Irlanda del Nord on the road

Dopo aver visitato il Sud di questa stupenda isola, riprendiamo da dove l'avevamo lasciata per esplorare la parte settentrionale
 
Partenza il: 13/07/2015
Ritorno il: 26/07/2015
Viaggiatori: 3
Spesa: 2000 €

16 Luglio 2015

La francesina Lydia, ci serve un’ottima colazione Irish. Ripartiamo per una nuova giornata, il tempo è però da subito coperto con minaccia di pioggia. Il Connemara è zona di torbiere, attraversiamo spesso colline scure di torba. Mi documento e questa zona in partocolare del Nord dell’isola, era una zona glaciale, con lo scioglimento dei ghiacci sono rimasti tanti laghi/laghetti/stagni su cui cresceva vegetazione che però moriva per l’acidità delle acque e si depositava sul fondo. Deposito su deposito, anno dopo anno, secolo dopo secolo si è formata questa torba che viene oggi tagliata in modo regolamentato, essiccata al sole ed utilizzata come combustibile per le abitazioni. Il profumo di torba bruciata nel camino ci accompagnerà spesso nei luoghi toccati da questo nostro viaggio. La nostra prima tappa di oggi, è la Kylemore Abbay un bel castello affacciato sull’omonimo lago Kylemore, prima residenza di un potente della contea di Galway e poi trasformato in abbazia dalle suore benedettine di Ypres, fuggite dal Belgio durante la prima guerra mondiale. Purtroppo piove, visitiamo l’abazia dall’esterno, ma non entriamo nel percorso che prevede la visita ad alcune stanze e al parco esterno, mentre entriamo nel Ghift Shop per alcuni ricordini e regali. Arriviamo a Leenane dove si trova l’unico fiordo dell’irlanda che entra nella terraferma per 16 km. Nel parcheggio con vista fiordo, si trova un albero riempito di strisce di stoffa colorata, campanelline o oggettini vari come segno di passaggio. Leghiamo anche noi ai rami della pianta, un pezzo di stoffa di una mia polo vecchia, come hanno fatto molti altri. Raggiriamo il fiordo e sotto ad una pioggerella sottile ma insistente, attraversiamo una zona montuosa con diversi laghetti dove le pecore la fanno da padrone. Nelle vicinanze si trova anche Croagh Patrick, montagna sacra irlandese meta di pellegrinaggio, dove San Patrizio si ritirò per 40 giorni di quaresima e scacciò tutti i serpenti dall’isola. Saltiamo anche questa meta per mancanza di tempo e per le condizioni climatiche poco favorevoli. Arriviamo e ci fermiamo per il pranzo a Westport e ne approfittiamo per visitare le colorate vie del centro. Ci fermeremo poi qualche minuto anche a Newport, dove si trova uno dei primi ponti ferroviari sulla linea Dublino-Westport-Newport-Achill Island. Qualche foto e via.

Prossima tappa è il castello di Rockfleet. E’ una tipica Casa-Torre irlandese, un maniero costruito sulla sponda di una piccola laguna sperduta, residenza della famosa regina dei pirati del Connemara, Grace O’Malley. Vista d’insieme molto suggestiva, il grigio scuro delle pietre della torre con il verde dei prati, l’azzurro del mare e il rossiccio della laguna su cui si trova il castello. Raggiungiamo quindi Achill Island, la maggiore isola d’Irlanda collegata alla terraferma da un ponte levatoio. Ci dirigiamo subito al nostro B&B a Bannacurry (o BananaCurry come dice Giorgia). B&B molto elegante, raffinato e camera ben curata, dove ci accoglie la figlia dei proprietari affrendoci un buon thè caldo con dolcetti. Nonostante spesso riprende a piovere, prendiamo la macchina e facciamo un giro per l’isola. Costa molto frastagliata con piccole spiaggette, un villaggio deserto (Slievemore) abbandonato nel periodo della grande carestia che ha colpito l’Irlanda a metà del 1800, quando una malattia, ha praticamente distrutto gran parte dei raccolti di patate, alimento base irlandese, grazie inoltre alle pretese economiche britanniche che in quel periodo stava cercando di colonizzare l’isola. Sotto la pioggia insistente e vento, raggiungiamo l’estremità dell’isola, Achil Head. Dopo aver risalito la montagna, una stradina ridiscende su una bellissima spiaggia, Keem. Peccato per il vento e il brutto tempo, fare il bagno in questa spiaggetta, dovrebbe essere fantastico. Rientrando verso il centro dell’isola, altra spiaggia, questa volta molto lunga e spazzata dal vento, Keel. Cena in un Pub un po’ rustico e alla buona, visto da Giorgia durante il nostro giro sull’isola.

17 Luglio 2015

Al nostro risveglio, il cielo è ancora grigio e carico di pioggia. Colazione Irish per me e Giorgia, mentre Daniela cambia con una colazione vegetariana. Lasciamo Achill Island ripercorrendo il ponte levatoio che la collega alla terraferma, a tratti la pioggia riprende ad infastidire il nostro viaggio sempre sulla Wild Atlantic Road verso Nord. Raggiungiamo e ci fermiamo a Ballina, la più grande città della contea di Mayo, sul fiume Moy. Importante centro per la pesca sul fiume, infatti arrivati sul lungo fiume, notiamo una ventina di pescatori immersi fino alla vita intenti a pescare salmoni. Veloce giro in città, all’abazia e vie del centro con soliti negozi caratteristici e Pub.

Ripartiamo abbandonando la strada N59 e rimanendo sulla strada costiera, arriviamo a Diamond Strand, 5 km di spiaggia, ma vento e pioggia ci consigliano di proseguire oltre. Piccola sosta a Easky, dove si trova una casa torre diroccata affacciata sul mare. Qualche foto sempre accompagnati da forte vento e pioggerella insistente e osserviamo la forza del mare infrangersi contro la costa. Entriamo a questo punto nella contea di Sligo, superiamo l’omonima città per raggiungere Rosses Point, dove ci aspetta il prossimo B&B Philmar House. La signora ci mostra subito una camera con bagno in comune, ma poi ci accompagna in una bella camera con doppio letto matrimoniale e ampio bagno. Giusto il tempo per cambiarci e depositare i nostri bagagli e ci portiamo prima a Rosses Point, un piccolo borgo sul mare con barche ancorate e cullate dalle sferzate di vento. All’estremità di questa striscia di terra verso il mare, si trova una statua rivolta verso l’oceano che raffigura una donna del posto in attesa dei proprio uomo uscito per la pesca, pescatori che spesso il mare non restituiva alle proprie famiglie. Per la cena ci trasferiamo in città a Sligo, con una bella passeggiata sul lungo fiume pedonale del Garavogue River su cui si affacciano Pub, ristorantini, caffè, negozietti e un piccolo Italian Quarter con ristoranti, pizzerie, caffè con nomi italiani. Centro allegro con negozi colorati. Foto ad una abazia, solo dall’esterno perchè chiusa per l’orario. Buona cena al The Belfry Pub, con zuppa del giorno e hamburgher di carne con le immancabili patatine e birra. Sligo è famosa per essere la città dello scrittore W.B. Yeats, con statua commemorativa. Si è fatto tardi e torniamo al B&B per una bella dormita.



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