Isola verde, isola rossa, isola nera

“<…> sino la viva mezcla la total mezcla plena la pura impura mezcla <…>” Quando si atterra in un paese come questo, quello che vince sopra a tutto è il desiderio di mescolarsi, di fondersi con questa gente scura. Il desiderio di vedere con i loro occhi, di sentire con il loro naso. E quando riparti, a sfiorarti la mente è lo sguardo...
isola verde, isola rossa, isola nera
Partenza il: 27/09/2003
Ritorno il: 28/10/2003
Viaggiatori: in coppia

“<...> sino la viva mezcla la total mezcla plena la pura impura mezcla <...>” Quando si atterra in un paese come questo, quello che vince sopra a tutto è il desiderio di mescolarsi, di fondersi con questa gente scura. Il desiderio di vedere con i loro occhi, di sentire con il loro naso. E quando riparti, a sfiorarti la mente è lo sguardo attonito di una bambina seduta accanto a te in autobus. Sono i suoi occhi splendidi, neri e spalancati, fissi su di te. A sfiorarti la mente è la sua mano di cioccolata che ti accarezza un braccio chiedendosi il motivo del tuo pallore. “sono strana vero?”. I suoi occhi grandi ancora ti chiedono cosa sia quel suono buffo appartenente ad una lingua mai sentita prima.

Una bimba che sorride è sempre un bel ricordo.

Gli abitanti di questa enorme, splendida isola sono una mescolanza di Africa, India e Polinesia. Sono belli, eleganti e sinuosi; ritraggono le meraviglie del sangue misto e la particolarità dell’isolano; sono un popolo unico ed insieme un cocktail di razze.

Nell’atrio dell’albergo una signorina strofina il pavimento in legno con un mezzo cocco rovesciato. Il guscio della noce di cocco liscia, pulisce e cera il pavimento. Tutti i pavimenti in legno malgasci sono di una grande bellezza. Ad accoglierci sull’isola stanotte sono soprattutto odori nuovi di una città di periferia che sa un odore forte, un odore di polvere, un odore di zebù.

Attraversare la capitale da Ivato al quartiere di Padre Pedro è sicuramente una delle esperienze forti del viaggio. La moltitudine di gente e la povertà che traspare da quelle case ci lasciano senza fiato. E quanti mercati. Prima ne senti l’odore; poi vedi la gente, ed infine la merce esposta per strada, al suolo o su tavoloni di legno o di cemento. I mercati. Li abbiamo incontrati subito e per tutto il mese non ci hanno più lasciato. Affascinanti e pieni di odori a volte buoni a volte nauseabondi. I malgasci hanno poco, ma quel poco è esposto con cura ed ordine. I pomodori sono sempre impilati a forma di piramide, i gamberoni allineati secondo la grandezza, le ceste rigorosamente impilate le une sulle altre e le zampe di zebù (ci faranno il brodo?) vendute sciolte e disposte in cerchio a formare grossi coni di zoccoli e pelo.

In ogni villaggio ed in ogni angolo di città possiede delle piccole drogherie: spesso si tratta di tavole in legno a ribalta davanti a grandi finestre. Nell’ombra vi sono sempre donne annoiate ma sorridenti circondate da bambini.

La cittadina-missione di Padre Pedro è impressionante. Si tratta di una città a tutti gli effetti, costruita sui resti di una discarica; dove ora ci sono le case più belle di tutta la periferia prima c’era solo pattume e disperazione. Strade in acciottolato pulitissime, gelosie colorate di azzurro e piacevoli casette in mattoni. Lasciamo ad una signora ed ai suoi bambini (ci porgono la mano e scandiscono concentrati un « bonziur madam’, mersì » con il loro accento malgascio dolcissimo) un po’ di medicine ed alcuni vestiti. Sono tutti un po’ di fretta è l’ora della messa domenicale. Ce ne andiamo in punta di piedi.

** Albergo a Antananarivo-Ivato : Le Manoir Rouge, 105’000 FMg la camera doppia con doccia e wc in camera, transfer dall’aeroporto e colazione inclusi. Non male se si deve ripartire subito. Cambio in nero : 1 Euro : 6’850 FMg, ma se all’aeroporto invece della banca ufficiale (che opera un cambio fluttuante tra i 6’600 ed i 6’800 FMg) cercate la ditta SOCIMAD, (presente anche in città, in una perpendicolare a Avenue de l’ Indépendence, sulla sinistra guardando la vecchia stazione, all’altezza del centro culturale francese Albert Camus) il cambio va dai 7’000 ai 7’200 FMg. Portate con voi biglietti da 50 Euro. Per i biglietti inferiori ai 20 Euro il cambio è sfavorevole. Non portate con voi vecchi dollari (quelli con le facce stampate in piccolo, per intenderci). Nessuno ve li cambierà, nemmeno le banche. Prezzo del biglietto Tanà-Sainte Mairie : 110.- euro contro i 93.- comunicateci dall’agenzia prima di partire. Comperate i biglietti in Europa se siete sicuri delle date in cui volate, e informatevi più volte sulle riduzioni di prezzi nei voli interni se volate dall’Europa con Air Madagascar. A noi hanno detto che non operano più riduzioni di sorta, e che i prezzi sono meno vantaggiosi che con Air France. Non ne siamo più sicure : sul posto ci hanno detto che i prezzi sono fortemente ridotti in caso di volo internazionale con la compagnia dell’isola.** “ Guarda! Una spiaggia bianchissima! Le palme! La barriera corallina! Ma come siamo bassi… Ma che fa? Atterra sulla spiaggia, questo arnese???? “ L’aereo scende.. “vedo la sabbia.. I bambini che corrono, li vedi ? Ma mica scende qui per davvero ??!! “ L’aeroporto di Sainte Marie è una capanna in mezzo ad un pianoro sul mare dove passeggiano gli isolani, spingendo i loro zebù gobbosi al pascolo, tra le ninfee degli stagni che si incontrano qua e là… Il nostro aereo se ne va subito rombando e carico di sole due ragazze italiane tutte rosse di sole che prima di salire gridano « Andate all’Île aux Nattes!».

La vegetazione è strepitosa. Dire lussureggiante è dire nulla. L’occhio passa incredulo da una specie all’altra, dalle palme da cocco, alle ninfee, alla papaia, all’albero del pane, agli ibischi del Gabon vestiti dei loro fiori rosso sangue. Notiamo molti uccelli e molte piante che non conosciamo. La macchina si arrampica scivolando lungo i fianchi di una collina da cui domina la casa padronale dell’albergo “Chez Vavate”. Ad ovest la foresta si dirada e la vista si apre sulla famosa Île aux Nattes e sull’oceano. Il tramonto scoppia là in fondo ogni sera. Il nostro bungalow é in pieno est, dove verso le 5 di mattina sorge il sole, affacciato su di una spiaggetta privata degna di cartolina delle Maldive… La barriera corallina è a 500 metri, là dove l’oceano indiano romba la notte scontrandosi con il corallo. Il vento è impietoso e tutte le notti scuote la capanna. Ma ad ovest il vento non tira mai e il tramonto ci riempie le serate; madame Vavate e Amédée ci servono ogni sera un “punch-cocò” sulla panchina di fronte al sole che si tuffa laggiù oltre il canale.



  • Sandro Maggi Sandro Maggi
    Segnaliamo che questo bellissimo testo è stato copiato su [url]http://www.netglobers.it/travel-reports/madagascar-isola-multicolore.html[/url] Giorgio Tirotta: si vergogni! (citiamo almeno la fonte: Cinzia Farina, Eloisa Vacchini: pubblicato su “Turisti per Caso”)"
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    Segnaliamo che questo bellissimo testo è stato copiato su [url]http://www.netglobers.it/travel-reports/madagascar-isola-multicolore.html[/url] Giorgio Tirotta: si vergogni! (citiamo almeno la fonte: Cinzia Farina, Eloisa Vacchini: pubblicato su “Turisti per Caso”)"
  • Sandro Maggi Sandro Maggi
    Segnaliamo che questo bellissimo testo è stato copiato su [url]http://www.netglobers.it/travel-reports/madagascar-isola-multicolore.html[/url] Giorgio Tirotta: si vergogni! (citiamo almeno la fonte: Cinzia Farina, Eloisa Vacchini: pubblicato su “Turisti per Caso”)"
  • Sandro Maggi Sandro Maggi
    Già! che tristezza... raccontare un viaggio mai fatto rubandone la descrizione a chi lo ha vissuto! Come passare da "Turisti per Caso" a "Turisti per Niente"!"
  • Sandro Maggi Sandro Maggi
    Già! che tristezza... raccontare un viaggio mai fatto rubandone la descrizione a chi lo ha vissuto! Come passare da "Turisti per Caso" a "Turisti per Niente"!"
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