Indimenticabile Giappone

Il mio viaggio fai da te alla scoperta di Tokyo, Kyoto, Hiroshima, Miyajima e Nikko
 
Partenza il: 08/06/2012
Ritorno il: 22/06/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Martedi 12 giugno

Pioggia battente per tutto il giorno ma ciò non ha alcun modo condizionato le visite né imposto cambi di programma, d’ altronde lo sapevamo che giugno è la stagione delle piogge ed avevamo messo in preventivo che tra i “costi” del viaggio avremmo dovuto considerare anche qualche giorno senza il sole. Buona parte della mattinata l’ abbiamo dedicata alla visita del giardino del palazzo imperiale; il posto è talmente bello, curato e rilassante che abbiamo scattato delle foto bellissime nonostante la pioggia. Lo si raggiunge con la metro ed è gratuito; all’ ingresso viene fornito un gettone da restituire all’ uscita. Il pomeriggio lo abbiamo trascorso ad Asakusa per visitare il complesso del Seno Ji. Asakusa, a detta di molti, è una delle poche zone che ha mantenuto l’antico fascino giapponese grazie alla presenza del complesso templare, tuttavia, secondo il mio modesto punto di vista, la costante folla dei turisti e scolaresche fanno venir meno la sacralità del luogo. Molti giapponesi vengono lo stesso in preghiera in questo tempio, è curioso il loro modo di pregare: si mettono in piedi dinnanzi al tempio e battono più volte le mani. Un’ altro rito curioso è quello di accendere gli incensi nel grande braciere davanti alla scalinata del tempio e portare a se il fumo verso le parti del corpo doloranti nella credenza che le sostanze benefiche dell’ incenso penetrino nel corpo e lo facciano guarire. Questo complesso comprende il tempio della dea buddhista Kannon non visibile al pubblico (molti mettono addirittura in dubbio che esista..) e vi si accede attraverso il kamminarimon, la porta del tuono, ai cui lati si ergono maestose le statue del dio del tuono e del dio del vento. Si procede dunque per un viale ai cui lati ci sono le bancarelle che vendono ogni genere di snack, gadget e souvenir spesso e volentieri dal gusto kitch. In una bancarella che vendeva biscotti take away ho comperato un “biscotto da passeggio” al prezzo di 50 yen incartato in una simpatica salvietta da magiare per strada; c’era addirittura la fila davanti alla bancarella! In serata ci siamo recati alla colorata electric city, il regno dell’ elettronica. Negozi immensi, piani e piani interamente dedicati all’ elettronica e suddivisi per tipologia di prodotto, vi si trova di tutto e di più, pc, musica, elettrodomestici, fotocamere, ecc; tuttavia non pensiate di venire a Tokyo per fare affari perché i prezzi sono piuttosto alti, spesso e volentieri si trovano delle offerte ma a prezzi analoghi a quelli dell’ Italia. L’ ideale è venire qui con le idee chiare su ciò che si vuol comprare, magari un prodotto che in Italia non è ancora sul mercato, tenendo ben presente che le prese di corrente sono diverse dalle nostre ed accertandosi di poter utilizzare la garanzia anche nei centri assistenza italiani.

Mercoledì 13 giugno

È stata una giornata quasi interamente dedicata al transfer Tokyo-Kyoto. Il viaggio con lo shinkansen Hikari è durato poco più di tre ore ed è stato molto bello guardare il paesaggio dal finestrino: il Giappone è molto verde, si attraversano tantissime pianure coltivate a risaie e molti paesini caratterizzati da case basse. A metà del percorso circa, se si presta attenzione, si staglia in lontananza il monte Fuji. Noi siamo riusciti a malapena a scorgerlo fra le nuvole perché era una giornata uggiosa e per buona parte del percorso ha piovuto. Viaggiare sugli shinkansen è davvero comfortevole; su treni giapponesi per policy non si parla e non si risponde al telefono; tutti stanno in silenzio e la gran parte delle persone passa il tempo dormendo (è incredibile la capacità dei Giapponesi di addormentarsi “a comando” appena salgono in treno o in metropolitana!) o giocando con videogiochi sofisticatissimi. La prenotazione del posto è obbligatoria su gran parte delle carrozze, soltanto un paio di vagoni sono liberi, pertanto non si pone il problema delle persone che devono viaggiare in piedi o vagabondare da un vagone all’ altro alla ricerca di un posto a sedere. Trovo che Kyoto sia molto diversa da Tokyo, qui il connubio tra modernità e tradizione secondo me è molto più evidente e marcato: la città moderna, piuttosto sterile, fatta di grattacieli, uffici e infrastrutture, convive con templi buddisti molto antichi, castelli, giardini zen e il caratteristico quartiere di Gion.

Giovedi 14 giugno

Il leitmotiv del programma della giornata è stato la visita al Fujimi Inari, un santuario scintoista caratterizzato da migliaia di torii rossi disposti ad arco l’ uno accanto all’ altro a formare una sorta di tunnel lungo quattro chilometri e disposto in un area collinare boschiva. Abbiamo raggiunto il Fujimi Inari con un treno locale della linea Kyoto – Nara sfruttando il Jr pass. Dopo la foto di rito davanti al torii gigante, porta di ingresso al santuario, e davanti alle volpi in pietra che tengono in bocca le chiavi dei magazzini del riso, ci siamo incamminati in questo tunnel dall’ effetto davvero ipnotico. C’erano molte scolaresche piuttosto rumorose il che ha reso l’ atmosfera meno sensazionale di quanto ci aspettassimo ma nessun problema, è stato comunque un privilegio aver potuto visitare quel luogo!. Terminato il percorso circolare abbiamo imboccato la via del ritorno e ci siamo fermati in una bancarella a comperare dell’ ananas fresco e dissetante take away. Un gruppetto di ragazzi di una scolaresca ci ha fermato e abbiamo fatto un po’ di conversazione in inglese. Agli studenti giapponesi piace fermare i turisti per scambiare quattro chiacchiere. Per pura coincidenza li abbiamo ritrovati qualche ora più tardi all’ interno di un centro commerciale li vicino. Prima di ripartire abbiamo acquistato dei souvenir e qualcosa da mangiare in un negozietto vicino alla stazione, dopo di che abbiamo preso il treno locale per tornare a Kyoto e dedicare quello che restava del pomeriggio all’ Higashi Hongan ji (ingresso gratuito) che si trova a pochi minuti a piedi dalla stazione. Si tratta di un tempio molto grande e ciò che ci ha colpito più di tutto è stata una lunga e grossa fune custodita in una teca. È una fune speciale perché è stata realizzata con ciocche di capelli umani donate da diverse donne per issare le assi di legno utilizzate per ricostruire il tempio dopo che era stato distrutto da diversi incendi. Abbiamo poi visitato Nishi Ongan – ji e prima che calasse la sera abbiamo fatto una passeggiata rilassante al Daitoku-ji, un complesso di templi, giardini zen e sentieri di ghiaia. C’erano tante persone a passeggiare e tanti bambini.



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