Jachy’s Adventure Botswana 2002

Questo è il resoconto più fedele possibile del viaggio effettuato nell'agosto del 2002 tra Zimbawe e Botswana in Africa! Tutto è iniziato più o meno a Marzo, quando Paolo (grande esperto di Africa) ci ha proposto per l'ennesima volta un viaggio in queste zone: quest'anno i tempi erano maturi, allora diciamo SI'! Diffondiamo la voce e...
Scritto da: massimo-barbieri
jachy's adventure botswana 2002
Partenza il: 27/07/2002
Ritorno il: 11/08/2002
Viaggiatori: in gruppo

Questo è il resoconto più fedele possibile del viaggio effettuato nell’agosto del 2002 tra Zimbawe e Botswana in Africa! Tutto è iniziato più o meno a Marzo, quando Paolo (grande esperto di Africa) ci ha proposto per l’ennesima volta un viaggio in queste zone: quest’anno i tempi erano maturi, allora diciamo SI’! Diffondiamo la voce e cerchiamo qualche altro partecipante, alla fine ci troviamo in 9 io (Massimo) e Paola, Birgi e Manu tutti alla prima esperienza di safari e di Africa, Giangi ed Enrica con il figlio Aldo di 11 anni, con esperienza africana e un’incredibile passione per gli animali e infine Paolo e Davide, padre e figlio ormai quasi di casa da queste parti.

La fase preparatoria è quasi totalmente in mano a Paolo che si è occupato dei voli (con l’Air Zimbawe la più economica con circa 1000 Euro e che si rivelerà una compagnia complessivamente buona), del noleggio delle jeep e delle prenotazioni dei campi all’interno dei parchi e dei lodge.

Qualche riunione preparativa, un po’ di divisione dei compiti, la spesa iniziale e siamo pronti a partire! Sabato 27.07.

Finalmente si parte, ci aspetta una giornata di viaggio ma il morale è alle stelle. Il primo volo British Airways da Genova a Londra Gatwich è senza storia a parte i controlli decisamente fiscali al check-in e una quarantina di min. Di ritardo. A Londra troviamo una coda incredibile al bancone dell’Air Zimbawe, anche qui lunghi controlli e arriviamo al gate giusto in tempo. Sull’aereo diretto ad Harare (capitale dello Zimbawe) scopro per la prima volta in vita mia cosa vuol dire sentirsi bianchi…. Ogni tanto è utile vedere da un’altra prospettiva… Domenica 28.07 In qualche momento durante la notte abbiamo passato l’equatore, finalmente atterriamo in Africa, nel nuovissimo aeroporto internazionale di Harare, sbrighiamo le formalità burocratiche ( US$ 45 per un visto doppio) passiamo nella vecchia zona dei voli nazionali e aspettiamo 4 ore il volo per Victoria Falls. Nel frattempo in un negozietto scopriamo che la situazione economica in Zimbawe non è delle migliori, mentre il cambio ufficiale di aggira intorno ai 45 Zimba$ per 1 US$ il cambio nero è circa 7 volte tanto! Comunque dopo ancora un’oretta di volo raggiungiamo finalmente Victoria Falls, all’aeroporto troviamo le nostre jeep che ci accompagneranno fedelmente per i prossimi 10 giorni, un salto all’agenzia dove sbrighiamo le pratiche per il noleggio. Siamo a posto e possiamo raggiungere il Rest Camp dove dormiremo, in sottofondo si sente il rumore delle cascate e se ne vede il fumo! Poco alla volta capiamo che la situazione in Zimbawe sta diventando rapidamente drammatica: i prezzi sono praticamente allineati al cambio in nero, la benzina scarseggia, ad ogni angolo veniamo letteralmente accerchiati da locali che vogliono cambiare i dollari (si arriva fino a 500 a 1), Paolo e Davide che sono stati da queste parti solo 3 anni fa sono sconvolti dalla situazione, anche i turisti si sono ridotti drasticamente! La politica di questi ultimi anni, con la conseguente sospensione dal Commomwealth, ha creato un circolo vizioso dal quale sarà molto difficile uscirne.

Ceniamo al Camp e iniziamo la battaglia serale con le zanzare! Lunedì 30.07.

Sveglia presto e dopo una coda di un’ora per fare benzina andiamo alle cascate, purtroppo per mancanza di tempo abbiamo dovuto sacrificare il rafting sullo Zambesi.

Le Cascate Vittoria sono uno spettacolo della natura da lasciare senza fiato: una muraglia di acqua lunga quasi due km e alta più di 100 metri, una potenza incredibile, un rumore impressionante in mezzo a una nuvola di polvere d’acqua, non per niente il nome locale è Mosi oa Tunya che significa più o meno “fumo che tuona”, poi è arrivato Livingstone che, in perfetto stile coloniale, ne ha modificato il nome in omaggio alla regina… sebbene fradici facciamo un lungo giro, siamo letteralmente ipnotizzati dallo spettacolo.

Dopo un rapido spuntino ci dividiamo per fare un po’ di commissioni, conferma dei voli, pagamenti vari e spesa. Abbiamo ancora un po’ di tempo per un fare i turisti come si deve e fare shopping in un mercatino locale, e cenare in una steak house. Anche qui abbiamo la sgradita sorpresa di scoprire che questo ristorante ha notevolmente risentito della crisi economica: in una sala praticamente deserta ci spartiamo le ultime porzioni di filetto, in compenso ce la caviamo con circa 10 Euro a testa.

Martedì 30.07 Sveglia presto, rapida colazione, carichiamo le jeep con tutti i bagagli e partiamo alla volta del Botswana. Con una certa apprensione (visto che il posto si chiama Kazungula!) arriviamo alla frontiera, le formalità doganali sono piuttosto rapide (secondo gli standard africani: circa mezz’ora), e da subito l’impressione che abbiamo del Botswana è quella di un paese sicuramente più organizzato. Raggiungiamo subito il Kubu Lodge poco prima di Kasane e ci ritroviamo nel sogno di ogni turista: una serie di cottage su palafitte tra prati curatissimi sulle sponde del fiume Chobe popolato da ippopotami e coccodrilli, tetto di paglia, interno tutto in legno e arredato in stile locale con le zanzariere sul letto…uno sballo! Non abbiamo neanche il tempo di goderci questo popò di posto che Paolo ci richiama all’ordine, dobbiamo andare a Kasane per cambiare e ritirare i soldi e passare dagli uffici del parco per alcune informazioni, più facile a dirsi che a farsi, in banca c’è un sacco di coda e alle 15.00 abbiamo appuntamento per la crociera sul Chobe! Torniamo quindi indietro per non perderci una delle esperienze più entusiasmanti che si possano fare da queste parti (e probabilmente nel corso della propria vita): la crociera sul fiume Chobe si svolge su barconi a fondo piatto (con tanto di tavolini e servizio bar!). Si naviga tra animali di tutti i tipi e specie, elefanti, ippopotami, bufali coccodrilli, iguana, cicogne, aquile, cormorani…. Le macchine fotografiche rischiano di fondersi, sembra di essere in un documentario, manca la voce di Piero Angela fuoricampo, ma qui è tutto vero, quello a due metri da noi è un vero coccodrillo e quel branco di elefanti non è qui pro turisti! Ma l’Africa deve ancora stupirci! Il tramonto sul fiume è indescrivibile, i colori cambiano continuamente, il sole non cade dietro l’orizzonte, ci sparisce dentro! Rientriamo con gli occhi ancora pieni di tutto quello che abbiamo visto ci continuiamo a raccontarcelo a vicenda! La cucina del lodge si dimostra all’altezza, e una tazza di tè sulla veranda del cottage, con i rumori degli animali come sottofondo e una stellata unica sulla testa non può che essere la fantastica conclusione di questa giornata! Mercoledì 31.07 Anche la colazione al lodge è ottima in compagnia di uccelli coloratissimi e di un facocero che vengono a scroccare un po’ di cibo ai turisti. Ripassiamo in banca per ritirare un po’ di soldi, anche se ne avrei fatto volentieri a meno, in maniera piuttosto rapida.



    Commenti

    Lascia un commento

    Africa: leggi gli altri diari di viaggio