Istanbul in transfer

Diario di Viaggio a ISTANBUL 4-5 Dicembre 2008 e 3-4 Gennaio 2009 DI LAURA GIAMPAOLO MATTEO (17) E CARLOTTA (16) GRIGNANICOME É CAMBIATA ISTANBUL.... OCCIDENTALE E MODERNIZZATA, ORA POTREBBE ESSERE DEFINITA LA PORTA DELL’OCCIDENTE. É IL DESTINO DELLE NAZIONI IN CRESCITA: ACQUISISCONO BENESSERE E MODERNITÁ PERDENDO PERÓ UN PÓ DEL LORO...
Scritto da: grignanilaura
istanbul in transfer
Partenza il: 04/12/2008
Ritorno il: 06/12/2008
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 1000 €

Dopo l’harem, ci rechiamo nella Terza Corte dove visitiamo la sala delle udienze e la Biblioteca di Amhet III. Da lì passiamo ai Giardini Inferiori, splendidi giardini degradanti verso il Bosforo con una vista meravigliosa. Ritorniamo indietro verso la seconda Corte per visitare la Sala del Tesoro, contente fra gli altri gioielli importanti, il famoso diamante del Topkapi. Personalmente é già la terza volta che visito il Palazzo del Topkapi ma, per i figli… Il finale lo dedichiamo alla sala delle armi e alle cucine. Quanto sono belle ed affascinanti le cucine antiche! All’uscita del Topkapi andiamo all’Ippodromo passando dalla via della pensione Aya Sofia, un complesso di case ottomane molto carine e perfettamente restaurate. Cerchiamo un bancomat e ne troviamo ben sei, uno a fianco all’altro! Ci sediamo in un bar a gustarci un the turco con vista Obelisco Egiziano (quello donato da Teodosio) e, dopo aver scattato un pó di fotografie alla Moschea Azzurra, andiamo a visitare Aya Sofia. Sempre splendida ed imponente (altri 10 euro a testa) ci porta via buona parte della tarda mattinata. Questa volta proviamo anche ad infilare il dito nella colonna bucata esprimendo un desiderio. Se il dito esce umido il desiderio ha buone probabilità di avverarsi! Per pranzo andiamo a cercare un ristorante vicino ad Aya Sofia dove Giampaolo ed io eravamo stati 5 anni fa e dove avevamo mangiato molto bene! Lo troviamo e così ci facciamo una mangiata colossale. Antipasti misti caldi, antipasti misti freddi, carni alla griglia miste e cotolettine d’agnello alla brace! Fantastiche. Non rimane spazio per i dolci… Li assaggeremo a Gennaio quando torneremo. Caffè, digestivo e fumatina di Narghilè in un simpaticissimo bar all’aperto (é incredibile il caldo che fa…) e poi alle 15:30 torniamo in albergo. Lasciamo giacche, cappotti e scarpe pesanti in un borsone che, gentilmente, ci terranno in albergo fino a Gennaio. Alle 16:00 ci avviamo all’aeroporto poiché alle 18:35 parte il nostro aereo per Mumbai. Arrivederci Istanbul! Sabato 3 Gennaio 2009 (Istanbul) Atterriamo con il volo da Mumbai, con un leggero ritardo, alle sette del mattino. Istambul… Eccoci di ritorno! Depositiamo i bagagli ed usciamo dall’aeroporto. Sigaretta… Ma si gela! Rispetto a Dicembre ora fa un freddo bestiale. Zero gradi… Mamminaaa! Arriviamo verso le nove in albergo e per prima cosa recuperiamo i nostri vestiti pesanti. La camera é già disponibile così ci facciamo una doccia e ci vestiamo. Poi usciamo perché, anche se non é nemmeno mezzogiorno abbiamo una fame bestiale. Ci facciamo consigliare, da un negoziante di tappeti, un localino simpatico dove mangiare kebab. Ordiniamo fin troppe cose ma le mangiamo quasi tutte! Beviamo anche una bottiglia di vino locale (dato che in questo ristorante il prezzo é abbastanza abbordabile). Il personale é gentilissimo. Aggiungiamo al pranzo anche un assaggio misto di dolci turchi e per terminare due Raki! Spesa quasi 100 euro (sigh!) ma ne é valsa la pena.

Dopo pranzo Matteo e Giampaolo vanno in albergo a riposare mentre Carlotta ed io andiamo ai bagni turchi. Bagni turchi di Cagalogu. Uomini da una parte e donne dall’altra. Ci sono stata qualche anno fa con un’amica. Carlotta che adora i massaggi deve assolutamente provarli! (io che detesto i massaggi… Mi sacrificherò per lei). In quanto a sacrifici si comincia con il pagamento di 34 euro a persona. Ma ne vale la pena. Un paio d’ore al caldo! Ci danno due camerette e degli asciugamani. Ci spogliamo e, avvolte negli asciugamani, entriamo nel favoloso bagno turco dai colonnati, i pavimenti e la cupola in marmo. Splendido. Lì ci si siede su dei gradini vicino ad una fonte di acqua calda (mischiata con la fredda altrimenti sarebbe bollente) e ci si versa addosso l’acqua con delle ciotole. Dopo le massaggiatrici {NDR: che adesso sono in costume mentre 5 anni fa stavano come mamma le ha fatte} ti massaggiano, ti fanno lo shampoo e ti lavano tutta. Dopo aver bevuto un buon the turco nella sala d’ingresso, prendiamo la via del ritorno sotto un vento gelido e un pó di pioggia. Svegliamo i maschietti e ci avviamo al Gran Bazar. Prendiamo il tram, poiché piove e tira un’aria gelida…

Quello che era il Gran Bazar di Istambul (da me visitato la prima volta nel 1974 e la seconda nel 2003) non é più un Bazar stile orientale… Ha le sembianze di un centro commerciale, illuminato stile new york, dove le bancarelle hanno ceduto il posto a sfavillanti negozi… Da dove sono spariti gli sgabellini sparsi davanti ai vari negozi sui quali fino a qualche anno fa si parlava e contrattava con i commercianti, si beveva il the con loro, ci si divideva anche il cibo. Non ci sono nemmeno più i tappeti distesi in mezzo ai passaggi, né i venditori vocianti…

Entriamo in un negozio di tappeti, dove viene impartita una piccola lezione a Matteo e Carlotta sulla materia di Kilim, persiani, etc.. Non compriamo nulla da nessuna parte, a parte una cintura Prada sicuramente camuffata, che per 10 euro trovavamo anche in Europa… Ci chiedono 180 euro per un rolex (anche quello sicuramente camuffato)… Ma non c’é verso di trattare… Abbiamo anche provato ad andarcene. Non ti chiama indietro più nessuno e non esiste nemmeno più il piacere di contrattare.

Non ci divertiamo come sperato. Matteo e Carlotta, che si aspettavano un bazar caotico e disordinato come quello del Cairo, ne rimangono delusi.

Anche gli acquirenti locali sembra abbiano abbandonato questo bazar, anche nelle corsie periferiche. É invece pieno di turisti, tra cui moltissimi italiani.

Per cena, andiamo nella zona di Aya Sofia, nel solito ristorante che conosciamo, ma stasera non abbiamo fame e mangiamo pochissimo (spendendo di conseguenza pochissimo). Il programma locali notturni salta poiché siamo tutti stanchissimi… Sarà il jet lag o sarà che stanotte abbiamo dormito tre-quattro ore, ma concludiamo la serata scrivendo le ultime cartoline.

Domenica 4 Gennaio 2009 (Istanbul) Dormiamo fino alle otto e mezza (ci voleva). Il tempo é sempre brutto… Facciamo colazione e paghiamo l’albergo {NDR anche stavolta solo 80 euro contro i 100 pattuiti… E anche questa volta taccio}. Nella sala colazioni questa mattina c’erano quasi tutti italiani! Prendiamo il nostro tram fino ad Aksara e poi la metropolitana fino all’aeroporto. Arriviamo di corsa all’imbarco perché abbiamo calcolato male i tempi. Ma l’imbarco é appena cominciato: no problem… arrivederci istanbul!



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