Islanda in inverno, da solo

Viaggio solitario nella terra di ghiaccio, acqua e fuoco, alla scoperta della stagione buia e fredda (ma non troppo!)
 
Partenza il: 04/12/2012
Ritorno il: 12/12/2012
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Appena tornato in Italia, quell’agosto di due anni fa, decisi.

Mi chiedevo, come sarà l’Islanda d’inverno?

Milano non ha voli diretti in questo periodo, ma scopro che Easyjet mi ci può portare facendo scalo a Londra. Insomma, scalo è una parola grossa, tipicamente usata quando si aspetta 1 o 2 ore in aeroporto in attesa dell’altro volo. Beh io aspetterò 9 ore per l’andata e 15 per il ritorno, ma lo zingaro in genere se ne frega. E’ il prezzo per avere l’Islanda d’inverno.

Il piano è presto fatto, andrò da solo.

Volo scelto Easyjet Milano-Reykjavik (via Londra) dal 4 al 11 dicembre. Costo 260 euro (A/R incluso bagaglio in stiva da 20kg).

Ok ma dove vado? In estate avevamo tralasciato i fiordi occidentali, fare il giro avrebbe richiesto tempo che non avevamo. Quindi la decisione è stata quasi immediata. Vado a vedere i fiordi.

Serve la macchina.

I mezzi pubblici d’inverno, infatti, sono inesistenti fuori dalla capitale. Mi informo e non ci sono bus che portano da quelle parti.

Vedo un po su internet i classici siti di noleggio auto, ma niente. Chi mi offre il miglior rapporto qualità prezzo è (come l’altra volta) Kevin di icelandgo.com. Riesco a prendere un Mitsubishi Pajero a 60eur al giorno. Assicurazioni incluse. Navigatore incluso.

Mi porto la tenda dietro, con l’intenzione di usarla sempre. Non sarà così, il freddo avrà la meglio.

Cosa mi porto dietro: patente, passaporto, carta di credito (indispensabile, l’accettano dappertutto), bancomat (lo uso per fare benzina).

Abbigliamento: jeans, camicia, maglione. Pantalone tecnico, 2 pile, calzamaglia, maglia tecnica, scarpe basse da trekking, scarponi da nevaio (usati poco ma indispensabili in certi posti), guscio tecnico (usato poco), piumino bello caldo usato sempre! Ciabatte, costume e asciugamano per le piscine termali. Sciarpa e cappellino.

Tenda Ferrino-Makalu3 (usata 2 volte), sacco a pelo (Ferrino nightec 600 lite-pro), materassino 3cm, fornellino, lampada frontale.

Medicinali vari.

Canon EOS 500D.

4 dicembre

Le porte scorrevoli si aprono e permettono all’aria fredda ma non gelida di avvolgermi e salutarmi. Il benvenuto è dolce, mentre lo sguardo volge verso la fonte di luce che si intravede in lontananza tra i monti e le nuvole. Sono già le 10.30 del mattino, ma possono sembrare le 7 in Italia. Il sole alza la testa quando sono sul pullman (a/r 3500isk circa 22 eur).

Magnus (dell’agenzia icelandgo) mi consegna l’auto: Mitsubishi Pajero, 4X4, ruote chiodate! Quel tichettio delle gomme sul ghiaccio, diverrà presto suono familiare nelle mie camminate in città. Vado a fare la spesa per tutta la settimana, su indicazione di Magnus trovo un centro commerciale (Kringlan), il più grande della città. All’interno c’è il supermercato Bonus (www.bonus.is), credo sia il più economico si trova in tutte le città più grandi. Compro pane, salumi, formaggio, scatolette, 8 litri d’acqua, biscotti, patatine, caffè. Birra: essendo molto sensibile all’argomento eviterò ovviamente di fare come la prima volta in Islanda, cioè prendere ciò che ha tutta l’apparenza di birra ma che è una bevanda di malto o non so cosa, analcolica. Diciamo che non mi piace, per non offendere i gusti degli islandesi…. In Islanda infatti gli alcolici sono venduti in uno spaccio statale (Vinbudin, orari dalle 10 alle 18, occhio!) in cui mi dirigerò con sicurezza per prendere la mia razione di gasatissima Viking, la birra che fa fare tanta plin plin! Farò invece un po di fatica a trovare il gas piccolo per il fornellino, ho dovuto girare alcune pompe di benzina prima di trovare quello giusto.

La prima tappa, obbligata, è andare a trovare il nonno. Lo chiamammo così durante la mia prima visita al locale “The Sea Baron” (http://saegreifinn.is/).

E’ uno dei posti più belli del mondo. Gli amici vanno a trovare Kjartan, e lui scende le scale con i capelli che sembrano mostrare i segni di sogni inquieti di mille battaglie nel mare artico. Non ha fretta, percorre il locale in cerca degli strumenti di lavoro. Qua il tempo cammina. La zuppa di pesce è il suggello ai momenti passati, da solo, respirando umanità. “Can I take a picture?”. Acconsente, e quasi si mette in posa come pittore davanti il suo quadro. “Bless” dice, infine. Ciao.

La zuppa di pesce servita in una tazza, con pane e burro a parte, è veramente la più buona del mondo. Vorresti non finisse mai, ti riscalda la pancia ma anche cuore e anima!

Sono le 16.30 ca e parto verso nord. Il buio comincia a prendersi la scena.

Il viaggio cammina stanco, la destinazione che ho in mente per stanotte è Holmavik, ma dopo circa 200km decido di fare una sosta. Vedo sulla destra una stradina sterrata, la imbocco, vedo che costeggia il mare, si fa pianeggiante. I fari mi aiutano a capire che qua, proprio qua, metterò la mia tenda per la mia prima notte islandese. Buio totale, sopra di me la stella polare e le compagne di sempre. Silenzio. Il mare sotto di me è immobile. Nessuna auto passerà più fino all’indomani. Si vede a stento il bianco dei monti innevati. Dentro la tenda si sente solo il vento che ogni tanto bussa. Dormo, poco e solo fino alle 4 quando il freddo che sale da sotto mi fa capire che non ce la posso fare. Il materassino da 3cm è insufficiente. Rientro in macchina, e in poco tempo mi riscaldo.

La canzone di notte n°4 di Guccini, fotografa meglio di me la situazione:

“ehi notte che mi lasci immaginare fra buio e luci quando tutto tace i giorni per la quiete e per lottare il tempo di tempesta e di bonacce notte tranquilla che mi fai trovare forse,

la pace”

5 dicembre

Mi sveglio alle 8.30 circa, faccio colazione e riparto, destinazione Djupavik, un posto isolatissimo a nord di Holmavik. La mia tappa ad Holmavik mi serve la prima delusione. L’idea della nuotata in piscina svanisce quando la signora mi dice che si apre alle 18.00… dovrò tener conto che in inverno certi orari cambiano! Dovrò rimandare, ma non troppo. Chiedo comunque di farmi una doccia (450isk).



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