Isola del Giglio: la limpidezza di un’isola e i sapori della tavola

Un mix di natura, mare e buona cucina
 
Partenza il: 10/08/2013
Ritorno il: 14/08/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Per una serie di motivi quest’anno non avevamo più di 4 giorni per farci la solita vacanza…per cui dovevamo scegliere una meta abbastanza vicina. Così è nata l’idea dell’Isola del Giglio.

Non serve descrivere la bellezza e la limpidezza delle acque. Una terra fantastica e anche curata molto bene. Partenza da Porto Santo Stefano. Era la settimana di ferragosto: c’era il mondo! Avevo letto da qualche parte che oltre il cimitero si sarebbero potuti trovare parcheggi gratuiti, ma purtroppo ora è tutto a pagamento e lasciare la macchina in luoghi fortuiti non so fino a quanto ne valga la pena. Una volta sbarcati sull’isola, vieni subito invaso dall’andirivieni di auto motorini turisti,gente del posto..tutti concentrati in un piccolo spazio.

Noi avevamo prenotato un affittacamere a Giglio Castello, un piccolo paesino sul promontorio dell’isola. Un piccolo gioiello medievale con i suoi vicoletti…e dove una leggera e fresca brezza ti accarezza sempre. Consiglio di pernottare lassù x evitare il frastuono del porto, poi ci si trova in un’isola quindi le distanze sono tutte ridotte.

Noi avevamo noleggiato uno scooter, molto meglio dell’auto con la quale si avrebbe un’enorme difficoltà a parcheggiare. Inoltre visto le salite consiglio minimo un centino.

Passiamo alle spiagge: una delle più conosciute è Cala delle Cannelle… troppo turistica… ma sicuramente molto carina. Oltrepassandola si trova un sentiero di circa 20 minuti di camminata (fattibile anche con i bambini, avendo accortezza) che porterà a Cala delle Caldane, molto bella. Sabbia con granuli color quarzo….una parte è attrezzata e una parte libera. Non vi sono bar quindi è necessario portare tutto l’occorrente per mangiare. C’è anche un sevizio taxi che con 5€ ti porta… ma noi abbiamo preferito il sentiero.

Il secondo giorno ci siamo fatti accompagnare da un boatmen fino alla Carciofaia che è una piccola cala da cui ci si arriva solo via mare. Qui l’acqua è limpidissima.

Il terzo giorno ci siamo noleggiati una piccola barca, siamo scesi fino a Giglio Campese e tra i tanti barcaioli abbiamo scelto la “Perla Nera”. Dei ragazzi molto gentili …e con i quali si può tirare un po’ sul prezzo. Abbiamo tentato il giro dell’isola visto che era bel tempo e l’acqua apparentemente calma…ma col mare non si può scherzare e quando a Punta Capel Rosso le onde divenivano troppo impegnative, visto che non siamo lupi di mare abbiamo abbandonato l’idea…e ci siamo fermati in zone più coperte. È un’esperienza comunque da fare.

L’ultimo giorno lo abbiamo trascorso a Giglio Campese… in totale relax anche se non eccessivamente economico (2 lettini e un ombrellone 25€!!!)… ma con tutti i comfort.

Per quanto riguarda i ristoranti più o meno si equivalgono tutti sia per menù che per prezzo, ma sicuramente da provare è Il Grembo all’interno di Giglio Castello…cucina solo carne e specialitá maremmane, ma la simpatia e la gentilezza dei titolari sono una vera perla.

Che dire della Concordia? Certo che appena entri in porto, vedere un colosso simile, disastrosamente adagiato, su uno scoglio dell’isola, non nego che lascia una strana sensazione e sinceramente nonostante il soggiorno e il continuo vederla….purtroppo è uno spettacolo al quale gli occhi non si abituano perché grandi sono le dissonanze. Sicuramente da sottolineare sono il rispetto e la dignitosa osservanza che il popolo del Giglio mostra dinanzi a una tale tragedia che comunque in un modo o nell’altro ha toccato pure loro e che con la quale ci convivono senza lucrarci sopra. Quindi tanto di onore ai Gigliesi.



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