Irlanda on the road tra natura, castelli e antichi monasteri

Undici giorni con auto a noleggio in giro per l'isola in completa autonomia, alla scoperta di un territorio completamente diverso da quello a cui siamo abituati
 
Partenza il: 21/07/2018
Ritorno il: 31/07/2018
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

Per le vacanze dell’estate 2018 abbiamo accumulato per mesi idee senza prendere una decisione: Tanzania, Grecia, Bretagna, Cornovaglia… finalmente, a fine giugno, ci è venuta l’ispirazione su cui tutti siamo stati d’accordo: undici giorni in giro per l’Irlanda con auto a noleggio.

Aspettare il mese prima per prenotare si è rivelato un grande errore, visto che molte strutture erano già state prenotate. Alla fine, guardando bene sia su Booking che su AirB&B, abbiamo trovato tutte sistemazioni dignitose. I voli, Ryanair A/R Milano Bergamo-Dublino, sono costati circa €180 a testa con imbarco prioritario per evitare la scocciatura del bagaglio a mano in stiva, nuovissima politica della compagnia che ci avrebbe solo fatto perdere tempo.

Procederò con il racconto giorno per giorno del nostro viaggio, e chiuderò con dei consigli generali e delle considerazioni finali.

SABATO 21 LUGLIO

Siamo arrivati all’aeroporto di Bergamo e abbiamo superato i vari controlli (più quello aggiuntivo per le destinazioni non Schengen, visto che l’Irlanda non fa parte dell’area). Al nostro gate era stata allestita una bancarella che vendeva i biglietti del bus Airlink dall’aeroporto di Dublino al centro città. Visto che nei due giorni a Dublino non avremmo avuto l’auto a noleggio, li abbiamo comprati sia per l’andata che per il ritorno a €12 l’uno (un po’ caro, ma non ci sono molte altre soluzioni). Il nostro volo, partito con un’ora di ritardo rispetto alle 10:35 previste, è atterrato con altrettanto ritardo alle 13 circa ora locale, contando un’ora in meno di fuso orario.

Dal terminal una navetta gratuita ci ha portati all’ufficio della Budget, situato a cinque minuti dall’aeroporto. Per fortuna siamo scesi per primi dal pulmino e abbiamo avuto modo di ritirare la macchina senza aspettare. Non oso pensare i poveretti in fondo alla lunga coda quanto hanno dovuto attendere! Abbiamo stipulato un’assicurazione totale (tra la guida sulla sinistra e le strade strette, è meglio non correre rischi), e finalmente eravamo pronti ad esplorare l’isola!

A bordo della nostra Seat Ibiza abbiamo imboccato la M50, l’autostrada che circonda l’area metropolitana di Dublino. La strada è a pagamento (€2,10 a tratta), che si può effettuare con l’app, sul sito ufficiale o in negozi abilitati – operazione molto facile e veloce. Dopo circa un’ora abbiamo raggiunto la nostra prima tappa: il sito monastico di Glendalough. Prima di visitarlo abbiamo fatto un veloce spuntino all’unico locale del paesino – e, si sa, quando c’è il monopolio i prezzi tendono ad alzarsi e la qualità ad abbassarsi, quindi sarebbe stato meglio fermarsi qualche paese prima.

Il sito monastico è visitabile gratuitamente, ma per parcheggiare è necessario pagare €5, a meno che non siate abbastanza fortunati da trovare un buco in strada. Il centro visitatori, che fa anche da museo degli oggetti ritrovati a Glendalough, è invece a pagamento, ma non ci siamo entrati per mancanza di tempo. Il sito si divide in due: uno, il principale, che si concentra attorno al Lower Lake con la torre circolare e il cimitero, e uno con altri edifici sparsi nei pressi dell’Upper Lake. Per andare da un lago all’altro si può percorrere un bellissimo sentiero nella natura. L’Upper Lake, in particolare, offre magnifiche viste sulle montagne attorno dalle sue sponde, ed è molto amato dai locali per fare jogging o per passare un pomeriggio di relax.

Finita la visita, abbiamo imboccato una strada panoramica attraverso le stupende Wicklow Mountains. Notiamo subito però che la “verde Irlanda” non è poi così verde: le regioni sud-orientali quest’anno sono infatti state colpite da una siccità fuori dal normale, e in queste contee al nostro arrivo non piove seriamente da un mese e mezzo. Nonostante il panorama bellissimo, bisogna ammettere che non è stata la strada migliore da percorrere durante il primo giorno di esperienza con la guida sulla sinistra!

Dopo un’ora e mezza abbiamo raggiunto la casa dove avremmo alloggiato, un AirB&B in una strada di campagna vicino al paesino di Stoneyford. La gentilissima proprietaria, Eilinn, mette a disposizione una bella stanza da letto con bagno vicino all’ingresso con un letto matrimoniale e uno singolo al costo di €78 a notte, colazione esclusa. Il prezzo sembrerà proibitivo, ma per gli standard irlandesi è basso.

Per cena siamo andati sotto consiglio del marito di Eilinn al Matt the Millers’ Pub nella vicina cittadina di Kilkenny. Abbiamo cenato a base di zuppetta di pesce, stufato di manzo cotto nella birra Guinness e insalatona con caprino. Piatti non realizzati al meglio, ma atmosfera molto tipica. Dopo aver fatto un veloce giro nella ridente Kilkenny con il tramonto (ci saremmo tornati l’indomani per una visita più approfondita) siamo tornati alla nostra stanza. Il sole è tramontato quando erano quasi le 22.

DOMENICA 22 LUGLIO

La notte da Eilinn è stata rigenerante. Non si è sentito un singolo rumore fuori dalla finestra, e i letti erano comodissimi. Abbiamo salutato e ringraziato, e ci siamo diretti alla Jerpoint Abbey a pochi chilometri di distanza. Siamo stati fortunati ad arrivare in tempo per la visita guidata delle 9:45, tenuta da un’informatissima signora con uno spiccato senso dell’umorismo e che ha saputo coinvolgere tutti noi nelle sue interessanti spiegazioni. Il motivo per cui l’Irlanda è costellata di chiese, abbazie e monasteri in rovina è Enrico VIII d’Inghilterra, che per infiacchire il cattolicesimo in Irlanda nel ‘500 ha decretato che a tutti i luoghi di culto cattolici sull’isola venisse rimosso il tetto, in modo tale da renderli inagibili. La Jerpoint Abbey è bellissima e splendidamente conservata, rimarrà una delle nostre attrazioni preferite della vacanza.

Ci siamo quindi recati al Kells Priory, un’altra abbazia in rovina nelle vicinanze, molto più grande ma meno valorizzata: qui l’ingresso è gratuito, e per accedervi bisogna camminare attraverso campi minati di… bagole di pecora! Il sito è molto esteso e offre curiosi spunti fotografici.

Dato che sentivamo la fame siamo tornati a Kilkenny, dove la sera prima avevamo spottato una bakery dove fare un brunch. Il posto, The Pantry, si è rivelato all’altezza: ottima selezione di torte fresche e un fantastico pudding di pane con crema pasticcera preparato al momento! L’attrazione principale della cittadina è sicuramente il castello di Kilkenny, che dalla sua costruzione nel XII secolo è passato attraverso rimodellamenti, distruzioni e rovina… fino a venire acquistato dalla città di Kilkenny per 50 sterline negli anni ’60. Qui sono iniziati i lavori di restauro, che hanno riportato questa struttura al suo splendore. Pur non avendo una storia particolare o elementi architettonici di grande rilievo, è una visita interessante – anche grazie ai pannelli informativi in ogni stanza e all’opuscolo in italiano che ne fanno apprezzare le vicende storiche. Il vasto parco del castello è preso d’assalto dagli amanti dei picnic.

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