Israele: la culla delle Religioni

Una settimana visitando Tel Aviv, Gerusalemme e Mar Morto.
 
Partenza il: 31/10/2018
Ritorno il: 06/11/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Israele è conosciuto innanzitutto per essere la culla delle 3 grandi religioni monoteiste: Ebraica, Cristiana e Musulmana. E’ quindi innanzitutto un paese spirituale, dove l’atmosfera che si respira è diversa, suggestiva, mistica. E’ inoltre il paese dei grandi contrasti, dove passato e presente si mescolano con caratteristiche uniche al mondo e dove la diversità è la normalità. Per visitarlo completamente servirebbero intere settimane, se non mesi, ma si può fare un assaggio della sua cultura toccando le 2 città chiave del Paese, Tel Aviv e Gerusalemme, con una breve pausa sul Mar Morto.

Tel Aviv è collegata da numerosi voli diretti dall’Italia, anche con compagnie low cost. In sole 3 ore di volo da Roma si è catapultati in una realtà completamente diversa dalla nostra. Tel Aviv ti conquista subito, per il clima mite, la vivacità, la presenza del mare, la città vecchia ed i grattacieli moderni. Abbiamo deciso di soggiornare a Jaffa, la città vecchia a sud di Tel Aviv, ed a mio avviso è un’ottima soluzione. In circa 30 minuti di taxi dall’aeroporto siamo al nostro hotel (Margosa Hotel), accogliente e pulito, con un servizio di rinfresco e spuntino attivo h 24. Da li ci possiamo muovere a piedi alla scoperta del vecchio quartiere, caratterizzato dalla piazza con la Torre dell’Orologio, da cui si diramano negozi, botteghe di artigiani e bancarelle di giorno, e locali per mangiare e sorseggiare un drink di notte. Jaffa è anche uno dei più antichi porti del mondo e passeggiare lungo le banchine ed entrare in uno dei Ristoranti di pesce tipici è d’obbligo. Una bellissima passeggiata è quella tra le viuzze lastricate in pietra della Jaffa antica, con le sue gallerie d’arte e boutique esclusive tra edifici antichi. Salendo fino al parco Ha’Pisga si gode una vista unica e meravigliosa su Tel Aviv lambita dal mar Mediterraneo. Il luogo migliore è lo “Zodiac Bridge”, un ponte dove sono rappresentati tutti i segni zodiacali. Da qui si può sognare toccando il proprio segno ed esprimendo un desiderio! Il nostro Hotel noleggia anche le biciclette per cui decidiamo di partire alla scoperta di Tel Aviv pedalando sul lungomare. Il sole è caldo, l’aria limpida, la spiaggia molto curata con locali, stabilimenti, impianti sportivi, un vero paradiso. Si incontrano persone che fanno sport, famiglie con bambini che si divertono nei parchi attrezzati, coppie che camminano mano nella mano, ragazzi in skateboard. Ci assale subito il desiderio di trasferirsi qui! Anche a fine ottobre si può fare il bagno od oziare in costume sulla spiaggia, popolata da locali e turisti di ogni parte del mondo. E’ facile immaginare la città sia multiculturale, si sentono parlare lingue diverse, si vede ogni colore di pelle, look moderni o persone vestite con abiti tradizionali. E sorseggiare un drink sulla spiaggia al tramonto è semplicemente impagabile ed indimenticabile. Il terzo giorno, sempre in bici, optiamo per la visita del quartiere Bauhaus della città, caratterizzato dalle originali case bianche dalle linee essenziali, figlie del razionalismo tedesco dei primi ebrei fuggiti dall’Europa agli inizi degli anni trenta. Da qui ci muoviamo verso il Neve Tzedek, il quartiere francese, ricco di localini e negozi particolari. Infine, visitiamo il Mercato Carmel, dove si trova un po’ di tutto ma soprattutto frutta, verdura, spezie e prodotti tipici deliziosi, e si possono assaggiare le specialità della cucina israeliana. Io personalmente amo il falafel ed il succo di melograno e qui sono freschissimi e molto gustosi!

La mattina del quarto giorno prendiamo la nostra auto a noleggio e ci dirigiamo verso il Mar Morto. Usciti dalla città si attraversano alcuni villaggi in mezzo al nulla, e poi si percorre una strada che, in circa 2 ore attraversando una zona arida, conduce 400 mt sotto il livello del mare. Un’esperienza unica, l’aria si fa più calda, si costeggia questo lago azzurro lambito da spiagge e rocce bianche. La nostra prima sosta è presso l’oasi di Ein Gedi, un parco nazionale dove si risale il corso di un torrente fino ad una cascata. Ci sono anche percorsi più lunghi e complessi, ma noi abbiamo optato per quello breve, comunque piacevole. Salendo si gode di uno splendido panorama sul mar Morto. Il parco chiuse piuttosto presto, quindi è importante arrivare col dovuto anticipo. Poi ci spostiamo sulla spiaggia, nella zona di Ein Bokek, dove si possono sperimentare il galleggiamento totale, i fanghi naturali e l’immersione nel tepore dell’acqua più salata che esista, stando ben attenti a evitare il contatto con gli occhi! Dormiamo nella zona di Neve Zohar, in una casetta tranquilla, non avendo trovato posto nei resort che si affacciano sul mare. Ci godiamo una cenetta tranquilla e siamo pronti per affrontare la mattina seguente il sentiero dei serpenti. Ci alziamo presto per arrivare alle pendici di Masada all’apertura delle rovine. Acquistiamo il biglietto di ingresso e affrontiamo il faticoso sentiero che in circa 40 minuti conduce alle rovine di questa città fortificata. Nel tragitto, si rimane colpiti dall’ orizzonte rosa, arancione e ocra che si estende oltre il Mar Morto fino al deserto della Giudea. E’un panorama mozzafiato, che ripaga completamente dello sforzo. Masada è arroccata su un altopiano alto 400mt. Nel I secolo a.C. la fortezza era il palazzo di Erode il Grande, si sviluppava su tre diversi livelli verso lo strapiombo sul lato nord della rupe, era dotata di terme, magazzini sotterranei e ampie cisterne per la raccolta dell’acqua. Divenne nota per il lungo assedio dell’esercito romano, avvenuto durante la prima guerra giudaica nell’anno 74. Quando i romani riuscirono a espugnare la città, trovarono tutti gli assediati morti, in quanto avevano preferito il suicidio di massa alla sottomissione.

La vista da Masada è unica, le mura raccontano la sua storia, tra il cielo e il mar Morto. Per la discesa optiamo per la funivia, in modo da risparmiare le energie per la visita della città simbolo di Israele, Gerusalemme. In circa un’ora di tragitto arriviamo nel cuore del paese e lasciamo la nostra auto accanto al nostro grazioso B&B, The Templer INN. I proprietari ci accolgono con il sorriso e ci mostrano il nostro spazioso e accogliente appartamento. Ci spiegano la strada per arrivare in centro, una piacevole passeggiata in mezzo ad un parco fino ad arrivare alla porta di Giaffa. Notiamo subito quanto Gerusalemme sia curata, pulita, speciale. In centro un via vai di turisti di ogni parte del mondo si riversa nelle viuzze dei vecchi quartieri: la città è circondata da una cinta muraria lunga 4 km, al cui interno si trovano quattro quartieri distinti: quello ebraico, quello cristiano, l’armeno e quello musulmano. Ogni quartiere è ben caratterizzato: più ordinato e silenzioso l’ebraico, caotico e con mercatini il musulmano, intriso di pathos quello cristiano e di arte quello armeno. In realtà l’atmosfera che si respira è densa di mistico. Pochi posti al mondo conservano tanta energia e sono circondati da tanta storia. E’ impossibile non rimanerne colpiti ed estasiati, qualsiasi sia il vostro credo.



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