Indimenticabile vacanza a Los Roques

LOS ROQUES, VACANZA INDIMENTICABILE di Barbara e Pierpaolo, 17-26 Settembre 2004 Venerdì 17 settembre a noi che di natura non siamo superstiziosi quest’anno ha portato molta fortuna: è stato infatti il giorno in cui siamo partiti per Los Roques, dove abbiamo trascorso una vacanza sicuramente indimenticabile. E’ stata la nostra...
 
Partenza il: 17/09/2004
Ritorno il: 26/09/2004
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

LOS ROQUES, VACANZA INDIMENTICABILE di Barbara e Pierpaolo, 17-26 Settembre 2004 Venerdì 17 settembre a noi che di natura non siamo superstiziosi quest’anno ha portato molta fortuna: è stato infatti il giorno in cui siamo partiti per Los Roques, dove abbiamo trascorso una vacanza sicuramente indimenticabile.

E’ stata la nostra prima vacanza al mare al di fuori dell’Italia, questo perché pur amando molto viaggiare di solito abbiamo sempre preferito altri tipi di viaggi, sempre all’insegna della natura ma in montagna, dove noi due da soli seguivamo in auto lunghi itinerari organizzati in modo del tutto autonomo alla ricerca di posti poco frequentati dal turismo di massa.

Quest’anno, diversamente dal solito, avevamo a disposizione poco tempo per le vacanze e quindi abbiamo deciso di trascorrerle in totale relax, per una volta non itineranti ma fissi nello stesso posto; un posto che ci attraeva non solo perché da tutti ci era stato descritto come meraviglioso, ma soprattutto per il fatto di essere un parco nazionale, quindi ancora in parte selvaggio e poco costruito.

Altre due cose importanti che ci hanno indotto a scegliere queste isole sono state il tipo di sistemazioni presenti per i turisti, ossia le posadas, che sono ex case di pescatori trasformate in pensioni in genere non di grandi dimensioni (4 o 5 camere al massimo) quasi sempre a gestione familiare poiché a noi non piacciono molto i grandi alberghi e poi il fatto di poter scegliere ogni giorno un’ escursione su un’isola diversa, visto che Los Roques è un arcipelago di circa 350 isole gran parte delle quali è raggiungibile in poco tempo con la barca dall’isola principale, Gran Roque, dove si trovano tutte le posadas.

Essendo comunque molto abituati alle vacanze attive, soprattutto con tante ore di trekking, un po’ di timore di annoiarci al pensiero di passare giornate intere in spiagge spesso deserte ci era rimasto fino al giorno della partenza e avevamo pensato di ovviare portando con noi diversi libri e c.D.

Per fortuna, questo timore si è rivelato poi del tutto infondato e i motivi sono molteplici.

Innanzitutto, la bellezza del mare, che invogliava a stare continuamente nell’acqua; noi in 7 giorni ci siamo fermati in 8 isole diverse scoprendo in ognuna un mare meraviglioso con tutte le tonalità dell’azzurro fino al blu scuro.

L’acqua è calda, circa 28°C, cosa che rende più piacevole il bagno mentre le isole sono in genere ventilate, cosa fondamentale perché diversamente non sarebbe possibile passare lì le ore più calde della giornata perché il caldo è veramente fortissimo.

Non è facile dire quali isole siano più belle, anche perché pur avendo ognuna proprie particolarità hanno tutte in comune il fatto di non essere mai troppo affollate di turisti -nemmeno quelle più vicine a Gran Roque come Franciskys e Madrizquy che in genere sono molto frequentate dai venezuelani durante i fine settimana- e quindi consentono di immergersi completamente nella natura e di sentirsi mentalmente distaccati dalla routine della vita quotidiana.

Le isole che comunque ci hanno colpito di più e che consiglieremmo a chi va a Los Roques per la prima volta sono senz’altro Cayo Muerto, Carenero e Cayo de Agua.

La prima più che un’isola è una striscia di sabbia lunga circa 60 metri e larga al massimo 15; il prototipo dell’isola tropicale sperduta nel mare, senza nessuna costruzione, soltanto la sabbia e un mare limpidissimo e dai colori stupendi. Carenero è un po’ più grande, quindi è possibile fare qualche passeggiata e ci ha colpito per il mare chiarissimo e l’ottimo snorkelling che si può fare, vedendo tanti pesci colorati e tanto corallo.

Cayo de Agua è considerata da molti la più bella dell’arcipelago: a noi è piaciuta particolarmente per il colore fantastico del mare, l’ottimo snorkelling ma soprattutto per la spiaggia enorme che abbiamo scoperto nell’isolotto dove si trova il faro, collegato all’isola principale da una lingua di sabbia attraversabile facilmente a nuoto. E’ una spiaggia lunghissima e, diversamente dalle altre che abbiamo trovato un po’ su tutte le isole, anche molto larga; la sabbia è chiara e soffice e il mare ha trasparenze e colori da sogno.

Un altro posto da vedere sicuramente è Boca de Cote: si tratta di un insenatura all’interno della zona a protezione integrale, dove non è possibile fermarsi nemmeno per una sola giornata e dove ci si ferma con la barca solo per fare snorkelling.

Il mare qui è splendido, tantissime sfumature dell’azzurro e del verde e facendo snorkelling si ha come la sensazione di immergersi in un enorme acquario con tante piante e tante varietà di pesci.

Altri posti belli per lo snorkelling sono Crasqui e Espenky, dove si vedono tanto corallo e tanti branchi di pesci anche a pochi metri dalla riva. In questi posti fantastici le giornate passavano velocemente tra passeggiate, foto, tanti bagni e grazie anche alla compagnia degli amici, tutti ospiti della posada dove alloggiavamo -Posada Acquamarina- conosciuti all’inizio della vacanza.

La compagnia è stata sicuramente un elemento decisivo per la riuscita della nostra vacanza, un po’ perché il fatto di trascorrere tanto tempo insieme ad altre persone è sicuramente insolito rispetto alle nostre precedenti vacanze ma soprattutto perché abbiamo conosciuto persone molto simpatiche con le quali siamo entrati in sintonia da subito.

La socializzazione tra noi è stata fortemente favorita dall’atmosfera familiare che si respirava nella posada, grazie alla presenza di un personale giovane e allegro e dalla piacevole abitudine di fare colazione e cenare tutti insieme alla stessa tavola.

Ricordiamo ancora le tante risate fatte durante le cene e soprattutto il momento dello spuntino al pomeriggio, quando tutti rientravamo dalle escursioni e ci raccontavamo come avevamo trascorso la giornata bevendo la Polar, la birra locale e mangiando le tartine o le pizzette preparate da Sor, la cuoca, o da Elisa.

L’isola principale, Gran Roque, pur non offrendo molto dal punto di vista della bellezza del mare o delle spiagge, a noi è piaciuta molto per l’atmosfera che si respira: è piccolissima, non esistono automobili, le strade non sono asfaltate ma hanno la sabbia, le case sono tutte colorate, ovunque si sente musica. La presenza del turismo si vede ma non ha deturpato l’isola, che sembra ancora autentica soprattutto per quanto riguarda le abitazioni e lo stile di vita delle persone del posto, che ci è sembrato spensierato e molto rilassato.



  • scheggiatony scheggiatony
    Ma non ti sei annoiata? Io vorrei andare, ho la possibilità di avere i biglietti a poco, e pensavo di stare due settimane, ma quando ho visto le foto... ci mancherebbe, mare da urlo, ma non c'è veramente niente altro... non una città, un momumento... e la sera il sole scende alle 18.30. Che facevi, andavi a dormire presto? Non so, da una parte mi sembra di avere un'opportunità della madonna, dall'altra sono perplessa. Forse dovrei fare 1 settimana e spostarmi, ma non vorrei spendere troppo... Hai un consiglio da darmi?"
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