Islanda, meravigliosa terra tra ghiaccio e fuoco

In auto alla scoperta dell'isola dei contrasti
 
Partenza il: 11/08/2015
Ritorno il: 22/08/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

L’idea di un viaggio in Islanda ci girava in testa già da qualche anno ma la “paura” dei costi eccessivi ci aveva sempre fatto rimandare, poi quest’anno abbiamo deciso: ORA O MAI PIù! Ed è scattata l’organizzazione con l’obiettivo di vedere e fare più cose possibili contenendo il più possibile i costi. Abbiamo prenotato volo (diretto da Milano con WowAir a soli 280 euro a testa), pernottamento in ostello (usando quando possibile i nostri sacchi a pelo) e macchina con larghissimo anticipo… quasi un anno! Il costo del noleggio auto incide molto sul totale, ma avere un mezzo a disposizione è sicuramente il modo migliore per godersi la bellezza di quest’isola. Noi, non essendo grandi esperti di guida su sterrato e attraversamento di guadi, abbiamo deciso di “sacrificare” i fiordi occidentali e noleggiare una normalissima utilitaria che ha svolto egregiamente il suo lavoro e ci ha permesso di arrivare dappertutto. Altro elemento da considerare è il cibo; l’Islanda importa gran parte dei generi alimentari, quindi mangiare è MOLTO caro! Noi ci siamo adattati a fare la spesa nei supermercati e a cucinare nelle cucine degli ostelli quasi tutti i giorni; abbiamo incontrato molti viaggiatori che si erano portati le scorte alimentari da casa, ma ci è sembrato un po’ esagerato.

Ecco il resoconto del nostro viaggio alla scoperta di questo posto magico.

11/08. Dopo tanti mesi passati ad organizzare tutto alla perfezione è arrivato il giorno della partenza…non mi sembra vero! Arriviamo a Reykjavik a mezzanotte, giusto il tempo di ritirare la nostra fedele compagna Yaris e di raggiungere la prima sistemazione poi nanna… domani inizia l’avventura!

12/08 Si parte! Lasciamo il cottage di Sandgerdi, dove abbiamo pernottato stanotte, e partiamo diretti al cosiddetto “Circolo d’oro”. Purtroppo oggi piove, ancora non lo sappiamo ma pioverà ininterrottamente tutto il giorno: dietro la coltre di nebbiolina riusciamo appena a scorgere le meraviglie del paesaggio circostante mentre percorriamo la N1 diretti alla nostra prima tappa, il parco nazionale di Thingvellir. Qui aveva sede il primo parlamento vichingo, situato in una faglia dove la spaccatura del terreno è ben visibile (uno dei tanti punti in cui le placche nordamericana ed euroasiatica si “scontrano”). Dopo una breve passeggiata proseguiamo verso Geysir, che dire: uno spettacolo unico! Tutta la zona è piena di pozze fumanti ed è la terra stessa che emana vapori sulfurei, ma il punto forte è il geyser Strokkur che, puntuale come un orologio svizzero, esplode ogni 6-7 minuti rompendo il silenzio che si crea tra un’eruzione e l’altra. Anche dopo aver assistito a questo fenomeno numerose volte (credo di aver perso il conto) la meraviglia è sempre la stessa! Concludiamo in bellezza la nostra giornata con la cascata di Gullfoss: nonostante la pioggia, l’imponenza di questa cascata a doppio salto ci lascia a bocca aperta!percorriamo a piedi il sentiero che costeggia tutta la cascata e permette di arrivare sopra la cascata stessa da dove si gode una vista meravigliosa. Le sorprese non sono finite: arrivati alla guesthouse che avevamo prenotato scopriamo che non esiste più, o meglio che il proprietario non ospita più nessuno. Superato il panico iniziale, ci dirigiamo ad una guesthouse vicina che fortunatamente aveva ancora un cottage disponibile… a volte è meglio non prenotare con troppo anticipo!

13/08. Partiamo con la speranza che il tempo oggi migliori, ma purtroppo sarà una vana speranza: la pioggia ci ha accompagnato per tutto il giorno, ma non ci ha impedito di seguire il nostro programma di viaggio. La giornata di oggi sarà all’insegna delle cascate. Ci fermiamo per una prima sosta alla cascata di Seljalandsfoss, che si può ammirare in lontananza dalla strada principale, ed ha la particolarità di avere un sentiero che passa dietro l’acqua. C’è da bagnarsi un po’, ma è davvero un’esperienza suggestiva! Poco distante e raggiungibile a piedi dallo stesso parcheggio, si trova la cascata Gljufurarbui, meno famosa ma altrettanto affascinante, in quanto si trova dentro una specie di grotta. Proseguiamo verso Skogafoss, una cascata molto imponente fiancheggiata da una scalinata che permette di salire fino ad una piattaforma proprio sul “salto” dell’acqua… considerando i 431 scalini che bisogna salire direi che non ne vale molto la pena; la cascata si può ammirare in tutto il suo splendore anche dal basso. Prima di pranzo raggiungiamo la spiaggia di Reynisfjara, nei pressi di Vik. Si tratta di una spiaggia nera incorniciata da colonne di basalto da dove sono visibili diversi faraglioni e il celebre arco di Dyrholaey in lontananza. Mentre stavamo scattando le foto di rito alle colonne di basalto ci siamo accorti che gli altri turisti sulla spiaggia stavano guardando in alto sulle scogliere… e abbiamo visto un piccolo gruppo di pulcinelle di mare che stavano prendendo il volo! E’ stata davvero una bella emozione vedere questi buffi animaletti cosi da vicino! Il tratto successivo della N1 fino al parco di Skaftafell è dominato dai “sandur”, una distesa di sabbia e detriti provenienti dal ghiacciaio Vatnajokull con qualche ciuffetto di erba e muschio qua e là, un paesaggio reso ancora più spettrale dalla foschia che non sembra volerci abbandonare. Attraversando questo paesaggio quasi lunare raggiungiamo il parco di Skaftafell, da dove parte il sentiero per la cascata di Svartifoss. Ovviamente piove, o meglio diluvia, ma non ci lasciamo scoraggiare e ci incamminiamo lungo il sentiero: lo spettacolo che ci attende è indimenticabile, una serie di colonne di basalto che sembrano disposte come le canne di un organo fanno da sfondo ad una delle cascate più belle dell’isola, almeno per noi! Ci dimentichiamo della pioggia e che siamo ormai fradici nonostante le mantelline antipioggia, e scattiamo un sacco di fotografie prima di prendere la via del ritorno. Passeremo poi la serata in ostello ad asciugare tutti i panni con il phon.

14/08. Questa mattina torniamo indietro di una trentina di km per ammirare la bellissima laguna di Jokulsarlon, che ieri abbiamo appena intravisto dalla strada. Per fortuna ha smesso di piovere, cosi finiamo per passare tutta la mattinata a fotografare questa meraviglia della natura: una laguna piena di iceberg con riflessi azzurri che dal ghiacciaio si muovono verso il mare. Un posto davvero indimenticabile! Lo stesso vale per la spiaggia dove gli iceberg finiscono il loro viaggio… una distesa di sabbia nera costellata di “ghiaccioloni” di vari dimensioni e forme. Dopo più di tre ore lasciamo questo posto incantevole diretti a Seidisfjordur. Lungo la strada avvistiamo un branco di renne a pochi metri dalla carreggiata; è incredibile trovarsi a pochi metri da questi animali “selvaggi”. Lungo i fiordi orientali la N1 segue il percorso tortuoso della costa; seguendo il navigatore decidiamo di prendere una scorciatoia che ci porta ad oltrepassare un passo montano su una strada sterrata… e ovviamente ricomincia a piovere. Nei rari momenti di schiarite il paesaggio che ci circonda è davvero incredibile, per il resto stiamo solo attenti ad evitare le buche della strada.(Una volta arrivati a destinazione ci accorgeremo di aver scheggiato il parabrezza con un sasso, fortunatamente l’assicurazione stipulata con il noleggio copre i danni ai vetri). Quando finalmente smette di piovere il cielo si riempie di arcobaleni e ammiriamo il paesaggio del fiordo in tutto il suo splendore, le vette delle montagne circostanti sono ancora ricoperte di neve e rendono ancora più magico questo posto dove passeremo la notte.



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