegria dopo un viaggio così lungo e stancante.

La tratta in pulmino fino al resort è stata piuttosto lunga; la nostra meta era Diani Beach, a sud di Mombasa, raggiungibile solo tramite l’utilizzo di un traghetto che collega costantemente le due sponde del fiume. Ci siamo imbarcati senza dover scendere dalla vettura e in men che non si dica ci siamo ritrovati circondati da centinaia di uomini, donne e bambini del luogo, diretti anche loro a sud, che ci guardavano con aria incuriosita, quasi chiedendosi che cosa ci facessimo lì.

Dopo circa un’ora eccoci arrivati al Sentido Neptune Resort, un villaggio di notevoli dimensioni in cui gli italiani sono pochi rispetto a una maggioranza di turisti tedeschi e francesi.

Le camere sono costituire da bungalow a due piani (ogni piano costituisce un’unità abitativa), molto comodi e spaziosi. Sono costruiti nel rispetto della natura locale, col tetto in makuti (foglie di palma) e circondati da una vegetazione davvero lussureggiante. Scimmiette molto simpatiche vivono tra le palme e gli alberi da frutto e non è raro ritrovarsele in terrazzo mentre scrutano l’interno della camera spiando dalla finestra. All’arrivo, infatti, ci è stato consigliato di prestare attenzione, chiudendo sempre la porta per non rischiare di dover condividere il letto con una di loro!

La nostra stanza era molto vicina alla spiaggia, al bar e al ristorante principale ma allo stesso tempo decisamente tranquilla per potersi godere il relax che ogni vacanza merita.

Così, dopo un breve riposino per riprendersi dalla fatica, spinti dalla fame abbiamo cominciato l’esplorazione del resort; il più bello in cui io abbia mai soggiornato.

Nota estrememente positiva è stato il cibo, a dir poco squisito. Ricco e abbondante, sempre vario e ben cucinato. Pasta, pesce, carne alla griglia, ottimi contorni, frutta e dolci…tutto decisamente superlativo. Inolte, ogni settimana, era in programma una cena tipica locale in cui poter assaggiare i piatti della tradizione Kenyota per avvicinarsi a questo popolo anche dal punto di vista culinario.

Era possibile mangiare e bere a qualsiasi ora del giorno; succhi di frutta freschissimi, buonissimi cocktail e gustosissimi sandwiches farciti oltre che tanta immancabile frutta tropicale.

Il personale è cordialissimo e socievole, l’animazione splendida e ogni sera venivano organizzati bellissimi spettacoli: danze Masai, acrobati spettacolari e quant’altro.

I primi due giorni di vacanza li abbiamo trascorsi poltrendo sotto l’ombrellone; i lettini non sono disposti direttamente sulla spiaggia (causa maree), bensì sul prato, nei giardini sopraelevati dell’albergo. Si prende il sole (decisamente cocente) tra le palme da cocco e le scimmiette dispettose ma per raggiungere il mare ci si mette un attimo.

Durante la nostra permanenza in Kenya siamo rimasti davvero stupiti da come l’oceano cambi il suo aspetto con il passare del tempo; l’influsso della luna è forte e a ogni ora si assiste ad un paesaggio differente. Le acque si ritirano anche di centinaia di metri, lasciando spazio alla bassa marea che crea delle splendide piscine naturali in cui è facile scovare grosse stelle marine, ricci e conchiglie. Con il trascorrere delle ore, però, la mare si innalza fino a generare violente onde che si infrangono spumeggiando sui muretti che separano il giardino dalla spiaggia.

La prima escursioni che abbiamo partecipato, durante il nostro terzo giorno in Kenya, l’abbiamo organizzata con Martin, un ragazzo incontrato sulla spiaggia. Con la sua barca di legno ci ha condotto al reef in prossimità della costa; qui ci siamo dedicati allo snorkeling provando l’emozione di nutire i pesci della barriera che accorrevano a dozzine per mangiare del pane direttamente dalle nostre mani. In seguito, dopo una bella nuotata, approfittando della bassa marea, Martin ci ha accompagnato a fare una passeggiata molto istruttiva per esplorare i fondali che, di lì a breve, sarebbero stati nuovamente coperti d’acqua.

Il quarto giorno poi, con sveglia di buon mattino, siamo finalmente partiti per il nostro tanto sognato safari; a bordo di un pulmino con interni leopardati (decisamente in tema) ci siamo messi in marcia verso lo Tsavo East National Park pronti per 2 intensissimi giorni nella savana.

Dopo circa 4 ore abbiamo raggiunto L’Aruba Lodge, una bellissima struttra nel bel mezzo del parco in cui abbiamo pernottato e consumato un’ottima cena e un’abbondante colazione. Le camere sono davvero ben curate, i bagni puliti e dotati di tutto il necessario e ogni stanza disponde di una grande vetrata per poter ammirare gli animali che giungono ad abbevaerarsi alla pozza giusto al di fuori della recinzione della lodge.

Il safari è stato veramente un’esperienza fantastica; abbiamo avuto l’opportunità di trovarci a pochi metri da una leonessa, di guardare da vicino gli elefanti e di ammirare le eleganti giraffe. In ogni dove branchi di zebre, antilopi e gazzelle oltre che facoceri e volatili di ogni genere. Indimenticabile è stato poi lo spettacolo del tramonto; il cielo si tinge di arancio e rosso e il sole cala pian piano dietro i baobab rendendo l’atmosfera davvero magica e indimenticabile.

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KENYA, UN SAFARI DI EMOZIONI



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