Dalle Marche alla Toscana, passando per la Basilicata

Nell'anno più assurdo mai vissuto, esorcizziamo le paure e facciamo un giro per il nostro Bel Paese. Ed essere sobriamente e non nazionalisticamente fiero di farne parte. Ogni tappa del viaggio, Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Lazio e Toscana sarebbe degno di una vacanza. Felici di aver lasciato ogni luogo con il rammarico del poco tempo...
Scritto da: us01234
dalle marche alla toscana, passando per la basilicata
Partenza il: 04/07/2020
Ritorno il: 19/07/2020
Viaggiatori: 2
Spesa: Fino a €250 €

Il 2020 è l’anno più assurdo che abbiamo vissuto. Abbiamo affrontato un nemico invisibile e non abbiamo vinto, perché è morta troppa gente, ma sembra che la guerra stia finendo. In Italia, almeno. E quindi bisogna provare a ricominciare e se poi non è finita … ci abbiamo provato. Quindi, cercando il ritorno alla normalità, facciamo quello che la fortuna ci permette di chiamarlo una cosa normale: un viaggio.

Io e Laura, bancario ed insegnante, siamo dei privilegiati: entrambi abbiamo continuato a lavorare mentre troppi perdevano il lavoro. È stata una primavera tragica per troppi, durissima per molti, ma per noi non è comunque stata una passeggiata. Quindi siamo di nuovo partiti, ci scusi chi soffre ed ha sofferto.

E di nuovo scrivo, perché leggere i diari degli altri mi è sempre servito e spero che il mio serva a qualcuno.

La pandemia per due mesi mi ha fiondato in una situazione che ho sempre desiderato: non dover uscire! Non potevo fare nulla per salvare qualcuno, ma potevo proteggere gli altri stando chiuso in casa. Per un professionista dell’ozio come me è sembrata una rivalsa, da reietto ad eroe. Eroe forse è troppo, ma sento di aver partecipato all’arginamento del virus.

Ma ora anche la fase 3 ha bisogno di noi: c’è l’economia da rilanciare! Quindi via ragnatele, muschio e sedimenti, ciao divano, si parte! L’economia da salvare è la nostra e quindi si sta in Italia.

Laura, moglie ipercinetica, vorrebbe andare a Matera: questo è diventato il pretesto, suo, per fare un mini giro d’Italia. Dal cuneese pensiamo di raggiungere, costeggiando l’Adriatico, la Basilicata e tornare risalendo lungo il Tirreno. Vedremo cosa riusciremo a fare.

Giorno 1 – Macerata (via Montefiore Conca)

Si parte salutando mamma e cana con soli 45’ minuti di ritardo sulla tabella di marcia. Becchiamo un discreto traffico e dopo 4h e ½ usciamo a Cattolica: ho visto, su un sito dei Borghi d’Italia, Montefiore Conca un paesino con una bella rocca che lo sovrasta. L’idea era: mangiamo un panino, facciamo un giretto e ripartiamo. Ci siamo fermati 2 ore. Pranzo con tagliatelle al ragù e tagliere di formaggi (e tanti saluti al panino), poi visita del borgo e della Rocca Malatestiana. Tutto moltissimo rilassante ed io sarei già soddisfatto, ma abbiamo prenotato a Macerata. E si riparte.

Il b&b Fonte Oblita è fuori Macerata, molto accogliente, così come Giuseppe il padrone di casa. Prima di cena, giretto per la città: io qui ho fatto un mese di militare, ma non ricordo nulla. Ma proprio nulla. Sono un po’ preoccupato. Ah, la caserma non c’è più, ma giuro che c’era. Ho anche delle foto. Mangiamo all’Osteria dei fiori ottime bruschette con prosciutti ed insaccati, Laura dei panzerotti, io coniglio in porchetta (mi fa un po’ ridere ‘sto piatto). Tutto delizioso. Ah come si mangia in Italia! Ora ci trasciniamo a letto. Primo giorno della vacanza dei sensi di colpa: positivo. Anzi no: bello. Ormai la parola positivo ha un’accezione negativa.

Giorno 2 – Recanati Loreto Montelupone

Sposi la prof. di lettere, vieni nelle Marche, puoi esimerti dal visitare la città del Giovane Favoloso? Tu l’hai già visitata, sì, ma basta come giustificazione? No. Quindi si va a Recanati. In questi giorni credo troveremo poca gente in giro, Recanati potrebbe essere l’esempio. Troviamo parcheggio, gratis (!!) e si comincia l’immersione nella poesia. In effetti le parole di Leopardi sono immense: “E mi sovvien l’eterno”, “E naufragar m’è dolce in questo mar”, la descrizione della vita recanatese del Sabato del villaggio.

Recanati è molto bella, le parole dell’Infinito scritte sulla via principale (sono delle luci, in realtà) e ovunque sulle case, insieme ad altre poesie. Visitiamo il chiostro su cui svetta la “torre antica” del Passero solitario, poi si arriva sulla piazza davanti alla casa di Leopardi che gli ha ispirato il Sabato del villaggio. A proposito: una mia amica andava in depressione sentendo la musica di 90° minuto perché significava la fine della domenica, il nostro Giacomo anticipavo questo sentimento già al sabato sera. Esagerato! Sulla stessa piazza la casa doveva viveva Teresa, la Silvia della poesia (Laura potrebbe spiegare perché Silvia e non Teresa, io l’ho scordato). E poi avanti fino al colle dell’Infinito. Abbiamo prenotato la visita della casa ed entriamo. Dico solo una cosa, dei più di 10.000 volumi della biblioteca del padre, Giacomo ne ha letti più di 8.400!!! Nel frattempo dormiva, mangiava, andava in bagno. Direi che non servono commenti.

Lasciamo Recanati (pranzo panino su panchina dell’orto dell’Infinito) e ci facciamo “curiosi dei misteri cristiani” ed andiamo a Loreto. La Basilica è molto imponente e contiene la casa della Madonna. Questa della casa trasportata dagli angeli da Nazareth ad un bosco delle Marche è una storia per cui ci vuole un container di fede, il mio guru è Piero Angela, fate voi.

Per nulla pervasi da questo mistero e chiedo scusa ai credenti, riprendiamo l’auto e ci dirigiamo a Montelupone. Splendido e poetico borgo con una piazza meravigliosa, questo posto ha messo a posto la giornata dopo la delusione lauretana.

Giorno 3 – Sirolo

Colazione dove incontriamo una coppia “diversamente giovane” come noi, ma comunque meno giovane: arrivano da Belluno e quando lui dice di essere un estimatore e di conoscere di persona Zaia, mi sono dedicato accanitamente ed esclusivamente sul mio croissant e cappuccino. Sono in vacanza, meglio evitare scontri. Ma anche questo fa parte di un viaggio, conoscere persone diverse da noi. Ma se sono troppo diverse…

Oggi: Mare! Puntiamo verso il Conero e andiamo a Sirolo.

E qui parliamo della mia passione: l’ansia. Io la produco e lei mi mangia, ottimo circolo vizioso. E per me ansia fa rima con parcheggio, che a Sirolo è più introvabile di Pizzaballa nelle figurine Panini. Ci sono solo parcheggi a pagamento, piccolissimi. Dopo aver vagato un po’ “creiamo” un parcheggio dal nulla. Pago una fortuna e inizio a pensare che mi faranno la multa o rimuoveranno l’auto, oppure automobilisti infuriati dal mio parcheggio creativo mi avranno scritto il loro ringraziamento con un chiodo sulla portiera. O tutte queste cose insieme. Con questi pensieri positivi scendo con Laura, molto molto meno preoccupata, alla spiaggia Urbani.



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