Isole Faroe: Patagonia del Nord

Vento, prati, fiordi, scogliere, uccelli, pecore, pescatori… Dieci giorni in queste meravigliose isole, lontane da tutto ma sorprendentemente accoglienti
 
Partenza il: 16/07/2017
Ritorno il: 27/07/2017
Viaggiatori: 2 adulti + 2 bimbe
Spesa: 2000 €

Ormai si sa: a noi piacciono i climi “patagonici”. A Nord o a Sud, non fa differenza. Quei posti dove il vento scolpisce il paesaggio, il mare incontra le scogliere, la pioggia rende tutto più verde, la gente è poca, la natura prevale, il clima è un po’ ostico, ma proprio per questo tutto è più accogliente. Cile, Argentina, Irlanda, Islanda… Le isole Faroe ci mancavano, e l’occasione era perfetta: vacanze a metà luglio, nella stagione migliore e con le giornate più lunghe. Dieci giorni: pochi purtroppo per andare verso mete più ampie, ma sufficienti per visitare un piccolo arcipelago. Occorreva solo una pianificazione un po’ attenta, per limitare le spese, e a breve vi spiegheremo come abbiamo fatto.

Ma prima, una premessa: il viaggio in Islanda compiuto sei anni fa ci aveva incantato. E, per inciso, il relativo diario ci aveva anche fatto vincere il concorso di TPC! Da allora però, a quanto pare, l’Islanda è diventata sempre più di moda. I turisti si sono moltiplicati, tutti ne parlano, abbiamo sentito vicini di ombrellone che si lamentavano (contemporaneamente vantandosene, però) del clima che avevano trovato a Reykjavik; abbiamo letto (sul forum di TPC!) che secondo qualcuno all’infuori del “Triangolo d’oro” e delle principali mete turistiche non c’è nulla sull’isola che valga la pena visitare… Ecco però, se la vedete così, per favore, non proseguite nella lettura: ci sono posti dove non si può andare per moda, ci si va perché si ama la natura. E magari un po’ di solitudine.

Ma se invece siete di quelli che in Islanda si sono innamorati dei Fiordi Occidentali, o che anche solo a casa propria amano passeggiare tra i monti cercando il silenzio, o che sono attratti dalle scogliere e dal vento, o semplicemente sanno che per un po’ di verde vale la pena anche prendersi la pioggia (perché in fondo senza la pioggia il verde non ci sarebbe)… ecco, se siete così, allora fateci un pensiero, sulle Faroe, ne vale la pena. Andateci prima o poi. In punta di piedi però.

ORGANIZZAZIONE

Veniamo agli aspetti pratici: per prima cosa, il volo. Abbiamo scoperto che cercando un volo diretto, o anche solo un volo con scalo gestito da un’unica compagnia, i costi erano esorbitanti (più che volare in America o in Asia, per dire: impensabile!). Ma poi abbiamo scoperto che i voli da Copenaghen o da Billund con la compagnia faroese (Atlantic Airways) sono molto economici. A quel punto la soluzione era semplice: volare low cost fino alla Danimarca, e da lì prendere Atlantic per raggiungere le Faroe. Abbiamo preferito però dormire una notte in Danimarca: non che sia economico, ma comunque il totale era nettamente inferiore al volo senza tappa. I motivi che ci hanno spinto a questa decisione erano due: primo, volando con due compagnie diverse occorre aspettare il bagaglio, uscire, fare il nuovo check-in, rientrare, passare i controlli… insomma, ci vogliono ore (soprattutto nell’aeroporto di Copenaghen, che è grande e trafficato). Secondo, viaggiando così la coincidenza non ti aspetta, e nessuno ti reimbarca su un volo alternativo in caso di ritardi. Biglietto perso, in pratica. E per quanto in estate sia molto raro, pare che i voli da e per le Faroe siano spesso soggetti a ritardi anche consistenti a causa del maltempo, quindi ci è parso meglio non rischiare. E così, sia all’andata che al ritorno abbiamo preferito trascorrere una notte a Copenaghen, approfittandone fra l’altro all’andata per visitare un po’ la città.

Altra questione: l’alloggio. Cercando sui classici siti di prenotazione sembra che alle Faroe le possibilità per dormire siano pochissime, ovviamente già piene diversi mesi prima, e costosissime. Ma anche qui, qualche ricerca aggiuntiva ci ha permesso di trovare la soluzione: l’ente del turismo, che è organizzatissimo. Ogni isola ha un suo ufficio, e dal sito è possibile vedere l’elenco degli appartamenti in affitto. Poi si manda qualche mail, si attende un giorno o due per la risposta, e il gioco è fatto: noi abbiamo trovato un bellissimo appartamento a Leirvik: attrezzatissimo, grande, accogliente, tranquillo, a meno di 80 € a notte. Eravamo in quattro ma ci saremmo stati anche in sei, e la posizione – per quanto un po’ decentrata a est dell’isola di Eysturoy – si è rivelata comunque sufficientemente comoda per visitare un po’ tutte le destinazioni.

Trasporti interni: si potrebbe pensare che con troppe isole sia impossibile muoversi facilmente, e invece no. Le isole principali sono collegate tramite ponti (gratuiti) o tunnel (a pedaggio, si pagano alla stazione di servizio). Quindi con un’auto a noleggio si possono visitare facilmente ben sei isole senza mai salire su un’imbarcazione. A queste si aggiungano perlomeno Kalsoy a nord e Sandoy a sud, comodamente raggiungibili con un traghetto molto breve e sufficientemente frequente (studiate comunque gli orari, però). In definitiva, noi abbiamo visitato tutte le isole principali ad eccezione di Suduroy, che data la distanza avrebbe richiesto almeno un pernottamento sull’isola, mentre il nostro obiettivo era far base sempre nello stesso posto. Da Leirvik, dove dormivamo, in un’ora e mezza al massimo raggiungevamo qualsiasi punto delle isole che fosse raggiungibile su strada, viaggiando con calma e fermandoci a fare foto.

Tenete presente comunque che i trasporti pubblici sono comodi, efficienti e anche relativamente economici, soprattutto se paragonati col costo medio della vita. Abbiamo avuto l’impressione che tutto il sistema sia incentivato con lo scopo di non far spopolare paesini che altrimenti sarebbero già completamente deserti. Anche la benzina costa abbastanza poco.

Se vi organizzate con sufficiente anticipo, potreste anche provare a prenotare una tratta in elicottero: il servizio è offerto sempre da Atlantic, e costa molto poco, anche solo 20€ per una tratta breve, ma si può effettuare solo una corsa al giorno e quindi dovete programmare di rientrare in barca, in bus o un paio di giorni dopo. L’elicottero si alza in volo mediamente ogni due giorni e fa il giro di quasi tutte le isole; i posti sono limitati, e ovviamente le destinazioni più attrattive per i turisti si esauriscono in fretta. Peccato esserci mossi tardi, altrimenti sarebbe stata una bella esperienza!

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Pulcinella di mare

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Verso Mykines

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Sterna aritca

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Il villaggio di Mykines

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La chiesa di Kunoy

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Vista dal monte Klakkur

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L'ostello di Mykines

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Gasadalur

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Barche in secca



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