Islanda: viaggio in una terra primordiale

Percorrendo la Ring Road in senso antiorario tra campi di lava, scogliere a strapiombo, ghiacciai, acqua e cielo immersi nel silenzio assordante della natura
Scritto da: monica29
islanda: viaggio in una terra primordiale
Partenza il: 27/05/2017
Ritorno il: 04/06/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 3000 €

Organizzare il viaggio in Islanda non è stato per niente facile ed ha richiesto alcuni mesi, quindi il primo consiglio che dò a coloro i quali volessero fare questa esperianza è quello di pensarci per tempo: la recettività alberghiera è scarsa e il giro dell’isola ha tappe quasi obbligate.

Il secondo consiglio è quello di superare dubbi e difficoltà e fare senz’altro questa esperianza perchè i paesaggi, i colori e i silenzi di questa terra suscitano emozini come pochi altri.

L’isola si trova nell’Atlantico settentrionale tra la Groenlandia e la Gran Bretagna ed è una delle zone meno popolate de’Europa (2,9 abitanti per Km/q). L’origine vulcanica ne caratterizza fortemente il paesaggio che consiste in un vasto e desertico altopiano interno, montagne, ghiacciai e fiumi che scorrono impetuosi verso il mare. Il clima è relativamente temperato rispetto alla sua latitudine, grazie alla Corrente del Golfo che ne lambisce le coste. L’isola è rimasta disabitata fino al IX secolo quando fu raggiunta da monaci irlandesi, ma i primi coloni norvegesi arrivarono solo alla fine dell’800. Ancora oggi un terzo della popolazione risiede nella capitale Reykjavik e pochi sono i centri abitati che possono essere definiti “città”. Pensare di visitare l’Islanda in inverno permette di godere delle aurore boreali, ma molte strade sono chiuse per neve, nei mesi estivi le giornate sono lunghissime, in particolare in giugno si può vedere il sole a mezzanotte.

Molti visitano l’isola in bicicletta, ma consiglio di farlo solo a persone esperte ed allenate, i più noleggiano un’auto meglio se un 4×4 e fornita di GPS (per raggiungere molti posti le coordinate GPS sono molto più sicure degli indirizzi). Prima e durante il giro dell’isola è importante monitorare le condizioni delle strade, per questo esiste un sito: Iceland Road Administrator che vi dà le informazioni sulla percorribilità in tempo reale. Dato l’estrema variabilità del tempo è meglio partire con giacche antivento e impermeabili, scarpe comode perché i sentieri, anche i più semplici e frequentati, presentano sempre qualche difficoltà, soprapantaloni impermeabili e zaino per avere sempre le mani libere. La differenza oraria tra l’Italia e l’Islanda è di 1 ora, 2 ore nel periodo in cui da noi c’è l’ora legale. La lingua ufficiale è l’islandese, ma l’inglese è veramente molto diffuso.

27 maggio, sabato

Anche quest’anno il team di viaggio è composto da me e mio marito: squadra che vince non si cambia! Aeroporto di partenza Milano Linate. Lasciamo l’auto al parcheggio Linate Holiday 2 (€ 75 per 9 giorni di sosta) e saliamo sul volo della BA delle 11:25 con arrivo previsto a Londra Heathrrow alle 12:30 per proseguire poi con un secondo volo BA alle 15:10 con arrivo a Reykjavik Kef alle 17:15 dove abbiamo prenotato tramite Rentacars.com una Suzuki Jimmy 4×4 che si è rivelata un ottima scelta per maneggevolezza e comportamento sullo sterrato.

Arrivati a Keflavik 51 Km (58’) ci separano da Reykjavik che preferiamo visitare a fine vacanza ( deliberatamente decidiamo di non andare a Blu Lagoon perchè dalle informazioni raccolte pare un posto troppo turistico ) e preoseguiamo per Mosfellsbaer (Km 17 / 26’) dove abbiamo prenotato al B&B Fitjar Guesthouse (GPS N 064° 11.063 W 21° 42.396 tel. +354 6915005) perchè comodo per la partenza del giorno successivo verso il Circolo d’oro.

28 maggio, domenica

Il giro al Circolo d’oro l’ho pensato in questo modo:

Da Mossfellsbaer a Pingvellir (Km28 / 27’) ritenuto il più antico parlamento del mondo dove si può vedere la frattura provocata sul terreno dallo scontro delle due placche tettoniche: quella nord-americana e quella euroasiatica.

Da Pingvellir a Geysir (Km 71 / 1h06’) per vedere quello che viene ritenuto il più antico geyser tra quelli conosciuti e il più piccolo Strokkur. L’accesso a Geysir è gratuito.

Da Geysir a Gullfoss (Km 9 / 8’) letteralmente “cascata d’oro” si getta con un doppio salto nel canyon sottostante ed è ritenuta una delle più belle dell’Islanda. Si può raggiungere con diversi sentieri più o meno impegnativi e l’ingresso è gratuito.

Da Gullfoss a Skogar (Km 144 / 2h09’) dove è possibile vedere al tre due famose cascate: Seljalandsfoss e Gljufurarfoss.

Il pernottamento è fissato all’hotel Skogar ( GPS N 063° 312.489 W 19° 30.379 )

Finora vi ho descritto tutto ciò che avevo previsto di vedere e che in effetti non ho visto!

Già alla partenza da Linate il nostro volo era in grande ritardo, ma avendo un ampio margine sulla coincidenza e grazie ad un buon recupero durante il tragitto pensavamo proprio di farcela. Le nostre speranze sono definitivamente crollate quando arrivati a Heathrow l’aereo è rimasto a vagabondare sulle piste per più di due ore mentre venivamo informati che per un guasto tecnico al sistema di controllo computerizzato nessun aereo sarebbe più decollato per quel giorno e neppure l’indomani. Finalmente a terra, dove regna il caos più totale, ci viene dato un foglio con su scritti i nostri diritti, una ½ bottiglietta di acqua minerale e veniamo accompagnati con decisione verso l’uscita. Panico: tutto è prenotato in Islanda e noi siamo a Londra senza un posto dove dormire e senza un volo per ripartire! Ci guardiamo un attimo smarriti e poi riacquistiamo il nostro spirito di viaggiatori. Per prima cosa cerchiamo un modo per proseguire il viaggio e fortunatamente riusciamo a prenotare per lunedì 29 maggio gli ultimi due posti su un volo della Icelandair con partenza alle 13:05 e arrivo a Reykjavik alle 15:10. Poi ci dirigiamo verso il banco della Rentacars per cambiare la prenotazione dell’auto e infine cerchiamo un posto per dormire a Londra, cosa non facile con l’aeroporto bloccato. Finalmente troviamo una stanza all’Apex Temple Court Hotel in Fleet St. facilmente raggiungibile in metro. Sono quasi le 9 di sera quando sfiniti ci concediamo un hotdog in uno dei vari bar dell’aereoporto prima di andare in albergo. Arriviamo in hotel piuttosto tardi, la struttura è molto accogliente, la stanza confortevole e pulita e noi crolliamo sul letto.

Bene! Non siamo a Reykjavik, ma siamo a Londra e oggi, domenica, è una magnifica giornata di sole. È vero che siamo già stati qui, ma la città merita pur sempre una passeggiata. Ci dirigiamo verso St. Paul’s Cathedral e poi verso lo Sky Garden per scoprire che anche solo per salire a prendere un te bisogna prenotare mesi prima. Ci accontentiamo di fotografarlo dal basso e, attraverso il Millennium Bridge ci portiamo sulla riva sinistra del Tamigi frequentatissima dai londinesi per tutte le attrazioni e i locali che ci sono. Riattraversiamo il fiume all’altezza del palazzo di Westminster con l’idea di andare a rivedere l’omonima abbazia che tanto ci era piaciuta nel nostro precedente soggiorno, ma la lunga fila all’ingresso ci scoraggia e risaliamo, passando per il n. 10 di Downing Street, verso Trafalgar Square dove ci sorprende un terribile acquazzone. Ne approfitiamo per fare una meritata sosta nell’immancabile Starbucks dove un cameriere siciliano molto gentile ci regala un ombrello! Ripartiamo verso Piccadilly Circus e Chinatown, intanto ha smesso di piovere e decidiamo di tornare in hotel a piedi per vivere a fondo questa sorprendente città. La sera ci concediamo un’ottima cena al ristorante con andata e ritorno in taxi!

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