Israele, Sacro vs Flash

Un cerchio tra Tel Aviv, Giaffa, Cesarea, Akko, Haiffa Zippori, Nazareth, Monte Tabor, Tiberiade, Monte Beatitudini, Safed Cascate Banias, Castello Nimrod, Monte Bental, Alture del Golan, Beit She’an, Ein Gedi, Masada, Hebron, Betlemme, Gerusalemme, Tel Aviv
 
Partenza il: 22/05/2014
Ritorno il: 02/06/2014
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

VENERDì 23 MAGGIO: Malpensa – Tel Aviv

Israele, luogo di culto delle tre principali religioni monoteiste, era da tempo sulla mia lista dei top ten travel. Il costo per un tour di 8 giorni in singola con i classici Tour Operator superava abbondantemente i 2.000 euro. Unica soluzione buttarsi con una formula più “avventurosa”.

Parcheggiata l’auto al P4 di Malpensa (11 giorni 45 euro) in perfetto orario mi reco al banco del T.O. per ritirare il biglietto aereo e conoscere 4 dei miei nuovi compagni di viaggio, gli altri 11 arriveranno a destinazione da altri aeroporti. Volerò, ahimè, con la compagnia di bandiera israeliana El Al. Prima del chek in un’addetta alla sicurezza El AL mi invita a seguirla. Arrivati al bancone inizia un serrato interrogatorio. Mi sento trattato come “il bel Renè”, oltre alle classiche domande formulate con arroganza e maleducazione, mi vengono rivolte domande – a mio parere – assurde: perché hai le ferie in questo periodo? Ma puoi prendere le ferie quando vuoi? 32 giorni di ferie! Perché hai così tanti giorni? Perché non conosci gli altri del gruppo?

Se parto solo e prenoto un viaggio come faccio a conoscere gli altri gitanti!

Sono obbligato, pena il mancato imbarco, a consegnare il bagaglio a mano che sarà consegnato al momento dell’imbarco e perquisito senza la mia presenza. All’imbarco vengo diviso dagli altri passeggeri e perquisito. All’arrivo apro la valigia e ritrovo i miei effetti personali alla rinfusa. Al ritorno più o meno stessa situazione con l’aggravante che durante la perquisizione la mia cintura dei pantaloni sparisce. Consiglio di evitare El AL, le altre compagnie aeree effettuano normali controlli. Oltre a lunghe attese eviterete di perdere la pazienza.

A Tel Aviv conosciamo Jamal, che sarà il nostro autista per 6 giorni. Il transfer per il Momo’s Hostel è di circa mezzora. La tripla è una tipica stanza di motel da narcotrafficante messicano! Letto matrimoniale di circa 120 cm di larghezza e mini letto di circa 60 cm, un modo simpatico per diventare subito intimi! Il locale è sgarrupato e non proprio lindo al costo 30 euro a persona. Il lungomare di Tel Aviv con la sua movida ci aspetta!

Il lungomare è pieno di gente che cucina carne su improvvisati barbecue, molti teli sul prato per pic nic, podisti, ciclisti, auto con musica a bomba… e la movida? I grattacieli si stagliano sul mare modello Rimini, la città è moderna essendo stata costruita recentemente.

Il mare è limpido e la sabbia finissima, impalpabile, l’acqua è tiepida all’orizzonte spunta la penisola di Giaffa la parte vecchia di Tel Aviv.

Il richiamo dello stomaco ci conduce ai tavolini all’aperto di un ristorante russo, pollo grigliato con contorno e birra per 100 shekel (1 euro equivale a circa 4.70 shekel). Due passi per digerire ed arriviamo alla fontana simbolo di Tel Aviv, una piccola fontana sopraelevata con pannelli colorati, non vale la camminata. Tel Aviv è celebre per la movida, dobbiamo trovarla, chiediamo in Hostel. “Il concierge” del Momo ci suggerisce di prendere il bus n. 4 (8 nis) per arrivare al porto antico. Il porto antico è una piccola caletta con numerosi ristoranti animati e negozi, carino per cena. Le palpebre iniziano a calare, riprendiamo il bus e torniamo in Hostel. Resta un dubbio donde està la movida? Fortunatamente il mio compagno di letto matrimoniale è magro, quindi non ho difficoltà ad addormentarmi nei miei 60 cm di materasso.

SABATO 24 MAGGIO: Tel Aviv – Giaffa – Cesarea – Akko – Haiffa – 120 km

La colazione è servita dalla receptionist direttamente al banco: thè e caffè e una merenda confezionata dal peso specifico maggiore dell’oro! Il meeting è fissato alle nove nella hall del Momo, dove conosco il resto del gruppo, mentre il coordinatore illustra le tappe della giornata.

Tour veloce tra i vicoli di Giaffa, da vedere la piazza centrale, la torre dell’orologio ed il panorama su Tel Aviv. A seguire visitiamo Cesarea fatta erigere da Erode nel 22 a.c.; Erode voleva costruire una città senza uguali al mondo in onore al suo protettore Ottaviano Augusto. Oggi rimangono, a pochi metri da un mare cristallino, vestigia romane a testimonianza dell’antico splendore. All’ingresso, copiando lo stile Colosseo, si offrono per una foto ricordo sorridenti centurioni. Da non perdere l’anfiteatro, l’ippodromo ed i mosaici. Il percorso turistico si dipana per 3 km. Una curiosità: in questo luogo la leggenda vuole che nell’anno 1.101 sia stato rinvenuto dai cavalieri Crociati il santo Graal, oggi custodito nella cattedrale di S. Lorenzo a Genova. Un cielo terso lascia liberi i raggi del sole di pizzicarci la pelle.

Le mura di Akko proteggono il cuore della città dove in posizione sopraelevata trova collocazione la cittadella. La cittadella di Acri è una fortificazione ottomana, edificata sulla cittadella costruita a suo tempo dall’Ordine degli Ospitalieri. La cittadella faceva parte del complesso difensivo della città, rafforzando il muro settentrionale. Nel corso del XX secolo la cittadella era utilizzata come prigione. L’interno non ancora recuperato interamente non offre molto ai visitatori, enormi stanzoni vuoti. Deliziosi i vicoli e le gallerie coperte della città dove è possibile pranzare o perdersi per lo shopping. La parte ludica è un tunnel sotterraneo che dal centro della città vicino al bazar porta direttamente la mare. Una passeggiata sulle alte mura in riva al mare ed alle 17.30 partenza in bus in direzione Haifa.

Un gentilissimo receptionist ci accoglie al Haifa Port Inn. Albergo veramente carino, pulito e curato nei dettagli con un verde giardino interno per il relax (31 euro a persona BB in tripla). Ad Haifa troveremo la movida: The Germany Colony. Un lungo viale costruito da una setta tedesca: i templari, da non confondersi con i cavalieri, infatti i templari erano una setta protestante della Germania meridionale formatasi intorno al 1850 che si trasferirono su pressioni del loro leader spirituale Christoff Hoffman in Terrasanta. I membri di questa setta costruirono nel giro di pochi anni un insediamento portando un certo benessere in seguito all’avvio di piccole imprese a conduzione famigliare. La via è costellata di ristoranti e locali, scegliamo il Fattoush per cenare con fattoush di pollo e birra (100 nis). Locale carino e cibo discreto. In ogni ristorante sono offerti oltre ai classici e sempre presenti antipasti di verdure anche l’immancabile ed ottimo hummus.



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