Itinerario della Val Comelico (Dolomiti) in un giorno

Panorami infiniti sulla valle dei confini
Scritto da: MartaDZ
itinerario della val comelico (dolomiti) in un giorno

Custodita fra le magiche cime delle Dolomiti, la Val Comelico è una vallata veneta in provincia di Belluno, all’estremo confine italiano e racchiusa fra il Friuli-Venezia Giulia, l’Austria e l’Alto Adige. Vi scorre il neonato fiume Piave e gli abitanti parlano il dialetto ladino. Meno conosciuta rispetto ai suoi vicini di casa, la Val Comelico si preserva dalle mete di massa regalando pace e natura incontaminata a coloro che osano avventurarsi fin lassù.

Abbiamo di deciso di fare una giornata on the road nella valle, quindi visitando tutto ciò che si può raggiungere con un’automobile comune, escludendo tutti i punti di interesse in alta montagna. Sarà quindi un viaggio comodo che chiunque può intraprendere per fare un sopralluogo e decidere, sicuramente, di tornarci!

Se si proviene dal Veneto, la Val Comelico si raggiunge lasciando l’autostrada A27 a Longarone e attraversando tutto il Centro Cadore. Poco prima di Auronzo di Cadore (conosciuto per le Tre Cime di Lavaredo) si imbocca una lunga galleria che sbocca in una stretta vallata, benvenuti in Val Comelico! Ci vorranno ancora alcuni chilometri prima di arrivare al centro abitato di Santo Stefano di Cadore a 940 mt. L’abitato di Santo Stefano ospita una chiesa risalente all’XIII secolo e diverse strutture ricettive e pubblici esercizi. Il verde dei boschi e dei prati è prorompente, l’aria è fresca e frizzantina. Ci fermiamo per fare una breve colazione e facciamo quattro passi per sgranchirci le gambe.

Il viaggio prosegue, abbiamo deciso di fare un giro circolare che ci permette di vedere tutta la valle da diversi punti panoramici. Da Santo Stefano proseguiamo verso est e arriviamo nel comune di San Pietro di Cadore che ospita il Palazzo Poli de Pol, costruito nel 1600 ed oggi sede del Municipio. Iniziando a salire, dopo diversi tornanti che regalano viste mozzafiato, raggiungiamo l’abitato di Costalta di Cadore, il paese di legno, che sorge a 1300 mt. Qui parcheggiamo nella piccola piazza e facciamo una passeggiata lungo le viuzze strette che nascondono numerosi edifici rurali e fienili (tabià) abbelliti da sculture di legno. Qui si trova anche l’esempio più antico di costruzione rurale “Casa Museo Ángiul Sai”, 1700 circa, che ospita il piccolo museo locale.

Da Costalta si prosegue lungo la strada panoramica del Comelico dove ammiriamo diversi  massicci montuosi e arriviamo infine a Costalissoio. Da qui il panorama è incantevole, davanti noi sul versante opposto della valle vediamo l’abitato di Danta e tutte le cime più belle fino a Padola. Dopo le fotografie d’obbligo proseguiamo verso Costa (1350 m) seguendo la strada panoramica. Sarà proprio in questo paesino che ci fermeremo in un bel agriturismo all’interno di un fienile ristrutturato per gustare tutte le bontà locali ( prezzo per due adulti, primo (casunziei), secondo (selvaggina), dolce, caffè, bevande circa 50 €)

È arrivato il momento di scendere di quota, ma solo per pochi km, passando per San Nicolò di Comelico dove spicca una chiesa che vi regalerà dei deliziosi affreschi (consiglio la breve sosta). Si prosegue quindi lungo la strada principale verso il comune di Comelico Superiore dove troviamo il primo abitato, Candide (1200 m), il paese più antico. Per il punto panoramico da mozzafiato del luogo non vi resta che arrampicarvi (sempre con l’auto) fino alla chiesetta di San Leonardo costruita nel 1545 da Nicolò Ruopel e sita nell’abitato di Casamazzagno (1300 mt). Qui il panorama è da cartolina, splendido e carico di infiniti dettagli. Appoggiati al recinto di legno, che racchiude la chiesa, la vista spazia lungo tutta la vallata di Comelico Superiore, sul gruppo montuoso del Popera, fino a intravedere l’abitato di Santo Stefano.

Dopo la sosta il viaggio continua e scendiamo a Dosoledo conosciuto per la tradizione del carnevale (maskarada) e delle maschere del matazin  e lachè. Qui troviamo un museo a loro dedicato che racconta anche dell’antica e ancora attiva istituzione delle “Regole di comunione familiare”. Il museo presenta inoltre una sezione dedicata all’architettura rurale locale e degli interventi del rifabbrico attuato nel 1800. Parcheggiando nella piccola piazza è possibile visitare, oltre al museo, un esempio di architettura rurale ancora ben conservata, i fienili di Dosoledo poco dietro il parcheggio.

Pochi chilometri più avanti si giunge a Padola, il centro dello sport invernale, che si presenta adagiato su una morbida vallata verde e ci accoglie con i suoi locali dove decidiamo di fermaci per una sosta all’insegna del dolce. Interessante è la visita al Museo di Cultura Alpina e Ladina del Comelico e allo sbarramento artificiale, chiamato “Stua”, che rendeva possibile la fluitazione del legname. Questo è il più antico, risalente al 1500 e di recente restaurato e reso cellula museale.

Riprendiamo il mezzo e proseguiamo per Danta di Cadore (1400 mt), a metà strada ci fermiamo al laghetto di Sant’Anna. Durante la stagione estiva il locale sulle sponde del lago è aperto. Il viaggio prosegue lungo la strada che porta a Danta costeggiando la zona protetta delle torbiere, se le raggiungete al mattino consigliamo una passeggiata lungo i sentieri per scoprirne la ricca flora. Arrivati in piazza a Danta mettiamo la prima e tenendo un po’ su di giri l’auto ci portiamo alla chiesetta di Santa Barbara che si erge in cima ad un colle sopra all’abitato. Qui troviamo l’ultimo panorama dolomitico della giornata, ormai sulla via del tramonto. Possiamo vedere Costalissoio e Costa che abbiamo visitato nella mattinata e goderci l’ultima luce del giorno.

La strada del rientro ci riporta, dopo diversi tornanti, a Santo Stefano; qui ceniamo in un ristorante tipico ( prezzo per due adulti, antipasto (tagliere misto con prodotti del luogo), primo caffè, bevande circa 40 €) e soggiorniamo presso una delle strutture ricettive (70 € doppia trattamento b&b).

Incastonata fra le mete più conosciute delle Dolomiti Patrimonio Unesco, la Val Comelico si presta per un turismo slow; accogliente con gli amanti del trekking poco affollato e ammaliatrice per i cultori del colore verde. Così la descrisse Giosuè Carducci “…e di borgate sparso nascoste tra i pini e gli abeti tutto il verde Comelico”.

Note di viaggio

  • Il percorso proposto è circolare di circa 47 km, senza soste ci si impiega un’ora e mezza.
  • La spesa del carburante varia dal tipo di mezzo usato, considerate i diversi dislivelli che fanno aumentare i consumi della vostra automobile.
  • Le strade proposte sono tutte asfaltate.
  • I parcheggi sono tutti gratuiti.
  • Gli ingressi ai musei / chiese sono tutti gratuiti.

Consigli prima di partire

Il giro regala le panoramiche migliori dal mese di maggio a ottobre, ma se vi piace la neve è consigliabile da dicembre a febbraio. Consultare sempre il meteo prima di partire.

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itinerario val comelico

casamazzagno

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